Oggi su Studio 100 è apparso uno spot dell’Ilva Spa che sottolinea come l’azienda si sia impegnata per l’ambiente e l’ecocompatibilita.
Bene:
1)Nessuno la obbligava a difendersi o a pubblicizzarsi: coda di paglia?
2) Eco-compatibilità per un impianto a 100 m dalle case, obsoleto(è dei primi anni 60) e sovrasfruttato?!? Ma anche no!
Nel video il responsabile Ilva parla di accordi rispettati da Ilva e soldi spesi per applicare le migliori tecnologie… Le Best Available Techniques vengono stabilite per un periodo che va dai 5 ai 10 anni. Nel caso degli stabilimenti siderurgici, una nuova “lista di tecnologie”era attesa per i primi mesi del 2008, ma ad oggi siamo ancora in alto mare.
Questo vuol dire che l’ILVA, nonostante i passi avanti fatti negli ultimi anni, si è adeguata, se lo ha fatto, a delle tecnologie che sono “datate”. Il famoso impianto a urea è un impianto sperimentale la cui efficacia non è stata provata quindi Taranto sta servendo da laboratorio. I dati di Gennaio e Febbraio relativi alle emissioni di diossina hanno dimostrato come questo impianto non sia sufficiente affinchè l’Ilva rispetti i limiti della legge antidiossina, che sono comunque di molto superiori ai limiti imposti dall’unione europea(2,5 ng/m3 rispetto agli 0,1 ng/m3 prescritti dall’UE). I dati sono infatti questi:
ng/m3 (O =15,5% fumi di combustione del camino dell’Ilva)
11/01/10 3,44
12/01/10 0,86
13/01/10 3,96
01/02/10 1,26
02/02/10 1,14
03/03/10 1,38
Questi valori sono frutto di controlli dell’Arpa che vengono eseguiti di giorno, previo avviso dell’azienda e solo per 8 ore 3 volte l’anno. Di notte, ci si chiede, i valori sono più vicini agli allarmanti 3,96 ng/m3 o agli 0,86 ng/m3?
La Commissione europea e l’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) hanno inaugurato nel mese di Gennaio 2010 un nuovo registro integrato delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-Prtr). Il registro contiene informazioni sulle emissioni di sostanze inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo rilasciate da complessi industriali in tutta Europa. Vi figurano i dati annuali relativi a 91 sostanze e ad oltre 24 000 complessi operanti in 65 attività economiche. Vi si trovano anche altre informazioni, come la quantità e il tipo di rifiuti trasferiti negli impianti preposti al loro trattamento, sia all’interno che al di fuori di ciascun paese. Peccato che manchino i dati relativi proprio all’Ilva di Taranto che le autorità italiane tardavano a trasmettere…L’ISPRA ha però diffuso alcuni dati che, per i ritardi di trasmissione, sono in fase di validazione ma che testimoniano il “contributo” dato dall’Ilva all’innalzamento dei livelli di inquinamento a livello locale, nazionale ed europeo. Le soglie delle emissioni sono state pensate per censire le sorgenti di dimensioni maggiori, responsabili di circa il 90% delle emissioni dell’industria europea. Questo è dunque l’obiettivo perseguito dalla Commissione attraverso l’introduzione delle soglie, contestualmente all’istituzione dei registri E-PRTR. I dati sono frutto di una sorta di autocertificazione da parte dell’azienda che ha l’obbligo di riportare tutte le sostanze o gruppi di sostanze presenti nel regolamento nel caso in cui venga superato il valore soglia. L’unico dato positivo emerso da questo registro è l’abbassamento dei valori soglia relativi a diossine e furani (complessivi) e PCB, che sono stati ridotti (da 1 a 0.1 g/anno).
Per il resto i dati sono abnormi e per quel che riguarda le riduzioni della quali l’Ilva si vanta nello spot i dati parlano chiaro. Se anche fosse vera una riduzione dell’80% degli SOx siamo sempre a 12681 t/anno rispetto alle 150 t/anno che sono il valore soglia. La diossina potrà anche essere stata ridotta del 90% ma 99,6 g/anno a fronte del valore soglia di 0,1 g/anno sono un’enormità (il che ci permette di immaginare quanta fosse la diossina che veniva emessa prima!) E la diossina è GENOTOSSICA! Il che vuol dire che modifica, alla lunga, il DNA. Qui viene emessa da 45 anni!
Senza contare che i parchi minerali sono belli e che scoperti!!! Noi non ci facciamo più prendere in giro!
E questo spot dimostra una volta di più che vogliono metterci oltre che fumo nei polmoni e diossina nel cibo, anche fumo negli occhi!
La necessità di un’alternativa economica è sempre più pressante e la bonifica, dopo 45 anni di emissioni selvagge, è l’unica cosa da fare anche per dare lavoro agli operai mentre si creano le alternative economiche.
TARANTINI, RIVA & CO NON SONO I PADRONI DI TARANTO E DELLA NOSTRA VITA!!! LO SIAMO NOI!
BONIFICA E RICONVERSIONE! Taranto DEVE ripartire da questo. Esprimiamo la nostra volontà di cambiamento andando a votare per il referendum consultivo. Facciamo capire ai politici che l’esigenza di non dipendere più da un ecomostro è parte di noi. Lo smantellamento crea lavoro. Una volta eliminata la fonte inquinante il resto verrà da sè.
LAVORARE PER VIVERE, NON PER MORIRE!
Per i bambini di questa città, per chi ci è morto qui, per tutti noi!!
Info sul Referendum: http://www.referendumilva.wordpress.com/
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