La pazienza è terminata da parecchio

Dear Ippazio,
il tempo passa e le cose si rimandano, o si fà finta di non sapere e di non avere il “Potere” di intervenire.
Ma quel “Potere” è anche e soprattutto un DOVERE!
Intanto tutti quanti possiamo, giorno dopo giorno, vedere nella sua inerzia un non so che di astratto, a volte vile, a volte vergognoso.
Si ricordi quello che disse prima della sua elezione, si ricordi le promesse sulla TUTELA DELLA SALUTE E DELL’AMBIENTE.
Abbia, sia pure solo per qualche giorno, un moto di orgoglio.
Ne abbiamo tanto bisogno.

Sindaco, non perda tempo

Risarcimento 2005: perché la richiesta non è ancora stata presentata?
Risarcimento 2010: Provincia e Comune, dobbiamo aspettare l’ultimo minuto?

Lo scorso 18 maggio il Consiglio Comunale approvò un ordine del giorno con il quale obbligava il Sindaco a presentare la richiesta di risarcimento all’Ilva, a nome della città, in virtù della condanna del 2005. Il tutto, ovviamente, entro i termini di prescrizione che scadranno il prossimo 23 ottobre. Da diverse settimane, stando a fonti ben informate, l’intero carteggio è stato predisposto dall’ufficio legale del Comune e servito sulla scrivania del primo cittadino. Cosa impedisca a Stefàno di apporre quell’ultima firma, però, non è dato saperlo. Il timore di qualche consigliere comunale è che, ancora una volta, da Palazzo di Città si voglia prendere tempo. La legge prevede, infatti, che basta una semplice lettera del Sindaco per interrompere i termini prescrittivi della sentenza. Una iniziativa di questo genere, ad esempio il 22 ottobre, permetterebbe un ulteriore rinvio della presentazione ufficiale della richiesta di risarcimento. Un provvedimento, però, che mal si concilierebbe con i vincoli imposti dall’ordine del giorno del Consiglio. Qualsiasi consigliere, per intenderci, il giorno dopo potrebbe recarsi in Procura e presentare un esposto per omissione di atti d’ufficio. Quello che probabilmente, a Palazzo di Città, non hanno ancora compreso, è che non si tratta di un atto dell’amministrazione e, dunque, soggetto a possibili rivisitazioni. Il ruolo discriminante del primo cittadino, in questo caso, è pressoché nullo. Si tratta, semplicemente, di dare seguito a quanto il Consiglio, in nome dei cittadini, impone. L’auspicio è che entro ottobre, non solo il Comune abbia presentato ogni atto relativo alla sentenza del 2005, ma abbia in mano anche quello relativo alla recente sentenza sulla cokeria. Pur essendo stato dichiarato prescritto il reato in sede penale, sul piano civile c’è tanto ancora da dire. Entro cinque anni, infatti, sia Comune che Provincia possono inserirsi nel processo chiedendo il relativo risarcimento economico. O forse anche in questo caso intendono aspettare quattro anni e sei mesi prima di istruire la pratica? Il tempo è denaro e non va sprecato.

Gianluca Coviello
g.coviello@tarantoggi.it

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