“Caro” Lospinuso, se proprio dobbiamo scegliere, noi scegliamo la vita!

 

A seguito di questa nota(http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=163379), diffusa dal consigliere regionale Lospinuso, ci sentiamo in dovere di replicare.

Non sapevamo del nuovo ruolo del Consigliere Regionale  Lospinuso (PDL). Pensavamo fosse un “nostro” rappresentante in consiglio regionale e invece constatiamo che si comporta come il rappresentante degli interessi dell’ILVA alla Regione. Forse fa parte di una Commissione Regionale “ad hoc”.Desideriamo fare un po’ di chiarezza in risposta alle imprecisioni riportate nella nota del Consigliere del PDL. Il benzo(a)pirene è un potente cancerogeno che viene veicolato nei polmoni dalle polveri sottili e che è originato dalle combustioni delle industrie e delle auto. Quindi stiamo parliamo di una sostanza che è anche genotossica: può modificare il DNA trasmesso dai genitori ai figli. Non si tratta di una farsa! Per fare un chiaro esempio, respirare mediamente 1 ng/m3 di benzo(a)pirene per un bambino equivale a inalare il fumo di circa 700-800 sigarette/anno. E questo è il caso di Taranto. La direttiva comunitaria 2004/107/CE che fissava al 31 dicembre 2012 il termine ultimo per adeguarsi, stabiliva anche che quella data poteva essere anticipata dalle legislazioni nazionali. Ed infatti la legislazione italiana nel 1994 aveva già recepita la normativa comunitaria e aveva stabilito che il valore non doveva essere superato a partire dall’1/1/1999 per le città oltre i 150 mila abitanti. Ma tale norma è stata cancellata dall’attuale governo, segnando un evidente passo indietro, col fine evidente di dare agli inquinatori altri due anni di tempo (appunto al 31 dicembre 2012) per sforare il valore di 1 ng/m3 mentre la normativa attuativa precedente costringeva gli inquinatori a scendere sotto 1 ng/m3 fin dal 1° gennaio 1999. Quindi, Consigliere Lospinuso, l’ILVA non ha “onorato pienamente i suoi adempimenti” se non fosse per quell’aiutino del governo nazionale. Per non parlare del resto degli inquinanti. Lei parla di diritto costituzionale alla salute, ma poi si lascia sfuggire un commento tra le righe ovvero che “il gioco del tira e molla rischia di spezzarsi e che i lavoratori dell’Ilva sicuramente non potrebbero seguire un’azienda delocalizzata all’estero”. Se c’è un tiro e molla con il solito ricatto occupazionale Lei sa benissimo a chi và imputato, ma i tempi sono finalmente cambiati. Sulla nostra salute, quella di tutti i cittadini non ci può essere compromesso.  Per noi la salute non ha prezzo e il ricatto occupazionale non ci spaventa più. Ma per lei la vita di un bambino vale mille posti di lavoro? Non si preoccupi è in buona compagnia, purtroppo! La invitiamo, magari si faccia accompagnare, a farsi un giro nel reparto pediatrico del Santissima Annunziata per vedere di persona le sofferenze di quei bambini ammalati di tumore. Ci vada, è uno strazio vedere un bimbo di 3 anni sottoposto alla terapia del dolore perché in fase terminale. Di fronte a un bimbo che soffre perché ammalato di tumore ed a un disoccupato che ha perso il posto di lavoro perché l’azienda per la quale lavorava ha deciso di delocalizzare noi siamo dalla parte del bambino.  In fine se l’assessore Nicastro è troppo giovane per ricordare l’ultimo “Contratto di Programma sottoscritto dall’ILVA”, noi invece ricordiamo benissimo le decine di “Contratti di Programma” sottoscritti davanti alle telecamere e puntualmente non rispettati dall’ILVA. Tra la salute e il lavoro noi scegliamo sicuramente la salute. Spettava a Lei, visto che ha qualche legislatura sulle spalle e alla classe politica di cui è parte, studiare per Taranto le giuste e valide alternative alla morte per lavoro o per cittadinanza. Sembra che abbia/abbiate fallito. A proposito, tra il fondamentalismo pseudo-ambientalista e quello di chi distorce la realtà e ritiene impossibile nessuna forma di economia al di fuori dell’industria, Lei su quale carro si sente?

Ufficio stampa

Amici di Beppe Grillo – Taranto

Meetup192

Padre Alex Zanotelli: “Stiamo morendo”

Purtroppo l’emergenza non è solo in Campania…Si muore lì e si muore anche qui…La situazione si sta facendo sempre più drammatica e sempre più diffusa…

A Trento, contro l’acciaieria, armata di parti civili…e qui?!?

Ecco quello che accade altrove…

 

Sanità Regione Puglia : uno scandalo dietro l’altro

La Sanità della Regione Puglia è sotto osservazione : per la imposta diminuzione di posti letto e/o la soppressione di interi ospedali.
Per il nuovo “San Raffaele del Mediterraneo”, ed anche per questo :

“Sono trascorsi due mesi dall’articolo pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” e almeno tre mesi dalle denuncie presentate  agli organi competenti riguardo la vicenda di malasanità del lebbrosario di Gioia del Colle…”
Comincia così una lettera anonima di una dipendente dell’ Ospedale  Generale Regionale “F. Miulli”, Ente Ecclesiastico, la quale preferisce mantenere la riservatezza poiché teme ripercussioni sul suo lavoro. E i motivi non sembrano mancare.

La lettera e i documenti, che ha già inviato a vari organi competenti, ci sono giunti direttamente dall’interessata, poiché vede passare il tempo e teme che le iniziative che finora si sono susseguite non vadano a buon fine. Che spariscano nel nulla.

Ma esattamente di cosa stiamo parlando? Quali sono le denunce e soprattutto cosa è un lebbrosario?

Parliamo di un luogo sperduto nella campagna tra Gioia del Colle e Acquaviva delle Fonti, dove all’interno di un grande bosco esiste un lebbrosario a gestione della Diocesi di Altamura, dove sono “rinchiusi” una sessantina di dipendenti e una decina di persone che avrebbero in passato conseguito il morbo di Hansen:  la lebbra. PAURA!
Tuttavia la paura è solo nel nostro immaginario collettivo. Da Wikipedia : “La lebbra (o morbo di Hansen) è una malattia infettiva e cronica, causata dal batterio Mycobacterium leprae, che colpisce la pelle e i nervi periferici in vari modi e gradi, anche molto invalidanti. Un tempo considerata una maledizione di Dio e incurabile, in era moderna si è rivelata molto meno temibile e meglio curabile di quanto ritenuto in passato.”
Il morbo di Hansen è quasi totalmente sotto controllo da un punto di vista medico da ormai decine di anni, come evidenziato dal fatto che la necessità di ospedalizzare i malati è stata quasi totalmente esclusa.
Infatti in Europa, le persone affette dal morbo (di solito provenienti da paesi extracomunitari, dove potrebbe ancora essere diffuso) sono curate nelle strutture normali, senza bisogno di centri specializzati.
E già nel 1999  fu stabilito dalla conferenza Stato Regioni che il ricovero fosse previsto solo per quattro cause : positività al muco, leproreazione (lesioni e ulcerazioni) recidiva e interventi di chirurgia riabilitativa. “Nessuna di queste condizioni è presente nella Colonia Hanseniana da molti decenni” come dichiarato dalla denunciante.

Ma allora,se tutto ciò corrisponde al vero, come si può mantenere aperta una struttura con oltre 300 posti letto, a carico delle nostre tasche?
Eh già, perché proprio di questo si parla :  la Colonia Hanseniana “Opera Pia Miulli” ha un costo di circa 7 milioni di euro all’anno a totale carico dei contribuenti pugliesi. I soldi li eroga la Regione Puglia, su richiesta dell’Ente Ecclesiastico, con un piano (sembra) quinquennale scaduto proprio nel Settembre 2010.
Finanziamento che probabilmente sarebbe stato prorogato/riconfermato se non ci fosse stata la denuncia della dipendente e l’articolo sulla stampa nazionale. E’ evidente che a qualcuno farebbe comodo che la questione sollevata cada ancora nel silenzio.
“Tutta la politica della Colonia è stata improntata sempre a che il paziente, lungi dal risocializzarsi, dovesse rimanere il più possibile in Colonia per giustificare le sempre maggiori richieste fatte dal Miulli alla Regione Puglia nel passato come nel presente”

In questa storia ci sono parecchi spunti interessanti, specie quelli riguardanti l’uso del denaro pubblico per ospedali che pubblici non sono.
Viene da chiedersi come mai sia possibile sperperare così tanto denaro (che certo a qualcuno entrerà…) senza porsi il dubbio che si stia finanziando il nulla.
Viene anche da chiedersi quali siano i soggetti che in Regione sono responsabili dell’autorizzazione all’accredito delle somme di tal genere, cioé se siano stati gli assessori alla sanità della giunta Fitto e di quella Vendola  o direttamente questi ultimi (solo per limitarsi agli ultimi tempi).
Per quanto riguarda l’ultimo Assessore alla Sanità della Regione, il Dottor Tommaso Fiore, interessatosi alla denuncia della anonima dipendente (ha mandato degli ispettori presso la Colonia), rileviamo dalla sua scheda personale che “è stato Presidente del Comitato Etico Indipendente Ente Ecclesiastico “Miulli” Acquaviva delle Fonti (Ba), dalla costituzione a tutto il 2006″.  Non significa nulla …e speriamo bene!

Di sicuro confidiamo vivamente nell’opera della magistratura. Che tra l’altro già intervenne proprio su temi analoghi negli anni ’80.

 

La Repubblica del 19 Agosto 2010 :   Il Lebbrosario Fantasma, 300 letti nessun paziente
Agoravox.it  del 20 Agosto 2010 : Sette milioni di euro per lebbrosario religioso

E la ripubblicizzazione dell’Aqp promessa in campagna elettorale?!?

La lettera aperta che l’Assemblea regionale di ieri ha deciso di inviare alle Commissioni consigliari competenti, ai Consiglieri di maggioranza, agli Assessori della giunta, per ricordare loro l’impegno assunto in campagna elettorale rispetto alla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese ed essendo trascorsi oramai i 100 giorni, chiedere di procedere con sollecitudine alla calendarizzazione del DDL per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese, alle audizioni e all’inoltro del testo in Consiglio entro il mese di ottobre.

Alla V COMMISSIONE CONSIGLIARE

PREDIDENTE Pentassuglia Donato

VICE PRESIDENTE Ventricelli Michele

Alla II COMMISSIONE CONSIGLIARE

PRESIDENTE Brigante Giovanni

VICE PRESIDENTE Caracciolo Filippo

ai CAPIGRUPPO di MAGGIORANZA:

Italia dei Valori, Schiavone Orazio

La Puglia per Vendola, Disabato Angelo

Misto, Mazzarano Michele

Moderati e Popolari, Olivieri Giacomo

Partito Democratico, Decaro Antonio

Sinistra Ecologia e Libertà, Losappio Michele

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO,

Onofrio Introna

Ai CONSIGLIERI di MAGGIORANZA

Amati Fabiano

Blasi Sergio

Brigante Giovanni

Capone Loredana

Caracciolo Filippo

Cervellera Alfredo

De Gennaro Gerardo

Decaro Antonio

Disabato Angelo

Epifani Giovanni

Gentile Elena

Gianfreda Aurelio Antonio

Introna Onofrio

Laddomada Francesco

Loizzo Mario

Lonigro Giuseppe

Losappio Michele

Maniglio Antonio

Marino Leonardo

Matarrelli Antonio

Mazza Patrizio

Mazzarano Michele

Mennea Ruggiero

Minervini Guglielmo

Nicastro Lorenzo

Nuzziello Anna
Ognissanti Francesco

Olivieri Giacomo

Pastore Francesco
Pelillo Michele

Pellegrino Donato

Pentassuglia Donato

Romano Giuseppe

Sala Arnaldo

Sannicandro Arcangelo

Schiavone Orazio

Stefáno Dario

Ventricelli Michele

Agli ASSESSORI

Amati Fabiano

Barbanente Angela

Campese Maria

Dentamaro Marida

Fiore Tommaso

Fratoianni Nicola

Gentile Elena

Godelli Silvia
Minervini Guglielmo

Nicastro Lorenzo

Pelillo Michele
Sasso Alba

Stefano Dario

p.c.

Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Segreteria Nazionale

Al Comitato dei Lavoratori AQP per l’Acqua Bene Comune

Stampa

04 ottobre 2010

Oggetto: Disegno di Legge “Governo e gestione del servizio idrico integrato – Costituzione dell’azienda pubblica regionale Acquedotto pugliese – AQP”

Gentili Presidente del Consiglio, Presidenti di Commissione, Consiglieri, Assessori,

Vi scriviamo perché sono oramai decorsi i 100 giorni dall’inizio della nuova legislatura durante i quali l’attuale Governo – nella persona del Presidente Vendola e dei Partiti di Coalizione – aveva preso, in campagna elettorale, ufficialmente e pubblicamente (durante la conferenza stampa del 5 marzo scorso) l’impegno di trasformare il DDL in oggetto in Legge.

Purtroppo, ad oggi, non solo questo non è avvenuto ma il DDL – benché approvato nuovamente dalla giunta lo scorso 11 maggio – ci risulta non essere stato neppure inserito nel calendario dei lavori delle Commissioni competenti.

Pertanto, sulla base

degli impegni su richiamati assunti dal Presidente Vendola e dai Partiti di Coalizione,

della diffusa volontà dei cittadini pugliesi rispetto alla gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici (protagonisti di una mobilitazione straordinaria a sostegno dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua in quasi ogni Comune della Regione e che ha portato alla raccolta di oltre 105.000 firme su 1.400.000 raccolte a livello nazionale)

CHIEDIAMO

ad ognuno dei destinatari, sulla base delle proprie competenze e funzioni,

di dare corso con sollecitudine agli impegni assunti dai rispettivi partiti con la cittadinanza durante la campagna elettorale:

· mettendo all’O.d.G. delle Commissioni Consiliari il DDL in oggetto;

· stabilendo, quanto prima, le audizioni, alle quali chiediamo di partecipare;

· inoltrando e mettendo ai voti in Consiglio regionale, entro la fine del mese di ottobre, il DDL (nella forma in cui è stato approvato dalla giunta all’unanimità lo scorso 11 maggio) affinché l’Acquedotto pugliese possa presto essere trasformato in un soggetto di diritto pubblico e gestito secondo un metodo di partecipazione sociale.

·

In attesa di un pronto riscontro, si porgono cordiali saluti.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”


Segreteria del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”

Ovviamente siamo tutti in attesa…

…e costruttori di inceneritori come Vendola

Woodstock a 5 Stelle
“Woodstock 5 Stelle è stato un fallimento.
Ne ha parlato solo Sgarbi minacciando una denuncia. I giornali, anche quelli cosiddetti liberi, hanno diramato cifre da saldi di fine stagione. Il massimo delle presenze è stato stimato in 20.000.
Un disastro mediatico sul quale si sono giustamente accaniti intellettuali della statura di Cacciari e costruttori di inceneritori come Vendola.
A Cesena, in realtà, c’erano 20.000 persone e 100.000 sagome di cartone.
In televisione non si poteva distinguere il falso dal vero, ma i giornalisti non sono caduti in questo sporco trucco.
Woodstock 5 Stelle ha avuto in un giorno e mezzo cinque milioni di accessi dalla Rete. Un numero mai raggiunto prima in Italia per un evento. Un numero incredibile, così incredibile che nessuno ci ha creduto. Chi c’era e chi si è collegato ha visto una realtà diversa. Poi ha letto e ascoltato i giornalisti del Sistema e si è ricreduto.
Se tutti, proprio tutti i giornali e le televisioni dicono la stessa balla, allora, per forza deve essere vera.

Beppe Grillo”

Senza dimenticare di “Sua Governatorità” :
“…e costruttore di “santi” ospedali e non pubblicizzatore dell’acqua e …”
Continuate pure voi.

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