Taranto, la sigaretta super partes

I Cittadini, i movimenti civici, le associazioni e i comitati di Taranto e provincia esprimono tutta la propria indignazione per le affermazioni del dott. Bondi, il commissario per l’ILVA nominato dal Governo. Da quanto si apprende da fonti giornalistiche, secondo questo signore, l’aumento oltre la norma delle percentuali di tumori nella nostra popolazione non sarebbe legato all’inquinamento della grande industria tarantina, bensì al consumo elevato di sigarette, facilitato negli anni passati dalla vendita di contrabbando.
Si ritengono assolutamente non all’altezza del ruolo che ricopre le dichiarazioni del dott. Bondi, anche se derivassero da una qualche perizia di parte, che dovrebbe essere prima analizzata nel contenuto e nei metodi di elaborazione e quindi sottoposta al giudizio della comunità scientifica.
Emerge in modo evidente la scelta sbagliata da parte del Governo, sia nel metodo che nel merito, del dott. Bondi come commissario straordinario.
Questi, da uomo di fiducia della famiglia Riva, in un sol colpo si è ritrovato commissario straordinario per l’ILVA, figura e ruolo che dovrebbe essere super partes, considerando soprattutto che con l’ultimo decreto salva ILVA, è stata eliminata, ed inevitabilmente assorbita dal ruolo dello stesso Bondi, la figura del Garante per l’AIA.
Si chiede, quindi, che a seguito di queste gravi affermazioni, il Governo prenda atto del venire meno delle garanzie di persona di fiducia da parte del dott. Bondi, il quale per il suo ruolo istituzionale dovrebbe tutelare oltre che l’ILVA, anche gli interessi di una città che da anni subisce inaccettabili omissioni e disinformazioni sul reale rischio sanitario legato all’inquinamento.
I rappresentanti delle associazioni e movimenti civici chiedono quindi le dimissioni del dott. Bondi dal suo incarico e la sostituzione con una figura di garanzia per la città.
Sarebbe inoltre necessario un chiaro segnale di indignazione da parte degli enti Regione e Comune che dovrebbero anch’essi chiedere a gran voce un maggior rispetto per le tante vittime dell’inquinamento a Taranto, pretendendo per questo un cambio di commissario in casa ILVA.
Infine, non creda il dott. Bondi che le sue affermazioni, unitamente alla barzelletta sahariana, siano tali da distogliere l’attenzione di tutti i tarantini dalla morsa di altre realtà industriali: non dedicheremo alle sue offensive elucubrazioni più del tempo necessario di quello occorrente per far valere i nostri diritti.

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