Studio sull’impatto sanitario delle industrie 2010

Un interessante studio della Valsugana su quello che è l’impatto sanitario delle industrie sul territorio e in particolare delle accieierie…Ci interessa molto da vicino…
Ringraziamo la Dott.ssa AnnaMaria Moschetti, dell’ACP, per aver condiviso con noi questo interessante studio.
Uno stralcio delle conclusioni:

Nel caso di popolazioni esposte ad impianti di incenerimento e di siderurgia, la letteratura scientifica internazionale documenta l‟esistenza di correlazione con gravi patologie.
Per quanto riguarda le emissioni atmosferiche, molto si ragiona in termini di PM10, attribuendo al traffico veicolare la preponderanza del problema.
Sarebbe invece importante che venisse considerata la totalità dei componenti le emissioni atmosferiche: in particolare diossine e composti diossinosimili (furani, PCB). La qualità del particolato, soprattutto se contenente metalli pesanti, può incidere in maniera più significativa nel causare patologie.
Tra i contaminanti ambientali abbiamo voluto occuparci soprattutto di diossine, furani e composti diossinosimili (PCB), poco considerati fino a questo momento, perché la presenza di una fonderia di rottame ferroso in una valle come la nostra, con particolari problemi di ristagno di inquinanti atmosferici per il fenomeno dell‟inversione termica, le caratteristiche morfologiche ed orografiche è motivo di preoccupazione. Questa è sostenuta anche dal fatto che fino al 2009 il valore limite fissato dall‟Autorizzazione Integrata Ambientale per l‟emissione di diossine (PCDD+PCDF) era ben 1000 volte più alto di quello riportato nelle BAT europee per il settore siderurgico. Questo valore è riportato e argomentato con giustificazioni che riteniamo criticabili essendo sempre auspicabile riferirsi alle BAT europee.
La prima raccomandazione che scaturisce da questo documento è la richiesta urgente di una valutazione di impatto ambientale e sanitario, che sia in grado di analizzare lo stato dell‟ambiente e le eventuali correlazioni con patologie determinate dall‟esposizione agli inquinanti.
Gli inquinanti emessi ricadono al suolo e vengono ad accumularsi in matrici ambientali quali acqua, suolo, vegetazione, etc; in particolare le concentrazioni che si riscontrano nei campioni di terreno rappresentano il risultato di processi di deposizione che hanno interessato lunghi periodi di tempo; al contrario, i livelli che si misurano nella vegetazione possono essere considerati come indicatori delle
emissioni di inquinanti in atmosfera durante il breve periodo (Davoli E., 2007).

Sarebbe bello se anche qui i medici si riunissero per uno studio simile e per fare delle richieste di questo tipo….

Le irregolarità dell’Ilva pare non si limitino alla gestione delle ciminiere….

NOTA STAMPA 


Oggetto: nave SIDERCASTOR (la Capitaneria di Porto fa accertamenti e rileva irregolarità)
Relativamente alle delucidazioni ed alle assicurazioni richieste nei giorni scorsi dal sottoscritto alla Capitaneria di Porto di Taranto, circa il possesso, da parte della nave SIDERCASTOR, di proprietà Ilva, delle certificazioni ed autorizzazioni previste, in materia di sicurezza marittima e di prevenzione dell’inquinamento marino, ricevo con soddisfazione e prontezza la risposta da parte del C.te C.V. Paolo Zumbo. Desidero rammentare che la mia segnalazione alle autorità marittime scaturiva dall’aver rilevato che la suddetta M/N navigava nella rada di Mar Grande con vistosi danni sullo scafo (zona prodiera), a cui si aggiungeva anche la mancanza delle linee di riferimento e delle indicazioni numeriche, previste per legge, che risultavano ricoperte dalla diffusa ruggine su tutta la”opera morta” dello stesso scafo. La risposta del Comando della Capitaneria, ci riferisce, pur confermando l’idoneità alla navigazione per quella nave, che la stessa è sottoposta alla sorveglianza da parte dell’ “ORGANO TECNICO” per alcune irregolarità effettivamente riscontrate, relativamente al “Regolamento per la Sicurezza della Navigazione e della Vita Umana” e per il danno subito nella parte prodiera a causa di un urto con un rimorchiatore, nel corso di una manovra. L’ORGANO TECNICO ha, pertanto, stabilito alla data del 31 marzo p.v. il termine ultimo per le riparazioni necessarie. Ringrazio il C.te P.Zumbo per la Sua cortese risposta. Taranto, li 26 febbraio 2010

Prof. Fabio Matacchiera

Colletta per fare una donazione al Fondo Anti-Diossina Taranto

Venerdì 19 Febbraio alle ore 20:30 in via Caduti di Nassiriya 13 ci sarò io (collaboratrice del Fondo Anti-Diossina Taranto) e altri amici del Fondo. Faremo una colletta che andrò personalmente a versare e della quale pubblicerò copia del bollettino. Raccoglieremo i nomi di tutti, anche di chi ha donato 50 cents, e li pubblicheremo appena raggiunto il primo step di 10000 euro. Vi ricordo che non è consentita alcuna donazione a mano, ma vi consigliamo di organizzare collette fra amici e familiari per facilitare le piccole donazioni, sempre e solo versate sul conto in banca o posta però, per avere la tracciabilità. Non vi fidate di sconosciuti che vogliono raccogliere soldi a mano, a nome del Fondo Anti-Diossina Taranto. Se lo fate è a vostro rischio e pericolo. La truffa è dietro l’angolo.

Attualmente ci risulta un’altra colletta, organizzata dalla nostra amica Rosa D’Amato presso il CAM CLUB in Via Lazio,40. Fino al 28/2 lun-mer-ven dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.00 sarà possibile dare lì il proprio contributo lasciando nome e cognome di chi contribuisce.

NON DATE A MANO SOLDI AGLI SCONOSCIUTI NON AUTORIZZATI SUL GRUPPO FACEBOOK E QUI.

Se ci sono altri amici che stanno organizzando una colletta “pubblica” sono pregati di mettersi in contatto con uno degli amministratori per essere “certificati”.

Contattate i responsabili del fondo a questo indirizzo: antidiossina.ta@gmail.com

NECESSITAS NON HABET LEGEM

Il titolo di questa comunicazione si riferisce, a mio parere, all’azione che il Sindaco di Taranto dovrebbe compiere attraverso un provvedimento, che si prefigga lo scopo, la finalità di soddisfare un’esigenza che non può essere fronteggiata con i mezzi ordinari apprestati dall’ordinamento giuridico: l’immediata chiusura della zona a caldo dell’ILVA, responsabile della distruzione dell’ecosistema jonico e della condanna a morte prematura di migliaia di cittadini di Taranto e provincia, nonchè della mutazione genetica da diossine, benzoapirene e metalli, che incombe sulle prospettive di vita delle future generazioni. Noi, purtroppo, sappiamo già che questo indifferibile atto di giustizia nei confronti della comunità jonica e persino verso i circa 3000 tarantini, che operano nella fabbrica della morte non avverrà. In nome e per conto di quei posti di lavoro, ben pochi in verità  rispetto ai 100.000 disoccupati giovani e meno giovani, che si disperano inutilmente e per le altre sottintese ragioni di carattere politico-sindacale, la nostra beneamata amministrazione comunale, con aria disincantata di fronte alla spregiudicata condotta dei responsabili dell’ILVA, vergognosamente fiancheggiati dai soliti poteri forti, resterà a tavolino per studiare il modo di operare la cosiddetta “riconversione industriale” e “rivitalizzare la dissestata economia locale” attraverso la messa in pratica di “scientifici e spettacolari programmi”, come il vergognoso aumento delle tariffe dei parcheggi, per depredare le tasche dei cittadini e affossare ancora di più il commercio locale, l’aggressività nell’erogare multe in città agli automobilisti che si disperano per un posto auto, la rinuncia a riportare alla luce l’Anfiteatro Magno Greco, sepolto da qualche tonnellata di bitume per una trentina di posti auto ( Bari ha 3 o 4 Silos per il parcheggio delle auto! ) e così via. Tutto questo in barba ai programmi sbandierati durante le campagne elettorali e rimasti lettera morta, come l’impulso all’industria del turismo per ridurre significativamente la disoccupazione, la valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio storico di Taranto, una corretta politica edilizia, il riappropriarsi con energici atti concreti delle immense aree ancora nelle mani della marina militare, l’abbattimento dell’indecoroso muraglione di via Pitagora e via Cugini, per dare “nuova linfa vitale” alla città strangolata da oltre un secolo, la costruzione di un teatro comunale che promuova cultura, la realizzazione di una “città metropolitana”, che porti Taranto al passo con i tempi,  l’adeguamento dello Stadio Jacovone a quelle che dovrebbero essere le esigenze di una città di 200.000 abitanti, costretta da sempre a vivacchiare nelle serie inferiori del Calcio, e tante altre “promesse di marinaio”, per carpire voti ai cittadini. Questo è il vero volto dei nostri amministratori i quali, vedrete, faranno follie per essere rieletti quando giungerà il momento, come taluni attuali candidati alle regionali che, cavalcando la tigre dell’ambientalismo, beffano le stesse associazioni ambientaliste, che sono le vere protagoniste della protezione civile e rischiano anche le ritorsioni dei servi del potere. Mi pare logico, a questo punto, suggerire che a nulla valgono i sacrifici se non si mette, come si suol dire, “penna in carta” denunciando tutte le malefatte che si possono documentare alla magistratura e all’Unione Europea, che “ha messo nel mirino l’Italia e l’ILVA” sul tema ambientale, a causa della latitanza dei dati del 2008 e logicamente dell’ancor troppo vicino 2009, sulle emissioni dell’ILVA. Gli allucinanti fotogrammi allegati dimostrano ancora una volta, posto che ve ne fosse bisogno, che l’ILVA, almeno per quanto riguarda l’area a caldo, non potrà mai essere compatibile con Taranto, in quanto trovasi all’interno della stessa città, senza alcun rispetto della distanza di sicurezza. Continuare a parlare, quindi, di migliore tecnologia possibile per ridurre le emissioni o di impatto ambientale zero fa soltanto ridere o piangere, a seconda dei casi. Sarebbe come dire ai tarantini: “morirete in vent’anni, anzichè in dieci”. Una, due, dieci denunce al giorno, pertanto, qualora fosse necessario e esercitare le dovute pressioni su Sindaco, Prefetto, Provincia, Regione, Magistratura e “dulcis in fundo” Corte di Giustizia dell’Aja, se necessario. Non penso vi siano soluzioni diverse. Mi permetto, comunque, di ricordare che questa dura battaglia è già in atto da chi sostiene l’inevitabilità di tale situazione, suffragata da dati scientifici incontrovertibili, come potete vedere collegandovi col sito sottostante.
Cordiali saluti.
Prof. Luigi Giancipoli
Sostenitore del Referendum
 

Un’altra notte d’inferno…Che siano tutte così le notti qui a Taranto?

Ecco cosa è successo la notta passata.

E’ stato richiesto l’intervento dei carabinieri di Taranto.
Queste foto sono state scattate da me, utilizzando una macchina fotografica ad elevata risoluzone alla presenza di diversi testimoni e di un Finanziere della Legione di Trieste che è qui a Taranto temporaneamente (anche lui in possesso delle stesse foto fatte con la sua macchina fotografica) .
Anche da Faggiano e da San Giorgio Jonico è stato possibile vedere questo scempio.
Si tutelino almeno i bambini. Abbiate pietà almeno per loro.
Questa mattina il cielo era di colore rosso viola.
Non faccio altri commenti, poichè le foto parlano bene da sole.
Prego la massima diffusione.
 
Saluti
Prof.Fabio Matacchiera

Un esempio di Buona Pratica: ACQUA DI RUBINETTO NELLE MENSE DI 22 SCUOLE

http://www.ciaccimagazine.org/?p=2807

Dall’inizio dell’anno scolastico RISPARMIATE 40 MILA BOTTIGLIE DI PLASTICA CON L’INTRODUZIONE DELL’ACQUA DI RUBINETTO NELLE MENSE DI 22 SCUOLE Secondo il progetto ‘Acqua Buona’ promosso da Comune e Acque Spa Ogni settimana sono 1.890 le bottiglie di plastica non immesse nell’ambiente e circa 40 mila dall’ inizio dell’anno scolastico, grazie al progetto ‘Acqua Buona’ con il quale il Comune di Capannori in collaborazione con Acque spa ha introdotto l’uso dell’acqua di rubinetto nelle mense scolastiche. Dopo una prima fase sperimentale partita nel 2008 con la scuola dell’infanzia e la scuola primaria di Lunata e la scuola media di Lammari dallo scorso settembre, dopo la firma di un protocollo di intesa tra il Comune e i dirigenti scolastici dei quattro istituti comprensivi, sono 22 le scuole interessate dal progetto, tutte servite dall’acquedotto comunale, per un totale di 2.438 bambini. “Un risultato davvero importante – commenta l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci – se si pensa che la plastica risparmiata solo dall’inizio dell’anno scolastico ad oggi è pari a 1.600 chilogrammi e che questo dato significa anche il risparmio di petrolio per il mancato consumo di plastica e di energia per il mancato trasporto di migliaia di bottiglie in giro per l’Italia. Il progetto è duplicemente significativo: da una parte svolge una funzione di educazione ambientale per i bambini e le loro famiglie, dall’altra valorizza l’eccellente bontà dell’acqua che sgorga dai nostri rubinetti, così come si evince dalle analisi di laboratorio anche recentemente effettuate”. Analisi chimiche e microbiologiche compiute dall’azienda Usl 2 dalle quali l’acqua di rubinetto risulta migliore dell’acqua imbottigliata che sta per settimane e mesi dentro bottiglie di plastica prima di arrivare sulle nostre tavole. Le analisi vengono realizzate periodicamente, comunicate alle scuole e affisse al loro interno. “L’acqua è un bene comune fondamentale ed è importante che sia sottratta da pericolose logiche commerciali – prosegue Ciacci – e sia invece tutelata e valorizzata come un bene pubblico fondamentale per la comunità. E’ per questo obiettivo che stiamo lavorando con impegno e passione”. Di seguito le scuole che partecipano al progetto: scuole dell’infanzia di Lunata, Badia Borgonuovo, Camigliano, Castelvecchio, Colognora, Guamo, Lammari, Lappato, Marlia, S. Leonardo in Treponzio. Scuole primarie di Lunata, Camigliano, Colle di Compito, Guamo, Lammari, Marlia, Massa Macinaia, Segromigno Monte, S.Ginese. Scuole medie di Lammari e Camigliano.

Puntiamo sulla Raccolta Differenziata a Taranto? No…

Vedasi: Bando di Gara Amiu per l’acquisto di cassonetti
Da questo bando di gara si evince la non volontà da parte della nostra Amiu,
di fare la raccolta differenzia porta a porta e nemmeno la raccolta differenziata.
Anzichè spender qualche spicciolo per fare una campagna di informazione seria e capillare di educazione alla raccolta differenziata e acquistare cassonetti idonei per la differenziata si pensa all’acquisto di nuovi cassonetti per l’indifferenziato.
Quei pochi cassonetti dedicati alla differenziata vengono sistematicamente ignorati e quando non lo sono viene raccolto tutto insieme.
Il cittadino volenteroso fa la sua differenziata ma in concreto non vede nè la volontà dell’azienda a collaborare, nè tantomeno il comune muoversi affinchè la città sia anche più decorosa.
ll cittadino volenteroso, paga esattamente quanto quel cittadino che non fa la differenziata e non viene premiato per aver collaborato con l’azienda facendo la raccolta differenziata. Si vede invece costretto a pagare un servizio che viene reso anche male.
I cassonetti della indifferenziata non vengono periodicamente ritirati nè per la disinfezione, nè per sostituire quelli (quasi tutti) che mancano di coperchio.
Inoltre sono stati scoperti alcuni operatori ecologici effettuare potature in periodi dell’anno errati, determinando così la morte delle piante, così come raccogliere un vecchio televisore abbandonato vicino il cassonetto della indifferenziata e gettarlo nel camion compattatore. Le isole ecologiche esistenti non funzionano correttamente.
Ma la colpa è del cittadino che non è informato e che paga una tarsu elevatissima o di chi dovrebbe organizzare il servizio ma preferisce andare avanti per inerzia con un sistema di smaltimento fallimentare?

L’Ilva è una risorsa? Si, per ospedali e imprese di pompe funebri!

Per i Lions “L’Ilva è una risorsa, un patrimonio, economico, sociale ma anche culturale DA DIFENDERE“. QUESTO MOSTRO E’ DA DIFENDERE?

L’unica cosa da difendere in questa città è la salute dei cittadini che l’Ilva sta minando in maniera irreparabile! Siamo stanchi di queste aperture verso l’Ecomostro! Poi patrimonio culturale in che senso, ci chiediamo….
Il 29 Gennaio presso il Salone degli Specchi i Lions avevano organizzato un incontro con tema proprio l’Ambiente. Presenti diversi ambientalisti e il Direttore Generale dell’Arpa Assennato del quale è stata chiesta la conferma anche in caso di mancata rielezione di Vendola….Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa l’Arpa di queste dichiarazioni dei Lions…

Fondo Anti-Diossina Taranto: La trasparenza prima di tutto

Fabio Matacchiera costituisce FONDO ANTIDIOSSINA TARANTO per raccogliere soldi e analizzare, attraverso un protocollo scientifico internazionale e l’aiuto di luminari del settore scientifico, sangue, latte materno e tessuto adiposo dei Tarantini. Scopo dell’iniziativa è capire se e quanto 45 anni di industrializzazione selvaggia hanno inciso sulla salute di questa città e quanta diossina si è depositata nell’organismo dei tarantini. Non un modo per sostituire le istituzioni ma per lavorare in parallelo alle stesse.

Anche un magistrato ed un comm. di polizia vigileranno sulla trasparenza delle transazioni. PASSWORD PUBBLICA per tutti per verificare i movimenti del Fondo
- ATTO COSTIT. E STATUTO REGISTRATI C/O L’AGENZIA DELLE ENTRATE DI TARANTO E ANAGR. TRIBUTARIA MIN. DELLE FINANZE (26.01.2010)
- Presidente: FABIO MATACCHIERA (Docente/Imprendit.)
- Vice Presidente: FULVIO ZAVATTO (Medico/Doc.Univ.)
- Segretario: SILVIA ABEILLE (Docente)
GARANTI:
TOMMASO ANZOINO (Dirigente Scolastico)
AUGUSTO BRUSCHI ( Magistrato)
GIUSEPPE WALTER TOMASELLI (Sostituto Commissario Polizia di Stato)
PIERO MASSAFRA (Docente ed Editore)

Come promesso le entrate e le uscite del Fondo Anti Diossina
Taranto sono ora “trasparenti”.
Il link per verificare le entrate e le uscite del conto è
https://bancopostaimpresaonline.poste.it/bpiol/

Azienda: 0041504479
Utente: fat
Password: fat- – -fat (3 trattini non separati da spazi fra le 2 parole)
La password verrà cambiata ogni 30 giorni e comunicata
Questa è la dimostrazione della volontà di lavorare bene al servizio della comunità.
Vi ricordiamo che in caso di piccole donazioni, anch’esse FONDAMENTALI, potete fare una colletta in più persone e fare un versamento unitario in maniera tale da risparmiare tempo e denaro. Se poi volete potete mandare agli amministratori del gruppo facebook o a noi (amicibeppegrillotaranto@gmail.com) l’elenco di chi ha contribuito a quel versamento comune e ci occuperemo di creare un elenco da pubblicare non appena il sito dell’iniziativa sarà pronto.

Donate, Donate e Donate! Abbiamo bisogno di Aiuto, non finiremo mai di dirlo.  Facciamo vedere che siamo uniti e compatti in difesa della salute di tutti noi. Non è una battaglia tarantina, nè italiana. Il diritto alla salute è internazionale e quello che stanno facendo a noi da 45 anni lo potrebbero fare da qualunque altra parte! Se ce la facciamo qui a dimostrare quanto male fa una politica ambientale simile, potremo valere da precedente! Aiutateci! Aiutatevi!

Per favore diffondete questa notizia a più non posso :)
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Ulteriori dettagli sulla Onlus e sul conto li trovate a questo link: http://beppegrillotaranto.wordpress.com/fondo-antidiossina-taranto/

Ore 12:38 : Ci è stato segnalato un problema nell’accesso al Fondo. Adesso compare questo messaggio:
“Si e’ ecceduto il massimo numero di tentativi di login e l’operatore e’ stato bloccato: contattare l’amministratore”
Si sta provvedendo a risolvere il disguido.
Ci scusiamo a nome degli amministratori per la temporanea indisponibilità del servizio.

Ore 15:20 : E’ stato ripristinato l’accesso alla rendicontazione del Fondo Anti-Diossina.
Ci scusiamo ancora a nome degli amministratori per il problema tecnico.

L’appello dei pediatri: sull’inquinamento dell’aria passare subito ai fatti per salvare la salute dei bambini

 

E’ di pochi giorni fa la pubblicazione del comunicato stampa: “Aria pulita, un diritto per noi e per i nostri bambini”, che è stato pubblicato online da Italia News, La mia aria, Salute Europa, Bambino naturale, Certi News. “Le nostre città sono inquinate. Di smog ci si ammala e si muore. I bambini sono i più esposti. Invitiamo i nostri politici, le istituzioni e i pediatri a realizzare al più presto tutte le azioni necessarie per il miglioramento della qualità dell’aria, come indicato dal Piano d’azione per l’Europa sull’ambiente e la salute dei bambini e dall’Organizzazione mondiale della salute”.  
E’ l’appello dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) – con il suo gruppo di studio sull’inquinamento Pediatri per un mondo possibile – che chiede a politici, Istituzioni, operatori sanitari e pediatri di prendersi cura nei fatti dell’emergenza inquinamento dell’aria.
“Respirare aria pulita è un diritto fondamentale per la salute e il benessere di tutti e soprattutto per i più piccoli” – dichiarano i Pediatri per un Mondo Possibile dell’ACP che ammoniscono “è il momento di passare dalla presa d’atto alle azioni possibili”.
Una presa di posizione chiara e netta di medici e pediatri che tutti i giorni hanno a che fare con la salute dei bambini e che fa pensare e che si aggiunge alla crescente mole di studi, a tutti i livelli, sui gravi rischi per l’infanzia derivanti da una mal’aria.
Su queste problematiche abbiamo rivolto alcune domande a Giuseppe Primavera, pediatra di famiglia con studio a Palermo e esponente del Gruppo Pediatri per Un Mondo Possibile dell’ACP.

Cordiali saluti

Annamaria Moschetti

Referente regionale ACP Puglia e Basilicata

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