Raddoppio Inceneritore Massafra, quando le istituzioni NON pensano al benessere dei cittadini e del territorio.

Comunicato Stampa Amici di Beppe Grillo Taranto – Meet Up 192:
Raddoppio Inceneritore Massafra, quando le istituzioni NON pensano al benessere dei cittadini e del territorio.

Dopo la conferenza dei servizi del 18 Maggio 2012, assistiamo ancora una volta alla passività e all’inerzia delle istituzioni incapaci di servire la cittadinanza di un territorio come quello della Provincia di Taranto.
Infatti il Comune di Massafra e la stessa Provincia esprimono parere favorevole alla conferenza dei servizi per la Valutazione di Impatto Ambientale, contraria l’Arpa che, anche grazie al suo parere, mantiene ancora aperto l’iter autorizzativo.
Grande assente nel procedimento in corso è la Regione Puglia, che dimostra ancora una volta d’essere capace a “guardare da un’altra parte” quando interessi economici si scontrano con il benessere della cittadinanza jonica.
Nonostante il sito dove si costruirà questo nuovo raddoppio sia un’area SIC, ZPS, IBA e confinante con il Parco delle Gravine, l’assenza anche dell’assessore Nicastro (Qualità dell’ambiente) e il silenzio dell’Assessore Barbanente (Qualità del territorio) risultano di un imbarazzo inaudito per una coalizione che ha fatto dell’ecologia un cavallo di battaglia durante le campagne elettorali, ma che poi, nei fatti, se ne dimentica.
Nonostante la zona interessata sia stata dichiarata “Area ad elevato rischio di crisi ambientale” e sia, per la grave situazione ambientale, all’interno della zona interdetta al pascolo poiché dista meno di 20 km dalla zona industriale di Taranto.
Non sono bastate a far meditare gli enti preposti le oltre 2000 firme raccolte in pochissimo tempo dal “Comitato cittadino gestione corretta dei rifiuti” di Massafra, non è bastata la contrarietà dell’Arpa in conferenza dei servizi, così come non è bastata la lettera che la “Commissione Ambiente Ordine dei Medici di Taranto” ha inviato al Comune di Massafra chiarendo l’inaccettabilità dell’introduzione di una nuova fonte inquinante su questo territorio sul piano della tutela della salute dei cittadini ed in particolare delle fasce di popolazione più fragili, così come non sono bastate le 28 pagine di osservazioni al progetto che abbiamo inviato, rispettando l’iter di quanto afferma la legislazione vigente, alla Provincia di Taranto, alle quali la società Appia Energy srl del gruppo Marcegaglia non ha dato risposta e che la Provincia di Taranto ha ignorato.
Eppure nelle osservazioni sono evidenziate tutte le motivazioni ostative a tale progetto secondo i vari piani regionali e provinciali costati ai contribuenti centinaia di migliaia di euro, dove è ben specificato, tra l’altro, che in una zona protetta non è possibile costruire tali impianti (aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti Speciali), in una zona dove la falda è soggetta a “contaminazione salina” è ostativo aumentare la quantità degli emungimenti di acqua prelevata dalla falda (Piano di Tutela delle Acque), che la zona interessata – ATO TA1- si ritiene già “chiuso” il ciclo dei rifiuti (Area Vasta Tarantina). Nelle osservazioni presentate sono anche messi
in evidenza i 4 impianti già autorizzati a bruciare rifiuti nella provincia di Taranto (tutti lungo la stessa strada che conduce da Taranto a Massafra) che risulta la provincia con il più altro numero di inceneritori in Italia predisponendosi a bruciare una quantità maggiore di rifiuti rispetto alla produzione attuale dei rifiuti urbani in provincia. Provincia che già detiene il triste primato di discariche di rifiuti speciali pericolosi e non, ben cinque, tra cui ci sono quelle più grandi d’Europa.
E non possiamo non sottolineare che partiti come il PD invece di esser contrari a questo ennesimo raddoppio, chiedono compensazioni e riduzioni di Tarsu come condizione, ignorando completamente che la riduzione dei costi della tariffa sui rifiuti avverrebbe se invece di bruciarli, si riciclassero portando anche uno sbocco lavorativo oltre che a una soluzione ambientalmente più sostenibile.
Nonostante ciò, i pareri favorevoli di Comune e Provincia e l’assenza della Regione Puglia ci portano a chiedere il perché?
Perché siete favorevoli a ridurre la nostra splendida terra a discarica e a smaltimento perpetuo?
Perché la popolazione non è considerata nelle vostre scelte politiche?
Perché ignorate quello che vi dicono i medici?
“Cui prodest?” A chi giova?
Invitiamo gli attivisti e la cittadinanza pugliese a recarsi giorno 26 Maggio 2012 ore 18:00 alla manifestazione indetta dal “Comitato Gestione Corretta dei rifiuti” a Massafra per ribadire ancora una volta, tutti insieme,
NO AL RADDOPPIO DELL’INCENERITORE.

Taranto 20 Maggio 2012.

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