Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Ecco la prova che una strategia virtuosa come “Rifiuti Zero”, anche in un approccio “leggero” , possa non solo aiutare l’ambiente riducendo drasticamente l’inquinamento e i rifiuti , rendendo inutili gli inceneritori, ma si riescono a trasformare gli scarti in risorse, indurre i contribuenti a spendere meno denaro per questo problema a beneficio di un aumento    dell’ occupazione.

Uno studio di Roberto Cavallo:

Raccolta differenziata e Riciclo: ingredienti per una ricetta contro la crisi.Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Grandi opere, ecoincentivi, permessi di costruire, condoni: molti tentativi si rincorrono per cercare vie da esplorare per vincere una crisi complessa.

Vorrei provare a fornire una proposta al governo e ai decisori.

Abbiamo una grande opportunità in Italia per creare posti di lavoro a costo ridotto per la società: promuovere la raccolta differenziata di tipo domiciliare.

Le amministrazioni virtuose italiane che hanno già intrapreso questa via hanno dimostrato come il cambiamento della raccolta rifiuti da stradale a domiciliare, con una raccolta differenziata integrata, necessita almeno del 50% di manodopera in più.

In pratica servire i 45milioni di italiani, che ancora non lo sono, con raccolta domiciliare, significherebbe creare circa 100.000 posti di lavoro diretti.

Un intervento di questo tipo ha tre considerazioni immediate:

– richiede tempi di attivazioni rapidissimi, dell’ordine di mesi, come si direbbe per le grandi opere è immediatamente cantierabile;

– dà ordine al sistema dei rifiuti riportando le materie nei canali corretti contribuendo al contenimento della produzione complessiva, aumentando l’efficienza degli impianti di smaltimento, garantendo un maggior controllo di filiera evitando conferimenti fraudolenti;

– aumenta la qualità (non solo la quantità) delle materie prime seconde, creando ulteriori posti di lavoro nel comparto del recupero, quantificabili in ulteriori 100.000 posti di lavoro. Comparto a dura prova della crisi globale, ma certamente più flessibile dell’industria classica che si basa sull’utilizzo delle risorse naturali prime, distanti e costose.

Ovviamente tutto ciò ha un costo: la raccolta e il trattamento post raccolta costano mediamente il 30 – 50% in più dell’attuale costo di raccolta.

È altresì vero che in questo modo diminuiscono i costi alla collettività dello smaltimento finale (discariche in particolare) e il modello nell’arco di 3 anni può raggiungere un nuovo equilibrio.

Si tratta di sottrarre risorse dallo smaltimento per investirle nelle raccolte.

In termini ancor più visivi si tratta di smetterla di buttare biglietti da 100 euro sotto terra e darli alle persone.

Se poi il governo decidesse di investire per contenere l’aumento di costi dello start up l’intera operazione il costo complessivo potrebbe aggirarsi attorno ai 900 milioni di euro.

Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

Roberto CAVALLO

Presidente AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) http://www.assaica.org; http://www.envi.info

Presidente ERICA http://www.cooperica.it

Membro del direttivo ACR+ (Association Cities and Regions for Recycling and Sustainable Management of Resources) http://www.acrplus.org

Valutatore Esperto 7PQRS Commissione Europea Direzione Generale Ricerca

Cell. 335 8297916

e-mail presidenza@cooperica.it

Alba, lì 11 marzo 2009

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3 thoughts on “Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

  1. Pingback: Ecomagazine - Rifiuti e Bonifiche » Blog Archive » Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

  2. Riportiamo il famigerato comunicato relativo alla riapertura dell’inceneritore AMIU che da ieri circola tra le mail. Non possiamo fare a meno di notare delle gravi mancanze e delle azioni illegali:

    1)la diffusione di questo comunicato è avvenuta attraverso i “soliti” imperscrutabili canali del Comune di Taranto che, in barba a tutte le dichiarazioni sulla partecipazione, lo ha inviato a macchia di leopardo.
    Non vogliamo entrare nel merito di chi l’ha ricevuto e chi no e del perché… anche se non possiamo fare a meno di notare (ad essere buoni) la sprovvedutezza di un’amministrazione che qui mostra tutte le sue promesse disattese,l’ improvvisazione e l’inefficacia sul piano ambientale, con punte di vera e propria presa per i fondelli, come nel caso sottostante.

    2) La prova di tutta la falsa retorica di questo comunicato (che ci è pervenuto per vie traverse), la si può verificare visitando il sito del Comune e dell’AMIU: non è data NESSUNA INFORMAZIONE PUBBLICA riguardo all’evento. In barba ad Aarhus e a tutte le chiacchiere dell’assessore Romeo e del sindaco Stefàno sulla partecipazione e l’informazione!

    3) Gli stessi ceffi politici che marciavano alla manifestazione del 29 novembre scorso dove, tra i punti condivisi, si metteva anche il rifiuto dell’inceneritore, sono quelli che oggi vengono a propinarci questo ennesimo veleno mortale

    4) ci vuole faccia tosta a proporre la “chiusura del ciclo dei rifiuti”: un ciclo che non è mai stato veramente aperto per le parti relative alla differenziata vera e al riciclaggio dei materiali ma che, casualmente, vede per prima la realizzazione dell’ultimo step! Cominciamo dalla frutta? O siamo già alla frutta, con quest’amministrazione che, in punto di chiudere battenti e lasciare la città al commissariamento, ci regala questa polpetta avvelenata?
    5)Come si fa a proporre la necessità di un inceneritore quando ce n’è un altro a poche centinaia di metri che brucia i rifiuti di tutta la Puglia, della Campania, del Veneto, ecc?

    6) Come si fa a parlare di adeguamento alle leggi per un impianto che è vecchio nella sua tecnologia di oltre 30 anni? e soprattutto come si fa a parlare di legislazione italiana quando si sa che non sono considerate le nanoparticelle cancerogene tra le sostanze inquinanti regolate per legge?

    7) Come si fa ad aggiungere altra diossina, metalli pesanti, PCB, polveri e ceneri tossiche nell’aria e nel terreno di una città che è già oltre i limiti di tollerabilità ed è diventata un caso mondiale per inquinamento?

    8) come si fa a pensare di prendere in giro la gente con frasi come questa: “Nel corso dell’incontro sarà presentato un progetto di un impianto solare a concentrazione che sfrutti il calore disperso dell’inceneritore per mantenere e che assume la compensazione rispetto a Kioto delle emissioni di Co2″, che non ha senso logico già come grammatica (ma sanno scrivere questi amministratori? ), figurarsi dal punto di vista scientifico?

    9) come si fa a credere che quest’amministrazione faccia valere i nostri diritti se si comporta in questo modo scellerato e colpevole, appoggiando la speculazione sulla salute della gente in nome dei soldi e poi quando deve comunicare sbaglia persino a scrivere la parola Kyoto?

    10) ci vuole faccia tosta e assoluta mancanza di rispetto a dire che la cittadinanza viene consultata riguardo alla riapertura dell’inceneritore quando è un fatto pubblico che l’AMIU ha già indetto la gara per la sua gestione! (clicca sulla scritta per scaricare il bando)

    PARTECIPIAMO TUTTI A QUESTA MESSINSCENA VERGOGNOSA E SBUGIARDIAMO QUESTA GENTE CHE MENTRE SORRIDE CI PUGNALA ALLE SPALLE!

    COMUNE DI TARANTO
    Segreteria del Sindaco
    COMUNICATO
    Il Sindaco di Taranto Dott. Ippazio Stefano e il Presidente dell’AMIU Avv. Gino Pucci, giovedì 19* marzo, alle ore 18,00. nel salone degli specchi di Palazzo di Città, terranno una conferenza*per la presentazione dell’ impianto integrato di smaltimento dei rifiuti solidi urbani dal titolo*
    *VERSO IL COMPLETAMENTO DEL CICLO DEI RIFIUTI NEL COMUNE DI TARANTO ”
    Tale impianto è stato oggetto, da parte dell’AMIU, di importanti lavori strutturali e di idoneo adeguamento tecnico. Gli interventi effettuati permetteranno l’abbattimento delle emissioni inquinanti in quanto l’impianto è stato adeguato alle più recenti normative, in materia di
    incenerimento rifiuti.
    La messa in esercizio dell’impianto, costituisce un ulteriore elemento strategico nella gestione* del ciclo dei rifiuti, oltre che occasione di risparmio per la collettività.
    Alla* confererenza parteciperanno, quali relatori, il Presidente dell’AMIU Avv. Gino Pucci, ,l’Ing Michele Notarnicola del DIASS Politecnico di Bari, il Dott Roberto Giua dell’ ARPA Puglia,* oltre i Tecnici dell’AMIU Ingegneri Giuseppe Maldera, Cosimo Natuzzi e Emanuele dell’Anna.,
    Data l’importanza, alla conferenza sono espressamente invitati: le Associazioni Ambientaliste, gli Istituti scolastici, l’Università, gli Ordini Professionali, i Centri culturali, le Organizzazioni Sindacali e i Presidenti dei CLUB Service.
    Gli Organi di Stampa sono invitati a partecipare e pregati di dare anticipatamente ampio risalto dell’evento, nonché pregati di estendere l’invito alla Cittadinanza tutta.
    Grazie.
    Nel corso dell’incontro sarà presentato un progetto di un impianto solare a concentrazione che sfrutti il calore disperso dell’inceneritore per mantenere e che assume la compensazione rispetto a Kioto delle emissioni*di Co2*

    In allegato potrete leggere l’articoletto in formato doc, del Corriere del Giorno in riferimento all’avvio.

    In pdf invece l’articolo sempre del Corriere del Giorno dell’8 ottobre 2007, quando in tempi non sospetti si diceva che l’avvio dell’inceneritore era anticonomico.

    Su http://www.amiutaranto.it/gare/GARAa…1126101314.pdf
    invece il bando di gara servizio di raccolta e smaltimento e/o recupero rifiuti provenienti dall’impianti di termovalorizzatore “Città di Taranto”.

    Da http://www.noinceneritori.org/index2…o_pdf=1&id=777

    “Diritto al futuro” apre la vertenza per il rimborso dei CIP6
    Inviato da Redazione
    martedì 27 gennaio 2009
    Ultimo aggiornamento martedì 27 gennaio 2009
    Si è svolta sabato 24 a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, la conferenza stampa promossa dall’rsquo;Associazione “Diritto al Futuro” per la presentazione della vertenza legale nei confronti del gestore della rete elettrica diretta al recupero del sovrapprezzo destinato alle fonti rinnovabili, utilizzato invece per
    finanziare gli inceneritori.

    COMUNICATO STAMPA

    L’Enel chiamata in giudizio da “Diritto al Futuro”Gli inceneritori non producono energia
    rinnovabileLo sancisce una disposizione dell’Unione EuropeaOgni utente italiano paga un sovrapprezzo del 7%

    Si è svolta sabato 24 a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, la conferenza stampa promossa dall’Associazione “Diritto al Futuro” per la presentazione della vertenza legale nei confronti del gestore della rete elettrica diretta al recupero del sovrapprezzo destinato alle fonti rinnovabili, utilizzato invece per
    finanziare gli inceneritori. L’Associazione “Diritto al Futuro”, che raccoglie al proprio interno attivisti da tempo impegnati nel movimento “Rifiuti Zero”, prevede nelle prossime settimane migliaia di sottoscrizioni di cittadini utenti che sottoscriveranno le denuncia per il recupero delle quote dal 2004 al 2007. Il presidente
    dell’Associazione Rossano Ercolini ha dichiarato: «Finalmente con questa vertenza si offre uno strumento concreto affinché ogni cittadino utente possa non solo portare alla luce una colossale truffa che ha dirottato nelle tasche dei petrolieri e dei gestori degli inceneritori miliardi di euro pagati con la bolletta elettrica, sottraendoli alle energie
    rinnovabili, ma anche chiedere la restituzione del maltolto». Presente alla conferenza anche il prof. Paul Connett, fra i massimi esperti mondiali di gestione dei rifiuti, nonché rappresentante della Global Alliance Incinerator Alternative, associazione internazionale che raccoglie i comitati e i movimenti di diversi paesi. Connett, dopo aver ricordato che
    l’Unione Europea ha già avviato una pratica di infrazione nei confronti dell’Italia per l’uso illegittimo di questi fondi, ha evidenziato come «si salva molta più energia (da 2 a 5 volte) riusando, riciclando e compostando
    anziché bruciando ciò che dobbiamo condividere con le generazioni future. Senza il regalo dei sussidi gli inceneritori non sarebbero in grado di coprire gli altissimi costi di trattamento-smaltimento e per questo motivo rappresentano un ostacolo inaccettabile a riciclaggio e compostaggio, via principale per attuare una gestione dei rifiuti pulita ed in grado di
    promuovere imprese e posti di lavoro». Già da domenica 31 gennaio, nelle principali piazze italiane, saranno presenti tavoli dell’Associazione, con volontari e legali, per la sottoscrizione della denuncia da inviare all’autorità giudiziaria per il rimborso, pari al 7% dell’importo della bolletta. «L’unico “impegno” per il
    cittadino sarà quello di firmare di fronte ad un avvocato dell’Associazione versando la quota di dieci euro a copertura delle spese legali. Sarà poi il nostro collegio di avvocati a seguire la vertenza. Nessun rischio per un atto di grande civiltà» ha concluso Ercolini.

    24 gennaio 2009

    Info: Associazione Diritto al Futurosede operativa c/o Ambiente e Futurovia per Sant’Alessio 87Monte San Quirico 55100
    (Lucca)cell. 338 2866215 Ufficio stampaTel. 349 7225825 – 328 2928437ufficiostampa@dirittoalfuturo.it

    Parte oggi la vertenza risarcitoria contro gli incentivi CIP 6 ( pagati da tutte/i noi nella bolletta elettrica) regalati a inceneritoristi e petrolieri per NoInceneritori.org
    http://www.noinceneritori.org
    Realizzata con Joomla!
    Generata: 19 March, 2009, 08:17
    bruciare rifiuti e residui violando le norme UE e producendo nocività, malattie e morti per cancro. Incentivi utilizzati anche per la non-gestione delle scorie radiottive e per tenere aperta la porta al nucleare italiano. Una iniziativa che contribuisce fattivamente alla
    lotta contro il carovita, contro la liberalizzazione (oligopolio; società miste pubblico/privato operanti nella logica delle società x azioni) di servizi, municipalizzate, sanità, scuola ed università; per la difesa dei beni indispensabili alla vita (acqua, terre, biodiversità, fonti energetiche).

    in allegato il comunicato stampa

    fabrizio bertini

    NoInceneritori.org

  3. Si possono risolvere tutte le diatribe riguardo gli inceneritori adottando un nuovo sistema di smaltimento finale dei r.s.u.,brevettato, che non inquina assolutamente, di facile realizzazione ed economico.
    Consiste,nell’incorporare i rifiuti in blocchi di cemento,con misure e forme adattabili per numerosi impieghi.
    L’impiego che ritengo più urgente è la messa in sicurezza di molti siti a rischio idrogeologico,che abbondano nel nostro paese.
    Così i comuni potranno risparmiare nella soluzione smaltimento dei r.s.u. e prevenzione catastrofi ambientali e risolvere in economia altri numerosi problemi con l’impiego dei blocchi suddetti.
    Posso essere più preciso in merito a quanto sopra, con chi ne sia interessato.

    aldocannavo@fastwebmail.it

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