Esplosione all’Enipower di Taranto a neppure un mese dall’incendio

Il 12 Marzo 2010 c’è stato un incendio all’Enipower di Taranto. Bene, si fa per dire…Questa notte siamo andati oltre con una bella esplosione che ha svegliato in piena notte mezza città.

Raffineria Eni di Taranto

I tarantini stanotte sono stati svegliati dal boato di una esplosione che si è verificata all’interno della raffineria Eni. Secondo i primi accertamenti non vi sarebbero stati feriti e si sarebbe trattato di una esplosione di lieve entità in una tubatura che trasporta greggio. Molte le telefonate ai vigili del fuoco di quanti hanno denunciato cosa avevano sentito. E’ il secondo incidente nel giro di qualche mese nello stabilimento del capoluogo jonico. Lo scorso incidente è accaduto il 12 marzo quando una fuoriuscita di cherosene allo stato gassoso ha provocato un incendio all’interno di uno dei collettori adibiti al trasporto del gas fino agli impianti di raffreddamento. In quel caso i danni alle strutture sono stati particolarmente ingenti. Fortunatamente anche a marzo non c’è stato alcun ferito.

Fonte: http://www.antennasud.com/sezioni/news/cronaca/taranto-esplosione-nella-raffineria-eni/

Esplosione all’Eni a un mese dall’incendio!!!
Dobbiamo aspettare ci scappi il morto? Dobbiamo credere che non siano state conseguenze per il territorio e per la nostra salute? L’ultima volta che ci hanno rassicurati, neppure un mese fa, c’è stata una pioggia di petrolio sul Quartiere Tamburi come testimoniano le immagini qui sotto che scattammo quella volta. Stiamo ancora aspettando i risultati dei rilievi degli enti addetti al controllo per quell’incendio…Quando capiranno che quell’area industriale a ridosso delle nostre case NON PUO’ ESISTERE? QUANDO?



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Sono una persona concreta e decisa. Mi piace la scienze. Ho iniziato per piacere personale a creare oggetti fatti a mano e ora è una delle mie passioni e chissà che non posso diventare qualcosa di più. Sono creativa e desiderosa di fare, molto sensibile e generosa(a volte troppo) Faccio tutto con entusiasmo. Adoro viaggiare e il mare. Mi piace la musica, un po' tutta.

10 thoughts on “Esplosione all’Enipower di Taranto a neppure un mese dall’incendio

  1. Ma tutti questi ” incidenti ” non saranno dovuti ( anche …) all’obsolescenza degli impianti ? Dal 1960 ad oggi ne sono successe di cose. . . . . . .

  2. Certo che si…Alle volte mi viene il dubbio che siano incidenti organizzati per convincere l’opinione pubblica che è necessario cambiare gli impianti…Questo comporterebbe però il famoso raddoppio che noi non vogliamo…un ricatto insomma: volete che queste cose non accadano più? Bene, noi cambiamo gli impianti se ci fare raddoppiare….Devono ammodernarsi senza raddoppio!!! Anzi, se ne devono proprio andare da qui!!! L’energia che producono loro la possiamo compensare riempiendo la città di pannelli solari, creando posti di lavoro ed energia pulita!!!!

  3. Devo dire che sono tutti in cerca di soldi facili vero??? Anzichè buttare fango sulla grande industria, cerchiamo di trovare una valida alternativa al polo industriale (nuovi posti di lavoro). Solo così ci possiam sbarazzare di tale “male”. Sono anni che si parla di inquinamento, ma nessuno, e dico MAI nessuno ha preso una vera iniziativa… solo parole da politici privi di spina dorsale… svegliatevi…!!!!!!!!!

  4. Ma ti aspetti che le alternative le creino i cittadini? Oppure che qualche imprenditore rischi i propri soldi in una città con questo panorama in ingresso? Io per prima qui non investirei un euro perchè sò bene che qui lo perderei, per come stanno ora le cose. Se i nostri politici non si decidono a progettare la riconversione, visto che ne hanno la forza economica e non solo, stiamo freschi! Se non chiudono quei mostri investitori da fuori(o anche da qui) non ne vedremo spuntare. Quei pochi che ci sono fanno mille sacrifici, non ricevono alcuni aiuto e alla fine devono arrendersi…E’ inutile sperare che la transizione sia semplice. Dovremo fare dei sacrifici, ci aspettano tempi duri….Ma la salute deve essere al primo posto!!! Finchè i tarantini non si ficcano questo nel cervello, non abbiamo speranze!!! Qui si vuole tutto e subito…Mission Impossible!!!

  5. Il fatto che se ne devono andare è certo tutto dipende da voi e da come intendete affrontare la situazione.La soluzione esiste per riprenderci la nostra città, necessita una riunione monotematica .Sono certo di dimostrarvi senza ombra di dubbio che la soluzione è a portata di mano e converrete con me a seguire la linea che bisogna intraprendere, senza tralasciare la lotta attualmente portata avanti.Confido che organizziate una riunione inerente al dafarsi. ciao nicola

  6. il raddoppio è l’unica soluzione all’evidente obsolescenza dell’impianto Eni. Inoltre è necessario il raddoppio per non bloccare il processo produttivo. Il raddoppio inoltre creerebbe moltissimi nuovi posti di lavoro muovendo anche la piccola industria locale. Ridicolo pensare di sostituire l’impianto con i pannelli solari. Anche creando un parco di pannelli grande come la raffineria non si raggiungerebbe mai la stessa produttività. I pannelli solari sono ancora imperfetti e disperdono più energia di quanta trattengono. Senza considerare che hanno bisogno di poca manutenzione mandando a casa migliaia di Tarantini. Ottimo risultato il 0 LTI (Lost Time Injuries). Il gruppo e la raffineria useranno l’esperienza di questi 2 incidenti come lesson learned per il futuro.

  7. …………….. e dire che a Civitavecchia, dove in tre anni sono morte 3 persone, è successo la fine del mondo, ovvero sciopero a oltranza, invettive e saette dal sindaco che vuole chiudere la centrale assasina, levate di scudi unanimi e convinte !!! Cavolo se analizzano quello che succede a Taranto ci iscrivono d’autorità nel gruppo dei kamikaze.
    Meditiamo, meditiamo per quando sarà il momento di dare il voto a qualcuno.
    Aldo

  8. Ragazzi vi invito a meditare seriamente sull’opportunità delle iniziative tese a far chiudere le aziende Tarantine. Con la nuova riforma federalista ogni Regione si sosterrà in funzione della capacità contributiva delle Aziende insite nel suo territorio. Per quanto concerne l’inquinamento e l’incidenza sulle neoplasie, vi sono siti industriali come in Giappone simili all’ILVA di Taranto, che con l’applicazione di opportune tecnologie, hanno ridotto le emissioni inquinanti quasi a zero. Basterebbe la volontà di applicarle, anziché incentivare l’industria farmaceutica sulla cura dei tumori. Poi dico una cosa: siccome i morti per incidenti di auto sono migliaia all’anno, in percentuali simili a quelle dei morti per tumori, che facciamo chiediamo di chiudere le fabbriche di auto, o incentiviamo sistemi di sicurezza per diminuire tali decessi? Detto dal Professor Veronesi, l’incidenza dei tumori da alimenti è pari al 30% del totale. Sono d’accordo con Nicola per la riunione

  9. Dovrebbero solo andare tutti in galera a marcire fino alla morte visto che a noi tarantini ci stanno facendo morire lentamente e di malattie atroci.

  10. ragazzi ci vogliamo svegliare??????abbiamo a disposizione tanti modi x fare informazione x sensibilizzare la gente,io purtroppo non sono a taranto,ma questo non significa che non ho lottato o che non continuerò a farlo!!!bisogna essere uniti se vogliamo cambiare le cose non è una cosa impossibile, la forza della gente supera qualsiasi ostacolo.Se vogliamo un futuro e loro non possono garantircelo beh toccherà a noi trovare un modo per prendercelo!!!basta piangersi addosso bisogna agire adesso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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