Taranto non la batte nessuno ma anche i nostri amici salentini non se la passano certo bene….

A quanto pare pensano che al sud si possa fare qualunque cosa. Forse credono che siamo OGM e resistiamo davanti a qualsiasi quantità di inquinanti…E purtroppo quello che accade nelle città a noi vicine ci tocca personalmente(incide sulla nostra qualità della vita l’inquinamento globale, figuriamoci quello a 100 km….)
Vi inoltro una mail arrivata dal gruppo ANTI CERANO:

IMPORTANTE: DIFFONDETE, VERRANNO BRUCIATI RIFIUTI A CERANO! QUESTI CI AMMAZZANO! REAGIAMO SI O NO???
di Daniele Palma

Ebbene si… grazie al fatto che la gente non si ribella mai, nelle convenzioni che stanno per essere firmate, c’è un punto in cui, si parla di combustione di CDR (Combustibile derivato dai rifiuti).
MA VI RENDETE CONTO???????????????
COSA DOBBIAMO ASPETTARE PER REAGIRE? LO CHIEDO A VOI! COSA ASPETTATE PER PARTECIPARE TUTTI E 4000 ALLE NOSTRE PROTESTE??? Diffondete prima che sia troppo tardi.. dobbiamo reagire ORA! SUBITO!
POSSIBILE CHE QUESTI POSSANO FARE QUEL CHE VOGLIONO, E LA POPOLAZIONE SUBISCE TUTTO PASSIVAMENTE?
MA SIAMO UOMINI O SIAMO PECORE?
Partecipate nel gruppo, INVITATE PIU VOLTE tutti i vostri amici, NON VI COSTA NULLA, e c’è in gioco, niente di meno CHE LA VITA.
LA VITAAAAAAAAAAA!!!!!
Cosa avete da fare per non venire tutti alle manifestazioni? Siete occupati? E cosa c’è di più importante della VITA?
La tutela dell’ambiente corrisponde alla salute, cioè alla vostra vita!

Questo punto sul CDR, ci è stato taciuto da Vendola, Ferrarese e Mennitti, che pur essendo venuti a parlare in mezzo alla folla che manifestava infuriata, lunedi scorso, non hanno minimamente menzionato il CDR. Vi sembra normale che chi ci rappresenta si comporti cosi???
Continuiamo a dormire? Che dite? Le conseguenze le pagheremo TUTTI, poichè tutti respiriamo la medesima aria.
E più continuiamo a dormire, e più loro si sentiranno in diritto di fare quel che vogliono… “tanto la gente dorme sempre…non reagisce mai…”
Enel continua a guadagnare miliardi, sulle spalle di tante persone innocenti che continuano a morire.
La colpa non è dei politici, MA DELLA GENTE CHE SE NE FREGA e li lascia fare quel che vogliono, e dopo sa solo lamentarsi!!!!!

Enel vi ringrazia per il vostro atteggiamento!

Leggete, qui

http://www.facebook.com/photo.php?pid=30620260&o=all&op=1&view=all&subj=45125059959&aid=-1&id=1539738692&oid=45125059959

L’apatia è contagiosa a quanto pare…infatti tutto il tacco d’Italia pare avere problemi di partecipazione diretta da parte dei cittadini. C’è da vantarsene? Direi di no…Finchè non capiremo che quando ci mostriamo interessati, arrabbiati, informati siamo forti più di chi ci amministra così male, non risolveremo i nostri problemi. C’è da rimboccarci tutti le maniche e lavorare. Le cose possono cambiare, basta solo volerlo.
Ciaoooooooo

Se fai quello che hai sempre fatto otterrai quello che hai sempre ottenuto….

NUNTIO VOBIS MAGNUM GAUDIUM: HABEMUS GARANTEM! IL REFERENDUM SI FA’!

Ce l’abbiamo fatta! Sono stati nominati i garanti.
Evviva! La democrazia, dopo una lunga battaglia, può fare il suo corso! Tenetevi pronti, siamo solo all’inizio!
A breve il video!

Si avvera l’incubo: primi morti a causa del vaccino H1N1

Il discusso vaccino distribuito per cercare di ostacolare il diffondersi dell’influenza H1N1 ha presumibilmente prodotto le prime morti (voce modificata a seguito della confusione generata dall’uso del termine “morti accertate” utilizzato poichè allo stato attuale la vaccinazione è l’unica causa del decesso che viene valutata), sono quattro donne svedesi che, in quanto infermiere, rientravano nelle categorie a rischio indicate dai governi e si sono sottoposte a vaccinazione usando il farmaco Pandemrix della GlaxoSmithKline, un preparato contenente mercurio e squalene.

Aumentano anche i casi di effetti tossici dovuti all’inoculamento del vaccino. Sono ormai centinaia i ricoveri avvenuti a causa delle forti reazioni allergiche seguite alla vaccinazione; i primi sintomi che si denunciano sono febbre, dolori muscolari, mal di stomaco, mal di testa, vertigini, stanchezza seguiti da forti dolori in sede di iniezione e da un senso di costrizione toracica che causa dispnea.

Sono più frequenti i fatti che rendono sempre più difficile inquadrare il reale peso del problema legato all’influenza da H1N1:

* mentre il presidente degli USA Obama dichiara lo stato di emergenza trapela la notizia che non farà vaccinare le sue due figlie

* a Milano, prima città italiana in cui giunge il vaccino, sei medici su dieci rifiutano il vaccino.

Pochissime le fonti reperibili per approfondire questo annoso dilemma; l’unico quotidiano che ha pubblicato un chiaro articolo di denuncia è lo svedese Expressen o il sito web Flucase

Fonte: http://susannaambivero.blogspot.com/2009/10/si-avvera-lincubo-primi-morti-causa-del.html

Una donna in gravidanza commenta così su facebook:”come donna in gravidanza mi sono informata… hanno poco i giornali da pubblicizzarlo, tutti me lo hanno altamente sconsigliato”
Peccato che per i governi mondiali le donne in gravidanza siano tra le prime a doversi vaccinare e che in Germania, ad esempio, per i ministri e le forze armate di alto rango sia previsto un vaccino depotenziato con meno effetti collaterali: come mai? Ascoltiamo i governi o i medici?

Nessun autorizzazione per il Raddoppio Eni, per ora…Parliamo di AIA

Visto che più di qualcuno ci ha contattati perchè giustamente allarmato dai vari articoli apparsi sui giornali a seguito della seconda conferenza dei servizi che ha concesso ad Eni, Enipower e raffineria Edison l’AIA urge una precisazione.

Bene, questo è un tipico caso di disinformazione per far credere ai cittadini che anche se dimostrano interesse verso la propria città e cercano di opporsi a dei sopprusi, è tutto inutile. Non è vero.
Non hanno concesso il permesso di raddoppiare…L’AIA è l’autorizzazione integrata ambientale è stata rilasciata per mantenere i vecchi impianti in esercizio imponendogli delle regole( e dei limiti di tipo europeo e non da terzo mondo). Se vogliamo è una cosa positiva solo che è provvisoria e concessa in fretta e non prevede molte prescrizioni(solo che se non l’avessero rilasciata le aziende avrebbero continuato a lavorare, non si sà fino a quando, in maniera non controllabile). Ma è provvisoria e alcuni ambientalisti locali sono andati giovedì a parlare al ministero dell’ambiente di quelle che sono le ragioni del nostro no al raddoppio. Ci saranno altre audizioni per stringere ancora i parametri per gli impianti pre esistenti.
Sono andata a varie riunioni la scorsa settimana e ho già parlato con la delegazione che è stata a Roma. Ho anche letto il verbale della conferenza dei servizi del Ministero poche ore dopo.
Queste autorizzazioni non hanno niente a che fare con il famoso raddoppio, che ad oggi, tutti insieme, stiamo riuscendo a placcare(anche perchè Vendola è in campagna elettorale, per nostra fortuna, e deve in qualche modo guadagnarsi i voti, quindi si è posto a muso duro contro il ministero)
Era sicuramente preferibile un rilascio definitivo dell’AIA, con limiti più strittivi, ma questa provvisoria non è una sconfitta, è una mezza vittoria.

Spero di essere stata chiara. Se ci saranno novità ve le faremo sapere.

AGGIUNTA DEL 27/10/2009: Purtroppo ci sono delle novità e quello che ho detto e che mi avevano fatto capire quelli che erano stati a Roma era parzialmente vero…Un  piccolo via libera a nuovi impianti è stato dato, purtroppo. Niente raddoppio quindi, ma nuovi impianti che vanno in quella direzione sì. Questo l’articolo di Fulvio Colucci, giornalista che era stato ripreso da alcuni ambientalisti per un articolo che parlava di autorizzazione al raddoppio,  apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, Martedì 27 Ottobre 2009

Alla raffineria via libera ambientale sui nuovi impianti
Il ministro Prestigiacomo impone la costruzione del metanodotto. Servirà alla nuova centrale
da garantire i controlli sulle emissioni. Smentiti politici e ambientalisti

FULVIO COLUCCI

• Tutta la verità, nient’altro che la verità. Quella che emerge, finalmente, dal verbale della riunione del 22 ottobre a Roma redatto dalla Direzione salvaguardia ambientale del ministero dell’Ambiente. E che dissipa l’inspiegabile equivoco (o cortina fumogena se preferite)
sollevato nei giorni scorsi.
La “Gaz zetta” è venuta in possesso del documento che aiuta a far luce sull’intera vicenda del rilascio delle autorizzazioni integrate ambientali per la raffineria Eni e le centrali Enipower e Edison.
La prima verità smentisce Enti locali, ambientalisti e media che, forse troppo in fretta, hanno «corretto» le notizie. L’Eni non ha ottenuto nessuna Autorizzazione integrata ambientale per i vecchi impianti i quali hanno da tempo certificazioni di qualità, per esempio la ISO 14000, che da sole spiegano la regolarità d’esercizio.
Sulla base degli allegati prodotti da Eni ed Enipower, durante la riunione romana con Enti locali e ministero, la richiesta di Autorizzazione integrata ambientale è stata avanzata per quattro nuove strutture: Idrocracking (serve a «ricavare» più benzina e gasolio dai residui di lavorazione), impianto Scott (per la desolforazione del greggio), impianto a idrogeno (utilizzato per la produzione della benzina) e terza torcia. Quest’ultima, affiancando le altre due, consentirà un processo di raffinazione più sicuro evitando così i black out che hanno provocato, nei mesi scorsi, la fuoriuscita di fumo nero dalle altre due torce in funzione.
Come si legge nel verbale, la conferenza (cioè il ministero dell’Ambiente e i ministeri dell’Interno, dello Sviluppo economico, del Lavoro, della Salute, gli Enti locali, l’Ispra, i rappresentanti della commissione istruttoria per l’Aia e l’Ar – pa Puglia) si è «espressa favorevolmente al rilascio delle autorizzazioni integrate ambientali per l’esercizio della raffineria Eni e delle centrali Enipower e Edison».
I nuovi impianti, una volta in funzione, dovrebbero consentire un aumento della capacità produttiva. Non sarà il «raddoppio», ormai tramontato e erroneamente evocato dalla “Gazz etta”, ma passare da 6,5 a 8 milioni di barili all’anno potrebbe significare comunque un bel salto di qualità. Verifiche permettendo. Il direttore dell’Arpa Assennato è riuscito a farle mettere a verbale. Tocca al movimento ambientalista incalzare. Interessante sapere, su tutto questo, il giudizio dei governanti locali, degli ambientalisti presenti e assenti a Roma, degli opinion leader…
Sempre dal verbale romano emerge un’altra verità, la più importante, circa le prescrizioni alle quali Eni e Enipower devono attenersi per il rilascio definitivo dell’autorizzazione integrata ambientale. I nuovi impianti «non potranno entrare in esercizio» fino «all’attuazione della prescrizione inerente la realizzazione del gasdotto di collegamento alla rete gas nazionale». Questo significa che, al di là di monitoraggi, controlli sulla qualità dell’aria e verifiche sanitarie pretese a gran voce e verbalizzate, Eni e Enipower devono realizzare al più presto il metanodotto. E il metanodotto è essenziale perché entri in funzione la nuova centrale turbogas da 240 megawatt in sostituzione di quella vecchia che inquina. Un tassello determinante che vale quanto un’Autorizzazione integrata ambientale anche per il nuovo impianto. Proprio quello che sosteneva la “Gazzetta” forse in maniera un po’ grossolana e con qualche semplificazione di troppo. Ma sempre per amore della verità.

Messo in ferie e poi cacciato dall’Ilva: siamo ancora convinti che questo sia l’unico futuro che ci meritiamo?

L’ira del padrone!
«Messo in ferie e cacciato dall’Ilva»

Il suo tesserino è stato disabilitato. E così stamattina, in una conferenza stampa, griderà la sua rabbia per una situazione alla quale si sente e si proclama completamente estraneo. Come annunciato ieri dalla «Gazzetta», ieri mattina uno dei 24 dipendenti dell’Ilva che l’azienda ha messo in ferie forzate in attesa che la magistratura faccia luce su una presunta truffa da 40 milioni di euro, legata a forniture inesistenti di materiali o a fatture gonfiate, si è presentato, accompagnato dall’avv. Giuseppe Lecce , alla portineria dello stabilimento per provare a tornare sul suo posto di lavoro ma non ha potuto superare gli ingressi perché, come detto, il suo badge era stato disabilitato.(Gazzetta del Mezzogiorno)

[b]L’avvocato dell’operaio: «Non entriamo nel merito, contestiamo le modalità»[/b]

Non gli hanno contestato alcun provvedimento disciplinare, ma lo hanno allontanato dal posto di lavoro disabilitandogli il tesserino: per questo un operaio dell’Ilva, di 39 anni, in servizio al reparto Tubificio, ha inviato all’azienda una richiesta di reintegro immediato annunciando il deposito di una querela alla procura della Repubblica per l’ipotesi di reato di «esercizio arbitrario delle proprie ragioni». L’operaio è uno dei dipendenti dello stabilimento Ilva di Taranto a cui l’azienda ha imposto di non presentarsi sul luogo di lavoro fino a nuova disposizione e che viene indicato come persona informata sui fatti in una denuncia che i legali dell’Ilva hanno presentato alla magistratura. L’azienda chiede di fare luce su una presunta truffa da 40 milioni di euro legata a forniture inesistenti di materiali o a fatture gonfiate.
«Non entriamo nel merito della vicenda – dice l’avv.Giuseppe Lecce, legale dell’operaio – ma contestiamo le modalità con cui sono stati allontanati alcuni dipendenti». «Vogliamo – aggiunge – che la procura indaghi sul comportamento dei capi reparto che hanno gestito questa spiacevole situazione. Nei confronti di questi operai non è stato adottato alcun provvedimento disciplinare come prevede il codice dei lavoratori». «Chiederemo di rendere dichiarazioni al pm titolare dell’inchiesta sulla presunta truffa. Ancora oggi – conclude – non ci è dato sapere se l’allontanamento dal posto di lavoro equivale a ferie forzate o permessi retribuito».(Gazzetta del Mezzogiorno)

Si, teniamoci l’ecomostro che dà tanti bei posti di lavoro e un bel futuro a noi e ai nostri figli…..HO UNA RABBIA CHE AUMENTA ESPONENZIALMENTE DI GIORNO IN GIORNO!

IO PRIMA E DOPO IL MEETUP: ECCO PERCHE’ VAL LA PENA UNIRSI A NOI

Un invito simpatico e molto chiaro per unirvi a noi e migliorare la nostra città:

IO PRIMA E DOPO IL MEETUP

PRIMA: ero una maniaca della pulizia e impulsivamente buttavo tutto.
ORA: penso che tutto quello che butto lo ritrovo nella discarica sotto casa. Allora conservo quello che un giorno potrà servirmi di nuovo e regalo ciò che può essere utile a qualcun altro.

PRIMA: facevo la differenziata ma speravo che aprissero l’inceneritore e che potessimo far scomparire la monnezza dalla città.
ORA: so che l’inceneritore è la cosa peggiore che possiamo fare alla nostra salute e ho imparato a ridurre i rifiuti a un solo minuscolo sacchetto di indifferenziato al mese e so che questo sacchetto può essere lavorato nel Centro Vedelago e trasformato in mattoni, senza più necessità di erodere spiagge e montagne.

PRIMA: pensavo che gli scarti di frutta e cibo si potessero buttare come indifferenziato perché tanto sono innocui.
ORA: so che gli scarti organici fermentano e possono far nascere batteri e infezioni. Allora li metto in un secchio (compostiera) con foglie secce, fazzolettini di carta e un po’ di terriccio e mi faccio il terreno per le piante, che prima compravo per 5 euro al sacco.

PRIMA: compravo fazzolettini colorati perché sono più carini
ORA: so che i fazzolettini colorati contengono inchiostro e non sono riciclabili. Compro quelli bianchi e li metto nella compostiera.

PRIMA: spendevo 5 euro per un pacco di assorbenti che sono fatti di plastica e cotone sbiancato e contengono sostanze che prolungano il ciclo per farti comprare più assorbenti.
ORA: So che gli sbiancanti sono cancerogeni, gli assorbenti sono irritanti, inquinanti e non riciclabili e uso la coppetta Mooncup che costa 25 euro e dura 10 anni: il ciclo mi dura quasi la metà!

PRIMA: pensavo che i pannolini usa e getta fossero un oggetto indispensabile: invece sono come gli assorbenti: inutili e pericolosi!
ORA: possono essere sostituiti da quelli lavabili di ecobimbi.com con un risparmio di 1.200 euro all’anno per ogni famiglia.

PRIMA: compravo qualsiasi cosa senza riflettere su quanto fosse impacchettata, imbustata, inscatolata.
ORA: cerco sempre prodotti senza imballaggi e non chiedo mai la busta di plastica: ho con me quella di stoffa.

PRIMA: compravo l’acqua in bottiglia perché quella della fontana di casa mia fa schifo.
ORA: so che l’acqua in bottiglia è più inquinata di quella di casa mia e uso la brocca Brita che costa 22 euro e depura l’acqua in 5 minuti.

PRIMA: pensavo che l’igiene ha bisogno di detersivi potentissimi e li spargevo per tutta la casa.
ORA: ho trovato una pietra di sapone naturale che sgrassa meglio dello svelto, costa 80 cent e mi dura un mese. Con questa ci lavo piatti, panni e anche il bagno! E per sbiancare uso le noci dell’albero della saponina che poi metto nella compostiera dopo 3 lavaggi.

PRIMA: guardavo la televisione per conoscere la realtà intorno a me.
ORA: guardo la televisione e poi accendo internet per vedere quante balle mi ha raccontato.

PRIMA: speravo che salisse al potere Rifondazione e cambiasse il mondo come lo volevo io.
ORA: raduno le forze per cambiare il mondo e dico a tutti: non fidarti a prescindere! Non delegare. Sii TU il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo!

Il Meetup sei anche tu: vieni e costruisci il tuo futuro!

Dal Meetup di Napoli

La maledizione degli inceneritori in Germania: la differenziata non aumenta per colpa loro!

Un’altra interessante notizia segnalatami da Francesco, AO del nostro meetup:

La Germania ha costruito troppi inceneritori: lo afferma uno studio dell’ associazione ambientalista tedesca NABU. (1)

Ogni anno vengono bruciate nel paese oltre 15 milioni di tonnellate di rifiuti, ma questo non basta a “sfamare” gli inceneritori che per raggiungere il pareggio economico hanno bisogno di altri 2 milioni di tonnellate.

Dove trovarli, visto che il riciclo funziona così bene?

Semplice, all’estero.

Negli ultimi anni la Germania è diventata il più grande importatore mondiale di rifiuti tossici: il traffico è cresciuto da 1 a 2,5 milioni di tonnellate all’annotra il 2000 e il 2006.

Der Spiegel ci fornisce un elenco parziale: rifiuti delle fabbriche di armi svedesi, pesticidi della Colombia, amianto dagli USA, solventi dalla Cina, acido delle batterie dal Montenegro.Gli olandesi pagano 900 e a tonnellate e persino dall’Australia arrivano rifiuti altamente cancerogeni contenenti esaclorobenzene.

La Germania ha ottimi standard nella costruzione e manutenzione degli inceneritori, quindi ha emissioni più basse degli altri paesi.

Ma tutti sanno che non esiste il rischio zero.

La Germania sta quindi giocando una bella scomessa sulla pelle dei tedeschi ad accollarsi il compito di liquidare le peggiori schifezze del mondo.

Il business si rileva così promettente che si vorrebbero costruire altri inceneritori in modo poter trattare fino a 8 milioni di tonnellate provenienti dal’estero nel 2020.

Qualcuno ha iniziato ad opporsi, ma evidentemente non è sufficiente…

(1) Questo è il link alla pagina dell’associazione NABU, che, purtroppo è in tedesco (ho scoperto che inceneritore si dice Müllverbrennung). E’ possibile trovare una sintesi in inglese sul canadese Zero Waste blog .

In Germania, a partire dagli anni ’90 si è progressivamente ridotta la quantità di rifiuti urbani conferiti nelle discariche, fino ad arrivare praticamente a zero nel 2007. (Qui il bilancio 2007 dei rifiuti in Germania, fortunatamente in inglese)

Questo ottimo risultato è stato raggiunto utilizzando due strategie concorrenti:

* il riciclo dei materiali e il trattamento meccanico biologico (2/3 del totale)
* l’incenerimento (1/3 del totale)

La presenza degli inceneritori sul suolo tedesco impedisce di aumentare la quota di rifiuti riciclati.

Fonte: http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/10/la-maledizione-degli-inceneritori-in-germania.html#more

Questo giusto per rispondere a chi insiste che per il residuo servono gli inceneritori…

Dagli USA uno studio conferma che la chemio è dannosa, eppure qui continuano ad usarla. Perché?

Vi riporto un’interessante quanto allarmante ricerca che parla della chemioterapia(che qui a Taranto purtroppo è il pane quotiano) che mi è stata segnalata da Peppe, un altro AO del nostro meetup: Gracias!

Su facebook insieme a questo articolo c’è questo appello al quale, se siete capaci di farlo, vi invito a rispondere(io di medicina ci capisco pochissimo) scrivendo al gruppo INFORMAZIONE LIBERA: Articolo inviatoci dalla nostra fan Silvana Rossi, con la preghiera di scoprire di più in merito a questo argomento. Ringraziamo anticipatamente chiunque possa darci delucidazioni e fornire materiale in merito al problema.

Dagli USA uno studio conferma che la chemio è dannosa, eppure qui continuano ad usarla. Perché?

Studio medico USA, conferma : La Chemio distrugge il cervello

La chemioterapia distrugge la memoria e il cervello. Eppure in Italia
la si continua a praticare: Perché?

LOS ANGELES: SU LADYSILVIA Non ci stupisce quella che ci arriva da uno
studio dell’Università della California a Los Angeles e pubblicati sull’ultimo
numero della rivista “Breast Cancer Research and Treatment” che mostra
qualcosa che già sapevamo e cioè che la chemioterapia è dannosa e che
esistono tecniche non dannose come la Ipertermia per le parti Molli,
(fegato, pancreas, intestino, seno, con nessun effetto collaterali negativo
come cadute di capelli e dimagrimenti, e niente bisturi, ne avvelenamenti da
farmaci) e la Radioterapia Stereotassica per le partì dure (cervello,
polmone altre parti ) inventata nei Laboratori del “Dipartimento di Fisica
Nucleare” di Stoccolma diretto dal dott. Lax in Svezia.

Ma si sa le alcune industrie farmaceutiche , di fronte ai soldi e
anche taluni , non tutti, medici , di fronte al dio denaro, non guardano ai
progressi della scienza ma storicamente, restano ancorati ai farmaci di
trenta anni fa. La chemioterapia , afferma questo Studio, ma non ci
stupisce, induce modificazioni nel metabolismo cerebrale e nel flusso
ematico, e questi effetti il paziente può risentirli anche a dieci anni di
distanza. Questi risultati aiutano a spiegare i disturbi lamentati dai
pazienti sottoposti a chemioterapia.

Le persone faticano a mettere a fuoco e a ricordare le cose in un modo
che non gli accadeva prima della chemioterapia; lo spiega il Dott.
Silverman, direttore dello studio benemerito effettuato da Lui.

Silverman e colleghi hanno usato la PET per scandire il cervello di
pazienti che erano state sottoposte a intervento chirurgico per la rimozione
di un cancro al seno da cinque a dieci anni prima. Una parte di esse era
stata sottoposta a chemioterapia per ridurre il rischio di recidive.

Confrontando le immagini PET ottenute da questo gruppo, da un gruppo
di pazienti non sottoposte a chemioterapia e da un ulteriore gruppo di
controllo di soggetti sani, si è riscontrato come nelle pazienti trattate si
potesse riscontrare una forte diminuzione del metabolismo cerebrale .

A questa riduzione del metabolismo corrispondeva un peggioramento nei
test sulle capacità mnemoniche.

Insomma la scoperta della acqua calda, che in Svezia era già stata
appurata dal ” karolinska Hospital Center ” e in USA da diversi Ospedali
Americani e Canadesi, come la “New York University of State Island”.

La cosa migliore da fare e togliere di mezzo ufficialmente la superata
e medioevale chemioterapia , in favore della moderna “Ipertermia” e
aggiornare la ” radioterapia standard “Molto Imprecisa, (COLPISCE SIA LE
CELLULE SANE CHE QUELLE CANCEROGENE UCCIDENDO ANCHE QUELLE SANE.) con quella
Stereotassica , Ultra precisa, grazie all’uso di Computer e di un
“Acceleratore Lineare 3D”.

Provare a chiedere cosa ne pensa l’O.M.S. (organizzazione Mondiale
della Sanità) fermiamo la chemio e i “Chemioterapisti ad oltranza” che
pesano al guadagno e non tengono conto dei progressi della scienza.

Duilio Pacifico.

www.medicina.it

Primarie del PD in Puglia: come si esprimono i candidati rispetto alla gestione dell’acqua?

Ecco una mail che può aiutare quelli di voi che domani andranno a votare alle primarie del PD. Non votate chi non si esprime a favore della gestione pubblica dell’acqua o di chi, addirittura, non ci degna di una risposta!

“Ciao a tutti,

qui di seguito trovate il riepilogo delle risposte pervenute (e non pervenute) dai candidati segretari del PD in Puglia e pubblicate sulla home page del sito nazionale: http://www.acquabenecomune.org.

Vi chiediamo di far girare il più possibile le notizie. L’informazione corretta è alla base di una scelta responsabile.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

I CANDIDATI SEGRETARI DEL PD IN PUGLIA

Il Comitato “Acqua Bene Comune” ha chiesto ai candidati delle rispettive mozioni alla carica di Segretario regionale del partito, di ESPRIMERE LA LORO POSIZIONE rispetto all’acqua, alla gestione dei servizi idrici, nonché al futuro dell’Acquedotto Pugliese,

ESPLICITANDO

se siano o no a favore di una gestione del servizio idrico affidata esclusivamente ad enti di diritto pubblico (attraverso gli artt. 31 e 114 del DLgs 267/2000) con meccanismi di partecipazione cittadina, in quanto servizio pubblico locale privo di rilevanza economica

Qui di seguito si riporta l’elenco dei candidati che hanno risposto e di quelli che hanno ignorato la domanda. Chi sostiene il PD ha un’informazione in più per esprimere la sua preferenza alle primarie! Se in campagna elettore si ignorano le domande, figuriamoci dopo!

Risposta

Candidato segretario PD in Puglia: BLASI Sergio(Mozione Bersani) Non si esprime su gestione pubblica

Candidato segretario PD in Puglia: EMILIANO Michele(Mozione Emiliano) Non pervenuta

Candidato segretario PD in Puglia: FUSCO Enrico(Mozione Marino)A favore gestione pubblica

Candidato segretario PD in Puglia: MINERVINI Guglielmo(Mozione Franceschini) A favore gestione pubblica

Ecco come cercare di ledere l’immagine di un magistrato…

Il 5 Ottobre la sentenza sul Lodo Mondadori:

Milano- Silvio Berlusconi è “corresponsabile della vicenda corruttiva” alla base della sentenza con cui la Mondadori fu assegnata a Fininvest. Lo scrive il giudice Raimondo Mesiano nelle 140 pagine di motivazioni con cui condanna la holding della famiglia Berlusconi al pagamento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti. “E’ da ritenere – scrive il giudice -, ‘incidenter tantum’ (cioè solo ai fini di questo procedimento, ndr) e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede”

Ed ecco che inizia l’attacco mediatico al Magistrato Mesiano, reo di aver condannato l’azienda di Berlusconi. Si insinua che sia stato promosso per quello quando solo la notifica è giunta in quei giorni, la decisione era stata di certo presa prima della sentenza. Ecco come fare un servizio sul nulla:

Grandiosi i ragazzi del meetup di Bologna che fanno lo stesso per il consigliere grillino Giovanni Favia:

SIAMO TUTTI STRAVAGANTI!

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