Come abbiamo sostenuto al Comune giovedì 19 marzo, la “differenziata domiciliata”, come quella che ha in mente l’Amiu, sarà solo una scusa per avere finanziamenti e buttarli nell’acquisto di cassonetti inutili! La vera “differenziata” si fà porta a porta, con bidoncini o sacche in comodato d’uso gratuito alle famiglie…..
Fiato su collo continua!

Comunicato in risposta alle intenzioni di riattivazione dell’inceneritore

“Attraverso un famigerato comunicato stampa che è circolato nei giorni scorsi all’interno di un limitato gruppo di contatti, abbiamo appreso che il Comune di Taranto, in accordo con l’AMIU, intendeva presentare ufficialmente alla città la riapertura dell’inceneritore AMIU, camuffandolo in un imballaggio tecnico-retorico che va sotto il nome accattivante di “chiusura del ciclo dei rifiuti”.
Dal punto di vista metodologico, per una giunta che si vanta di sostenere la partecipazione, è apparso sospetto il fatto che i cittadini venissero messi al corrente di un dato di tale importanza per la loro salute, solo a cose fatte e senza che vi fosse stata una preventiva comunicazione e pubblicizzazione dell’evento (i siti istituzionali del Comune e dell’AMIU non ne accennano minimamente). Già questo, ai sensi delle direttive europee circa la trasparenza in materia ambientale, costituisce un grave atto di occultazione e di omissione di informazione nei riguardi del pubblico interessato.
Dal punto di vista etico non si capisce con quale onestà e coerenza le persone che hanno elogiato questo vecchio impianto, già riadattato prima ancora di ottenere le autorizzazioni, si posero alla testa di una manifestazione, quella di Altamarea del 29 novembre scorso, peraltro non organizzata da loro, che nacque dalla legittima aspirazione di tutti i tarantini ad un ambiente sano. La piattaforma, cui tutti i partecipanti aderirono, citava espressamente la contrarietà alla riapertura dell’inceneritore, che avrebbe apportato un incremento di sostanze tossiche su tutto il territorio jonico.
Come non sottolineare quanto un simile comportamento, unito ad una crescente, pericolosa, inerzia in campo ambientale, allontani sempre più da questi amministratori il favore di una cittadinanza che aveva creduto nella loro responsabilità ed onestà, scegliendoli quali guida di una città che già troppo aveva dato alle logiche dello sfruttamento e devastazione del territorio?
Scendendo, invece, sul piano tecnico, come cittadini, non essendo mai stati interpellati in una pubblica discussione in merito, ci sentiamo di osservare e sottolineare tutte le incoerenze di un’azione che, nella migliore delle ipotesi, è solo un ennesimo, inappropriato quanto squallido, modo di fare cassa a spese della salute pubblica.
In primo luogo il “fantasma” della “chiusura del ciclo dei rifiuti”, arricchito da pannelli solari e compostaggi vari, suona come la solita scusa che in tutta Italia viene sventolata per autorizzare queste nefandezze ambientali: Taranto è purtroppo una città di rifiuti che annovera oltre settanta discariche e l’unico inceneritore attivo di Puglia, quello di Massafra. Qui si brucia solo parte dei nostri rifiuti ma in compenso si accolgono quelli di tutta la Puglia, della Campania, e di tante belle e pulite regioni del nord.
Non si coglie la ragione dell’apertura di un altro inceneritore a poche centinaia di metri da quello, su un area già pesantemente offesa da miasmi e inquinamento industriale. Un area di grande valore paesaggistico, a ridosso del nascente parco delle gravine, costellata di sontuose, antiche masserie che non potranno mai più essere convertite in agriturismi e centri culturali e ricettivi, così come accade per le loro omologhe salentine. Per non parlare di coltivazioni e allevamenti già colpiti dal dramma diossina.
In secondo luogo, nella città con il più basso livello di raccolta differenziata d’Italia, suona come una vera e propria presa in giro collettiva la proposta di realizzare un ciclo virtuoso dei rifiuti partendo… dalla fine! Non si può offendere l’intelligenza dei cittadini sostenendo che prima si bruciano i rifiuti e poi si riciclano. Qui, per fare una metafora, non abbiamo neanche l’antipasto e ci propongono di passare direttamente alla frutta (marcia)! Il vero ciclo dei rifiuti si realizza attraverso una reale raccolta differenziata porta a porta (non le eterne sperimentazioni annunciate da anni per prendere tempo) e, soprattutto, attraverso una corretta politica di incentivi allo sviluppo di un bacino industriale, atto al riuso e al riciclaggio dei materiali recuperati. Un inceneritore come quello che Taranto ha già attivo è in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti di una città come Berlino, con un bacino di sei milioni di abitanti e qui, invece, se ne vuole aprire un altro?
In terzo luogo, tecnicamente, stiamo parlando di un impianto a griglia la cui concezione è vecchia di oltre 35 anni e che lo stesso Nello De Gregorio, oggi entusiasta vicepresidente dell’AMIU, definì nocivo ed antieconomico, rispetto ad un sistema di raccolta differenziata serio (come si cambia… diceva una celebre canzone).
Sicuramente, fior di tecnici verranno a raccontarci la favola dell’inceneritore pulito che è la stessa che raccontano ancora oggi a Brescia dove ormai il latte alla diossina viene diluito con il latte tedesco. Ma la cosa essenziale, che nessun tecnico potrà negare, è che le emissioni, sebbene al minimo, sono sempre estremamente nocive soprattutto in un’area critica dove già la percentuale di malattie e decessi per inquinamento è doppia rispetto alla norma! Inoltre la legge italiana non considera l’impatto delle nanoparticelle, che sono la vera peste nera di questi impianti, causa di danni gravissimi alla salute, e delle ceneri da smaltire in discariche speciali. Infine come non sottolineare, proprio alla luce dei fatti di Roma, come la pericolosità di questi impianti risieda anche e soprattutto nella gestione e manutenzione? In una città dove gli enti pubblici sono allo sbando e la forza degli interessi privati prevale sul bene collettivo, chi garantisce sul funzionamento a regime di questa struttura (si veda il caso di Roma)? E’ possibile pensare di aggravare lo scenario delle possibili speculazioni invece di concentrare le forze verso prospettive sostenibili e sane?
In quarto luogo, economicamente, l’apertura di un inceneritore prevede necessariamente un tempo estremamente lungo di ammortamento e quindi di attività a pieno regime: se i nostri amministratori puntano al recupero e al riciclaggio, cosa bruceremo in questo impianto in futuro? Sicuramente non i nostri rifiuti ma quelli raccolti da tutti i comuni più appestati d’Italia!
L’assessore Romeo continua a sostenere che l’incontro in Municipio, consisteva in una consultazione e non in una presentazione ufficiale. Ci permettiamo di smentire con estremo rammarico e profonda delusione chi vuole offendere e prendere in giro la cittadinanza: il bando di gara per la gestione dell’inceneritore è stato già pubblicato da più di tre mesi sul sito dell’AMIU! Ed è anche scaduto!
Non si possono consultare i cittadini senza informarli, convocarli e, soprattutto, sapendo già quale sarà l’esito della consultazione!
In tutto questo marasma di cattiva informazione creata ad arte, vogliamo aggiungere qualche nota a chi ha attaccato direttamente la cittadinanza partecipativa, che si oppone a questo ennesimo impianto tossico. Si tratta di un certo Roberto De Giorgi che,pur essendo nel libro paga dell’AMIU come consulente, si spende come “ambientalista” della Rete Jonica Ambientale, per appoggiare questa scellerata riapertura, accusando addirittura i cittadini di atteggiamenti “olifrenici”. Se già appare quantomeno strano che un ambientalista usi termini introvabili sui dizionari per farsi capire dalla cittadinanza (il che la dice lunga sulle tristi sorti della comunicazione e della condivisione della cosa pubblica), pur immaginando il senso etimologico, vogliamo rigettare un’accusa così stravagante lasciandola cadere nella retorica incomprensibilità che la caratterizza. Alla luce della viva reazione di tutte le associazioni che hanno marciato il 29 novembre contro l’inceneritore AMIU e soprattutto dopo l’acceso dibattito di giovedì scorso a Palazzo di Città, che ha visto i cittadini e le associazioni ambientaliste unite nel condannare duramente questa scelta, non possiamo che rilevare, per rispondere a tono, che la posizione del sig. De Giorgi è palesemente quanto erroneamente olofrastica, con buona pace del nostro che, come noi, andrà a sfogliarsi il primo dizionario sottomano.
Il Comitato per Taranto, l’AIL e tutti i cittadini indignati per questo ulteriore danno alla collettività, delusi per la cattiva gestione di una delega così rilevante per la salute di tutti, si opporranno con tutti i mezzi alla riapertura di questo vecchio inceneritore, superfluo e, nonostante le false garanzie, altamente inquinante.
Nell’offrire la nostra disponibilità a collaborare verso l’introduzione in questa città di pratiche sostenibili e redditizie , chiediamo inoltre che sia convocato ufficialmente al più presto un nuovo incontro con gli amministratori del Comune di Taranto.

Comitato per Taranto
AIL

Il Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Taranto aderisce al comunicato del Comitato per Taranto

E’ arrivato ancora una volta il momento di essere tutti presenti

Neanche il tempo di potersi dedicare alla propria vita, alla propria attività lavorativa (se per fortuna esiste) e magari godere del nostro tempo libero residuo
che qualcosa accade, sempre un po’ di sorpresa, sempre poco piacevole…

Il comune, presieduto da politici che non stanno brillando in
lungimiranza, ha organizzato per Giovedì 19 alle ore 18:00 la
presentazione della riaccensione dell’inceneritore.

In barba al principio di precauzione ;
infischiandosene delle richieste e proposte fatte in
commissione ambiente per scongiurare una tale iniziativa ;
nonostante ci sia come Sindaco un medico (pediatra) ;
a fronte di uno sbandierato annuncio di finanziamento, da parte della Regione Puglia, al Comune di Taranto della iperbolica somma di 1 milione di euro per l’acquisto di cassonetti per la raccolta differenziata (non certo come si è scritto della differenziata porta a porta…);
ecco che ci piomba sulla testa la riattivazione dell’inceneritore… !!!

E’ inconcepibile che ancora si metta a repentaglio la nostra salute, l’ambiente che ci circonda,
senza contare che si buttano direttamente nel forno dell’inceneritore centinaia di posti di lavoro.
E’ uno spreco immorale di risorse riutilizzabili e riciclabili,
si contribuisce a distruggere in maniera irreparabile l’ambiente – da oltre 50 anni già gravemente intossicato dalla grande industria – con una politica anacronistica e tutt’altro che lungimirante sulla gestione dei così detti rifiuti.

Perché in realtà non è corretto parlare di rifiuti, ma precisamente di “materie prime secondarie”,  utilissime,
di importante valore economico e che ci permetterebbero di vedere le tasse sui rifiuti abbassate.
TASSE RIDOTTE!
Sapete cosa ci viene a costare la Tarsu, vero?
Sapete che soltanto differenziando l’umido si potrebbe abbattere dal 25 al 30% la tassa?
Raggiungendo in un baleno il 40% di raccolta differenziata?
Senza contare che attivando la raccolta differenziata porta a porta anche un comune come il nostro
avrebbe percentuali da capogiro di materiali recuperati e differenziati.
Il che vuol dire economia e soldi, e con i soldi si crea lavoro e benessere.
Magari non dipende dalla loro volontà, o attitudine ma i fatti dicono che i nostri politici non hanno progettualità.
AIUTIAMOLI!
Ogni giorno che passa si capisce che sono lì per grazia ricevuta, per mandato (a termine) dei cittadini, i quali in mancanza di una loro proposta adeguata li possono aiutare a prendere delle decisioni, a portare avanti dei progetti validi e prendersene anche gli applausi, e (gli immeritati) meriti.
Il massimo di visione che si possono permettere è fino alle prossime elezioni, per cercare di essere rieletti.
Insomma se ci sono tanti soldi da spendere vedrete come si attiveranno per il bene comune. shock
NON LASCIAMOLI SOLI!
Perciò Giovedì 19 occorrerà essere presenti, occorrerà farsi vedere e sentire.
Bisognerà riempire il solitamente vuoto “Salone degli Specchi”.
Questi politici sono abituati a fare dichiarazioni e presentazioni,
soli di fronte alla stampa e non rispondono alle domande scomode (se mai ne ricevessero…).
WE DON’T NEED INCINERATION!
Andiamo
lì in massa, so che l’ora (le 18,00) è particolarmente ostica, ma non
possiamo certo affidarci a qualche forestiero della California
(l’intero stato persegue la Strategia Rifiuti Zero 2020) o ai nostri politici,
altrimenti le cose erano già belle che sistemate wink
Tocca a noi, alle nostre mamme e nonne, ai papà ai nonni e ai fratelli e ai nipotini.
Per chi avesse figli non li dimentichi a casa con la baby sitter.
Avvisate anche gli zii e i loro amici.
Siamo tutti interessati a stoppare sul nascere questa accensione.
Siamo tutti responsabili se l’accensione venisse approvata definitivamente.
Le prove scientifiche a nostra tutela, che condannano senza appello gli inceneritori sono molto numerose, sempre più numerose.
Tantissimi ricercatori hanno dimostrato senza dubbi che gli inceneritori sono veramente troppo pericolosi,
ben oltre i limiti della legge e sempre più politici se ne rendono conto.
Aiutiamo i nostri a rendersene conto e ad adottare senza timori la
STRATEGIA RIFIUTI ZERO 2020!

Federico

Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Ecco la prova che una strategia virtuosa come “Rifiuti Zero”, anche in un approccio “leggero” , possa non solo aiutare l’ambiente riducendo drasticamente l’inquinamento e i rifiuti , rendendo inutili gli inceneritori, ma si riescono a trasformare gli scarti in risorse, indurre i contribuenti a spendere meno denaro per questo problema a beneficio di un aumento    dell’ occupazione.

Uno studio di Roberto Cavallo:

Raccolta differenziata e Riciclo: ingredienti per una ricetta contro la crisi.Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Grandi opere, ecoincentivi, permessi di costruire, condoni: molti tentativi si rincorrono per cercare vie da esplorare per vincere una crisi complessa.

Vorrei provare a fornire una proposta al governo e ai decisori.

Abbiamo una grande opportunità in Italia per creare posti di lavoro a costo ridotto per la società: promuovere la raccolta differenziata di tipo domiciliare.

Le amministrazioni virtuose italiane che hanno già intrapreso questa via hanno dimostrato come il cambiamento della raccolta rifiuti da stradale a domiciliare, con una raccolta differenziata integrata, necessita almeno del 50% di manodopera in più.

In pratica servire i 45milioni di italiani, che ancora non lo sono, con raccolta domiciliare, significherebbe creare circa 100.000 posti di lavoro diretti.

Un intervento di questo tipo ha tre considerazioni immediate:

- richiede tempi di attivazioni rapidissimi, dell’ordine di mesi, come si direbbe per le grandi opere è immediatamente cantierabile;

- dà ordine al sistema dei rifiuti riportando le materie nei canali corretti contribuendo al contenimento della produzione complessiva, aumentando l’efficienza degli impianti di smaltimento, garantendo un maggior controllo di filiera evitando conferimenti fraudolenti;

- aumenta la qualità (non solo la quantità) delle materie prime seconde, creando ulteriori posti di lavoro nel comparto del recupero, quantificabili in ulteriori 100.000 posti di lavoro. Comparto a dura prova della crisi globale, ma certamente più flessibile dell’industria classica che si basa sull’utilizzo delle risorse naturali prime, distanti e costose.

Ovviamente tutto ciò ha un costo: la raccolta e il trattamento post raccolta costano mediamente il 30 – 50% in più dell’attuale costo di raccolta.

È altresì vero che in questo modo diminuiscono i costi alla collettività dello smaltimento finale (discariche in particolare) e il modello nell’arco di 3 anni può raggiungere un nuovo equilibrio.

Si tratta di sottrarre risorse dallo smaltimento per investirle nelle raccolte.

In termini ancor più visivi si tratta di smetterla di buttare biglietti da 100 euro sotto terra e darli alle persone.

Se poi il governo decidesse di investire per contenere l’aumento di costi dello start up l’intera operazione il costo complessivo potrebbe aggirarsi attorno ai 900 milioni di euro.

Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Roberto CAVALLO

Presidente AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) http://www.assaica.org; http://www.envi.info

Presidente ERICA http://www.cooperica.it

Membro del direttivo ACR+ (Association Cities and Regions for Recycling and Sustainable Management of Resources) http://www.acrplus.org

Valutatore Esperto 7PQRS Commissione Europea Direzione Generale Ricerca

Cell. 335 8297916

e-mail presidenza@cooperica.it

Alba, lì 11 marzo 2009

Carta di Firenze – Comuni a 5 stelle

Domenica 8 Marzo 2009 a Firenze è stata presentata la Carta delle Liste Civiche a 5 stelle, patrocinata da Beppe Grillo, un incontro interessante che ci ha spinto verso nuove idee.

Hanno partecipato, tra l’altro
il dott. Maurizio Pallante (ambiente e decrescita felice),
il dott. Riccardo Petrella (ripubblicizzazione dell’acqua),
la dott.ssa Patrizia Gentilini (danni causati da inceneritori e la diossina), Marco Boschini (energia e comuni virtuosi),
la neo candidata alle europee come indipendente per l’Idv Sonia Alfano (diritti civili), …nessuna appartenenza con il Ministro Alfano,
Marco Travaglio (l’importanza della Costituzione) a cui da poco è stato consegnato il premio per la “libertà di stampa” dall’associazione giornalisti Tedeschi DJV,
Matteo Incerti (i vantaggi di “Rifiuti Zero”),
Jacopo Fo (risoluzione problemi pratici),
arch. Matteo Sasso (bio architettura)
e tanti altri esperti dei vari settori da cui trae insegnamento
la Carta dei comuni a 5 stelle.
Un primo passo verso un nuovo concetto di intendere la politica che punta alla trasparenza e alla partecipazione diretta dei cittadini. Un progetto che pone al centro il cittadino e intorno l’amministrazione che lavora per il bene comune di tutti gli strati sociali. Un progetto che cancella i rapporti con i vecchi amministratori e il loro modo di intendere l’amministrazione lontana dagli elettori , soprattutto (come sottolineato da Sonia Afano) l’importanza di una fedina penale pulita per chi si accinge a prestarsi alla politica. Un nuovo modo anche di circondarsi di tecnici lontani da conflitti di interessi.
Nel pomeriggio vi è stata la presentazione delle Liste Civiche certificate da Beppe Grillo e dei loro programmi ispirati alle 5 stelle,  che parteciperanno alla tornata elettorale nei comuni di Firenze, Bologna, Roma, Pescara, Torino, Perugia, Bergamo, Forlì, Nettuno, Spoleto, Pozzuoli e Fiumicino, idee innovative e rivoluzionarie nel modo di intendere il concetto di comune.
Che sia nata una nuova speranza per il nostro martoriato Paese? Forse il cambiar mentlità e metodologia può essere una risorsa e una risposta concreta a un mondo politico sempre più oscurato dall’affarismo, dal campanilismo e dai conflitti d’interesse!carta-di-firenze-comuni-a-5-stelle

Marco Travaglio a Crispiano – Giustizia e Legalità: il video

Incontro con Marco Travaglio a Crispiano
Il 16 Gennaio 2009 si è tenuto a Crispiano, nel teatro comunale, un incontro con il noto giornalista e scrittore Marco Travaglio sul tema Giustizia e Legalità, organizzato dal Meetup degli amici di Beppe Grillo di Taranto e dalla Proloco Crispiano.
Per chi non è potuto esserci, pubblichiamo qui sul blog il video INTEGRALE dell’incontro.

MARCO TRAVAGLIO: GIUSTIZIA E LEGALITA’ – VIDEO INTEGRALE

Le foto dell’incontro

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