Si scrive Acqua ma si legge Democrazia

Pubblichiamo volentieri una denuncia proveniente dal Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica sulla gestione dell’acqua misto pubblica, e sulle azioni vessatorie a cui devono sottostare i comuni messe in atto dalla parte privata. Guarda caso si tratta di una società “famosa” a livello internazionale : Veolia.

Bisignano : come far affogare un comune nei debiti (per l’acqua)

Il socio privato della società So.Ri.Cal. S.p.A. è la multinazionale francese Veolia, inopinatamente allontanata dalla gestione degli acquedotti parigini, nella sua terra di Francia.

E così la Calabria resta la terra di accoglienza degli “esuli” francesi e, si sa, per gli esuli la vita è sempre dura, ma i calabresi sono gente di cuore. Gli “esuli” francesi gestiscono i nostri acquedotti, ovviamente la parte buona, realizzando profitti ed utili ma soltanto perché sono “esuli”. La Regione Calabria, socio di maggioranza assoluta nella società mista So.Ri.Cal. S.p.A., contribuisce con anticipazioni milionarie ad alleviare la condizione di “esuli”. Ovviamente, uno può immaginare, la So.Ri.Cal. S.p.A. ricambierà l’accoglienza e l’ospitalità verso i calabresi, se non altro perché vive una condizione, quella dell’esilio dalla terra madre, che per i Calabresi, purtroppo, ha rappresentato e rappresenta la quotidianità.

Invece non è così, ma non per cattiva volontà, soltanto perché lo status di “esuli” comporta una continua ricerca di sicurezza anche in proiezione futura.
L’esempio di quanto accaduto nel Comune di Bisignano è, in tal senso, illuminante.
Questo Comune in provincia di Cosenza era divenuto debitore della società So.Ri.Cal. S.p.A.,  per la fornitura dell’acqua potabile della somma di euro 443.242,17 per il periodo 2005 – 2008. Somma che non riusciva a pagare per evidenti difficoltà di natura finanziaria, nonostante i cittadini abbiano provveduto al pagamento dei propri consumi idrici.

Si sa che i calabresi sono fra i cittadini più poveri dell’intera comunità europea ed i Comuni, soprattutto nell’enorme crisi che ci accompagna, hanno risorse molto esigue.

Lo status di “esuli”, evidentemente, induce però la So.Ri.Cal. S.p.A. a richiedere al Comune non solo il pagamento di quella somma ma anche euro 50.682,69 per interessi moratori.
Ovviamente il Comune di Bisignano non ha i soldi per pagare e così, in data 16.03.2009, chiede alla So.Ri.Cal. S.p.A. di poter estinguere il debito con un piano di rientro di 20 rate mensili a decorrere dal maggio 2009; chiede pure alla società di rinunciare alla pretesa degli interessi moratori e rivalutazione monetaria.

Gli “esuli” francesi in Calabria si dicono disponibili a concedere una dilazione nel pagamento a condizione, però, di sottoscrivere una nuova “Convenzione di Utenza”.

In data 27.04.2009 viene approvata e sottoscritta la nuova Convenzione che stabilisce il piano di rientro del debito pregresso di euro 443.242,17 da estinguersi in 20 rate mensili da euro 22.162,10 ciascuna; la decorrenza della prima rata è però spostata al maggio 2008.

Il Comune di Bisignano riesce a far fronte ai pagamenti, con ogni sforzo riferito ad una grave situazione di cassa, fino al 31.12.2008 non riuscendo, però, a garantire il pagamento degli importi alla società So.Ri.Cal. S.p.A. per tutto l’anno 2009. E adesso cosa succederà? Cosa faranno gli “esuli” francesi in Calabria?

Anzitutto, tanto per cominciare, la So.Ri.Cal. S.p.A. mette in mora il Comune di Bisignano richiedendo, tra l’altro, il pagamento dell’intero importo dovuto a tutto il 3° trimestre 2009, pari ad euro 504.955,69, in unica soluzione ed entro 15 giorni a datare dalla richiesta.

Il Comune di Bisignano, che ovviamente non ha quei soldi, fa probabilmente leva sullo status di “esuli” della società, pensando che il destino che accomuna i bisognosi in fondo è lo stesso.

Per questo, chiede alla società So.Ri.Cal. S.p.A. l’adozione di un nuovo piano di rientro dell’intero debito di euro 504.955,69 , proponendosi di estinguerlo in 15 rate mensili di euro 33.663,74 a decorrere da marzo 2010.

La risposta degli “esuli” francesi non tarda a venire e, forse a causa del proprio status, è sempre accompagnata dalla richiesta di una ulteriore “Convenzione di Utenza”.

La nuova Convenzione prevede l’estinzione del debito, che nel frattempo ha raggiunto la cifra di euro 514.551,67 , con una dilazione di 60 rate mensili di euro 8.575,86 cadauna con decorrenza da maggio del 2010 fino ad aprile del 2015.

Non si era sbagliato il Comune riguardo il destino che accomuna i bisognosi; sono stati generosi gli “esuli” francesi in Calabria… o forse no? Infatti nella Convenzione non è prevista solo la dilazione, ma pure il pagamento “in conto corrispettivi della fornitura corrente” di una cifra pari ad euro 1.441.020,00 da effettuarsi con 60 rate mensili di euro 24.017,00 ogni 10 del mese a decorrere da maggio 2010 e sino ad aprile 2015.

Ma non basta! La nuova Convenzione obbliga il Comune di Bisignano, in considerazione di tale piano di rientro, a pagare gli interessi legali, comunque ancora da definirsi, sulla parte del debito pregresso che risultava insoddisfatto dopo le prime 48 rate e nell’ammontare pari ad euro 102.910,33, a partire dalla 49a rata scadente il 10 maggio 2014 e sino all’estinzione del piano di rientro medesimo.

Condizioni quasi capestro per il Comune, evidentemente con le spalle al muro, ma giudicate dagli amministratori vantaggiose e, addirittura, meritevoli di essere accolte! Sicuramente gli amministratori che verranno e che si troveranno questa cambiale nei conti comunali, capiranno bene il vantaggio dell’operazione e, in ogni caso, avranno ben presente lo status di necessità degli “esuli” francesi in Calabria.

Va precisato inoltre, che i cittadini bisignanesi attendono in risposta alle firme raccolte a favore della petizione promossa dal “Forum dei Movimenti per l’Acqua” e per come deliberato dal Consiglio comunale tenutosi il 17 maggio scorso, la modifica dello Statuto comunale che dichiari l’acqua un diritto universale privo di rilevanza economica.

L’ironia, a questo punto, lascia lo spazio a considerazioni serie ed approfondite che vanno fatte.

Ci chiediamo infatti quante “nuove Convenzioni” la So.Ri.Cal. S.p.A. abbia “sottoscritto” con i Comuni calabresi e se ci sia stato, su queste, un controllo della Regione Calabria nella veste di socio di maggioranza.

La Regione Calabria non può infatti far finta di niente, lasciare che i Comuni vengano messi con le spalle al muro; perché non prevedere soltanto un piano di rientro del debito ed invece obbligare il Comune al pagamento di interessi “ancora da definirsi” oltreché rate mensili in “conto corrispettivi della fornitura corrente”.

Se, per ipotesi, il Comune di Bisignano, non dovesse far fronte a questa nuova “Convenzione” cosa succederà? Magari, per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile ai propri Cittadini, sarà costretto a sottoscrivere un’altra Convenzione, e di quale importo, di quante rate, di quanti interessi e fino a quale anno?

A questo punto la Regione Calabria, che si vede rappresentata in Sorical dal presidente Sergio Abramo, deve dare ai Comuni una risposta chiara su tante questioni, a cominciare da quella delle tariffe applicate in Calabria che, a parere del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, sono state calcolate in modo illegittimo e quindi verificare il reale stato di indebitamento dei Comuni.

Deve far sapere chi ha garantito il mutuo di ben 240 milioni di euro con la Depfa Bank o far chiarezza sulla questione dei crediti pregressi alla riscossione dei quali, nell’ambito dell’accordo integrativo, la società mista aveva ufficialmente rinunciato avendo una vantaggiosa contropartita, prima tra tutte, lo “sblocco” delle tariffe idriche. Successivamente la Regione Calabria ha dato incarico alla Sorical SpA di recuperare i crediti pregressi a condizioni che non sono note ma che, crediamo, essere superiori al 2% della somma recuperata stabilita nella Convenzione Regione-Sorical  del 13 giugno 2003.

Quanto accade in Calabria, e quanto accaduto nel Comune di Bisignano e probabilmente in tantissimi altri Comuni, non fa che riaffermare la necessità di togliere l’Acqua dal mercato e ripubblicizzare il servizio idrico integrato con una gestione democratica e partecipativa, perché si scrive Acqua ma si legge democrazia.

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

referendumacqua@difendiamolacalabria.org

www.difendiamolacalabria.org

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