NECESSITAS NON HABET LEGEM

Il titolo di questa comunicazione si riferisce, a mio parere, all’azione che il Sindaco di Taranto dovrebbe compiere attraverso un provvedimento, che si prefigga lo scopo, la finalità di soddisfare un’esigenza che non può essere fronteggiata con i mezzi ordinari apprestati dall’ordinamento giuridico: l’immediata chiusura della zona a caldo dell’ILVA, responsabile della distruzione dell’ecosistema jonico e della condanna a morte prematura di migliaia di cittadini di Taranto e provincia, nonchè della mutazione genetica da diossine, benzoapirene e metalli, che incombe sulle prospettive di vita delle future generazioni. Noi, purtroppo, sappiamo già che questo indifferibile atto di giustizia nei confronti della comunità jonica e persino verso i circa 3000 tarantini, che operano nella fabbrica della morte non avverrà. In nome e per conto di quei posti di lavoro, ben pochi in verità  rispetto ai 100.000 disoccupati giovani e meno giovani, che si disperano inutilmente e per le altre sottintese ragioni di carattere politico-sindacale, la nostra beneamata amministrazione comunale, con aria disincantata di fronte alla spregiudicata condotta dei responsabili dell’ILVA, vergognosamente fiancheggiati dai soliti poteri forti, resterà a tavolino per studiare il modo di operare la cosiddetta “riconversione industriale” e “rivitalizzare la dissestata economia locale” attraverso la messa in pratica di “scientifici e spettacolari programmi”, come il vergognoso aumento delle tariffe dei parcheggi, per depredare le tasche dei cittadini e affossare ancora di più il commercio locale, l’aggressività nell’erogare multe in città agli automobilisti che si disperano per un posto auto, la rinuncia a riportare alla luce l’Anfiteatro Magno Greco, sepolto da qualche tonnellata di bitume per una trentina di posti auto ( Bari ha 3 o 4 Silos per il parcheggio delle auto! ) e così via. Tutto questo in barba ai programmi sbandierati durante le campagne elettorali e rimasti lettera morta, come l’impulso all’industria del turismo per ridurre significativamente la disoccupazione, la valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio storico di Taranto, una corretta politica edilizia, il riappropriarsi con energici atti concreti delle immense aree ancora nelle mani della marina militare, l’abbattimento dell’indecoroso muraglione di via Pitagora e via Cugini, per dare “nuova linfa vitale” alla città strangolata da oltre un secolo, la costruzione di un teatro comunale che promuova cultura, la realizzazione di una “città metropolitana”, che porti Taranto al passo con i tempi,  l’adeguamento dello Stadio Jacovone a quelle che dovrebbero essere le esigenze di una città di 200.000 abitanti, costretta da sempre a vivacchiare nelle serie inferiori del Calcio, e tante altre “promesse di marinaio”, per carpire voti ai cittadini. Questo è il vero volto dei nostri amministratori i quali, vedrete, faranno follie per essere rieletti quando giungerà il momento, come taluni attuali candidati alle regionali che, cavalcando la tigre dell’ambientalismo, beffano le stesse associazioni ambientaliste, che sono le vere protagoniste della protezione civile e rischiano anche le ritorsioni dei servi del potere. Mi pare logico, a questo punto, suggerire che a nulla valgono i sacrifici se non si mette, come si suol dire, “penna in carta” denunciando tutte le malefatte che si possono documentare alla magistratura e all’Unione Europea, che “ha messo nel mirino l’Italia e l’ILVA” sul tema ambientale, a causa della latitanza dei dati del 2008 e logicamente dell’ancor troppo vicino 2009, sulle emissioni dell’ILVA. Gli allucinanti fotogrammi allegati dimostrano ancora una volta, posto che ve ne fosse bisogno, che l’ILVA, almeno per quanto riguarda l’area a caldo, non potrà mai essere compatibile con Taranto, in quanto trovasi all’interno della stessa città, senza alcun rispetto della distanza di sicurezza. Continuare a parlare, quindi, di migliore tecnologia possibile per ridurre le emissioni o di impatto ambientale zero fa soltanto ridere o piangere, a seconda dei casi. Sarebbe come dire ai tarantini: “morirete in vent’anni, anzichè in dieci”. Una, due, dieci denunce al giorno, pertanto, qualora fosse necessario e esercitare le dovute pressioni su Sindaco, Prefetto, Provincia, Regione, Magistratura e “dulcis in fundo” Corte di Giustizia dell’Aja, se necessario. Non penso vi siano soluzioni diverse. Mi permetto, comunque, di ricordare che questa dura battaglia è già in atto da chi sostiene l’inevitabilità di tale situazione, suffragata da dati scientifici incontrovertibili, come potete vedere collegandovi col sito sottostante.
Cordiali saluti.
Prof. Luigi Giancipoli
Sostenitore del Referendum
 

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Informazioni su letaizia

Sono una persona concreta e decisa. Mi piace la scienze. Ho iniziato per piacere personale a creare oggetti fatti a mano e ora è una delle mie passioni e chissà che non posso diventare qualcosa di più. Sono creativa e desiderosa di fare, molto sensibile e generosa(a volte troppo) Faccio tutto con entusiasmo. Adoro viaggiare e il mare. Mi piace la musica, un po' tutta.

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