Loro si distraggono, noi no: Piano d’Emergenza Esterno ed ILVA

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DIMENTICARE NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE!

Lo stabilimento ILVA di Taranto, per la stesura del Piano di Emergenza Esterno, DIMENTICA alcuni rischi ed impianti per la pubblica incolumità!

Gli attivisti del Movimento 5 Stelle del Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto, che non vanno mai in ferie, hanno studiato i documenti messi a disposizione dalle autorità e dall’ILVA per fornire un contributo alla stesura del Piano di Emergenza Esterno. Appare incredibile come, nelle valutazioni finali, siano assolutamente mancanti alcuni rischi fondamentali per la pubblica incolumità! Difatti, con una comunicazione al Prefetto, abbiamo fatto notare che:

1) E’ omesso ogni riferimento al fenomeno “slopping” quale rilascio di sostanze pericolose

Difatti, il DPCM del 25 Febbraio 2005 definisce il rilascio di sostanze pericolose come la dispersione di una sostanza tossica nell’ambiente i cui effetti variano in base alle diverse proprietà tossicologiche della sostanza coinvolta. La fase di slopping può benissimo rientrare, ai fini della classificazione di incidente, tra le nubi di vapore tossiche, poiché possono portare alle conseguenze descritte all’interno dell’allegato VI del D.Lgs.334/99 e pertanto richiediamo che sia utile calcolare le zone di pianificazione per tali eventi.

2) E’ omessa ogni possibile interazione con ENI, Porto e centri abitati

Dalla lettura della Scheda fornita dal gestore, risulta assente il rischio che gli impianti di ILVA possano generare all’interno di altre realtà industriali (ENI, Cementir, Porto) nonché alle infrastrutture presenti (strade, ferrovie, etc…). Inoltre, si può osservare uno scarno posizionamento su mappa delle fonti di incidente rilevante e delle principali infrastrutture tecnologiche (reti gas, idriche, elettriche, serbatoi di stoccaggio). Per alcune di esse, ad esempio le cosiddette “gallerie”, la Regione Puglia ha già chiesto al sindaco di Taranto di “assumere con urgenza specifiche iniziative a garanzia della pubblica e privata incolumità con riferimento alle gallerie Ilva realizzate nel sottosuolo del quartiere Tamburi di Taranto“. Oltre a tali opere, è necessario censire ed illustrare tutti gli elementi impiantistici, ed i pericoli ad essi connessi, che possano nuocere alla pubblica incolumità sia in maniera diretta che indiretta, anche per effetto domino in relazione ai rischi presenti all’interno di altre realtà produttive ed alle infrastrutture viarie probabili bersagli delle attività del gestore. Tra gli elementi impiantistici pericolosi per la pubblica utilità ricadono, tra l’altro, anche le centrali elettriche di nuova acquisizione da parte di ILVA e le eventuali condotte che collegano lo stabilimento del gestore sia con la raffineria ENI di Taranto che qualunque altro elemento impiantistico collegato, o almeno passante e/o potenzialmente interferente, con l’altrui proprietà.

3) Manca ogni cenno al rischio di incendio del deposito catrame della cokeria con rilascio di acido solfidrico (H2S)

La Scheda fornita dal gestore indica la presenza di 2 corpi di contenimento con la funzione di far decantare il catrame al proprio interno a pressione atmosferica. Sono inoltre presenti altri processi produttivi, come l’elettrofiltrazione e desolforazione gas, nei quali è presente l’idrogeno solforato (H2S).

Non è indicato che in caso di incendio di prodotti infiammabili/combustibili in fase liquida, quale il catrame in stoccaggio, può svilupparsi una nube di prodotti di combustione con potenziali caratteristiche di tossicità e danni irreversibili anche ai lavoratori.

Si ricorda che parte dei prodotti derivanti da incendio di catrame è rappresentato dall’acido solfidrico (o idrogeno solforato), con formula H2S, pertanto vi è una grave mancanza di informazione alla popolazione in merito a tale argomento. Non è neanche indicato il rischio di rilascio di sostanze molto tossiche derivanti dalla linea di combustione di H2S.

4) Mancato censimento di siti potenzialmente inquinati

Dalla Scheda risulta completamente assente ogni cenno derivante dalla presenza di siti potenzialmente inquinati (come, ad esempio, le discariche) e quindi soggetti, tra l’altro, a rilascio di liquidi tossici (ad esempio per rottura del manto impermeabile). Tali informazioni risultano fondamentali per la pubblica incolumità in ragione sia delle peculiarità e vulnerabilità idrogeologiche del territorio tarantino, che della presenza di pozzi di emungimento di acque di falda che potrebbero risultare contaminate da tali eventi.

5) Assenza degli effetti delle esplosioni e dei rilasci tossici

Dall’analisi della Scheda fornita dal gestore si evincono che non esiste pericolo per le persone al di fuori dello stabilimento. Risulta completamente assente una valutazione relativa all’esplosione dei gasometri e delle tubazioni in pressione esistenti all’interno dello stabilimento: a titolo dimostrativo, comparando i dati all’interno della tabella allegata al DPCM del 25 Febbraio 2005, per realtà dimensionalmente inferiori tali zone si aggirano intorno ai 1.000 metri. Risultano, altresì, assenti le cause di incidenti dovuti ai rilasci in fase di gas/vapore di sostanze dichiarate molto tossiche, come ad esempio in caso di incendio dei serbatoi contenenti catrame il quale produrrebbero, tra l’altro, anche l’idrogeno solforato (H2S).

Infine, abbiamo proposto alla Prefettura di Taranto una innovazione tecnologica per migliorare la gestione delle emergenze:

6) Implementazione del sistema di segnalazione di criticità in corso

Vista la presenza di più industrie soggette ad incidente rilevante presenti nel nostro territorio, sarebbe opportuno, così come altre realtà locali hanno già messo in pratica, attivare un sistema di segnalazione di criticità in corso, con modalità anche on line via internet delle emergenze, da parte dei singoli cittadini.  Tale sistema non è niente altro che un sistema informativo che può essere utilizzato per la gestione di tutti i dati relativi alla Protezione Civile quali informazioni, attività e risorse. All’interno di tale sistema sarebbe possibile, quindi, aiutare la Pubblica Amministrazione nelle specifiche attribuzioni di vigilanza sul territorio, fornendo un utile strumento alla popolazione per segnalare emergenze comunque denominate.

Così come appare dai documenti messi a disposizione, le suddette mancanze sono certamente da imputare a omissioni inconsapevoli, oppure a problemi legati a carenza di memoria (speriamo a breve termine) a cui si può rimediare con una dieta ricostituente a base di fosforo e di pesce grasso di mare. Dieta che riteniamo utile consigliare al commissario straordinario ed al suo pool di collaboratori di provata esperienza, ai quali saranno presto affiancati altri 30 tecnici (confidiamo abbiano memoria migliore). Comprendiamo che la mole di responsabilità dovuta all’incarico di guida del più importante impianto siderurgico può portare a “lievi” dimenticanze o sottovalutazioni dei rischi ed è quindi con il più alto spirito collaborativo che ci permettiamo di studiare gli atti e le normative vigenti facendo altresì notare eventuali mancanze e lacune, affinché queste piccole disattenzioni non avvengano mai più, anche perché dimenticare di possedere impianti così pericolosi nuoce gravemente alla (nostra) salute.

Loro non molleranno mai, noi neppure, ma gli conviene?

                                                                                 Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo, Taranto

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