DIOSSINA
2,3,7,8 –tetraclorodibenzo-p-diossina
Contaminante di acque e terreni per :
- incidenti ed emissioni industriali
- scarico indiscriminato di rifiuti
- sottoprodotto della combustione
- diserbanti contaminati
TOSSICITA’
E’ il composto più tossico che sia mai stato sintetizzato! 10.000 volte più potente del cianuro di sodio!
Effetto mutageno
Effetto cancerogeno
Effetto teratogeno
Gravi effeti sul sistema riproduttore (infertilità)
Effetti sulla tiroide (ipotiroidismo funzionale – iperplasia)
Epatotossicità (induttore enzimatico)
Immunotossicità
Effetti delle Diossine
• La Diossina (2,3,7,8-TCDD) è un accertato cancerogeno per l’uomo, mentre le altre diossine/furani sono potenziali cancerogeni
• Effetti neurocomportamentali: ridotta funzione cognitiva, aumentato comportamento iperattivo, effetti avversi sull’attenzione, aumentata depressione
• Alterata funzione del sistema immunitario
• Disturbi del sistema nervoso centrale
• Cloracne ed altre alterazioni epidermiche
• Disturbi della funzione epatica e renale
• Alterati livelli degli ormoni: tiroide, testosterone ed estrogeni
• Effetti sul sistema riproduttivo: rapporto dei sessi alterato, ridotta fertilità
• Difetti alla nascita: ipospadia (malformazione delle vie urinarie dell’uomo)
• Endometriosi (presenza di tessuto che riveste l’utero in sedi differenti dalla cavità uterina)
Ippazio Stefàno: Documento dei Sindaci di Taranto e Statte e delle associazioni ambientaliste

090129 Documento dei Sindaci di Taranto e Statte e delle associazioni
lunedì 2 marzo 2009 alle ore 13.30
Le Amministrazioni Comunali di Taranto e Statte con le Associazioni ambientaliste di Taranto impegnate per la salvaguardia della salute dei cittadini e della tutela dell’ambiente, valutato il piano di adeguamento dello stabilimento ILVA di Taranto alle migliori tecniche disponibili (MTD) esprimono le seguenti posizioni:
• In linea generale, per ridurre i livelli di inquinamento si ritiene necessario assumere un’impostazione che miri ad incidere sui processi e sui livelli produttivi la cui misura deve essere sempre proporzionata alla capacità di controllo e contenimento delle emissioni e delle immissioni inquinanti, in aggiunta ai sistemi di depurazione, in applicazione del principio della prevenzione.
• Visto il quadro ambientale contraddistinto da significative e gravi criticità, si ritiene necessario adottare, per gli impianti maggiormente inquinanti, misure di risanamento ambientale più incisive e supplementari rispetto alle MTD, come previsto peraltro dal D.Lgs. 59/05, art. 8.
• Si ritiene necessario prevedere prescrizioni che impongano limiti di emissione molto più rigorosi e mirare a “ridurre al minimo l’inquinamento”, garantendo “un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo insieme”, in modo da consentire il rispetto degli standard di qualità ambientale dell’aria e delle altre matrici (D.Lgs. 59/05, art.7 comma 4).
Nel particolare, si annoverano di seguito alcuni interventi più specifici che si ritengono essenziali, relativi a impianti o gruppi di impianti dello stabilimento siderurgico ILVA.
• Riduzione dei tempi previsti per gli interventi di adeguamento, tecnicamente praticabili con gli impianti in esercizio, che porterebbero a dilazionare di anni gli adeguamenti, in particolare per gli altiforni.
• Verifica, da parte dell’ARPA e degli enti locali territorialmente competenti, sullo stato degli impianti e le modifiche introdotte, sia in rapporto a quanto dichiarato dall’azienda sui tempi di intervento, sia sull’efficacia degli interventi già realizzati.
• Adozione delle migliori tecniche disponibili in assoluto, prescindendo da logiche di “compatibilità economica”, con il pieno rispetto degli standard europei per le emissioni, al di là dei tempi previsti dalla legge 125/2006 per la loro osservanza.
• Risanamento ambientale delle acciaierie, con applicazione all’acciaieria n. 1 degli interventi di adeguamento previsti per l’acciaieria n. 2.
• Applicazione dei limiti per le concentrazioni delle polveri nei flussi convogliati emessi, conformi alle MTD, a tutte le fasi del ciclo delle acciaierie e, anche, all’impianto di aspirazione e depolverazione previsto per il taglio dei fondi acciaio e scriccatura delle paiole.
• Riproposizione, all’interno delle prescrizioni dell’AIA, del Decreto Direttoriale del 28 febbraio 2008 relativo agli interventi di messa in sicurezza di emergenza delle acque di falda per l’area inquinata.
• Per quanto riguarda il reparto cokeria, inclusione nelle prescrizioni dell’AIA di procedure di salvaguardia ambientale sui tempi di distillazione del carbon fossile.
• Adozione delle tecniche più efficaci per il contenimento delle emissioni in atmosfera dell’impianto di sinterizzazione mirando, in prospettiva, alla concentrazione più bassa di diossine nei fumi prevista dal Protocollo alla Convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico attraverso le frontiere a lunga distanza, relativo agli inquinanti organici persistenti (0,1 ng I-TE/Nm3) , con adozione nell’immediato ed in modo continuativo dell’additivazione di urea.
• Introduzione di un sistema di campionamento in continuo delle diossine nelle emissioni in aria sul camino E312 dell’impianto di sinterizzazione, con possibile operatività per tutto l’arco della giornata e dell’anno
• Revisione del “Rapporto di sicurezza” dell’ILVA con adeguamento alle prescrizioni imposte dalla Commissione Ministeriale; rilascio dell’AIA solo a condizione che l’Ilva regolarizzi la sua posizione rispetto agli adempimenti normativi ed atti amministrativi conseguenti, previsti dal D.Lgs. 334/99.
• Prescrizioni dell’AIA sulle modalità di stoccaggio e di deposito temporaneo dei rifiuti e delle materie prime, in riferimento alla normativa vigente.
• Prescrizioni dell’AIA sul monitoraggio della falda sottostante le discariche ILVA, con posizionamento di piezometri a monte e a valle, in modo adeguato a garantire tutta la falda.
• Piano di recupero paesaggistico di tutto il fronte delle discariche dismesse o attualmente in esercizio, del lato est della Gravina di Leucaspide, di zone interessate o che sono state interessate a stoccaggi provvisori di materiali e di altre aree nelle quali non insistono impianti, ma che versano in stato di degrado.
• Prescrizioni dell’AIA su adeguati sistemi di sicurezza anti-incendio e sistemi di monitoraggio delle sostanze tossiche emesse in seguito a eventi di incendio in aree di stoccaggio di materiale plastico e, più in generale, per il monitoraggio degli eventi incidentali con interessamento della matrice aria.
• Piano di monitoraggio delle emissioni convogliate, diffuse e fuggitive dello stabilimento, allargato oltre che agli inquinanti “tradizionali” (polveri, SOx, NOx, ecc.) ai metalli, alle sostanze organiche e ai microinquinanti organici e inorganici (in riferimento, in particolare, agli inquinanti inseriti nell’allegato III del D. Lgs. 59/2005), effettuato da enti terzi, con adeguata pubblicizzazione dei dati. (SIC!)
• Estensione del monitoraggio in continuo delle emissioni in aria ai camini dagli scarichi maggiormente inquinanti, in un tempo definito e condivisibile con istituzioni e pubblico interessato, con ampliamento dei parametri monitorati, comprensivi delle caratteristiche fluidodinamiche dei camini
• Valutazione di un più ampio ventaglio di soluzioni tecniche per la riduzione della dispersione di polvere da parte dei parchi minerali e fossili, che comprenda anche la possibilità di una copertura dei parchi o l’adozione di ambienti confinati per lo stoccaggio
• Copertura completa dei nastri trasportatori e adozione di misure più efficaci per la riduzione al minimo della dispersione di polveri derivante dallo scarico del minerale e del fossile nel porto mercantile
• Riduzione e contenimento delle emissioni in aria e nelle altre matrici del mercurio e degli altri metalli pesanti.
• Ristrutturazione degli schemi idraulici prima degli scarichi in mare, con monitoraggio degli inquinanti negli effluenti liquidi in uscita alle singole unità di impianto e campionamenti periodici dei sedimenti allo scarico
• Verifica delle emissioni di inquinanti da parte dell’impianto di zincatura a caldo
• Non introduzione nel ciclo siderurgico dell’uso del pet-coke.
• Eliminazione del riuso e/o riutilizzo delle polveri derivanti dagli impianti di abbattimento (elettrofiltri) nell’impianto di agglomerazione, con collocazione di tali materiali di rifiuto secondo normativa.
• Eliminazione di ogni forma di recupero, riuso e riutilizzo, di scarti di produzione, sia liquidi sia solidi, classificabili quali rifiuti pericolosi, in qualsiasi fase del processo produttivo se non preliminarmente assoggettati a studi di impatto ambientale e conseguente verifica, come previsto dalle vigenti leggi in materia. Ivi incluse le pratiche operative attualmente in atto all’interno dello stabilimento
• Riduzione degli emungimenti di acqua, anche in considerazione della carenza di acqua dolce disponibile a uso civile, e adozione di efficaci strategie di riutilizzo
• Inclusione nelle prescrizioni dell’AIA di procedure che prevedano l’eliminazione o la drastica riduzione dell’esposizione degli addetti a sostanze cancerogene per quanto riguarda, in particolare, gli inquinanti ambientali che possono interessare i lavoratori (diossine, IPA, amianto, metalli pesanti, benzene, PCB, ecc.); rilascio dell’AIA solo a condizione della completa applicazione della normativa in materia di igiene e sicurezza del lavoro (D.Lgs. 81/08).
Taranto 29 gennaio 2009 ore 12,15
Il Sindaco di Taranto Il Sindaco di Statte
F.to. Ippazio Stefàno F.to Angelo Miccoli
QUANTI ANNI DOVRANNO PASSARE PER GIUNGERE ALLA PIENA ATTUAZIONE DEI PUNTI SOTTOSCRITTI DAI DUE SINDACI NEL SUDDETTO DOCUMENTO? E NEL FRATTEMPO I CITTADINI COSA DOVREBBERO FARE? ASPETTARE CHE CRESCANO GLI ALBERELLI CHE IL NOSTRO SINDACO DOVREBBE FAR MATTERE A DIMORA PER ASSORBIRE L’ANIDRIDE CARBONICA? (SIC!) (A SPESE DI CHI, POI? DI RIVA? MEGLIO NON VENDERSI A CHI DICE CHE LA STORIA DEI TUMORI E’ UN’INVENZIONE DEI TARANTINI E UCCIDE ANCHE IL DIRITTO D’INFORMAZIONE AGGREDENDO I GIORNALISTI!), ABBANDONARE LA CITTA’ E IL TERRITORIO? E GLI AGRICOLTORI, GLI ALLEVATORI, I PRODUTTORI DI PRODOTTI CASEARI, I NOSTRI ULIVETI E IL NOSTRO GRANO, LA PRODUZIONE DI AGRUMI DELLA CONCA D’ORO, CHE FINE FAREBBERO? SE IL POLO INDUSTRIALE CHE PRODUCE INQUINAMENTO E MORTE, MOLTI PROFITTI E POCO LAVORO (10.000? 12.000? SI PUO’ SAPERE QUANTI SONO VERAMENTE?) NON VIENE SMANTELLATO E RICONVERTITO, QUANDO AVRA’ UN’OCCUPAZIONE “L’ESERCITO DEI 68.000 DISOCCUPATI E 40.000 INOCCUPATI DELLA PROVINCIA JONICA?” (PAROLE DELLA CGIL PUBBLICATE SUL CORRIERE DEL GIORNO DI VENERDI’ 23 OTTOBRE 2009 PAG.8), QUANDO RIFIORIRA’ IL COMMERCIO LOCALE? RIVOLGENDOMI AI CONCITTADINI, A TUTTI GLI ORGANI D’INFORMAZIONE, ALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE E A QUANTI SONO IN PRIMA LINEA PER IL DIRITTO ALLA VITA, DICO DI ESSERE FORTEMENTE COMPATTI E DI NON FARCI INFLUENZARE DALLA DISINFORMAZIONE E DALLE MINACCE. BATTIAMOCI TUTTI INSIEME PER IL RISORGIMENTO DI TARANTO.
PROF. LUIGI GIANCIPOLI