Interviste a Carlo Vulpio e Sonia Alfano

Interviste dell’incontro del 22. Il bello di questi candidati è che non vengono a fare mera campagna elettorale ma parlano di problematiche vere! Spero davvero ce la facciano. Scusate la qualità video ma siamo giornalisti d’assalto :D

Buona visione

Comunicato Stampa

Il meetup degli Amici di Beppe Grillo di Taranto, in relazione alla
presenza giorno 22 Aprile 2009, alla presentazione delle candidature
dell’Italia dei Valori al Hotel PARK, ci tiene a precisare che non
supporta nessun candidato alle elezioni provinciali. Come meetup
sosteniamo la candidatura alle elezioni europee di Sonia Alfano, Carlo
Vulpio e Luigi De Magistris, come candidati INDIPENDENTI dell’Idv, per
essersi distinti nello svolgere il proprio lavoro con correttezza e
onestà intellettuale, fuori da ogni lecito dubbio, osteggiati nel fare
il proprio dovere di verità documentata, di cronaca e di giustizia.
In caso qualunque partito o movimento faccia proprie una o più
battaglie che il meetup porta avanti ci sarà solamente una
collaborazione e niente più.
Quindi qualsiasi dichiarazione o affermazione contraria al principio
sopra enunciato non corrisponde a verità.
In riferimento all’approvazione, in data 22 Aprile 2009, del Piano
Provinciale sui Rifiuti gli Amici di Beppe Grillo di Taranto
sottolineano la loro più totale disapprovazione verso tale piano.
Siamo contrari alla riattivazione dell’inceneritore dell’AMIU in un
area già così penalizzata come quella del tarantino e in generale
consideriamo l’incenerimento come il metodo peggiore per risolvere il
problema rifiuti. L’unica soluzione alla situazione attuale è la
strategia Rifiuti Zero

Luigi De Magistris, Sonia Alfano, Carlo Vulpio a Taranto

Mercoledì 22 Aprile alle ore 20:00 Park Hotel Mar Grande, Viale Virgilio – Taranto, incontro con Luigi De Magistris
, Carlo Vulpio, Sonia Alfano candidati alle Europee come indipendenti con Idv.
All’incontro parteciperanno anche il Sindaco di Taranto Ezio Stafano, il dott. Alessandro Marescotti di Peacelink, il Deputato IdV Pierfelice Zazzera e il candidato Presidente alla Provincia di Taranto dott. Emanuele Fisicaro.

Prossimo appuntamento con la campagna di Rimborso del CIP6

Ancora sulla campagna in favore del rimborso del CIP6.

Dopo il primo appuntamento di sabato 18 Aprile in Piazza M. Immacolata, saremo di nuovo presenti il 2 Maggio in Villa Peripato o Via D’Aquino(purtroppo le autorizzazioni ci vengono a volte negate in una sede e siamo costretti a spostarci altrove….) con il nostro banchetto per raccogliere le vostre (speriamo numerose) adesioni e per rispondere ai vostri dubbi.

Per chi non sapesse di cosa si tratta lo invitiamo a farci visita il 2, oppure leggere il precedente post (clicca qui) o a far visita al sito dell’associazione che promuove la campagna a livello nazionale: www.dirittoalfuturo.it

Ricordiamo inoltre che si deve presentare necessariamente l’intestatario del contratto di fornitura elettrica e  i documenti necessari per aderire e per far valere i nostri diritti sono:

  • una fotocopia di una bolletta dell’energia elettrica
  • una fotocopia di un documento identificativo dell’intestatario del contratto
  • 10 euro  (per le primissime spese legali)

Raccolto ciò, il nostro avvocato procederà ad autenticare la vostra firma e di fatto sarete partecipanti a questa doverosa richiesta di rimborso dei nostri soldi, impunemente sottratti dal 2001 ad oggi (come certificato dalla Comunità Europea).

Quindi:

Giorno 2 Maggio, Villa Peripato o Via D’Aquino, Taranto

Vi attendiamo numerosi!

Campagna di Rimborso del CIP6

Aderisci alla vertenza contro l’incenerimento dei nostri diritti!

Oltre il 7% dell’importo della bolletta elettrica, invece che per finanziare energie rinnovabili, è utilizzato per strapagare impianti di incenerimento che bruciano scarti di raffineria e di lavorazioni industriali, plastica dai rifiuti urbani e assimilati e molte altre sostanze inquinanti, che contribuiscono all’incremento delle malattie.
L’italia è stata sottoposta a procedura di infrazione da parte dell’UE ed è stata condannata. Se sei un utente, privato o aziendale, titolare di un contratto di energia elettrica, puoi chiedere la restituzione della somma che dal 2001 al 2007 è stata illegalmente utilizzata, ed evitare di pagarla anche in futuro.

Quali vantaggi?

In caso di vittoria avrai indietro i tuoi soldi. Avrai difeso un diritto tuo e dei tuoi figli, e avrai tutelato salute e ambiente. Motivi che sono alla base della vertenza nazionale.

Esistono svantaggi?

Nessuno. Al massimo non avrai indietro i tuoi soldi. Ogni altro onere sarà a carico dell’Associazione.

Quanto costa?

Per esercitare un tuo diritto, tutelare la salute e difendere l’ambiente, occorrono la disponibilitàa firmare la richiesta di rimborso e 10 euro a sostegno delle spese affontate dall’Associazione per portare avanti la vertenza. La responsabilità civile dell’eventuale processo sarà a carico dell’Associazione.

Quanto tempo ci vorrà?

Difficile prevederlo, ma sarà cura dell’Associazione tenerti informato. Consulta il sito: www.dirittoalfuturo.it dove potrai trovare ulteriori informazioni e aggiornamenti sullo stato della vertenza.

E’ un tuo diritto.
Ogni diritto non esercitato è un diritto perso.

Saremo presenti con un banchetto a Taranto Vecchia, giorno 9 aprile 2009, dalle 22, nei pressi del comitato di quartiere, per illustrare a quanti vorranno questa iniziativa. Presto inizierà la raccolta delle adesioni e ne daremo comunicazione.

VI RICORDO CHE E’ POSSIBILE ADERIRE ALL’INIZIATIVA PRESSO LO STUDIO DELL’AVVOCATO EGIDIO PIGNATELLI. Lo studio è a Taranto, in Via Marche n.50, di fronte al Tribunale ed è possibile recarvisi dal Lunedi al Venerdi, dalle ore 17:00 alle ore 20:00. E’ consigliabile telefonare il numero 099 / 372462 per accertarsi della presenza dell’avvocato.

L’agenzia mi liquida con un SMS dopo 34 mesi di lavoro nell’Ilva

Lettera di un ex-dipendente Ilva assunto da un agenzia con contratto a tempo determinato. La terribile realtà che affrontano i dipendenti precari in genere e soprattutto all’Ilva di Taranto dove ogni giorno rischiano la vita per incidenti sul posto di lavoro e dove inalano polveri contenenti sostanze nocive per la salute. E mentre migliaia di operai vengono messi in cassa integrazione o licenziati, lo stabilimento continua ad inquinare la nostra terra, un danno che pagheranno anche le prossime generazioni. Ilva non è più sinonimo di posto fisso; è solo la rappresentazione di una scelta politica basata sull’industria, sbagliata e sconsiderata che per decenni ha segnato il destino di Taranto a morire lentamente. E’ ora di finire con questo scempio che regge su un ricatto occupazionale, è ora di proporre progetti alternativi ed eco-sostenibili. E’ una responsabilità delle amministrazioni, è una responsabilità di ogni cittadino di Taranto.
Divulgate questa storia perchè tutti possano capire quale realtà affrontano i precari nell’Ilva di Taranto.

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Lettera:
Ho ricevuto il seguente messaggio sul cellulare 01/apr/09; ore 2:11:
“Le comunichiamo che il contratto in scadenza cessa in data odierna 31/03/ 2009 Cordiali saluti GIGROUP”

Dopo 34 mesi di lavoro interinale l’agenzia mi liquida con un SMS dove mi balza subito agli occhi la parola “cessa”. Mi reco al loro ufficio e chiedo chiarimenti. Perché non mi avete telefonato, pensavo fosse un pesce d’aprile. Tutto vero, noi mandiamo il messaggio.
Ora che faccio? Li chiedo. Dobbiamo sperare che vi richiamano. Devo stare a casa con la speranza che mi richiamano?!

Al che vengo ignorato come un importuno. In quel momento ho capito che la legge Biagi stravolta da Maroni, non fa altro che dividere in due i diritti dai doveri. Nell’Ilva, dove sono stato somministrato, facevo il dovere, mentre per i diritti devo rivolgermi all’agenzia. Qui nasce una contraddizione perché le due entità, venutesi a creare, possono rimpallarsi la responsabilità a seconda della convenienza: l’agenzia non ha colpa se l’azienda non rinnova la richiesta mentre l’azienda non ha responsabilità perché noi “apparteniamo” all’agenzia.

Non mi resta che fare la domanda di disoccupazione: ordinaria o ridotta? Mi sbattono in faccia un modulo per la disoccupazione ridotta. Nei 34 mesi c’è stato un buco di 30 giorni fra un contratto e l’altro per evitare di essere assunto con contratto indeterminato e, nello stesso tempo, di non aver diritto alla disoccupazione ordinaria o speciale. Tutto calcolato per fottere i lavoratori.
Anche il bonus famiglia non mi tocca perché supero il reddito di qualche centinaio di euro. Tu guarda che sfortuna, sarà calcolato anche quello?

In questi 3 anni di lavoro il mio reparto ha raggiunto un “record” di produzione dietro l’altro grazie anche al mio lavoro. A loro il record, a me la disoccupazione… ridotta.
A noi interinali il premio di produzione ci è stato concesso solo dall’estate scorsa perché, in precedenza, non avevamo diritto essendo operai “esterni”. Ci hanno spiegato che il premio consisteva in circa 1 euro in più a ora. Urra, abbiamo gridato, e tutti a fare i conti, salvo poi scoprire, nel leggere le buste paghe, che le tasse erano aumentate conseguentemente e il “premio” se lo è incamerato lo Stato.

Proviamo una forte sensazione di sfruttamento. Sfruttati dall’azienda che ci ha trattati come animali col miraggio, “l’illusione” (parola usata dalla Uilm in riferimento alla regolarizzazione dei precari) dell’ambito contratto indeterminato. Sfruttati dall’agenzia che ci ha fatto la cresta sugli stipendi e chissà quanti soldi ha ricevuto “per ogni ora” del nostro lavoro.
Sfruttati dallo Stato che si è mangiato i nostri stipendi tartassati e adesso ci liquida con un “datevi da fare”
F. Masciullo

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