Stanno raccogliendo il pomodoro E-312

Taranto, scene dell’altro mondo

E-312 non è la sigla di un organismo geneticamente modificato ma è il camino Ilva di Taranto da cui fuoriesce diossina. In questi giorni a poca distanza da quel camino stanno raccogliendo i pomodori. Qualcuno di voi potrebbe trovarseli nel piatto. Buon appetito!
23 agosto 2010

A Taranto non si può allevare a 20 chilometri dall’area industriale per contaminazione da diossina. Ma si possono raccogliere i pomodori a poche decine di metri dall’Ilva.

Fonte: http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/32244.html

Sinceramente non vorremmo mai mangiare questi pomodori…Ma chi ci dice che non finiranno sulle nostre tavole a nostra insaputa magari tramite una salsa o una buona pizza?!? Magari diffondendo questa notizia la paura degli altri italiani di mangiare questi pomodori ci farà diventare un caso nazionale?!? Ma chi la diffonderà? Quanti italiani (e quanti tarantini?…) sono a conoscenza del divieto di pascolo?!?

Il vero costo dell’essere belli…

Ecco un video che spiega in maniera semplice che cosa vuol dire la parola “naturale” per l’industria cosmetica.

Persino i prodotti per bambini sono ricchi di sostanze cancerogene e non vi è alcuna legge che ci tuteli dall’uso improprio di parole che nel lessico comune sono indice di sicurezza.

Ecco come si smaltiscono i rifiuti nella Terra dei Fuochi

Scarti di lavorazione del pellame, del tessile e copertoni di auto gettati in strada e pronti per essere dati alle fiamme. Il sistema più comodo ed economico per sversare rifiuti speciali, praticato nell’area a Nord di Napoli, tristemente ribattezzata la «Terra dei fuochi». (Guarda il video)
Un toccasana per le piccole fabbriche che operano nell’illegalità, un danno incalcolabile per l’ambiente e per la salute dei cittadini. «È da almeno un anno che va avanti questo stillicidio», dice Angelo Ferrillo, presidente della omonima associazione, che da 12 mesi raccoglie sul suo sito (www.laterradeifuochi.it) le segnalazioni dei residenti del triangolo Giugliano, Qualiano, Villaricca e dei quartieri cittadini di Scampia, Secondigliano e Piscinola. Quattrocento fino ad oggi i roghi censiti.
L’ultima video-denuncia recapitata all’associazione, prontamente presentata alla caserma dei carabinieri di Marianella, risale all’11 agosto. I fotogrammi non lasciano dubbi. Sono le 9 del mattino. Non lontano da viale della Resistenza, a Scampia, un uomo è alla guida della sua Fiat Uno verde metallizzata. Accosta all’altezza di via Cupa Perillo e inizia a sversare sacchi di immondizia e gomme d’auto.
Un’azione lampo, neanche due minuti, e per strada restano scarti di lavorazione del pellame e del tessile e i copertoni. Quando la strada sarà piena di rifiuti, basterà un po’ di benzina e un fiammifero per liberare l’area e fare posto ad altri rifiuti, in barba alla recente ordinanza del sindaco Iervolino che proibisce, tra l’altro, il rogo degli pneumatici sul territorio cittadino. «La comunità rom – prosegue Ferilli – si presta a svolgere queste mansioni.
Non è razzismo, ci tengo a sottolinearlo, ma bisogna intervenire. I rom sono l’anello debole della catena che parte dalle fabbriche e i primi a respirare questi veleni». Le strade più interessate dal fenomeno sono l’Asse Mediano, la strada provinciale 1, le statali 265, 268 e la 7 bis.
«I fuochi – prosegue Ferrillo – bruciano vicino al campo rom di Scampia e alle scuole, ma il fenomeno è molto più esteso. I Comuni più colpiti sono Giugliano, Qualiano e Villaricca: i fuochi bruciano vicino ai frutteti, in prossimità degli allevamenti e delle abitazioni. Si è fatto un gran parlare dell’inceneritore di Acerra e questo scandalo giornaliero dell’area a confine tra Napoli e Caserta sembra non interessare nessuno».
L’associazione ha anche presentato due esposti in Procura. Sulla vicenda interviene il consigliere Raffaele Ambrosino, che a luglio ha sollevato la questione in consiglio, in occasione della discussione sul bilancio. «Siamo di fronte ad una emergenza ambientale di grande proporzione colpevolmente sottovalutata da chi ha la responsabilità della salute dei cittadini, a partire dallo stesso sindaco cui la legge, la 267 del 2000, affida responsabilità specifiche su questi temi.
L’ordinanza emanata su mia proposta -spiega il consigliere del Pdl – è solo un piccolissimo passo avanti, ma non basta per risolvere questa tragedia. Si istituisca subito un coordinamento tra le istituzioni e le forze dell’ordine e si dia luogo ad una task force per aggredire e risolvere questo scandalo». Nel corso di quella riunione a via Verdi, il sindaco ha accettato anche l’invito del consigliere a svolgere un sopralluogo nell’area interessata. L’appuntamento è fissato per i primi di settembre. (Il Mattino)

http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/08/19/ecco-come-si-smaltiscono-i-rifiuti/

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