Spot Ilva Spa in tv: coda di paglia?!?

Oggi su Studio 100 è apparso uno spot dell’Ilva Spa che sottolinea come l’azienda si sia impegnata per l’ambiente e l’ecocompatibilita.
Bene:
1)Nessuno la obbligava a difendersi o a pubblicizzarsi: coda di paglia?
2) Eco-compatibilità per un impianto a 100 m dalle case, obsoleto(è dei primi anni 60) e sovrasfruttato?!? Ma anche no!

Nel video il responsabile Ilva parla di accordi rispettati da Ilva e soldi spesi per applicare le migliori tecnologie… Le Best Available Techniques vengono stabilite per un periodo che va dai 5 ai 10 anni. Nel caso degli stabilimenti siderurgici, una nuova “lista di tecnologie”era attesa per i primi mesi del 2008, ma ad oggi siamo ancora in alto mare.
Questo vuol dire che l’ILVA, nonostante i passi avanti fatti negli ultimi anni, si è adeguata, se lo ha fatto, a delle tecnologie che sono “datate”. Il famoso impianto a urea è un impianto sperimentale la cui efficacia non è stata provata quindi Taranto sta servendo da laboratorio. I dati di Gennaio e Febbraio relativi alle emissioni di diossina hanno dimostrato come questo impianto non sia sufficiente affinchè l’Ilva rispetti i limiti della legge antidiossina, che sono comunque di molto superiori ai limiti imposti dall’unione europea(2,5 ng/m3 rispetto agli 0,1 ng/m3 prescritti dall’UE). I dati sono infatti questi:

ng/m3 (O =15,5% fumi di combustione del camino dell’Ilva)
11/01/10 3,44
12/01/10 0,86
13/01/10 3,96
01/02/10 1,26
02/02/10 1,14
03/03/10 1,38

Questi valori sono frutto di controlli dell’Arpa che vengono eseguiti di giorno, previo avviso dell’azienda e solo per 8 ore 3 volte l’anno. Di notte, ci si chiede, i valori sono più vicini agli allarmanti 3,96 ng/m3 o agli 0,86 ng/m3?
La Commissione europea e l’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) hanno inaugurato nel mese di Gennaio 2010 un nuovo registro integrato delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-Prtr). Il registro contiene informazioni sulle emissioni di sostanze inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo rilasciate da complessi industriali in tutta Europa. Vi figurano i dati annuali relativi a 91 sostanze e ad oltre 24 000 complessi operanti in 65 attività economiche. Vi si trovano anche altre informazioni, come la quantità e il tipo di rifiuti trasferiti negli impianti preposti al loro trattamento, sia all’interno che al di fuori di ciascun paese. Peccato che manchino i dati relativi proprio all’Ilva di Taranto che le autorità italiane tardavano a trasmettere…L’ISPRA ha però diffuso alcuni dati che, per i ritardi di trasmissione, sono in fase di validazione ma che testimoniano il “contributo” dato dall’Ilva all’innalzamento dei livelli di inquinamento a livello locale, nazionale ed europeo. Le soglie delle emissioni sono state pensate per censire le sorgenti di dimensioni maggiori, responsabili di circa il 90% delle emissioni dell’industria europea. Questo è dunque l’obiettivo perseguito dalla Commissione attraverso l’introduzione delle soglie, contestualmente all’istituzione dei registri E-PRTR. I dati sono frutto di una sorta di autocertificazione da parte dell’azienda che ha l’obbligo di riportare tutte le sostanze o gruppi di sostanze presenti nel regolamento nel caso in cui venga superato il valore soglia. L’unico dato positivo emerso da questo registro è l’abbassamento dei valori soglia relativi a diossine e furani (complessivi) e PCB, che sono stati ridotti (da 1 a 0.1 g/anno).
Per il resto i dati sono abnormi e per quel che riguarda le riduzioni della quali l’Ilva si vanta nello spot i dati parlano chiaro. Se anche fosse vera una riduzione dell’80% degli SOx siamo sempre a 12681 t/anno rispetto alle 150 t/anno che sono il valore soglia. La diossina potrà anche essere stata ridotta del 90% ma 99,6 g/anno a fronte del valore soglia di 0,1 g/anno sono un’enormità (il che ci permette di immaginare quanta fosse la diossina che veniva emessa prima!) E la diossina è GENOTOSSICA! Il che vuol dire che modifica, alla lunga, il DNA. Qui viene emessa da 45 anni!
Senza contare che i parchi minerali sono belli e che scoperti!!! Noi non ci facciamo più prendere in giro!
E questo spot dimostra una volta di più che vogliono metterci oltre che fumo nei polmoni e diossina nel cibo, anche fumo negli occhi!

La necessità di un’alternativa economica è sempre più pressante e la bonifica, dopo 45 anni di emissioni selvagge, è l’unica cosa da fare anche per dare lavoro agli operai mentre si creano le alternative economiche.
TARANTINI, RIVA & CO NON SONO I PADRONI DI TARANTO E DELLA NOSTRA VITA!!! LO SIAMO NOI!

BONIFICA E RICONVERSIONE! Taranto DEVE ripartire da questo. Esprimiamo la nostra volontà di cambiamento andando a votare per il referendum consultivo. Facciamo capire ai politici che l’esigenza di non dipendere più da un ecomostro è parte di noi. Lo smantellamento crea lavoro. Una volta eliminata la fonte inquinante il resto verrà da sè.

LAVORARE PER VIVERE, NON PER MORIRE!

Per i bambini di questa città, per chi ci è morto qui, per tutti noi!!

Info sul Referendum: http://www.referendumilva.wordpress.com/

Giustitalia Giugno 2010: Il giornale per chi vuole la riconversione economica di Taranto!


Ecco a voi il numero di Giustitalia del mese di Giugno. Il primo numero dopo l’inizio della raccolta firme per il Referendum Ilva(http://www.referendumilva.wordpress.com). Da sempre questo giornale ha sostenuto la necessità di cambiare economia nella città di Taranto e finalmente possiamo chiedere anche ai tarantini come la pensano al riguardo. Buona Lettura!

Basta con la disinformazione sul Referendum Ilva!!!


COMUNICATO STAMPA
Se le reazioni di coloro che cercano d’impedire lo svolgimento del referendum che chiederà ai cittadini di Taranto il loro consenso sono legittime per le posizioni assunte per scopi a noi sconosciuti ma che presupponiamo di comprendere, non siamo nelle condizioni di includere tra queste le decisioni di alcuni organi d’informazione nel rifiutarci ospitalità e spazi ai nostri comunicati di risposta a commenti pubblicati che ci riguardano. Se non sono stati ancora stabiliti sia i tempi che i modi della campagna elettorale per la chiamata alle urne dei tarantini è pur vero che i protagonisti di questo evento debbano convenire come sia indispensabile una semplice, completa, onesta ed esauriente informazione che spieghi le finalità che le parti mettono a confronto in un dibattito democratico per la soluzione del problema inquinamento interessante tutti noi che ne subiamo gli effetti. A nostro avviso come questo possa essere condizionato se non con il rispetto delle regole che in primis il sistema dell’informazione è chiamato ad applicare nel dare il senso al risultato che il referendum avrà espresso interpretando il volere degli elettori. Dai nostri primi passi e momenti iniziali, ricordiamolo sono trascorsi a novembre prossimo tre anni, nulla è cambiato nelle nostre intenzioni e la promessa che avevamo fatto a coloro che da allora ci hanno chiesto di proseguire nel percorso intrapreso è stata mantenuta e ad essi desideriamo assicurare il nostro impegno e la nostra volontà, per essere all’altezza delle loro aspettative, certi di avere ancora il loro apprezzamento e la loro stima che sono per noi fonte d’ispirazione più preziosa e che rappresentano la spinta che muove le nostre energie spese per il bene comune. Infatti di questi possiamo esserne orgogliosi e sarebbe di grandissima soddisfazione se il successo dei nostri tre obiettivi fosse ricambiato col voto dalla maggior parte dei tarantini. Sarebbe impensabile che dopo tutto questo ci faremmo intimorire da qualche non proprio sottile minaccia ? Perché le idee che ci siamo impegnati e intendiamo divulgare per spiegare quale futuro per Taranto pensiamo sia possibile realizzare, non siano fraintese e che sono le più oneste e chiare, avranno necessariamente l’obbligo del sostegno di tutti gli organi della “libera informazione”, come abbiamo accennato prima, in tutte le loro forme, e poiché imposto dalla legge, siamo persuasi, nessuno di questi potrà sottrarvisi. Naturalmente purché per tale esigenza si esiga la priorità assoluta della quale ha bisogno questo evento che rappresenta per la città una svolta decisiva, ecco che si avrà la possibilità di scrivere senza omissioni un altro capitolo di questa attuale triste storia che è anche la tua che ci leggi. Se si potesse riavvolgere a ritroso il film che il comitato Taranto Futura ha girato in questi tre anni si vedrebbe quale e quanto gratuito impegno in termini di ogni risorsa personale è stato elargito da chi ha creduto in questa avventura. Il gruppo di lavoro con indispensabile responsabilità ha percorso un tortuoso itinerario giudiziale senza il quale non si sarebbe giunti alla determinazione per svolgere la consultazione popolare che darà voce ai tarantini di indicare a chi può decidere (leggi le istituzioni deputate) la via per la soluzione definitiva peraltro già trovata per altre realtà (leggi Genova, Bagnoli e Cornegliano). Tutto questo lavoro può mai essere vanificato perché qualche “male informato” ovvero “disinformato ?” ( di provenienza sindacale) trovi addirittura il referendum “incostituzionale” col chiedere con tre quesiti ai cittadini di avere una risposta definitiva per il futuro della nostra città ?? Sarebbe quella una prepotenza anticostituzionale. !!

Per il Comitato
Claudio Monteduro

Vendola autorizza l’inceneritore di rifiuti Marcegaglia…Questo è il “nuovo che avanza”? E avanza male!!!

di Isa Antonacci e Maria Rosaria Fergola

In molti hanno creduto e forse sperato che l’inceneritore Marcegaglia in provincia di Foggia (località Paglia) non si facesse più ma la realtà è ben diversa. La sentenza ufficiale è stata emessa senza diritto di appello: l’impianto “s’ha da fare” e basta. Pazienza se l’ iter autorizzativo è palesemente illegale e se l’ impianto sputerà nell’aria di Capitanata senza interruzione, e chissà per quanti decenni, diossine cancerogene e veleni chimici a valanga. L’assessorato all’ ecologia della regione Puglia senza interpellare i cittadini ha offerto il beneplacito alla costruzione. Infatti il 15 aprile 2010 si è tenuta l’ultima conferenza di servizi: presenti l’ assessorato all’ecologia, l’ Arpa Puglia, il consorzio di bonifica,  i comuni di Manfredonia e Cerignola, (unico ente che ha dato parere negativo all’ impianto insieme ad Alleanza Popolare per Cerignola), l’amministrazione provinciale di Foggia, la Prefettura di Foggia, l’autorità di bacino, Alleanza Popolare per Cerignola, il Settore Rifiuti e Bonifiche e naturalmente la società rappresentata da Roberto Garavaglia. Insomma chi dovrebbe in teoria tutelare la salute pubblica e l’economia agricola è pronto a tutto pur di garantire l’assoluta bontà dell’affare marcegagliano realizzato con denaro pubblico. I più diretti interessati, ovvero i cittadini residenti a Borgo Tressanti – rappresentati dall’ Associazione  Culturale Giovani per l’Ambiente – ancora una volta non sono stati invitati all’incontro tecnico. Inoltre risultavano assenti: il settore all’agricoltura A.U.S.L. di Foggia (Ufficio Parchi e tutela delle Biodiversità), e i comuni di Foggia, Orta Nova, Carapelle, Zapponeta. Presidente Vendola come mai a cittadine e cittadini destinati a subire sulla propria pelle il pericoloso inquinamento è stata negata la possibilità di manifestare una motivata contrarietà a questo pericoloso impianto?  Tra l’altro l’ impianto ha subito un ulteriore modifica per tanto non osiamo immaginare quanti rifiuti bruceranno. I “politici” eletti dal popolo dove sono nel momento del bisogno? Le associazioni di categoria – C.I.A., COLDIRETTI,  UNIONE AGRICOLTORI – dove sono quando bisogna difendere il territorio, l’agricoltura e la salute dei cittadini e consumatori?

Fonte: http://www.italiaterranostra.it/?p=4767

Questa la risposta di Vendola a questo articolo:

In relazione all’articolo apparso oggi sul sito http://www.italiaterranostra.it, dal titolo ‘Vendola autorizza illegalmente l’inceneritore di rifiuti Marcegaglia’, a firma di Isa Antonacci e Maria Rosaria Fergola, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sta valutando la possibilità di adire le vie legali a causa della totale infondatezza delle notizie pubblicate. L’impianto, funzionale alla chiusura del ciclo dei rifiuti, nasce nel 2003 (contratto di programma tra Comune e Regione).
L’iter per l’autorizzazione è stato caratterizzato dalla più ampia trasparenza ed è stato consentito l’accesso alle conferenze dei servizi a tutti i soggetti che hanno manifestato interesse (ivi compresa l’associazione di giovani che, pur essendo stata invitata, non ha partecipato ai lavori).
Sulle conclusioni dell’iter è stato ottenuto il parere favorevole della maggioranza qualificata dei partecipanti ed anche chi ha espresso parere negativo ha apprezzato l’atteggiamento della Regione nella conduzione del procedimento e nell’adozione di numerosissime prescrizioni per la tutela dell’ambiente (è tutto riportato agli atti).

Fonte:http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/risposta-allarticolo-di-italiaterranostrait.html

Da questa risposta si evince che il Governatore non sà che il peggior modo di chiudere il ciclo dei rifiuti è proprio l’incenerimento che non chiude un bel nulla perchè produce diossine e furani che sono genotossici (modificano il DNA) e entrano per direttissima nella catena alimentare, e nanopolveri che nel giro di 1 ora soltanto entrano nel nostro sangue raggiungendo tutti gli organi, compresi i feti.  Senza contare che le ceneri  prodotte dal processo di incenerimento sono rifiuti altamente tossici che vanno stoccati in discariche speciali di Tipo B. Dovrebbe essere illegale una scelta simile ed è a questo che si riferiva chi ha scritto l’articolo. La lungimiranza dei nostri amministratori continua a essere pari a zero. L’utilizzo della trasparenza non è sufficiente a giustificare l’attivazione di un inceneritore(che, come sottolineato da tanti medici, è una scelta folle). Non dovrebbe proprio essere fatta la richiesta di un simile scempio! Mai sentito parlare della Strategia Rifiuti Zero? Perchè non diventare la prima regione italiana che porta avanti tale strategia? Se è vero che Vendola è il futuro si distingua portando avanti una politica di smaltimento dei rifiuti seria e non dannosa. C’è crisi nel reperimento di materia prima, c’è crisi occupazionale, c’è crisi ambientale e la risposta qual è? La riattivazione di una serie di inceneritori…Non ci siamo proprio…Questo “nuovo che avanza” non avanza proprio nella direzione giusta!

Chiudiamo con una nostra intervista alla direttrice del Centro di Riciclo di Vedelago, che dovrebbe essere l’obiettivo di un governo regionale che in tutta Italia è acclamato per le sue belle idee…Ma le idee contano poco se ad esse non seguono i fatti!

Intervista a Carla Poli (Centro riciclo di Vedelago) a Taranto

Il maresciallo Lo Zito “punito” perchè ha smascherato gli inciuci della CRI

La Croce Rossa Italiana è un ente pubblico finanziato con i nostri soldi ed i politici non ne possono avere la gestione!

Intervista al maresciallo Vincenzo Lo Zito

Il regalo dell’Ilva per la festa del Santo Patrono…

Che bello! L’Ilva ci ha fatto il regalo per la Festa del Santo Patrono!!!! Non dovevi, Caro Riva! Avevi già provveduto a sponsorizzarne i festeggiamenti accanto alle nostre istituzioni( http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2010/04/29/taranto-una-citta-senza-dio-e-con-istituzioni-senza-vergogna/ )…CI BASTAVA!!!!!

LA VERITA’ DEI FATTI SULLA TENDA PER IL LAVORO

COMUNICATO STAMPA

La lotta dei disoccupati non si ferma e Stefano farebbe bene a non seminare
menzogne.
Volantinaggio oggi dei disoccupati organizzati in tutta la città Giovedì dalle 9 di nuovo in piazza sotto il Comune a noi non ci sgomberate!

1)Non è affatto vero che vi era l’impegno dei Disoccupati Organizzati slai
cobas ad abbandonare entro 1l 30 aprile il presidio sotto il Comune, a
togliere la “Tenda per il Lavoro” e che quindi noi saremmo venuti meno a
tale impegno – E’ esattamente il contrario. Nell’ultimo incontro proprio del
30 aprile con il Sindaco Stefano, a fronte di una riunione inconcludente che
con le dichiarazioni del Sindaco faceva fare un passo indietro sul percorso
per l’avvio della raccolta differenziata e nuovi piani di lavori per
risanamento ambientale nei quartieri, i Disoccupati Organizzati hanno detto
che la Tenda rimaneva fino a che non si fossero prodotti atti concreti e non
solo generici impegni smentiti una settimana dopo;

2) Non è affatto vero che con la tenda in piazza i Disoccupati Organizzati
hanno provocato disordini e disservizi e “forme di protesta che degenerano
in violenza e insulti gratuiti” (come scritto nel comunicato Ufficiale dell’Amministrazione
comunale) – La Tenda per il Lavoro, tutti l’hanno potuto vedere, è stata un’iniziativa
assolutamente tranquilla; durante il giorno si faceva informazione, si sono
raccolte centinaia e centinaia di firme di cittadini solidali, decine di
nuovi disoccupati si sono organizzati; una Tenda in cui le donne anche di
notte potevano tenere da sole la tenda. Quale disservizio al Comune poteva
provocare questa Tenda? che non impediva il traffico e il transito delle
persone, che non ostacolava l’entrata del Comune (piuttosto ostacolata dal
Comune stesso che ormai tiene sempre chiuso il portone, rendendo difficile
anche al suo personale di entrare e uscire), che non ha mai ostacolato la
normale attività lavorativa dell’Amministrazione (anzi, noi vorremmo che
lavorassero molto di più per risolvere le emergenze di questa città…).
Quando mai “i dipendenti comunali sarebbero stati in pericolo” per una Tenda
in cui di giorno c’erano anche i bambini! Chi ha mai impedito loro di
lavorare? Il Sindaco e i funzionari per caso si nascondono e usano
strumentalmente i “dipendenti” per avere una ragione che non hanno? O,
piuttosto, si scrive “dipendenti/impiegati”, ma si deve leggere cgil, cisl,
uil, ugl? Sono a questi infatti che, come ha ammesso lo stesso Stefano, non
va giù la lotta dei Disoccupati Organizzati, perchè non delegano, perché
smascherano il silenzio e le complicità dei sindacati confederali.

3)Dove ci sarebbero poi le “violenze e insulti gratuiti”? Chi, dove, quando?
Anche l’iniziativa dimostrativa sulla raccolta differenziata di ieri è stata
pacifica e civile; si è svuotato parzialmente un cassonetto per
differenziare la spazzatura e rimetterla nei 3 bidoni di raccolta
differenziata; per mostrare come non si fa e come invece si dovrebbe fare
per la salute della cittadinanza.
E’ lo stato di Taranto, agli ultimi posti nella raccolta differenziata a
livello nazionale, con un inquinamento che provoca in ogni famiglia un morto
per tumore che è una violenza; è l’emergenza lavoro di Taranto che è un
insulto e una vergogna.
Quale violenza? Noi abbiamo visto che l’unica violenza viene fatta contro
chi lotta; con vigili, polizia, carabinieri pronti a sgomberare con la forza
(dal blocco dei giorni scorsi degli interinali Ilva all’occupazione pacifica
dell’Inail degli operai per l’amianto, alla distruzione della Tenda per il
Lavoro); con forze dell’ordine che invece di andare a contrastare la vera
grande criminalità a Taranto se la prende con i disoccupati, con le donne
che lottano, con i lavoratori – L’ex prefetto Alecci aveva dichiarato
durante la rivolta dell’estate del 2007 che mai avrebbe mandato la polizia
contro dei lavoratori che lottano per diritti sacrosanti; ma oggi Stefano,
sindaco di “sinistra” manda vigili e poliziotti contro disoccupati e
disoccupate, “criminali” per una Tenda per il Lavoro!

La verità è che questa Tenda per il Lavoro dava fastidio, era una “spina nel
fianco” a Sindaco e a tutti coloro, Istituzioni, politici, che non vogliono
e/o sono incapaci di dare risposte straordinarie e di emergenza a quella che
è l’emergenza lavoro e ambiente a Taranto.
La Tenda era un indice puntato continuo. Questo era inaccettabile e questo
hanno voluto schiacciare.
Ma si illudono. Se una tenda è stata abbattuta i presidi continueranno,
perché il bisogno, il legittimo diritto al lavoro non si può reprimere!

DISOCCUPATI ORGANIZZATI SLAI COBAS – t/f 0994792086 – 3283769008 – TA.
4.5.010

Ecco a voi la casa dei cittadini chiusa perchè asserragliata da pericolosissimi terroristi-disoccupati:


Ecco a voi un pericolosissimo Disoccupato Organizzato:

Ecco a voi messaggi minacciosi e irrispettosi:

Ecco a voi il sindaco al quale, il giorno del consiglio comunale, viene impedito di accedere al comune, in maniera violenta, dai Disoccupati Organizzati:

Ovviamente siamo ironici…I disoccupati, a Taranto, sono fin troppo civili…Sono stati 15 giorni(e notti) in tenda, per chiedere di fare un lavoro onesto e rispettoso dell’ambiente. Sono intervenuti civilmente in consiglio comunale ricordando ai consiglieri(il sindaco non c’era) che l’Unione Europea obbliga gli stati membri a raggiungere in tempi brevi livelli elevati di raccolta differenziata spinta(porta a porta). Io ero presente e posso dire che è proprio vero: la tenda non dava fastidio nè ai lavoratori del comune nè al traffico, tutto era pulito, c’erano anche donne e bambini e se non fosse stato per gli striscioni neppure se ne sarebbero accorti di loro….Il sindaco e il consiglio comunale in genere dovrebbero prendere esempio da loro che sono persino andati sotto la prefettura per solidarizzare con i somministrati Ilva partendo dal presupposto che l’unione fà la forza!

Raccolta Firme per il Referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua

In due settimane la Puglia ha raggiunto e superato il numero di firme raccolte in sei mesi nel 2007 a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare e i banchetti si moltiplicano! Oltre 31.500 persone hanno sottoscritto ognuno dei tre quesiti referendari (a margine il dettaglio per provincia).

Ma la Festa dei Lavoratori ha portato con se altre importanti novità che qui vi sintetizzo.

IDV. Il capogruppo IdV al Comune di Bari, Emanuele Pasculli, il 1 maggio ha firmato i tre quesiti referendari promossi dal Forum italiano Movimenti dell’acqua e non quello del suo partito. “Pure essendo capogruppo di un partito politico – ha dichiarato – ho scelto quello che è più giusto. L’unica possibilità di poter rivendicare la ripubblicizzazione dell’acqua è firmare questi tre quesiti referendari, contrariamente a quello promosso dell’IdV che preserva lo status quo e involontariamente consente la coesistenza di pubblico e privato”.

PD. Cambia l’Italia Puglia (area del Partito Democratico, ex mozione Marino), ADERISCE al comitato pugliese “Acqua Bene Comune” per la campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua e al percorso di ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese, e – considerato che molti iscritti al partito, alcuni circoli, parlamentari ed assessori pugliesi aderiscono alla campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua – chiede al PD Puglia di convocare al più presto i propri organismi dirigenti, perché il PD pugliese esprima ufficialmente la posizione rispetto all’acqua e sul referendum sull’acqua pubblica. (comunicazione ufficiale qui di seguito)

La UIL PUGLIA ha aderito ufficialmente alla campagna referendaria. “L’acqua è un bene essenziale- si legge nella lettera- che deve essere restituito alla gestione collettiva, contro tutte le norme che, in questi anni, hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua”. (in allegato il testo della lettera)

A presto e buona giornata

Margherita Ciervo Per il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

Per Taranto città sono previsti 4 appuntamenti (stiamo attendendo le ultime conferme) in questo week end:
Sabato 8 Maggio
- dalle 18:00 alle 21:00 in piazza Maria Immacolata
Domenica 9 Maggio
- dalle 9:00 alle 12:30 alla chiesa Ss. Medici (nei pressi dei giardini virgilio)
- dalle 17:00 alle 20:30 in piazza Maria Immacolata
Lunedì 10 Maggio
- dalle 18:00 alle 21:00 in Città Vecchia.

Vogliamo I Miti del Mare a Taranto!

Un evento eccezionale, il festival internazionale della Marineria “I miti del mare” in programma i primi giorni di Giugno, non si svolgerà più a Taranto. Gli organizzatori, tarantini per maggior parte, si sono visti costretti a emigrare a Brindisi, dato che a un mese dalla manifestazione la Provincia latita. Non voglio…no proprio che la storia di questa città sia l’inizio di una rinascita!!!!

Ribelliamoci inviando una mail a:

presidente.giunta@provincia.it,
comuneta@comune.taranto.it,
studio100@studio100.it, blustar@blustartv.it, tg3puglia@rai.it,
ilgraffio@telenorba.it,
gabibbo@mediaset.it

Oggetto:”VOGLIAMO I MITI DEL MARE A TARANTO! VERGOGNA!”

Testo: Chiedo agli organizzatori di informare la cittadinanza sull’accaduto. E’ nostro diritto sapere chi sono i responsbili, nomi e cognomi di chi non ha
permesso che un chiaro esempio di economia alternativa si realizzasse a
Taranto, nonostante la presenza alla BIT di Milano e BMT di Napoli in
col marchio TerraJonica. www.imitidelmare.eu

Qui l’articolo che parla della “migrazione” verso altri lidi più pronti e attenti:

Caccia al petrolio, ok alla Shell: Ricerche nel Golfo di Taranto

Via libera del ministero dello Sviluppo

TARANTO — L’Ufficio minerario idrocarburi geotermia del ministero dello Sviluppo economico ha concesso alla Shell Italia la ricerca petrolifera offshore nel Golfo di Taranto. Le zone interessate coprono un’area di 1.356 chilometri quadrati tra le coste pugliesi e quelle calabre. Ad annunciarlo è stata ieri la stessa compagnia petrolifera che attendeva una risposta dal novembre del 2009. «Con questa nuova opportunità — ha commentato Marco Brun, Country manager Shell in Italia e ceo (chief executive officer) Shell Italia E&P spa — nel Golfo di Taranto potremo ulteriormente espandere i nostri interessi esplorativi offshore andando oltre la presenza già in essere dall’inizio dello scorso anno nel Canale di Sicilia. Speriamo davvero che entrambe le opportunità esplorative possano porre le basi per un futuro di crescita in Italia».

La multinazionale con sede amministrativa a Milano confida di poter eseguire presto una campagna di acquisizione sismica dei dati che saranno la base per valutare ogni decisone su eventuali pozzi esplorativi. Le concessioni avute dall’Unmig daranno il via ai battelli di ricerca muniti di sonar che scandaglieranno i fondali nei quadranti di mare concessi, in cerca di conformazioni bidimensionali idonee alla trivellazione. Individuati i punti, i programmi di sperimentazione prevedono i primi sondaggi tridimensionali che consistono nella perforazione dei fondali con fori di piccole dimensioni. Solo dopo, spiegano alla Shell, potranno iniziare i lavori di costruzione delle piattaforme per le trivellazioni. Non prima, comunque, di aver chiesto e ottenuto ulteriori e più specifiche autorizzazioni dai ministeri, enti, agenzie del demanio, regioni e province interessate. Quello che parte oggi è solo l’inizio di un lavoro di ricerca che può avere una durata variabile da uno a cinque anni.

L’Italia (e i mari della Puglia in particolare), è posizionata sulla mappa del gruppo Royal Dutch Shell come uno dei paesi più importanti per l’Europa continentale con opportunità di crescita nel settore dell’esplorazione e produzione di idrocarburi. Dal 1912, Shell è uno dei principali investitori esteri in Italia nel settore dell’oil e gas in Italia dove è presente con importanti attività nella ricerca e produzione di idrocarburi. Tra questi, il progetto di sviluppo di un terminale di rigassificazione (nello Jonio siciliano) per la commercializzazione di prodotti petroliferi e gas naturale e con una rete di 1.300 stazioni di servizio. La società della «conchiglia», inoltre, è attiva in Basilicata nei progetti on-shore di Val d’Agri (già in produzione con una quota Shell del 39,23% in partnership con Eni) e Tempa Rossa (in sviluppo con una quota del 25% in partnership con Exxon e Total). Nell’esplorazione off-shore, invece, già nel 2009 la Shell ha acquisito importanti quote di partecipazione in sei permessi esplorativi nel Canale di Sicilia e ora anche in Puglia con le due licenze nel Golfo di Taranto. Alle stesse aree del Golfo erano interessate anche i concorrenti Nautical Petroleum, Transunion Petroleum Italia e Northern Petroleum.

Nazareno Dinoi
03 maggio 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ci mancava solo questa per dare il colpo di grazia al nostro territorio…Ma il distastro in atto in Louisiana non ha insegnato niente?!?
Noi ovviamente condanniamo questa scelta criminale!!!!

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