San Raffaele del Mediterraneo: quanti dubbi per il consiglio comunale!

Lunedì 11 Gennaio 2010 si è svolto il consiglio comunale per approvare la variante al piano regolatore e permettere alla Fintecna di costruire 250 alloggi nel quartiere Paolo VI in cambio della cessione di un terreno al  Comune di Taranto sul quale, ipoteticamente, verrà costruito il San Raffaele del Mediterraneo. Il consiglio comunale, durato 7 ore (!), si è trasformato nell’occasione, per molti consiglieri, di esprimere il proprio parere in merito al progetto e alle modifiche alla sanità locale che esso comporterebbe. A detta di molti consiglieri un consiglio comunale monotematico, piuttosto che un incontro con i responsabili regionali, non si è svolto prima che l’amministrazione regionale firmasse l’ accordo con la fondazione di Don Verzè difatto senza chiedere il parere dell’amministrazione di Taranto.

Un punto all’ordine del giorno, presentato dai 3 consiglieri della maggioranza Voccoli, Basile e Pugliese, chiedeva un rinvio della discussione per aver modo di affrontare la questione sanitaria prima di approvare una delibera al piano regolatore che, indipendentemente dalla costruzione o meno della nuova struttura ospedaliera, sarà concessa. Infatti è alquanto singolare che questa modifica del piano regolatore, così come è poi stata approvata, sia definitiva e non vincolata alla costruzione del San Raffaele del Mediterraneo che per ora è solo un progetto sulla carta.

Il consiglio comunale ha espresso parere negativo a tale rinvio inquanto il  Comune di Taranto, nella figura del sindaco Stefàno, aveva garantito all’amministrazione regionale una risposta in tal senso entro il 15 Gennaio. Non è risultato però chiaro se fosse solo una promessa informale o si fosse vincolati dalla perdita di eventuali finanziamenti…Si è quindi passati a discutere della variante e non solo. Molti consiglieri hanno espresso le loro perplessità soprattutto in relazione al reperimento dei fondi economici per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero poiché si sa che l’investimento complessivo sarà pari a 210 milioni di euro di cui 80 milioni a testa dovrebbero garantirli Regione e Governo e 50 la fondazione di Don Verzè. Nessuno dei 3 soggetti in capo ha, ad oggi, garantito la copertura di tale somma.

Un’altra presunta irregolarità evidenziata da alcuni consiglieri è l’assenza di una gara di qualsivoglia tipo per stabilire chi avrebbe gestito il nuovo ospedale.  Ci sono in tutta Italia e nel mondo diversi esempi di eccellenza: perché far ricadere la scelta sulla Fondazione di Don Verzè? Sono state analizzate altre possibilità? Se si, da chi? Con quali risultati? Un procedimento inusuale per l’amministrazione pubblica che, da che mondo è mondo, procede sulla base di concorsi e gare d’appalto.

Entrando nel merito del progetto poi, molti sono stati i dubbi relativi al futuro delle attuali due strutture, l’ospedale SS.Annunziata e il G.Moscati, che verrebbero chiuse e riconvertite ad altre funzioni non necessariamente correlate alla sanità. Per molti consiglieri questo progetto, così come strutturato, farebbe di Taranto la prima città in Italia a non avere un ospedale pubblico privatizzando, di fatto, la sanità locale. E’ vero che l’ospedale sarebbe a gestione mista pubblico-privata ma l’accordo fra le parti prevede che la direzione sanitaria sia decisa dai privati per i primi 3 anni. Altro nodo cruciale è stato l’ubicazione scelta, al Quartiere Paolo VI, che risulterebbe inadatta per i paesi più lontani come Talsano, Lama e San Vito. I tempi di percorrenza delle ambulanze, in caso di emergenze quali ictus o infarti, ad esempio, potrebbero risultare eccessivi e mettere a rischio la vita dei pazienti. Il vice sindaco Cervellera ci ha tenuto a specificare che si sta provvedendo a una modifica anche per quel che riguarda le strade e alla costruzione di nuovi collegamenti che consentirebbero una riduzione dei tempi di percorrenza. Le perplessità restano poiché non essendoci ancora tali collegamenti l’efficacia è tutta da dimostrare e le distanze, oggettivamente, restano lunghe. E’ noto ad esempio che spesso sul Ponte Punta Penna si formino lunghe code che di certo in caso di emergenza sarebbero un vero problema. Alcuni consiglieri hanno sottolineato come sia necessario che il  Comune di Taranto venga maggiormente ascoltato dall’amministrazione regionale e che all’interno della fondazione che si andrebbe a costituire per gestire il San Raffaele sia necessaria anche una partecipazione diretta del  Comune di Taranto che l’accordo di programma non prevede. Inoltre è stato da più parti chiesto un incontro tra il Sindaco e il Governo centrale per chiedere la concessione in forma gratuita dei terreni necessari visto il “debito” che lo Stato ha nei confronti di questa città per tutto quello che essa ha dato da quando l’industria pesante si è qui insediata per mano dello stesso Stato.

Interessante è stato apprendere che vi sarebbe, in caso di approvazione del progetto e reperimento dei fondi, una riduzione dei posti letto di 76 unità. Questo è alquanto singolare se si considera che l’obiettivo di questo ospedale è quello di farne polo d’eccellenza del Mediterraneo tutto e non solo di Taranto. Se già gli attuali posti letto sono insufficienti per la popolazione locale ci si chiede come potranno essere accettate prenotazioni dal resto del territorio senza ledere le esigenze dei tarantini. Specie in una città dove l’aumento delle patologie, a causa del forte inquinamento, è in costante crescita e si dovrebbe tendere verso un aumento dei posti letto, non certo verso una riduzione.

Non è ancora chiaro se tutto il personale attualmente impiegato nei 2 ospedali già presenti in città sarà reimpiegato nel nuovo ospedale. L’ordine dei medici, nella figura del Dott. Nume, si è lamentato del mancato coinvolgimento dei responsabili della sanità locale e la stessa cosa ha fatto l’ordine degli architetti. La decisione insomma è venuta dall’alto, dalla Regione.

Il sindaco ha fatto un accorato appello affinchè il consiglio comunale deliberasse per cogliere questa occasione di far pervenire 210 milioni di euro a Taranto e ha sottolineato che bisogna procedere alla posa della prima pietra in tempi brevi. Il consigliere Basile ha fatto notare al sindaco che forse, prima di pensare alla posa della prima pietra, bisognerebbe accertarsi che vi sia la posa dell’ultima perché non è affatto certo che i soldi necessari saranno stanziati, e per intero, e si corre il rischio di assecondare quella che potrebbe semplicemente essere una manovra elettorale in vista delle elezioni regionali. Oltretutto prima di approvare una qualsivoglia cosa, in tutta fretta, sarebbe il caso di valutarne l’impatto sul territorio, i vantaggi e gli svantaggi. Cogliere le opportunità è giusto, ma sempre nei tempi giusti e dopo le dovute valutazioni e il doveroso confronto con tutte le parti.

Con l’approvazione della variante al piano regolatore il primo passo verso la costruzione di questo nuovo ospedale è stato fatto dal Comune di Taranto ma, la realizzazione di questo ospedale, per ora, pare ancora lontana e visti i tanti dubbi viene da dire: PER FORTUNA!

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Sono una persona concreta e decisa. Mi piace la scienze. Ho iniziato per piacere personale a creare oggetti fatti a mano e ora è una delle mie passioni e chissà che non posso diventare qualcosa di più. Sono creativa e desiderosa di fare, molto sensibile e generosa(a volte troppo) Faccio tutto con entusiasmo. Adoro viaggiare e il mare. Mi piace la musica, un po' tutta.

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