La gallina dalle uova d’oro

Sembra quasi di essere nei panni di quella gallina.
Produciamo ogni giorno reddito col nostro lavoro e poi ci spennano tutto tramite le tasse.
Ma perché siamo così spennati? A cosa servono le nostre uova? Lo so, lo sapete.
Tutti sappiamo che la gestione dello Stato ha dei costi e che questi, a seconda del settore da affrontare, variano al variare della complessità o importanza.
L’Italia ha programmato una spesa sanitaria di circa 106 Miliardi di euro per il 2010 di cui, tolti a vario titolo circa 3 Miliardi di euro, la parte restante viene divisa tra le regioni.
La Puglia ne beneficia per 6,8 Miliardi di euro (sarà così fino al 2012, sempre che intervenga sulla spesa sanitaria col “piano di rientro” per non subire una penalizzazione di 500 Milioni di euro).

E adesso vediamo come si sfrutta la gallina dalle uova d’oro…certo, quello che segue è solo uno dei tanti modi.
Esiste all’interno di un bosco, come già raccontato, nel comune di Acquaviva delle Fonti un centro ospedaliero particolare : si tratta di una Colonia Hanseniana, affidata in gestione all’Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale “F. Miulli”.
Nei mesi scorsi una denuncia anonima, riportata sulla stampa nazionale, ha messo in luce una situazione a dir poco vergognosa :
Tutta la politica della Colonia è stata improntata sempre a che il paziente, lungi dal risocializzarsi, dovesse rimanere il più possibile in Colonia per giustificare le sempre maggiori richieste fatte dal Miulli alla Regione Puglia nel passato come nel presente”.
Cerchiamo di chiarire meglio questa grave affermazione.
La colonia, visti i passi da gigante negli ultimi decenni fatti dalla scienza per la cura del morbo, dopo essere stata il centro di cura e degenza della temuta lebbra, a causa della drastica diminuzione di casi (in Italia circa 10 annui, di cui oltre l’80% di origine extracomunitaria) era ed è diventata praticamente una casa di riposo.
Gli hanseniani che sono presenti stabilmente nella colonia sono una ventina (persone anziane e con difficoltà di spostamento), a fronte di un ospedale di almeno 130 posti letto operativi. Un certo numero, circa 25, vengono identificati come degenti e fruiscono di periodi di permesso ed altri 40 sono sottoposti da esterni a monitoraggio trimestrale.
Sebbene questa sia la situazione, ciò è indifferente per l’erogazione di ingentissime somme per la gestione dei pazienti e per le loro necessità nella struttura.
Infatti esiste un sistema di copertura finanziaria del lebbrosario che viene chiamato “a forfait” per il quale il centro riceve un rimborso annuale indicizzato, appunto forfettario.  Si capisce benissimo che il valore da dare al forfait  si può “ampliare” tanti più sono i pazienti ricoverati e quindi tante più le loro necessità.
Si tratta di somme così elevate, almeno 6 Milioni di euro annui, che lasciano il dubbio di essere in presenza di un sistema organizzato per far si che le presenze nella colonia siano mantenute il più possibile alte.

Per iniziare parliamo del sussidio a favore degli hanseniani (circa 11600 euro annui) stabilito per legge , erogato a causa del pesante svantaggio sociale che la loro malattia provoca e che nel passato si tramutava in una vera e propria segregazione sociale.
Per migliorare la loro condizione sociale si è passati ad una gestione elastica del ricovero, poiché i pazienti possono allontanarsi dal reparto pur rimanendo”ricoverati”. Unico limite è posto con l’obbligo del rientro trimestrale per sottoporsi a controllo mediante lo striscio del muco e della cute. In mancanza di questo rientro all’hanseniano viene negata una certificazione valida ai fini della erogazione del sussidio, come stabilito dalla legge.
Se il principio del controllo, poteva essere valido fino agli inizi degli anni ’90, per contenere i rischi di contagio, adesso con le nuove terapie previste dall’OMS i pazienti hanno una regressione veloce dal morbo, mediamente in due anni sono negativi. Per cui la certificazione da rilasciare ogni tre mesi assume il valore di una garanzia di presenza nella struttura hanseniana, che fa numero e pazienti.
Insomma si tratta di soldi. Il sussidio spetterebbe agli hanseniani senza dover essere trattati da merce di scambio.
La lebbra, la malattia più antica del mondo riportata già nella Bibbia in una trentina di versetti, infatti rimane temuta e pericolosa nel nostro immaginario collettivo pur essendo non contagiosa (il 95% delle persone che entrano in contatto con un hanseniano non si ammalano poiché occorre esere geneticamente predisposti e vivere in condizioni disagiate : scarsa pulizia, scarso cibo e condizioni atmosferiche particolari).
E nella richiesta alla Regione dei milioni di euro per i malati sembra proprio ravvedersi uno scambio : io ti nascondo la paura e tu cacci i soldi.

Inoltre moltissimi degli hanseniani hanno vissuto all’interno del lebbrosario una porzione enorme della loro vita (ormai sono quasi tutti anziani) e hanno vere difficoltà ad affrontare un mondo che li ha emarginati e segregati.
Questa situazione è stata anche forzata, poiché ci sono testimonianze di hanseniani che pur potendo avere dei permessi per allontanarsi dalla colonia, sono stati vessati con vari sistemi : uno di questi era quello di condizionare il permesso ad un certo numero (ben 6) di “strisci” negativi consecutivi al bacillo di Hansen prima di poter ottenere la tanto sospirata “libertà”. Infatti non si deve pensare che queste persone fossero (e siano) senza affetti fuori dei recinti del Centro Nazionale Riabilitativo Hanseniano Miulli.
Un’altra forzatura sembra risiedere nell’obbligo (abbastanza recente) per i non residenti che avessero necessità di visite specialistiche, di ritornare in colonia per un minimo di 10/15 giorni al fine di ottenere le prenotazioni delle visite e per sottoporsi a tutta una serie di esami “routine”.
Strano vero? Il tutto per mantenere sempre un buon numero di “ospiti” e poter giustificare le ingenti somme richieste alla Regione? Forse.

La paura il pregiudizio, il fastidio e/o cos’altro (?) devono non avere soluzione. Sembra questa una delle tecniche per rendere corposo il malloppo : meno si sa meno rischi si corrono. Tutto deve rimanere nascosto ai nostri occhi, in modo tale da poter essere usato allo scopo della rischiesta di rimborso. Alto, molto alto.
E ogni tentativo di normalizzazione della malattia agli occhi della comunità, dell’opinione pubblica deve essere scongiurato.
Forse per questo motivo, come ricorda un hanseniano, una celebre presenza di un bambino hanseniano al cospetto dell’allora Presidente Pertini, causò al primario Quero l’allontanamento dalla colonia ?
Forse qualche paziente si sarà ribellato e avrà minacciato e/o fatto richieste : forse anche per questo vi è la presenza di diete strutturate con minimi di  3000 calorie giornaliere, senza distinguo tra obesi, ipertesi e diabetici ai quali occorrerebbero alimentazioni particolari e curate. La sovrabbondanza era motivo per giustificare le richieste esose alla Regione? O anche per favorire qualche micro-commercio di alimenti a “costo zero”?

Sorgono spontanee allora queste domande, a dir poco, impertinenti :
Ci domandiamo chi ha usato ed usa il pregiudizio della malattia per fare i soldi alle spalle di queste persone e con le nostre tasse?
Ci sono delle “sintonie” tra chi gestisce l’Ente Ecclesiasistico e chi rilascia il rimborso?
E i pazienti sono consci della loro “forza contrattuale”?

Delle nostre domande e dubbi decideranno i magistrati che si stanno occupando della denuncia della dipendente del “Miulli”.

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