Tutela dei beni storici di Taranto? Un optional!

Ci è giunta dall’architetto Nevio Conte una segnalazione. E’ stata ordinata la demolizione della Masseria Solito, sita nel Quartiere Tre-Carrare Battisti. Nel 2008 lo stesso architetro scrisse questo appello:

Cara, Vecchia “Masseria SOLITO” devi sapere che : il SILENZIO … NUOCE gravemente !!!

E tipico della nostra Città… determinati argomenti si preferiscono ignorare, tacere, far passare nel dimenticatoio;  poi…quanto meno te l’aspetti, ecco che si può benissimo ritentare eventuali colpi andati a male in precedenza.

Purtroppo e…nuovamente, atteso il cartello “VENDESI” recentemente apposto sul Muro di Cinta, al Quartiere Tre Carrare si rincorrono preoccupate e preoccupanti voci inerenti la possibile demolizione del Manufatto noto come “MASSERIA SOLITO” sita alla via Plateja.

Si ricorderà che ai primi di Gennaio 2004, l’Osservatorio ed il Comitato GIUSTATARANTO avviarono una raccolta FIRME per cercare di sottrarre detto “Monumento Cittadino” ad una fine ignobile quanto ingloriosa.

Copia delle centinaia di FIRME raccolte furono protocollate presso le segreterie di Palazzo di Città, del Difensore Civico e della locale Sovrintendenza; solo il prof. Guadagnolo ha ritenuto sollecitare il Soprintendente ad intervenire per apporre alla stessa quantomeno il “VINCOLO STORICO”.

Però, se a distanza di poco tempo ci si riprova… vuol dire che a nulla son valse le sollecitazioni del Difensore Civico, ma soprattutto le centinaia di FIRME dei cittadini che hanno aderito con grande interesse alla petizione popolare.

Se ancora una volta si ritenta il colpaccio vuol significare che il Sindaco non ha inteso sospendere ogni e qualsiasi atto inerente l’inopinata – insana richiesta di demolizione; ancor peggio, significa che la Sovrintendenza non ha ritenuto considerare la possibilità di inserire il manufatto nell’elenco dei beni da sottoporre a TUTELA … quantomeno “STORICA”.

E così, a cuor leggero, senza porsi …”il minimo dubbio di liceità”… si ritenta il colpo maldestro ritenendo possibile eliminare a mezzo demolizione un “pezzo di storia” cittadino.

E sì cari concittadini questa è l’attenzione, la sensibilità che si riesce ad esprimere a Taranto… dunque non ci meravigliamo se senza soluzione di continuità ci ritroviamo a soccombere ed a grattare il “fondo classifica” delle annuali graduatorie.

A cosa serve sprecare parole e paroloni inerenti …il GRANDE SALENTO… cos’altro potremo mai porre sul piatto della bilancia… se non i soliti “Voli Pindarici” che ci vedono primeggiare sempre e comunque… per cosa ed in cosa ci potremo mai proporre se – come ampiamente dimostrato con la pubblicazione del CALENDARIO degli orr…”ORI” di Taranto non abbiamo eliminato… anzi peggio… vogliamo ignorare quelle che realmente sono le “Nostre Miserie”.

A nulla sono valsi gli appelli di consiglieri, comitati, semplici cittadini intervenuti per chiedere alle istituzioni preposte un intervento autoritario per fermare la scriteriata richiesta di demolizione della “Masseria SOLITO”, avanzata dagli attuali proprietari… per procedere alla realizzazione di un fabbricato per civile abitazione.

Preoccupa oltremodo ed altresì il silenzio della Circoscrizione, è questa l’attenzione che rivolge al proprio territorio?

Cosa dire poi della Sovrintendenza…… atteso che compito precipuo della stessa è censire “puntualmente” il patrimonio storico – artistico e provvederne alla conservazione fisica.

Chi dovrebbe sennò ed altrimenti provvedere a tutelare i beni “storici”… quanto meno quelli “DATATI”?

Evitiamo che si commetta un “crimine” nei confronti di un “gioiello cittadino”, che anche a non voler considerare tale… rimane pur sempre un … “vecchio manufatto” … di rilevante interesse storico cui prestare “rispetto”, soprattutto la “giusta attenzione”.

Sito a poche decine di metri dalla “Cripta del Redentore” (altro sito archeologico di rilevante interesse “storico – artistico “ finito nel dimenticatoio…. di una Città distratta e disattenta ……. Per non dire altro.

Il complesso edilizio oggi noto come  < Masseria Solito >  le cui tracce risalgono agli inizi del 1600, è fuor di dubbio un bene “storico – culturale” per Taranto, e come tale riteniamo che l’ultimo atto che può riguardarla sia proprio “la demolizione”.

A distanza di pochi mesi dalla tenta demolizione fortunosamente sventata, nuovamente inquietanti ed allarmanti voci avvolgono un manufatto del quale forse …non si è ancora riusciti a comprendere per lo meno il “valore storico”.

Già nel 1996 era stato chiesto – senza successo alcuno – l’intervento del Sindaco e della Soprintendenza a protezione-tutela dello “storico reperto”, atteso che come ribadito all’art.10 del recente Codice dei beni culturali, lo stesso è piuttosto un bene da tutelare, anche nel caso in cui non sia stato fatto oggetto di “procedimento di dichiarazione di interesse culturale” da parte della Soprintendenza. Chiaro che c’è sempre tempo…… ammesso che nel frattempo, nell’assoluto silenzio di una Città … in tutt’altre faccende affaccendata … non accada l’irreparabile…., non intervenga “improvvisa e prepotente la demolizione”.

Si auspica che la locale Sovrintendenza, in più occasioni – accoratamente adita – vorrà quanto prima assumere le iniziative di propria specifica competenza, atteso che:  “sono beni culturali oggetto di tutela” : < le tipologie di architettura rurale aventi interesse storico od etnoantropologico quali testimonianze dell’economia rurale tradizionale >.

Appare dunque e tra l’altro assolutamente inspiegabile che, si continui ad ignorare quanto disposto dal successivo art.. 21 … “sono subordinati ad autorizzazione del Ministero”:

a) la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione…

L’Osservatorio sulla Legalità, nel ritenere che sia quanto mai opportuno garantire l’incolumità dell’intera struttura – rigettando ed azzerando ogni e qualsiasi progetto di demolizione – invita il Soprintendente  ad intervenire per ” imporre d’ufficio” gli interventi conservativi previsti dall’art.33 del Codice dei beni culturali – interventi conservativi che si possono agevolmente realizzare atteso tra l’altro la possibilità del concorso pubblico alle relative spese.

L’Osservatorio sulla Legalità nel rivolgere nuovamente appello agli ARCHITETTI ed a quant’altri interessati alla tutela dei Beni Cittadini… nell’auspicare che si proceda piuttosto ad un recupero funzionale destinandola ad utilizzo socio – culturale,

                                                                                                C H I E D E

A chiunque ritenga poterlo fare, di intervenire per sospendere ogni e qualsiasi atto inerente l’inopinata – insana richiesta di demolizione.

Taranto li, 26.09.08                                                             il presidente arch. Nevio CONTE

E’ possibile che in questa città per mero interesse economico(pare che i proprietari vogliano costruirci un palazzo) si possa abbattere un edificio storico del 1600?!? Qui dovremmo valorizzare i beni storici per creare un’alternativa alla grande industria e invece…Chi ci aiuta a far qualcosa?!?

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Informazioni su letaizia

Sono una persona concreta e decisa. Mi piace la scienze. Ho iniziato per piacere personale a creare oggetti fatti a mano e ora è una delle mie passioni e chissà che non posso diventare qualcosa di più. Sono creativa e desiderosa di fare, molto sensibile e generosa(a volte troppo) Faccio tutto con entusiasmo. Adoro viaggiare e il mare. Mi piace la musica, un po' tutta.

3 thoughts on “Tutela dei beni storici di Taranto? Un optional!

  1. Vi posso suggerire per il momento una prima forma di azione ad elevata efficacia nell’ immediato:
    contattare subito Fabio & Mingo e far fare un bel servizio a Striscia la Notizia sulla storia della masseria in questione con intervista all’ assessore ai beni architettonici, storici e culturali del comune di Taranto chiedendo ai responsabili della decisione di demolizione quali sono le motivazioni che li portano a trattare in questo modo i beni storici della città.
    E’ secondo me il modo più immediato per ottenere subito dei risultati di sensibilizzazione dell’ opinione pubblica (ma il servizio deve essere fatto in modo da far risaltare lo scempio che viene compiuto da sciagurati amministratori della cosa pubblica ai danni del patrimonio di tutti i cittadini di Taranto dopo le ben note vicende della amministrazione di quella lurida porca della Rossana Di Bello).
    A proposito, cari i miei tarantini con le fette di prosciutto sugli occhi: la Di Bello non l’ avete ancora bruciata viva ?????

  2. Fatto! Buona idea!
    La Di Bello?!? Passeggia tranquillamente per le vie del centro lavorando anche nelle sue gioiellerie e nessuno le fa niente…C’è da dire che lei ci ha dato il colpo di grazia ma il magna magna risale a molto prima, secondo me…Fosse per me brucerei l’intera classe politica degli ultimi 50 anni…

  3. Ciao a tutti, credo che il povero cittadino, ancora una volta rimane relegato a spettatore pagante, ma senza diritto di espressione e di opinione. I nostri amministratori sono strafottenti verso gli interessi dei cittadini figuriamoci verso gli interessi storico culturali o paesaggistici della nostra bella città. Un giorno mi piacerebbe vedere la scuola edile, le associazioni più blasonate (tipo quella degli architetti), farsi carico della storia cittadina e perchè no di qualche lavoro, ahimè gratuito, per evitare ad esempio il crollo della masseria solito. Il cittadino potrebbe fare una colletta popolare, ma questo accade quando si ama una città e io credo che invece l’unico pensiero è quello di fare una bella colata di cemento, alzare più piani possibile e . . . . . magari senza i dovuti permessi. Chi è disposto a dare l’esempio? Meditate associazioni perchè alla fine avrete il plauso della cittadinanza e credo anche un seguito politico affettivo che nel tempo vi farà recuperare le spese sostenute.

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