Nuovo manifesto dell’acqua e degli altri beni comuni: 21 Maggio 2013 a Bari

Il Comitato internazionale per il contratto mondiale sull’acqua presieduto da Mario Soares ( ex presidente del Portogallo) e  su iniziativa di Riccardo Petrella contribuirono a creare il Manifesto mondiale dell’acqua  nel settembre 1998 nella città di Lisbona.

Nel 2003 a Firenze fu ripreso il Manifesto dell’acqua sempre dallo stesso Riccardo Petrella

Nel marzo  2006 nacque il forum italiano dei movimenti per l’acqua ed è stato il risultato di un nuovo percorso culturale contrario a quello per cui si diceva il privato è bello e tutto ciò che è pubblico non funziona pertanto necessita privatizzare tutto ciò che è statale.

A dieci anni dal primo manifesto del 2003 a Firenze, Riccardo Petrella presenta il Nuovo Manifesto, rielaborato a partire dall’esperienza della grande mobilitazione dei cittadini per l’Acqua Pubblica – dalla Legge di Iniziativa Popolare al Referendum del 12 e 13 Giugno 2011 – fino ad oggi.

Vi sarà a Bari il 21 Maggio un incontro di rilancio di un Nuovo manifesto dell’acqua e degli altri beni comuni.

Tale nuovo manifesto si pone il problema di provare a cambiare il sistema che produce le diverse problematiche sociali tra le quali la privatizzazione dell’acqua e questa viene usata come leva per scardinare tutte le altre privatizzazioni.

E’ stata scelta la Puglia e non un’altra regione come lancio del nuovo manifesto, perché in Puglia si pensa si stia  preparando la privatizzazione totale dell’acqua.  La concessione concessa ad AQP spa scadrà nel 2018, nel frattempo si stanno realizzando utili mai visti in precedenza, nel 2009  10 mln di euro, nel 2010  33 mln di euro, nel 2011  40 mln di euro, gli investimenti si stanno comprimendo,sta aumentando l’indebitamento, è in vendita parte del patrimonio,stanno aumentando le tariffe ultimo del 5% e in cinque anni dal 2007 al 2012 si sono verificati circa 500 licenziamenti. In Europa,quando si  hanno questi risultati, è di solito propedeutico ad una imminente apertura completa ai privati.

Sulla pubblicizzazione non è stato fatto nulla,  non come viene detto in televisione a Febbraio 2012 dal presidente della Regione Puglia Vendola.

L’incontro del 21 maggio a Bari  ha una valenza superiore che vedrà trattare tutto l’insieme del sistema economico basato sul mero profitto e la definizione dei beni comuni.

A quasi due anni dal Referendum, attraverso il quale 27 milioni di cittadine e cittadini, nel 2011, hanno detto “no” alla privatizzazione dei servizi pubblici e al profitto sull’acqua, si continua a pagare il profitto sulle tariffe.

Insieme all’acqua continua lo sfruttamento degli altri beni comuni per interessi privati o di parte, a danno della collettività e dell’ambiente.

Sarà possibile seguire la conferenza in streaming sul sito di RadioLuogoComune. www.radioluogocomune.com

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
segreteriareferendumacqua@gmail.com
www.lacquanonsivende.blogspot.com
www.benicomuni.org

A cura del nostro referente per il Forum sui Movimento per l’Acqua Angelo Miccoli

Comunicato Stampa: Rettificato il “Refuso”, i Comuni risparmieranno sull’ecotassa

Con la Determinazione del Dirigente “Ufficio gestione rifiuti” del 1 marzo 2013, n. 31, “Tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti” la Regione Puglia rettifica la Determinazione Dirigenziale n. 177 del 28 dicembre 2012.

La rettifica consiste nel riformulare “l’ecotassa” per i comuni dell’ex ATO 3 di Taranto (tutti i comuni salentini della provincia tarantina).
In un primo momento era stata fissata a 15 euro a tonnellata smaltita in discarica, ma dopo una nostra segnalazione effettuata tramite posta certificata di un nostro attivista il 06/02/2012, in cui indicavamo un “refuso”, i dirigenti regionali hanno riconosciuto l’errore e hanno provveduto alla rettifica facendo scendere l’ecotassa a 7,5 euro per ogni tonnellata smaltita in discarica.

Questo riconoscimento farà risparmiare rispetto la quota fissata nel primo momento, circa 500 mila euro alle famiglie dei comuni interessati, poiché l’ecotassa viene scaricata direttamente sulla tarsu.

Purtroppo c’è da rimarcare che la quota sarebbe potuta scendere di molto se solo i comuni interessati avessero svolto dei servizi di gestione rifiuti corretti come, invece, ha svolto il comune di Monteparano che di fatto pagherà solo 1,87 euro per tonnellata smaltita in discarica viste le alte percentuali di raccolta differenziata.

Ci preme ricordare che, tra l’altro, il Comune di Monteparano è l’unico comune in provincia che risulta “a norma di legge”, rispettando l’art. 205 del D.Lgs 156/2006 in quanto la raccolta differenziata al 31/12/2012 superava il 65% dimostrando che solo la volontà politica riesce a far ottenere una buona raccolta differenziata.

Siamo soddisfatti di aver contribuito a segnalare e, quindi, a far abbassare la spesa per le famiglie rispetto l’ecotassa, ma siamo profondamente delusi dal servizio di raccolta differenziata dei Comuni della provincia di Taranto e dalla situazione impiantistica che vede l’esistenza di inceneritori, discariche e Trattamenti Meccanici Biologici finalizzati alla produzione di CDR.

Questo modello di gestione dei rifiuti non è corretto, per cui risultano ancora in difficoltà le attività che si basano sul riciclo e sul recupero della materia e, in termini ambientali, paghiamo un tasso di inquinamento troppo elevato che si va ad aggiungere al già spropositato inquinamento industriale.
Gli Amici di Beppe Grillo Taranto Meet Up 192 da sempre favorevoli ad una strategia della riduzione della produzione dei rifiuti, del riuso e del riciclo dei materiali, e contro l’incenerimento e lo smaltimento in discarica dei rifiuti, aderiscono insieme alla “Rete dei Comitati per i Beni Comuni in Puglia” alla campagna nazionale per la Legge d’iniziativa popolare “Rifiuti Zero: per una vera società sostenibile”.
Invitano tutti i cittadini alla sottoscrizione della legge nazionale di iniziativa popolare presso i numerosi banchetti locali. Info su http://www.leggerifiutizero.it e http://www.benicomuni.org/

Taranto, 26 aprile 2013

Comunicato Stampa: Ecotassa, i dirigenti della regione Puglia riconoscono il “refuso”, ma non arrivano tutte le risposte

Comunicato Stampa

Ecotassa, i dirigenti della regione Puglia riconoscono il “refuso”, ma non arrivano tutte le risposte. Rispondano gli assessori responsabili sui rifiuti.

 

A poco più di un mese dalla nostra segnalazione e richiesta tramite posta certificata, in merito alla determinazione “dell’Ecotassa” per l’ex ATO TA 3, i dirigenti della regione Puglia del Servizio Rifiuti e Bonifica – ufficio Gestione Rifiuti, riconoscono che nella determinazione del 28 dicembre 2012, n. 177 c’è un “refuso”, rispondendo affermativamente alla segnalazione degli Amici di Beppe Grillo Taranto.

Tuttavia, non abbiamo ricevuto tutte le risposte alle domande poste e quindi ancora non sappiamo se il ciclo dei rifiuti si “chiude” nell’ex ATO TA 3 (la provincia orientale di Taranto).

Con la prima domanda si chiedeva:

<<se nella determina sia presente un “refuso” per cui si chiede di specificare se la chiusura del Ciclo dei rifiuti “avviene” oppure “NON avviene” nell’ATO TA3.>>

 

I dirigenti ci hanno risposto che:

<<In riscontro alla vostra nota, rappresentiamo che stiamo provvedendo alla rettifica del refuso riscontrato nella Determina relativa all’ecotassa 2013.>>

 

Con la seconda domanda invece chiedevamo:

<<Nel caso in cui “NON avviene” la chiusura del ciclo dei rifiuti nell’ATO TA3 e considerata la determina del 28 dicembre 2012, n. 177 a confronto con la determina del 27 dicembre 2011, n.186 cosa sia cambiato negli anni relativi alle determine in questione e il perchè il Ciclo dei Rifiuti nell’anno 2011 nell’ATO TA3 viene considerato chiuso e nell’anno successivo viene invece considerato “non chiuso”.>>

Quindi ancora non sappiamo se il ciclo dei rifiuti “si chiude” (come avveniva negli anni precedenti) oppure rimane aperto e cioè tutti i rifiuti prodotti non vengono smaltiti nello stesso ATO.

La differenza, ricordiamo, non è da poco, soprattutto sulle tasche dei cittadini.

Avevamo quantificato un risparmio sulla tariffa dei rifiuti 2013 (in caso di chiusura del ciclo dei rifiuti) di oltre 500 mila euro. Per l’esattezza se i rifiuti smaltiti dai comuni fossero in ugual misura al 2010, ci sarebbe un risparmio di 590 mila euro per tutti i cittadini dell’ex ATO TA 3 sulla tariffa dei rifiuti.

A questo punto chiediamo, tramite apposita richiesta inviata anche via pec agli assessori all’ambiente della Regione Puglia Nicastro e della Provincia di Taranto Mancarelli di chiarire in maniera esplicita:

Se il ciclo dei rifiuti “si chiude” nell’ex ATO TA3 e nel caso non si chiudesse, cosa sia cambiato rispetto gli anni precedenti e quindi a quanto dovrebbe ammontare il tributo dell’Ecotassa per i comuni dell’ ATO TA3 (in fase di liquidazione).

Taranto 12/03/2013

 

Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto

e-mail: amicidibeppegrillotaranto@gmail.com

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MeetUp: http://www.meetup.com/Amici-di-Beppe-Grillo-di-Taranto/

Facebook: http://www.facebook.com/amicidibeppegrillotaranto?ref=tn_tnmn 

Gruppo Facebook: http://www.facebook.com/groups/38176539354/?fref=ts

Ecotassa: Il refuso c’era, proprio come avevamo denunciato noi!

Avevamo ragione… il “refuso” c’è!!! I dirigenti della Regione Puglia hanno riconosciuto il refuso, non hanno risposto a tutte le nostre domande, ma hanno riscontrato il refuso!!! Aspetteremo la rettifica e come si evolverà la vicenda… operazione “fiato sul collo” e screening di tutte le delibere continua…

A cosa ci riferiamo? Clicca il link http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2013/02/09/comunicato-stampa-ecotassa-quando-un-refuso-puo-costare-500mila-euro/

SIAMO TUTTI FOGGIANI!!!

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Con la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 20 dicembre 2012, n. 2852 la Regione Puglia ha espresso il parere sul rilascio della Proroga della concessione di coltivazione idrocarburi “SEDIA D’ORLANDO” (Foggia).- Rilascio atto di Intesa ex art. 3, comma 1, lett. b), Accordo Stato-Regioni del 24.4.2001.
http://www.regione.puglia.it/index.php?page=burp&opz=getfile&file=o-15.htm&anno=xliv&num=11

Tra l’altro la provincia Foggia è “aggredita” da notevoli richieste di ricerca idrocarburi. http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/istanze/provincia.asp?regione=PU&ub=T&tipo=PRT&numerofasi=6

e concessioni di coltivazione di idrocarburi
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/regione.asp?codreg=PU&tipo=ICT&regione=PUGLIA

TARANTO. IL MOVIMENTO 5 STELLE PRESENTA I SUOI CANDIDATI

Comunicato Stampa

TARANTO. IL MOVIMENTO 5 STELLE PRESENTA I SUOI CANDIDATI
Martedì 12 Febbraio, ore 18.00 presso il Centro Sportivo Magna Grecia in Via Zara 121.
Sarà occasione di dibattito, aperto a tutta la cittadinanza, sulle problematiche legate all’Ilva, Cementir, Eni, e sui ritardi e le assenze della politica sui temi “caldi” della nostra città.

 Il Meetup 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto”, martedì 12, alle ore 18.00 presso il Centro Sportivo Magna Grecia in Via Zara 121 a Taranto, presenterà alla cittadinanza e ai simpatizzanti, i candidati del MoVimento 5 Stelle di Taranto, Lecce, Bari, Andria e delle altri comuni della Regione Puglia alle prossime Elezioni Politiche.

L’incontro sarà un’occasione di dibattito con tutti gli attivisti sulle problematiche legate alle fasi concitate su Ilva, Cementir, Eni, inceneritori, acqua pubblica, rifiuti zero, energie rinnovabili, agricoltura, i ritardi e le assenze politiche ed istituzionali sui temi “caldi” della nostra città.

Sicuri che l’occasione di questo incontro sarà ampiamente condiviso, vista l’importanza dei temi in discussione, auspichiamo un’ampia partecipazione di tutti i candidati tarantini che, da futuri portavoce, avranno modo di accogliere le idee ed istanze dei cittadini.

 Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto

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Rifiuti nei cementifici, un attacco alla salute

Un nuovo attacco alla salute viene portato dallo schema di Decreto Presidenziale approvato del Consiglio dei ministri il 26 Ottobre 2012 ed inviato al Parlamento. E’ un provvedimento che disciplina la combustione di rifiuti nei cementifici, in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali. Esso aggrava pesantemente quanto già previsto dal D. M. Sviluppo Economico del 6 Luglio 2012, con cui il ministro Passera aveva liberalizzato la speculazione legata alla produzione di energia da impianti a biomassa agricola.
La nuova proposta legislativa riguarda l’utilizzazione “energetica” del Combustibile Derivato Rifiuti (C.D.R.), riclassificato come Combustibile Solido Secondario (C.S.S.). Il CSS, non più definito “rifiuto urbano”, ma “rifiuto speciale”, viene esentato dall’obbligo di essere trattato entro i confini regionali, diventando un prodotto industriale “di libera circolazione” che va a sostituire i combustibili tradizionali nei cementifici ed entra nel business dello smaltimento dei rifiuti.
La previsione di bruciare la parte combustibile di rifiuti indifferenziati negli inceneritori è una grave scelta dal punto di vista ambientale e sanitario. Da un lato vengono esposte le popolazioni al rischio di patologie cancerogene derivate da inquinamento atmosferico da polveri sottili ed ultrasottili, mentre dall’altro, a causa dell’incentivazione con CIP6 e Certificati Verdi, viene di fatto impedito l’avvio dell’industria del riciclo.
Ma bruciare rifiuti nei cementifici è di gran lunga più pericoloso che bruciarli negli inceneritori.
I cementifici risultano più inquinanti degli inceneritori in quanto non dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei microinquinanti, e sono inoltre autorizzati con limiti di emissioni più alti. Il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 10 ng/mc nei cementifici, cioè 100 volte di più.

Diversi cementifici inoltre sono inseriti a ridosso di centri urbani già pesantemente inquinati come Colleferro nel Lazio, Barletta e Taranto in Puglia, Rezzato in Lombardia, Monselice in Veneto, Maddaloni in Campania con le conseguenza di provocare un’escalation di contaminazione.

La Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero”, con la sua rete di oltre 150 associazioni nazionali e locali, coordinamenti regionali e comitati locali in diciotto Regioni diverse, chiede di fermare questa proposta ed ogni qualsiasi decisione in merito.
Lanciamo una mobilitazione generale per fermare il proseguimento dell’esame in Commissione Ambiente, anche in vista del deposito a breve del Testo di Legge di Iniziativa popolare che prevede la moratoria sino al 2020 per gli inceneritori ed i cementifici che utilizzano rifiuti e la revoca degli incentivi che consentono di sopravvivere a queste industrie tossiche, insostenibili per l’ambiente e per la salute.
25 Gennaio 2013

Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero”
Piazza Vittorio Emanuele II, 2 – Roma
leggerifiutizero@gmail.com
Tel. 340 371 9350

http://www.zerowastelazio.it/1/campagna_nazionale_a_legge_rifiuti_zeroa_a_elenco_aderenti_1133975.html

LA RINASCITA DI TARANTO SECONDO GLI ATTIVISTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE

“Taranto versa in uno stato di disastro ambientale permanente, tra i più difficili da affrontare in Italia perché frutto di oltre 50 anni di scelte sbagliate che hanno immolato il territorio, avvelenato nelle acque, nella terra e nell’aria e depredato delle sue risorse, in nome di una vocazione industriale che non ha tenuto conto del più grande valore proprio dell’uomo: la vita”.
Lo affermiamo come cittadini e attivisti del MoVimento 5 Stelle Puglia in seguito al Decreto Legge del governo Monti, firmato dal Presidente della Repubblica il 3 Dicembre 2012, che sembra incurante degli esiti delle perizie degli epidemiologi e dei chimici utilizzate nell’incidente probatorio disposto dalla Procura.
Non c’è più spazio per le interpretazioni: a Taranto si muore e ci si ammala più che dalle altre parti a causa dei processi industriali, un dato di fatto che non si può ignorare.
Non si possono, perciò, “legalizzare” processi produttivi obsoleti solo per salvaguardare la produzione. Non si può consentire alla finanza di guardare solo agli indicatori economici e ai guadagni immediati trascurando la qualità delle attività industriali che, come in questo caso, determinano terribili effetti nelle condizioni di vita e di salute dei Tarantini.
Il Decreto, tra l’altro, amplia la possibilità di essere applicato a qualsiasi impianto in Italia che venga considerato “strategico” a patto che abbia un numero di dipendenti superiori alle 200 unità. Si tratta di un vero e proprio “ricatto occupazionale”, amplificato a livello nazionale, che dispiega tutti i suoi effetti nefasti nella vicenda dell’Ilva di Taranto.
Colpevole la politica, che si è dimostrata assente e che, quando interveniva, lo faceva in maniera inefficace e inefficiente, come nel caso della legge “antidiossina” del 2008/2009 del governo Vendola, o tardiva come la legge sulla “Valutazione di Danno Sanitario” sempre della Regione Puglia. Per non parlare delle leggi “ad aziendam” come quella dei limiti sul benzo(a)pirene del Governo Berlusconi. Tutte circostanze che hanno consentito e favorito il “ricatto occupazionale” della famiglia Riva, proprietaria dell’impianto siderurgico.
La società civile da anni denuncia queste circostanze in maniera civile e pacifica, mentre piange i propri morti, soccorre i propri ammalati e chiude le proprie attività commerciali.
Appare quindi evidente che la magistratura abbia svolto un ruolo di supplenza della politica, così come oggi assistiamo anche ad una azione incostituzionale del Governo che di fatto ostacola il lavoro degli inquirenti e accentua i contrasti tra i poteri dello Stato. La politica a più livelli è corresponsabile della attuale situazione di Taranto. Ingiustificabile la mancanza di garanzia dei diritti dei cittadini, come evidenzia l’indagine “Ambiente venduto”.
Nel 1971 relazioni scientifiche decretavano la pericolosità degli impianti industriali per la salute e l’ambiente tarantino. Ma, da allora è solo aumentata la produzione e si sono aggiunti altri impianti impattanti per l’ambiente: inceneritori, discariche, ampliamenti di raffinerie, cementifici e tutto in versione maxi e il tutto per il “bene” del Paese e del sistema Italia.
Si tratta di modello di sviluppo sbagliato, basato su un materiale, l’acciaio, che non solo sta lasciando il posto a nuovi materiali che soppianteranno le produzioni tarantine, minacciate, tra l’altro, anche, da nuove economie, basate su processi virtuosi di conversione industriale e sul benessere delle persone.
Taranto è stata importante per l’Italia e l’Europa ma è giunto il momento di tornare alle proprie vocazioni storiche, naturali ed economiche a “chilometro zero”, cui ha dovuto rinunciare.
Il Diritto alla vita non può soccombere a favore degli interessi economici e poiché il privato non dimostra volontà di ottemperare alle prescrizioni impartite dalla magistratura, deve intervenire la politica, che invece di ostacolare il lavoro dei magistrati deve pianificare le alternative per Taranto. Ma occorre fare presto.

Per questo esigiamo le dimissioni immediate dei politici coinvolti nella vicenda e chiediamo:
Il blocco dei beni patrimoniali ed economici del privato ovunque essi siano e delle aree di proprietà dei Riva a Taranto, al fine di effettuare una nuova caratterizzazione e successiva bonifica delle aree ricadenti all’interno dello stabilimento siderurgico.
Le bonifiche dei reparti inquinanti dell’ILVA si devono effettuare con i soldi dei Riva.

-  Di confiscare le proprietà del privato (eventualmente con l’indennizzo simbolico di 1 centesimo).

-  Di garantire il reddito (durante la formazione) per gli operai Ilva che, appena formati, dovranno essere impiegati, IN CONDIZIONI DI SICUREZZA, nelle operazioni di bonifica.

-  La caratterizzazione, Messa in Sicurezza e Bonifica dei terreni inquinati in provincia di Taranto che pagano lo scotto di esser luoghi di produzione o di smaltimento per l’Italia intera.

-  La messa in sicurezza delle Falde idriche Tarantine che risultano contaminate da inquinanti oltre che essere soggette a un forte stress idrico e a contaminazione salina a causa di un sovrasfruttamento.

Riqualificazione e Riconversione dell’ILVA

- Le aree di proprietà militare che la Difesa sta cedendo, devono necessariamente essere restituite gratuitamente alla città e alle comunità locali.

-  Garanzia di prestazioni sanitarie efficienti per la totalità della popolazione garantendo screening e visite gratuite e in tempi brevi a cominciare dai cittadini del quartiere tamburi e dai lavoratori del polo industriale, visite da effettuate a Taranto.

- Di bloccare ogni nuova autorizzazione di richiesta di AIA nella provincia di Taranto.

-  Di riesaminare le AIA di competenza provinciale, regionale e statale già concesse degli impianti in provincia di Taranto e valutare con commissioni formate da esperti diversi rispetto quelle già rilasciate, l’opportunità del rilascio definitivo.

-  Di creare a Taranto un polo Universitario, pubblico che dipenda unicamente da Taranto e non da Bari o Lecce, con individuazione delle aree adibite a tale scopo situate nel Centro Storico.

-  Il risarcimento completo dei danni subiti dagli allevatori e dai mitilicoltori poiché attività non salvaguardate dalle amministrazioni.

Parte dei denari siano attinti da un fondo appositamente creato per Taranto, costantemente controllato dalla popolazione, e ricavati dai fondi non ancora impiegati e destinati ad inutili opere, già pianificate dai governi di centro destra e centro sinistra, come:

  • l’acquisto di Caccia F 35 e ritiro dei militari in missione in Afghanistan, anche perché le forze armate occupano una parte sostanziale dei territori della provincia di Taranto
  • la realizzazione della Tav in Val Susa, per un costo di oltre 10 miliardi di euro. Questo per l’isolamento al quale è stata condannata la città di Taranto nel corso dei decenni;

Fondi ricavabili anche da :

  • la riduzione a 5.000 euro al mese delle “pensioni d’oro”, attualmente erogate a 100.000 persone, per un risparmio totale di oltre 7 miliardi di euro;
  • la cancellazione di tutte le province;
  • l’abolizione del rimborso elettorale a tutte le formazioni politiche;
  • il ritiro definitivo del progetto del Ponte sullo Stretto, recentemente riesumato dal governo Monti per evitare penali previste a salvaguardia di imprese private a spese dei contribuenti.

Crediamo che una parte dei denari impiegati in tutte queste azioni e opere che reputiamo inutili, possano essere destinate per la bonifica dei territori a cominciare da Taranto.
Una parte del Fondo dovrà esser impiegata per progetti, seguendo la consultazione della popolazione dei singoli quartieri e dei comitati impegnati nelle vertenze territoriali per comprendere quale vocazione economica debba assumere Taranto sviluppando economie locali.
Le risorse per Taranto dovranno sottostare a principi di trasparenza e soggetti a meccanismi di verifica della cittadinanza, tramite internet e siti web appositi e non potranno esser utilizzati per fini differenti che non siano stati decisi dalla cittadinanza.
Crediamo che Taranto possa essere il simbolo di una nuova svolta che dovrà ripercuotersi nel resto del territorio Italiano.

Ormai non abbiamo più scelta.

211892_100000018636515_8310713_n Amici di Beppe Grillo Taranto – Meet Up 192
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Comunicato Stampa: REGIONE PUGLIA, PRIVILEGI INTATTI. UNA BRUTTA PAGINA

Bocciata la proposta di legge di iniziativa popolare degli attivisti del MoVimento 5 Stelle per il dimezzamento dei costi della politica. 

Si è consumata questa mattina, una delle più brutte pagine della politica di casa nostra.
Dopo ben cinque mesi di resistenza attiva i consiglieri regionali, lo scorso 30 Novembre, in tutta fretta, hanno partorito la Legge Regionale n. 33 ‘Riduzione dei costi della politica’ che gli ha evitato di discutere la proposta di legge di iniziativa popolare conosciuta come ‘Zero Privilegi Puglia’ ma presentata dagli attivisti del MoVimento 5 Stelle, con la raccolta di 20.000 firme certificate, presso la sede del Consiglio di vizero-privilegi-pugliaa Capruzzi con la denominazione ‘Trattamento economico e previdenziale dei consiglieri regionali’.
Obiettivo, quello di ridurre sensibilmente i costi della politica della Regione Puglia e determinare il dimezzamento delle indennità dei consiglieri regionali, l’abolizione dell’assegno di fine mandato e del vitalizio e un risparmio di 10 milioni di euro all’anno e di ulteriori 10 milioni nel lungo periodo.
Ma la discussione di questa proposta di legge, voluta dai cittadini pugliesi, che secondo le norme vigenti in materia doveva essere iscritta all’ordine del giorno della seduta di Consiglio Regionale del 27- 28 Novembre 2012, con una artificio degno di Machiavelli è stata posposta e agevolmente superata mettendola in calendario dopo l’articolato diabolicamente studiato e architettato dai professionisti della politica.
Sbeffeggiati, quindi, gli attivisti del MoVimento che si ispira a Beppe Grillo ma soprattutto i 20.000 pugliesi che hanno avuto modo di firmare per spingere, con convinzione, il provvedimento di legge a Cinque Stelle.
Cosa strana è che la proposta sia stava respinta all’unanimità, da maggioranza e minoranza, destra e sinistra senza alcuno scontro politico a dimostrazione che quando l’argomento è di forte “interesse comune”, un accordo tra le forze politiche è sempre possibile.
Così, adesso, la Puglia potrà elargire 13.800 euro di compensi ai presidenti della Giunta e del Consiglio, 11.100 euro ai Consiglieri per indennità di carica e funzione, 5.000 euro a Consigliere per il finanziamento dei Gruppi Regionali, al netto delle spese per il personale. Inoltre, stabilisce la Legge Regionale n. 33, è fatto salvo il vitalizio dei consiglieri regionali attualmente in carica. Questione di non poco conto, in quanto dal presidente Onofrio Introna ai rappresentanti di tutti i gruppi politici che siedono attualmente in Consiglio Regionale, erano giunte trionfali dichiarazioni e rassicurazioni che lasciavano intendere che l’odioso privilegio era stato cancellato. Singolare, patetica e quasi burlesca la facoltà, offerta ai singoli consiglieri regionali, di rinunciare al diritto all’assegno vitalizio, così come l’aver convocato, per domani mattina, cioè a giochi fatti, i primi firmatari della proposta di legge popolare per una audizione presso la VII Commissione Consiliare competente in materia.
Forte l’indignazione degli attivisti del MoVimento 5 Stelle pugliese che dal Gargano al Salento scenderanno di nuovo per le strade della regione per incontrare e spiegare la vicenda ai cittadini ignari e fuorviati dalle dichiarazioni che la casta ha sparato a raffica raccontando parziali verità e vantando obiettivi mai veramente raggiunti.
Gli attivisti del MoVimento 5 Stelle Puglia da oggi sono in mobilitazione permanente con il fiato sul collo dei singoli consiglieri regionali, nei territori che li hanno espressi. I Firmatari della proposta e tutti gli aderenti al MoVimento non si arrendono e daranno battaglia. Si tratta di una decisione palesemente ingiusta nei confronti di tutti i cittadini, nei confronti dei quali la politica continua a scavare un fossato ormai incolmabile.

Zero Privilegi Puglia
http://pugliazeropriv.altervista.org/index.php?entry=entry121203-183256

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RIUNIONE REGIONALE M5S 2 SETTEMBRE 2012

Domani 2 settembre 2012 ci sarà la riunione regionale del Movimento 5 Stelle, ovvero degli iscritti e simpatizzanti al movimento della regione Puglia. Ci saranno attivisti provenienti da tutte le province pugliesi

http://eventi5stelle.beppegrillo.it/eventi/

Dalle 9:30 alle 20:00
Luogo dell’incontro: Park Hotel Mar Grande : Viale virgilio,Taranto

Mappa
https://maps.google.it/maps?q=hotel+park+taranto&ie=UTF-8&hl=it

Diretta Streaming
http://www.ustream.tv/channel/benecomune

Ognuno vale uno, ma se non partecipi vali Zero! smile

VI ASPETTIAMO!

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