Taranto: una città senza dio…e con istituzioni senza vergogna!

Così come accaduto per il rifacimento della facciata della Chiesa Gesù Divin Lavoratore al Quartiere Tamburi la Curia di Taranto accetta finanziamenti dall’Ilva per proprie attività…Ma che anche il Comune e la Provincia di Taranto accettino che le celebrazioni per il Santo Patrono siano finanziate dall’industria che ha portato morte in questa città e zero sviluppo è uno scandalo! Proprio ora che più di 700 somministrati Ilva stanno per finire per strada. E’ l’ennesima beffa ai danni di un’intera città.
Tarantini, a tutto c’è un limite! Credenti o no la festa patronale è un momento d’aggregazione cittadino e non è concepibile uno sponsor simile!!! Ci credono veramente delle pecore che vista una cosa simile penserebbero “Che bella l’Ilva, ci ha pagato i fuochi d’artificio!”
Se la famiglia Riva necessita di lavarsi la coscienza, di redimersi, iniziasse la bonifica dell’area che ha inquinato pagando i danni che ha procurato a questa città!

Le associazioni unite per dire No alla peggiore forma di smaltimento dei “rifiuti”

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

L’inceneritore dell’AMIU è stato riaperto alcuni giorni fa e da allora riversa sulla città il suo contributo di veleni (diossine, nanoparticelle, ceneri, ossido di carbonio, ecc.).

Il giorno dell’inaugurazione, il sindaco e quelli come lui che si sono sempre dichiarati contrari agli inceneritori e favorevoli alla raccolta differenziata hanno messo musica e stappato spumanti, protetti da un cospicuo numero di forze dell’ordine in assetto antisommossa. Avevano forse paura dei loro stessi concittadini?

Un giorno dopo l’inaugurazione l’inceneritore è stato spento perché i valori delle emissioni (CO, NOx, SO2, polveri totali, TOC, HCl e HF , ecc) erano fuori norma.

Dopo una serie di verifiche e controlli l’impianto è stato riaperto perché, secondo gli esperti, “non era l’inceneritore ad inquinare, ma le centraline di rilevamento a non funzionare bene”!

Dopo questa decisione, la città si trova sotto un’altra ciminiera attiva che, al pari di tutta la grande industria tarantina, brucia ed emette inquinanti senza alcun controllo. Sarebbe questo l’esempio che il Comune dovrebbe dare all’Ilva, all’ENI, alla Cementir ed a tutti coloro cui i tarantini chiedono di far rispettare la legge?

Tutti i cittadini e le associazioni che hanno a cuore la salute pubblica si sono sempre opposti, senza essere ascoltati, alla riapertura di questo ennesimo impianto di produzione di diossina e rifiuti speciali. Ed oggi accusano con profonda delusione la giunta comunale e l’AMIU di contribuire a devastare la qualità della vita degli abitanti, già gravemente compromessa. Inoltre, la stessa raccolta differenziata, più volte proclamata invano, ora serve quasi esclusivamente a raccogliere materiale secco da bruciare, polverizzare ed inalare nei nostri polmoni.

Gli inceneritori hanno anche un costo economico altissimo: un contributo importante e imparziale per la valutazione dei costi di gestione di un inceneritore di rifiuti lo fornisce la Regione Emilia Romagna, nel Bollettino Ufficiale N.8 del 28-01-2010 (al sito http://bur.regione. emilia-romagna. it/area-bolletti ni/bollettino- ufficiale- 28-gennaio- 2010-1/at_ download/ pdf_firmato) , in cui si calcola che un inceneritore medio da 200.000 tonnellate anno costa 34 milioni l’anno per tenerlo operativo (soldi che vengono in gran parte da tasse e contributi statali).

Ai più volte citati studi nazionali della dott.ssa Gentilini, e del dott. Montanari, si aggiungono ogni giorno ulteriori prove della tossicità di questi impianti, come si vede dallo studio dell’Istituto Britannico di Ricerca sulla Salute che ha correlato la mortalità infantile alla direzione del vento che passa sugli inceneritori (si vedano le immagini allegate ed il link http://www.ukhr. org/incineration /index.htm) . E’ incredibile come un sindaco pediatra possa mettere a rischio la vita di 8-9 bambini su mille nella sua città!

Il gruppo di associazioni sottoscritte rinnova, dunque, tutta la sua contrarietà verso questo impianto ed esige dal sindaco e dall’AMIU che:
* in attesa della chiusura definitiva, siano immediatamente riattivati tutti i monitoraggi obbligatori per legge;
* che i dati siano comunicati all’autorità competente e resi disponibili al pubblico.
Secondo il decreto legislativo n.133/2005, in caso di sforamento, l’impianto deve fermarsi in maniera automatica e non può essere riattivato senza monitoraggio. Può bruciare solo metano puro.

Per l’ennesima volta, infine, le associazioni e i cittadini sottoscritti condannano l’atteggiamento delle istituzioni pubbliche che, in barba alle leggi sulla trasparenza ed alle dichiarazioni di intenti, escludono i cittadini dalla partecipazione fattiva alle decisioni rilevanti per la collettività, ignorano la comunicazione istituzionale e osteggiano le osservazioni del pubblico previste dalla legge.

Comitato per Taranto, Taranto libera, Fondo antidiossina Taranto, Meet Up “i Grilli delle 100 masserie”, Amici di Beppe Grillo Taranto, Comitato di quartiere di Paolo VI.

Il marchio dei Tamburi invade la città!

Cominciamo ad aumentare la consapevolezza in città anche così! Avanti ragazzi! E’ vero che questo è “vandalismo” ma quello che ci stanno facendo è peggio ancora!!!! Se dobbiamo assistere alla distruzione di questa città per mano di altri è meglio occuparcene in prima persona!!!! Facciamoli capire che non siamo più disposti a subire!!!

Centomila firme in 48 ore, parte alla grande la raccolta firme per i referendum

Il Comitato Promotore: “Un risveglio civile che parte dall’acqua”

Una partenza straordinaria quella della raccolta firme per i referendum per l’acqua pubblica.

Più che raddoppiato l’obiettivo che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio. Sono infatti oltre centomila le firme raccolte nel fine settimana della Liberazione in centinaia di piazze italiane.

Una mobilitazione impressionante che ha visto lunghe file ai banchetti di tutte le città e dei paesi. Un folla consapevole e determinata, che in alcuni casi ha fatto anche diversi chilometri per trovare il banchetto più vicino a casa (l’elenco completo è su http://www.acquabenecomune.org).

Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme.

Molti sindaci e amministratori hanno firmato in piazza, tra cui i sindaci di Ravenna ed Arezzo (entrambi Pd). In Molise Monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) ha firmato in rappresentanza dei 4 vescovi delle Diocesi della Provincia.

Il comitato promotore esprime tutta la sua soddisfazione per il successo delle iniziative. Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall’acqua.

NOI SIAMO STATI PARTE DI QUESTO SUCCESSO E NE SIAMO FELICI!!!
Quanto prima pubblicheremo il calendario dei prossimi banchetti per la raccolta firme.

Raccolta firme per il referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua-25 Aprile 2010-TARANTO

Critical Mass in bici: bloccato il sindaco!

COMUNICATO STAMPA: La Liberazione in bicicletta per una città da pedalare e partecipare

Il 25 aprile si è svolta l’azione di critical mass in bicicletta, programmata nell’ambito di una serie di iniziative di cittadini, comitati e associazioni per la celebrazione della Festa della Liberazione.
La critical mass è un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero, invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico. Se la massa è sufficiente (ovverosia critica), il traffico non ciclistico viene bloccato anche su strade di grande comunicazione, come viali a più corsie.
L’azione si è svolta nel pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30, con raduno-partenza presso i Giardini Virgilio ed arrivo in piazza Garibaldi, dove il raggruppamento ha partecipato alla raccolta firme per il referendum per l’acqua pubblica ed alle altre iniziative culturali.
L’intento è stato quello di sensibilizzare la cittadinanza sulle questioni legate alla mobilità sostenibile, ovvero alla progettazione attenta e lungimirante del sistema di infrastrutture e trasporti urbano che stimoli la pedonalità e l’uso di veicoli non inquinanti, che riduca il traffico e la congestione delle automobili, che migliori la raggiungibilità delle varie zone.
Una città a portata di pedoni e di biciclette è una città più vivibile, più sana, più economica per i suoi cittadini!
Durante il tragitto, nei pressi dell’ospedale SS. Annunziata, il folto gruppo ha incrociato il sindaco di Taranto. Prontamente fermato, gli ha esposto le ragioni dell’azione e gli ha sottoposto una serie di questioni che riguardano i dubbi della cittadinanza sulle scelte ambientali dell’Amministrazione comunale:
• sulla scellerata decisione di riaprire l’inceneritore di rifiuti, il sindaco ha dimostrato di tenere poco in conto alla trasparenza ed al coinvolgimento della cittadinanza, sostenendo ciò che è in assoluto contrasto con la strategia virtuosa del recupero dei rifiuti: prima si incenerisce e poi si recupera! Nel suo consueto stile “rivelatorio”, ha poi anticipato, per l’ennesima volta, che tra pochi mesi partirà la raccolta differenziata porta a porta;
• sulla privatizzazione della sanità con l’ospedale San Raffaele del Mediterraneo il sindaco, nel ricordare la competenza regionale sulle questioni sanitarie, ha comunque appoggiato le riserve dei cittadini ed ha dichiarato che, insieme con le associazioni, si batterà per salvaguardare le strutture esistenti;
• sui campionamenti in continuo previsti per l’Ilva dalla legge diossina, il sindaco ha detto di aver sollecitato l’Arpa ad avviare il campionamento sperimentale nelle aree circostanti le grandi industrie;
• Sull’ENI, il sindaco ha dichiarato la sua contrarietà al raddoppio ed alle prospezioni.
Nel corso di tutta l’azione il gruppo ha suscitato la curiosità di molti abitanti ed ha riscosso molti gesti di approvazione, persino tra gli automobilisti “rallentati” dalla massa di biciclette.
I cittadini, i comitati e le associazioni auspicano che a partire da questa giornata di Liberazione Nazionale, possano avviarsi dei processi di partecipazione su queste ed altre importanti tematiche e che si vada verso una pianificazione consapevole della mobilità, ancora drammaticamente carente nella nostra città.

Promotori:
Amici di Beppe Grillo Taranto, Cittadinanza Attiva Palagianello, Cobas Confederazione, Cobas Scuola, Comitati di quartiere, Comitato per Taranto, Liberamente Glbt , Onda Viola Taranto , Il Popolo Viola Bari e Trash Boardclothes.

CRITICAL MASS vs SINDACO di TARANTO

Dopo il nodo al fazzoletto per il completamento del Registro Tumori (per l’anno 2008) di Giugno 2010 ne aggiungiamo un altro: 2-3 mesi per la raccolta differenziata. Quindi 25 Luglio 2010 come termine massimo…POI SCATTA LA SMOSSA?!?

Fonte: Blog del Comitato per Taranto

25 Aprile: Liberiamo l’Acqua!

25 aprile: raccolta firme a Taranto e provincia Taranto

ore 9:00-12:00 Piazza Regina Pacis – Lama- Taranto;

ore 17:00-20:00 Piazza Garibaldi- Taranto

Massafra: ore 10:00-12:00 Piazza Vittorio Emanuele

Manduria: ore 10:00-13:00 e 17:00-19:00 Corso xx settembre

Lizzano: 9:00-12:00 e 18:00-19:00 Piazza IV novembre

Martina Franca: 10:00-13:00 Piazza xx settembre

Palagiano: 19:00-21:00 Piazza Vittorio Veneto

Palagianello: 14:00-20:30 Piazza Roma

Laterza: da definire (Comune Commissariato)

COMUNICATO STAMPA: Referendum, parte la raccolta firme. Obiettivo quota 50mila nei primi due giorni. Liberiamo l’acqua Il 24-25 aprile, nelle piazze italiane, parte la raccolta di firme per i 3 referendum per l’acqua pubblica con centinaia di banchetti, eventi e manifestazioni su tutto il territorio nazionale. 50.000 firme nei primi due giorni di raccolta, questo l’obiettivo che si è posto il comitato promotore. Dovremo arrivare a 700mila entro il 4 luglio. La data di inizio della raccolta firme, nel fine settimana della Festa della Liberazione, non è casuale. Il nostro è un referendum contro la privatizzazione non di un bene o di un servizio ma anche di un diritto. 65 anni fa la Resistenza di migliaia di donne e uomini liberavano il Paese dalla dittatura e dal fascismo, costruendo tutte e tutti assieme lo spazio comune della democrazia. Dal patrimonio di quell’esperienza nascono le energie e gli ideali di altre migliaia di donne e uomini che oggi si battono per l’acqua e i diritti fondamentali. È una battaglia che coinvolge tutti. Da settimane al comitato promotore arrivano adesioni, messaggi di sostegno, comunicazioni di persone e associazioni che si attivano incontrandosi in riunioni sempre più partecipate, condividendo non solo il percorso referendario ma anche una battaglia più ampia che prosegue da anni. Sul sito www.acquabenecomune.org, su Facebook e su Twitter, nelle mailing-list sul tema dell’acqua, aumenta ogni giorno la partecipazione. Decine di radio in tutta Italia stanno trasmettendo i nostri spot. Come sessantacinque anni fa, da nord a sud, la condivisione di un sogno comune. Liberiamo l’acqua. Si scrive acqua, ma si legge democrazia! Puoi firmare a Taranto, Lizzano, Grottaglie, Martina, Crispiano, Massafra, Palagiano, Palagianello, Manduria. http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=110631528971980&ref=mf

Puoi darci una mano stampando alcune copie del volantino da attaccare nel tuo palazzo o nei posti dove ti autorizzano a farlo. Puoi anche portarcene qualcuno ai banchetti per darci una mano nell’autofinanziamento dell’iniziativa. Qui sotto il volantino scaricabile.

La Democrazia Diretta ce la fà! I garanti hanno approvato i quesiti referendari

EVENTO STORICO PER LA CITTA’ DI TARANTO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

SI COMUNICA CHE IL COMITATO DEI GARANTI HA APPROVATO I TRE QUESITI FONDAMENTALI DEL REFERENDUM SULL’AMBIENTE: CHIUSURA TOTALE DELL’ILVA, CHIUSURA PARZIALE E RICHIESTA RISARCIMENTO DANNI PER L’AVVENUTO INQUINAMENTO.

SABATO CONFERENZA STAMPA presso la SCUOLA MEDIA “COLOMBO”- VIA MEDAGLIE D’ORO alle ora 10:00

Dopo 3 anni di attese e ricorsi la democrazia diretta potrà fare il suo corso!!!!

Il marchio dei Tamburi


E’ tempo di DOP (Denominazione di origine protetta) o IGT (Indicazione Geografica Tipica), DOC, DOCG, ecc…
Anche i Tamburi, perchè no, hanno deciso di darsi un logo, un marchio di riconoscibilità per rivendicare il loro prodotto di punta che li ha resi famosi nelle inchieste di tutta Italia: l’inquinamento.
Eccolo stampato su uno dei muri di quel fiorente quartiere reso tale dalla sinergia tra industria e amministratori!
Ora ci aspettiamo i gadgets.
Tra i più gettonati vi proponiamo:
1) Scatola contenente l’unica, irriproducibile “aria dei tamburi”
2) Polveri cristallizzate tipo “rosa del deserto”
3) Clessidre con polvere rossa di varie durate (a seconda che si tengano più o meno aperte le finestre..)
4) Magliette bianche con tonalità rossicce o grigie
5) Buste di terra da bonificare già concimata con berillio e benzoapirene
6) Lenzuola che brillano in controluce
7) Foglie da infusione del rarissimo eucalipto rosso delle colline ecologiche
8) Lapidi di seconda mano con la patina dei millenni
9) Lastre pneumologiche in cornice d’acciaio
10) Riproduzioni del celebre dipinto col Cristo tra le ciminiere.
Non affrettatevi ad ordinare, tanto ce ne sono a morire!

Fonte: Blog del Comitato per Taranto

25 APRILE: SEMPRE! Uniti per riprenderci la nostra città e difendere i beni comuni

A partire dalle 18 in Piazza Garibaldi si raccoglieranno le firme per il Referendum per la Ripubblicizzazione dell’Acqua. E’ sufficiente munirsi di un documento in corso di validità e godere del diritto di voto. Vi aspettiamo!

NB: L’evento è APARTITICO. I partiti si riuniranno presso la Rotonda del Lungomare.

LA NUOVA FRONTIERA DELL’INCENERIMENTO: LE BIOMASSE

In tutta Italia assistiamo ad un proliferare incontrollato di progetti per la combustione di non ben precisate “biomasse”. Il “caso ALCE” di Fornoli a Bagni di Lucca in cui si vogliono bruciare 150.000 tonnellate/anno di legno e sanza rappresenta solo la “punta dell’ iceberg” di una miriade di impianti che attirati dal “miele” dei sussidi pubblici (derivanti dalle tasche dei cittadini) sotto forma di “certificati verdi” spuntano dovunque citando a sproposito la “sostenibilità ambientale”.
Per informare nei dettagli su questi aspetti ( aspetti normativi, modalità e calcoli di incentivazione dei certificati verdi, aspetti economici e trend del mercato elettrico, aspetti ambientali ed eco energetici ecc) AMBIENTE E FUTURO HA DECISO DI DAR VITA AD UN FORUM PUBBLICO per supportare le battaglie in corso anche allo scopo di indicare ALTERNATIVE alla combustione delle biomasse (che inevitabilmente comporta anche rischi sanitari a maggior ragione quando in gioco ci sono “mega-impianti”).

Questo contributo all’approfondimento avviene in un contesto in cui spesso, specialmente quando si tratta di grandi impianti, la “combustione delle biomasse” appare la “foglia di fico” dietro la quale si nascondono interessi miliardari che puntano a “massimizzare” i propri profitti non solo attraverso modi di fare “impresa assistita” (cioè pagata da noi semplici utenti attraverso le bollette elettriche) ma anche mirando a BRUCIARE LA PARTE BIODEGRADABILE DEI RIFIUTI INDUSTRIALI (derivanti dall’industria agroalimentare, del legno trattato e dalle cartiere) che rappresenta il vero “CUORE” E SCOPO ECONOMICO DELL’OPERAZIONE.

Non a caso si può sostenere che la combustione delle biomasse si configura sempre più COME LA NUOVA FRONTIERA DELL’INCENERIMENTO a cui il sempre più vasto movimento italiano ed internazionale verso Rifiuti Zero guarda con grande preoccupazione.

Ambiente e Futuro di Lucca Associazione Diritto al Futuro

Fonte: http://www.rifiutizero.org/index.php?option=com_content&task=view&id=150&Itemid=2

Lo sapevate che c’è in atto una valutazione per costruire una centrale a biomasse anche a Taranto? Non ci facciamo mancare nulla…

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