L’ambiente malato

“Una delle obiezioni che viene mossa più di frequente ai medici “allarmisti” come noi, che puntiamo il dito contro i rischi ambientali, è che la speranza di vita nei paesi occidentali è in costante aumento. Sembrerebbe che metalli pesanti, cancerogeni, diossine, particolato ultrafine, pesticidi, radiazioni, non fossero poi così pericolosi né in grado di danneggiarci più di tanto. Se però visitiamo il sito della Commissione Europea della Salute, avremo la sgradita sorpresa di scoprire che mentre la vita si allunga, l’aspettativa di vita in salute dalla nascita (Health life years at birth), dal 2003 sta accorciandosi in entrambi i sessi, con un crollo specie per le donne. Cosa sta succedendo? E’ evidente che la nostra salute sta rapidamente deteriorandosi per l’aumento di patologie cronico-degenerative tra cui, in primo luogo il cancro, ma anche di patologie metaboliche, autoimmuni, neurodegenerative. Questo carico di sofferenza è ben testimoniato dall’aumento, dal 2000 al 2009, del 60% di aumento del consumo di farmaci di classe A (cioé i farmaci salvavita).

Questo crollo della speranza di vita in salute è stato definito dal Professor Ugo Bardi, il “picco della salute” con analogie con il picco del petrolio : esso dovrebbe suscitare estrema attenzione non solo tra i medici, ma anche ai più alti livelli istituzionali, se non altro per i costi economici ed assistenziali che tutto ciò comporta. Come oncologo mi pongo alcuni interrogativi : abbiamo dimenticato che la miglior qualità di vita si gode quando non abbiamo bisogno di nostre cure? Pensiamo davvero che la strada da battere per sconfiggere il cancro sia quella di terapie sempre più sofisticate e costose o non sarà che così puntiamo solo a cronicizzarlo, ma non a debellarlo?
Quando il presidente Nixon firmò nel 1971 il Nation Cancer Act, con cui dichiarava di voler sconfiggere il cancro, Gaylor Nelson fu l’unico membro del Senato a votargli contro : “Semplicemente – disse Nelson – pensavo che stessimo promettendo alla gente cose che non saremmo mai stati in grado di mantenere”. Oggi, nel 2011, dopo 40 anni a chi dobbiamo dare ragione? Se da un lato diminuisce l’incidenza di alcuni tipi di tumori, come quelli polmonari nei maschi (perché si fuma meno), dall’altro ci si ammala sempre più per tumori a prostata, testicolo, mammella, tiroide, linfomi, melanoma, pancreas, fegato e soprattutto si ammalano i giovani, giovanissimi e bambini. Guardiamoci intorno e chiediamoci che ruolo hanno in tutto ciò i vari agenti tossici presenti ormai non solo nell’aria, nell’acqua nel cibo, ma nel nostro stesso corpo e perfino nel latte materno.”

Patrizia Gentilini, oncologo, Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE)

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