Ecco la risposta dell’ILVA alla mobilitazione cittadina del 28.11.2009

Riceviamo e con piacere pubblichiamo:

Ecco la risposta dell’ILVA alla mobilitazione cittadina del 28.11.2009 sintetizzata in 3 fotogrammi scattati questa mattina, Domenica 29.11.2009, da alcune zone del Rione Tamburi. Diossina, IPA e PCB filtrati dall’urea? Chi ce lo può confermare? Io sono scettico. In un mio messaggio precedente sulla violazione dei diritti umani inviata a quanti sono in prima linea per creare una nuova coscienza sociale a Taranto, vergognosamente ostacolati da padroni e politicanti faccendieri, ignoranti e spregiudicati, ho parlato di “delitto colposo con colpa cosciente. L’ILVA deve chiudere e subito, quanto meno la zona a caldo. E poichè “Il Sindaco è l’organo responsabile dell’amministrazione comunale ed è legittimato, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 50 D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, ad emanare ordinanze contingibili ed urgenti in presenza o meglio per far fronte ad un pericolo imminente ed attuale” Non solo, ma “in alcuni casi, il comma 8 dell’articolo 54 del d.lgs 267/2000 individua anche il Prefetto come organo statale competente ad emanare ordinanze contingibili ed urgenti. Ciò può avvenire quando il Sindaco omette di adottare tali ordinanze e così la legge accorda all’autorità Prefettizia il potere sostitutivo attraverso la nomina di un commissario che agisce, in forma diretta ed a spese dell’ente, per l’adempimento delle funzioni stesse.  Il capo dell’amministrazione comunale è legittimato ad emanare ordinanze contingibili ed urgenti in materia di inquinamento ambientale. Infatti, egli, anche in presenza di norme specifiche in materia di inquinamento, conserva i poteri di cui all’articolo 13, comma 2°, della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Questo sta a significare che il Sindaco, legittimamente, può ordinare, dove esistano specifici pericoli per la salute pubblica che impongono interventi immediati, la cessazione di attività lavorative nocive e dannose per la salute pubblica; il tutto, finché non siano stati adottati gli strumenti ed i meccanismi idonei ad eliminare la predetta situazione e ripristinare, così, lo status quo ante.”

Ciò premesso, i tarantini non dovrebbero neppure aspettare il referendum, per salvare ciò che è possibile salvare della propria vita ormai compromessa, ma basterebbe l’azione congiunta del Sindaco, del Prefetto, della Provincia (sic!) e soprattutto della Magistratura, supportati, se necessario, da appropriati contingenti di forze dell’ordine. A Genova e a Bagnoli non fu necessario ricorrere a mezzi persuasivi particolari per l’applicazione delle leggi e dei provvedimenti successivi alla chiusura di quegli strumenti di massacro. Tanto più che l’area a caldo di Cornigliano fu regalata ai tarantini e all’intera Puglia, affinchè il Dominatore continuasse comodamente a lucrare e arricchirsi sulla pelle degli inermi cittadini di Taranto, strumentalizzando il lavoro con l’appoggio di politicanti e faccendieri eletti dal popolo stesso puntualmente tradito.
E’ bene rinforzare l’azione comune di comitati e associazioni ambientaliste possibilmente con un incontro da coordinare al più presto, affinchè la marcia del 28.11.2009 non resti lettera morta.
 
Prof. Luigi GIANCIPOLI

I TARANTINI SONO INFORMATI…..

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Sono una persona concreta e decisa. Mi piace la scienze. Ho iniziato per piacere personale a creare oggetti fatti a mano e ora è una delle mie passioni e chissà che non posso diventare qualcosa di più. Sono creativa e desiderosa di fare, molto sensibile e generosa(a volte troppo) Faccio tutto con entusiasmo. Adoro viaggiare e il mare. Mi piace la musica, un po' tutta.

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