Soffia vento gelido..


Sulla fattibilità e convenienza economica delle centrali nucleari, si intende.
Parliamo della famosa Centrale EPR di Olkiluoto, in Finlandia (European Pressurized Reactor – Reattore Europeo ad acqua pressurizzata), portata sovente come esempio dai fautori della nuova rivoluzione energetica (che vedrebbe il ritorno in pompa magna dell’ingegno italiano nell’industria nucleare).
Tale centrale, approvata dal governo finlandese nel 2001, è stata cominciata ad essere costruita nel 2005, con un costo preventivato di 4 miliardi di dollari (circa 2.85 miliardi di euro al cambio attuale).
Da allora si sono susseguiti ritardi e contrattempi, che hanno alquanto innervosito il governo locale, che ha visto sempre più lievitare i costi e sempre più allontanarsi l’accensione della centrale (inizialmente prevista per il 2009).
Areva, la multinazionale francese che ha in cura il progetto ha dovuto ammettere che non si vedrà nulla prima del 2012, ben quattro anni dopo la data prevista, e che i costi sono lievitati sino a ben 8 miliardi di dollari (pari a 5,71 miliardi di euro) cioè il doppio di quanto inizialmente preventivato ai finlandesi, come raccontato dal New York Times (http://www.nytimes.com/2009/05/29/business/energy-environment/29nuke.html).

Anche il progetto di una seconda centrale nucleare sullo stesso modello di quella finlandese (a Flamanville, in Francia) è fortemente in ritardo e ha già “sforato” il budget iniziale.
Si capiscono bene le intenzioni della Areva, o della Siemens, che vogliono a tutti i costi cercare ossigeno per sopravvivere, dopo che in patria (pre la francese Areva) non viene costruito un nuovo reattore dal 1999. E quindi si cercano aquirenti un pò dappertutto, anche in Italia, dove qualche tempo fa è stato firmato il mirabolante Memorandum of Understanding tra governo italiano e francese, che dovrebbe rappresentare la prima pietra del nuovo splendente futuro energetico italiota, ma che con tutta probabilità finirà per rappresentare la solita speculazione industriale. Tutto questo senza minimamente considerare se l’energia nucleare convenga o no, e senza interrogarsi sulle reali disponibilità di uranio (materia prima indispensabile per produrre energia tramite centrali nucleari) nel mondo, e senza considerare gli altissimi costi di smaltimento, bonifica e decommissioning (lo smantellamento della centrale alla fine del suo ciclo di vita).

Per chi volesse ulteriori informazioni sulle prospettive del nucleare nel mondo, consigliamo un libro, in inglese, ma molto completo. Lo potete scaricare da qui!, gratuitamente. L’autore è David Fleming.

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Informazioni su Francesco Giusto

Fotografo amatoriale compulsivo. Socialmente pericoloso con una reflex tra le mani. classe '83

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