La deriva inceneritorista di LEGAMBIENTE di Agostino Di Ciaula

In merito ad uno degli ultimi comunicati stampa di Legambiente che ci riguarda da vicino per via dell’insistenza sul territorio della Cementir che usufruirà dell’ennesimo decreto assassino, ci fa piacere condividere il commento di Agostino Di Ciaula che punto punto commenta il comunicato stampa. Condividiamo i contenuti da lui espressi e ci sentiamo indignati per l’ennesimo scempio.

Il decreto sulla combustione dei rifiuti nei cementifici è stato bocciato ieri dalla commissione ambiente alla Camera, grazie alla sensibilità di alcuni parlamentari adeguatamente informati sull’argomento.

Che l’abbia presa male Clini (ha minacciato oggi di fare immediatamente un decreto, come dichiarato quihttp://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rifiuti/2013/02/12/Clini-combustibili-cementifici-contro-emergenza-rifiuti_8235791.html) è comprensibile. Che l’abbia presa male Legambiente è cosa difficile da digerire.

 

Eppure la storia si ripete. Alcuni anni fa Legambiente si schierò a spada tratta a favore delle centrali termoelettriche alimentate a metano, favorendo il folle tsunami energetico originato nel nostro Paese dal famigerato “decreto sblocca-centrali” del governo Berlusconi e ignorando le conseguenze economiche, energetiche e sanitarie di tale orientamento. A Legambiente quella tendenza piaceva tanto da acquisire pacchetti azionari di società partecipate, che la rendono ancora oggi uno dei più fedeli partner di Sorgenia, azienda leader nel settore.

 

Oggi Legambiente si schiera con convinzione a sostegno del decreto legge di Clini (finalizzato a consentire una estrema facilitazione dell’iter necessario per bruciare rifiuti nei cementifici), critica la posizione di contrarietà espressa da ISDE Italia e da numerosi gruppi ambientalisti a livello nazionale e divulga un comunicato a firma del suo Direttore Generale e del suo Vicepresidente (http://www.legambienterivierabrenta.org/rifiuti-nei-cementifici-2/), che è interessante esaminare punto per punto:

 

comunicato Legambiente:

“Bruciare CSS nei cementifici:

- di per sé non peggiora le emissioni inquinanti. Al contrario impone a questi impianti limiti di legge piu’ restrittivi e quindi l’utilizzo di migliori tecnologie di abbattimento. I combustibili “tradizionali” dei cementifici (come il petcoke o il polverino di carbone) sono porcherie ben peggiori del CSS. E purtroppo in base alla normativa vigente un cementificio che brucia questi combustibili tradizionali può emettere inquinanti in atmosfera entro limiti di legge molto più permissivi (quali sono quelli previsti per gli impianti industriali in generale), mentre quando bruciano anche il CSS quei limiti di emissione diventano più restrittivi, in quanto per essere autorizzati ad operare col combustibile da rifiuti gli impianti vengono assimilati ad inceneritori (tanto per fare un esempio secondo la legge vigente un impianto industriale in generale puo’ emettere diossine fino a 10mila nanogrammi per metro cubo, mentre per un inceneritore il limite e’ di 0,1 nanogrammi per m3. Se un cementificio e’ autorizzato a bruciare anche CSS, deve rispettare il limite di 0,1 per le diossine e questo impone un radicale miglioramento dell’impianto e di conseguenza delle sue emissioni) (lo stesso vale anche per metalli pesanti e altri microinquinanti);”

 

considerazioni:

È vero che i cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti. Il problema è che lo sono con o senza l’uso dei rifiuti come combustibile e “assomigliare” agli inceneritori non è un vantaggio.  Il d.lgs. proposto non avrebbe variato, in merito ai limiti di emissione, la NORMATIVA GIA’ ESISTENTE, che prevede nel caso dei cementifici-inceneritori, per gli inquinanti gassosi limiti da 2 a 9 volte maggiori rispetto a quelli degli inceneritori, e per i microinquinanti (diossine e metalli pesanti) gli stessi limiti degli inceneritori “classici”. La differenza SOSTANZIALE è che il D.Lgs avrebbe semplificato enormemente gli iter autorizzativi per la combustione di rifiuti in questi impianti, con normativa sulle emissioni invariata. Le emissioni di inquinanti gassosi da parte dei cementifici-inceneritori sarebbero rimaste molto più alte di quelle degli inceneritori. Nel caso dei microinquinanti (metalli pesanti e diossine), a parità di concentrazioni nei fumi, i cementifici-inceneritori emettono volumi di fumi enormemente maggiori rispetto agli inceneritori classici. Poiché la quantità assoluta di diossine e metalli pesanti è proporzionale sia alla quantità di rifiuti bruciati che al volume di fumi emessi, i cementifici-inceneritori, pur rispettando la parità di concentrazione espressa dai limiti di legge, emettono quantità assolute di microinquinanti (non biodegradabili e persistenti nell’ambiente) enormemente maggiori rispetto agli inceneritori classici. L’incenerimento di rifiuti varia inoltre la tipologia emissiva dei cementifici, creando in particolare criticità aggiuntive soprattutto per i metalli pesanti (principalmente piombo, arsenico, mercurio).

Se l’obiettivo reale fosse stato quello di ridurre le emissioni inquinanti dei cementifici, sarebbe stato opportuno che Legambiente avesse proposto, in luogo di una mera variazione di combustibile, l’imposizione di miglioramenti tecnologici e limiti produttivi ed emissivi in grado di garantire maggiormente la tutela dell’ambiente e della salute pubblica ai residenti in prossimità di cementifici, con o senza co-combustione di rifiuti.

 

comunicato Legambiente:

- rende i cementifici piu’ controllati. I cementifici quando bruciano CSS sono obbligati a monitorare alcuni inquinanti – come ad esempio le diossine – che non sono obbligati a monitorare per legge quando bruciano le altre schifezze classificate come combustibli tradizionali);

 

considerazioni:

La normativa per gli impianti di combustione di rifiuti (che siano inceneritori, cementifici o altro) prevede al massimo controlli quadrimestrali delle emissioni di diossine. Questi, a differenza del monitoraggio in continuo (che né la vecchia normativa né il d.lgs. in oggetto impongono) sottostimano fortemente le emissioni di diossine da parte di questi impianti. Anche quantità estremamente piccole di diossine sono pericolose per la salute umana, in quanto queste sostanze sono non biodegradabili e accumulabili nei tessuti umani e nei vegetali, con un tempo di dimezzamento che può superare il secolo.

Anche in questo caso sarebbe stata auspicabile una variazione della normativa vigente per i cementifici (a prescindere dalla possibilità di bruciarci rifiuti), con la previsione di monitoraggi in continuo e di periodici campionamenti su materiali biologici nei territori limitrofi a questi impianti.

 

comunicato Legambiente:

- a parità di risultati, bruciare CSS in un cementificio è meglio che in un inceneritore sotto il profilo delle emissioni di CO2: nel primo caso infatti il css sostituisce un (pessimo) combustibile fossile che comunque verrebbe impiegato per la fabbricazione di cemento, nel secondo caso invece i rifiuti verrebbero usati per produrre calore, in parte convertito in elettricità (al massimo

per il 25%), in parte (nei paesi e nei mesi freddi) usato in reti di teleriscaldamento, in parte (la gran parte) semplicemente disperso nell’ambiente come calore inutilizzabile: gli inceneritori, anche i migliori possibili, sono macchine intrinsecamente inefficienti sotto il profilo del recupero

energetico, specie nei paesi caldi;

 

considerazioni:

Bruciare i rifiuti non è MAI “meglio”, sotto nessun profilo. Se si vogliono salvaguardare sostenibilità, salute, ambiente e “buone pratiche”, i rifiuti non vanno bruciati.

Detto questo, considerata la maggiore “libertà” emissiva di inquinanti gassosi dei cementifici-inceneritori, un cementificio che brucia rifiuti produce di solito almeno il triplo di CO2 rispetto a un inceneritore classico. La lieve riduzione dei gas serra ottenuta dalla sostituzione parziale dei combustibili fossili con rifiuti ridurrebbe le emissioni dei cementifici in maniera scarsamente significativa, considerata la abnorme produzione annua di CO2 da parte di questi impianti che, secondo i dati  del registro europeo delle emissioni inquinanti (E-PRTR) ammonta in Italia a oltre 21 milioni di tonnellate/anno. Basta un piccolo aumento della capacità produttiva dei singoli impianti per recuperare abbondantemente la quantità di gas serra “risparmiata” dalla sostituzione parziale dei combustibili fossili con i rifiuti. Questi ultimi, infatti, sono per gli imprenditori del cemento economicamente molto più vantaggiosi dei combustibili tradizionali e, dunque, agirebbero da concreto incentivo all’aumento della produzione. Tale affermazione è dimostrabile con il confronto di emissioni tra gli impianti con o senza co-combustione di rifiuti che sono già operativi nel nostro paese.

 

comunicato Legambiente:

- e in ultimo, ma non per importanza (anzi è il contrario!), può evitare la costruzione di nuovi impianti di incenerimento. Questa opzione di recupero energetico può essere utilizzata in modo temporaneo e in alternativa alla realizzazione di impianti dedicati di incenerimento da costruire ex novo (che invece, una volta realizzati, soprattutto se sovradimensionati, funzioneranno a pieno regime per almeno 15-20 anni vanficando ogni scenario di aumento del riciclaggio da raccolta differenziata, anche oltre il 65% previsto dalla legge, e di sviluppo delle politiche di prevenzione, ancora oggi ampiamente disattese).

E infatti, non a caso, questa opzione e’ da sempre osteggiata dalle aziende che costruiscono e gestiscono inceneritori.

Se c’è un aspetto negativo nell’impiego di CSS nei cementifici, è legato alle quantità in gioco: purtroppo (o meglio per fortuna) di cementifici non ce n’è abbastanza per bruciare tutto ciò che

oggi finisce in inceneritore o, peggio, in discariche per rifiuti. Quindi, i cementifici non sono la soluzione definitiva del problema rifiuti: per quello occorrono efficienti politiche di riduzione prima e di raccolta differenziata e riciclaggio poi. In ogni caso se servissero a chiudere qualche inceneritore o a non aprire qualche discarica in giro per l’Italia, non è un risultato disprezzabile. Anzi.

 

considerazioni:

Di cementifici “ce n’è abbastanza” eccome, perché l’Italia ha il maggior numero di cementifici in Europa. Inoltre, come ampiamente dimostrato, la combustione di rifiuti “per se” rappresenta un enorme disincentivo alle “buone pratiche” (riduzione, riuso, riciclo, riduzione della produzione dei rifiuti). L’Italia è, ad oggi, il terzo paese europeo per numero di inceneritori operativi. Il D. Lgs. in oggetto avrebbe di fatto raddoppiato la potenzialità inceneritorista del nostro Paese, rendendo immediatamente disponibili all’incenerimento dei rifiuti ulteriori 59 impianti su tutto il territorio nazionale, portando l’Italia al primo posto in Europa per incenerimento di rifiuti e contravvenendo alle più recenti direttive europee, che chiedono agli Stati membri l’abbandono dell’incenerimento nel prossimo decennio.

 

Mi auguro che la storia, la tradizione e la cultura ambientalista che Legambiente rappresenta nel nostro Paese la inducano a rivedere, magari sotto la spinta dei tanti associati, il suo concetto di sostenibilità e a correggere pericolose derive verso il potenziale vantaggio del bene privato rispetto all’interesse pubblico. Agevolare le lobby dei rifiuti e del cemento non aiuta né le buone pratiche né le condizioni ambientali e sanitarie dei territori limitrofi agli impianti di incenerimento.

La guerra contro l’incenerimento dei rifiuti non è finita. Legambiente decida da che parte stare.

 

Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione

COMUNICATO STAMPA

Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione
4 gennaio 2011
La mobilitazione di lunedi 3 gennaio 2011 davanti ai cancelli della discarica Italcave di Statte ha rappresentato un importante momento di partecipazione attiva da parte di numerosi cittadini.
Il blocco per cinque ore consecutive dei Tir provenienti dalla Campania è stato un atto concreto per dire NO alla gestione dei rifiuti mediante discariche, per denunciare controlli approssimativi sulla qualità dei rifiuti che giungono nelle discariche esistenti sul nostro territorio, per contrastare il loro ampliamento e per l’effettuazione di idonei carotaggi all’interno delle discariche.
Il presidio, oltre ad aver consegnato una prima importante vittoria ai manifestanti, è stato anche l’occasione per avanzare una immediata richiesta: il trasferimento del ‘tavolo tecnico’ sull’operazione ‘solidarietà Campania’ dalla sede di Bari alla sede di Taranto con discussione della stessa in presenza di una delegazione di cittadini. La richiesta è stata avanzata in Regione per intermediazione di un parlamentare presente al presidio che, dopo accordi verbali intercorsi con assessori, alla presenza di cittadini e giornalisti, ha confermato l’accoglimento della richiesta.
Oggi, 4 gennaio 2011, questa richiesta è stata disattesa. Nostro malgrado siamo costretti a confermare la nostra diffidenza nei confronti delle Istituzioni poiché la presenza di una delegazione di cittadini in sede di discussione non è stata ammessa.
Di fronte ad una pretestuosa giustificazione che chiama in causa le ‘ragioni di Stato’ non possiamo che mostrare sconcerto poiché, mentre democraticamente i cittadini sono stati disponibili al dialogo e largamente propositivi, come dimostrato nel corso della conferenza pubblica che ha preceduto il ‘tavolo tecnico’, in maniera non altrettanto democratica sono stati invece esclusi da un tavolo di confronto ufficiale. Pertanto, rigettiamo l’invito di una nostra partecipazione solo a conclusione della discussione svoltasi a ‘porte chiuse’ ritenendolo non pertinente, irrispettoso e strumentale al fine di avallare posizioni già concordate in nostra assenza.
Ancora una volta i rappresentanti istituzionali hanno perso un’occasione: acquisire credibilità e fiducia di fronte alla cittadinanza. Avremmo voluto sbagliarci ma grazie alla nostra determinazione è emerso un grave dato di fatto: non esiste alcuna volontà di includere ufficialmente i cittadini nei processi decisionali che riguardano la sicurezza pubblica.
Ne prendiamo atto ed aggiungiamo che non ci fermeremo.
Consapevoli che si tratta di una lunga battaglia, invitiamo, ogni cittadino a contribuire alla tutela dei nostri diritti, della nostra salute e del nostro territorio partecipando alla prossima Assemblea che si terrà in via Arco Paisiello G18, domenica 9 gennaio alle ore 17.00, in città vecchia a Taranto.

Cittadini di Taranto e Provincia in mobilitazione
Taranto è una provincia martoriata da decenni di inquinamento. Siamo stanchi di continui sopprusi e di chi non pensa alla nostra salute, al nostro futuro e ai nostri figli: BASTA!!! La nostra vita non ha prezzo e la vostra incompetenza non ha limiti!

50000 TONNELLATE DI RIFIUTI CAMPANI NELLA NOSTRA PROVINCIA IN CAMBIO DI 500 MILIONI PER LA SANITA’ PUGLIESE (UNA VERGOGNA!)

COMUNICATO STAMPA 29/11/10

La Puglia accetta 50.000 tonnellate di rifiuti speciali dalla Campania in Puglia per

avere lo sblocco di 500milioni trattenuti dal governo per la sanità pugliese: AttivaLizzano

non ci sta a questo patto IMMORALE e torna a mobilitarsi insieme agli altri 13 comitati

della provincia di Taranto che durante la conferenza stampa del 29 ottobre scorsolanciarono

l’allarme che rifiuti radioattivi provenienti dalla Campania potessero essere conferiti nella

discariche Vergine, Ecolevante e Italcave. Ancora più convinti a dire no sull’arrivo, ormai

confermato dal Presidente Vendola, di questi rifiuti nel nostro territorio già così

pesantemente compromesso,chiedono agli enti istituzionali di fare chiarezza e di prendere

finalmente coscienza che queste tre discariche creano già non pochi problemi ai paesi

limitrofi. Nel verbale del Comitatotecnico della Regione Puglia del 4/10/10 viene evidenziato

che “la discarica (Vergine) non può continuare a funzionare senza un impianto di estrazione e

distruzione delbiogas…

Questo implica la necessità della realizzazione di un impianto di estrazione del biogas…”,

a ciò si aggiungono le tante lamentele dei cittadini di Lizzano sui maleodori che attanagliano

il paese. Dopo la conferenza stampa del 29 ottobre molti rappresentanti politici ignorarono

completamente l’allarme mentre alcuni (assessore regionale Nicastro, sindaci di Lizzano,

Faggiano e Monteparano) si affannarono per sminuire il timore e l’agitazione dei 14 comitati

commentando la preoccupazione come infondata. AttivaLizzano vuole spiegazioni sulla

evidente noncuranza di molti e incoerenza degli altri chiedendosi che fine abbiamo fatto

questi politici oggi, quando l’arrivo di circa 200 camion è quasi imminente. Salviamo la

sanità regionale e continuiamo a ignorare i disagi e i malesseri dei cittadini della provincia di

Taranto? AttivaLizzano sta già preparano una manifestazione il 18 dicembre per

esprimere l’insopportabile situazione che da anni Lizzano è costretta a subire. Basta

con il silenzio!

Prima di decidere sulle emergenze degli altri risolviamo le nostre!

La Presidente

Veronica Leggieri

Ufficio Stampa

Annamaria Calasso

Fonte: http://cittadinanzaattivalizzano.blogspot.com/

Noi ci aggiungiamo che saremmo ben lieti di accogliere i rifiuti campani e non solo, così come vorrebbe il nostro governatore (a proposito, se qualcuno lo vede ci faccia sapere. In Puglia latita da mesi…), se qui ci fosse un centro di riciclo come a Vedelago. Poichè invece abbiamo una marea di inceneritori attivi che vorremmo venissero dismessi quanto prima e un bel po’ in fase di realizzazione su autorizzazione dello stesso Vendola, ci RIFIUTIAMO categoricamente di sottostare a questo becero scambio!!!!

VENDOLA, NOI NON CI STIAMO!!!!

Ci fà piacere constatare che il governatore della Puglia, per un gesto di solidarietà, prende i rifiuti della Campania, mentre si dimostra assolutamente disinteressato alla salute dei bambini che a causa dello smaltimento insensato degli stessi si ammalano e muoiono….Molto umano, davvero!

La Regione Puglia contro i cittadini in merito alla discarica di Corigliano…

Mi astengo dal commentare….

Etta Ragusa di Vigiliamo per la Discarica ASSOLTA!

Ieri udienza del processo intentato da Ecolevante contro Etta Ragusa, responsabile del Comitato Vigiliamo per la Discarica di Grottaglie. L’accusa era di aver diffuso dati sensibili a mezzo stampa, cosa che non era mai avvenuta realmente ma solo paventata da Etta. Ieri alle 17:48 il giudice Chiarelli ha letto la sentenza dopo il rinvio a giudizio:

Assolta perchè il fatto non sussiste! grazie per la vostra solidarietà, abbiamo avuto il permesso di cronaca e l’udienza è stata ripresa, vi segnaleremo quando sarà on line, per ora potete vedere-leggere qualcosa qui—> http://www.tuttoilresto-noia.blogspot.com/
Un abbraccio Etta Ragusa che, con gli amici di Vigiliamo (www.vigiliamoperladiscarica.it ) e di(http://rinascitacivica.weebly.com/), è fermamente decisa a resistere, resistere, resistere…grazie ancora. Questa è una vittoria di tutti!

Grande Etta e grandi tutti coloro che l’hanno sostenuta e aiutata. Continuamo a resistere ragazzi, possiamo farcela anche contro i colossi! Questa sentenza dimostra che i cittadini attivi se lavorano bene, ottengono giustizia. Il tentativo di intimidazione non è andato a buon fine!
Appena sarà diffuso pubblicheremo il video

La folle corsa all’incenerimento…..


La notizia è del 25 novembre, divulgata dall’associazione dei medici per l’ambiente: è stato dimostrato che sono stati modificati dei testi scientifici, cioè tradotti volontariamente sbagliati, per avallare la tesi secondo cui gli inceneritori sarebbero innocui rispetto ai rischi sanitari.
Dal sito terranauta.it:

L’articolo è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale – Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente è stato ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia – Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti – Parte II”. L’autore cita il lavoro di Elliot P. et al (Elliot P., Shaddick G, Kleinschmidt I. Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain, British Journal of Cancer 1996, 73,702-710), nel seguente modo: “La conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori…”.

Nel lavoro originale Elliot ha scritto: “Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km… Over the two stages of the study was a statistically significant (P<0.05) decline in risk with distance from incinerators for all cancers combined, stomach, colorectal, liver and lung cancer”, quindi esattamente il contrario di quanto riportato dall’autore.

Il livello di attenzione sulla questione degli inceneritori va tenuta non alta: altissima! Oltre alla questione sanitaria, va affrontata quella economica: è importante, ma non sufficiente, diffondere la cultura della raccolta differenziata porta a porta e le informazioni relativi ai pericoli.
Il rifiuto è uno sbaglio nella progettazione di un oggetto. E’ folle distribuire prodotti con tre o quattro imballi. E’ folle riempire le discariche di pannolini per bimbi quando gli enti locali possono finanziare quelli riutilizzabili.

Le nostre Osservazioni al PPGRU e la nostra Proposta di Rifiuti Zero 2020

Le nostre Osservazioni al PPGRU e la nostra Proposta di Rifiuti Zero 2020

La procedura di V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) del “Piano Provinciale sulla Gestione dei Rifiuti Urbani”, vera perla di saggezza innovazione e tutela della salute e dell’ambiente, prevedeva per legge la possibilità di presentare “Osservazioni” sui suoi contenuti.
La possibilità per il pubblico interessato scadeva il giorno 14 Luglio scorso.
Noi le abbiamo presentate sottoscrivendole insieme al Comitato Taranto Futura e all’Associazione CicloAmici (Fiab) Sez. Taranto, che hanno anche collaborato parzialmente alla stesura.
Appoggiati tra l’altro da un nutrito numero di associazioni :
AIL, Comitato per Taranto, Peacelink, Libera, Uil, Associazione 12 Giugno.
Ma non ci siamo limitati a presentare delle osservazioni sui contenuti del PPGRU, in quanto lo abbiamo ritenuto nel suo complesso inadeguato, specialmente perché è imperniato su discariche e inceneritori.
Noi portiamo avanti con decisione la modifica completa, totale del loro Piano sui rifiuti.
Per questo abbiamo presentato come controproposta un Piano sui rifiuti valido e opportuno : Rifiuti Zero 2020

Queste sono le nostre Osservazioni e la nostra Proposta di Rifiuti Zero 2020
La notizia delle nostre Osservazioni è stata pubblicata da TarantoOggi il 18 Luglio
Adesso siamo parte integrante della discussione sui contenuti del loro PPGRU, e speriamo di poter esporre ben altro, visto che probabilmente saremo convocati a relazionare e che anche altre osservazioni si sarebbero potute inserire se ci fosse stato maggiore tempo.

Se avrete la pazienza di leggere la nostra proposta, se sperate in una gestione oculata e proficua delle risorse naturali ed economiche, se conoscete quanto basta dei rischi connessi alle combustioni, se volete anche voi che una delle 5 Stelle si possa accendere,
diffondete ai vostri contatti le nostre Osservazioni e il Piano Rifiuti Zero 2020.
Collaborate con noi, nei modi che potete o che ritenete giusti.
Abbiamo la possibilità di mettere in atto un passo fondamentale per la nostra salute.
Ma anche per la nostra economia, per l’ambiente, per il lavoro.
Chi non conosce Rifiuti Zero 2020, spero avrà interesse e la possibilità – previa piccola ricerca nel nostro meetup e su internet – di darsi una piccola “infarinatura” e appena ci saremo contati potremo realizzare una bella conferenza sul tema Zero Waste, alla quale far partecipare come “ospiti interessati”gli attuali amministratori (sindaci, vice etc..) e le autorità ambientali (ARPA) e sanitarie (ASL).
Insieme, col fiato sul collo, possiamo fare moltissimo.

Federico

P.s. : ringrazio sentitamente tutti coloro che hanno reso possibile la redazione di questo documento.

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