Storie di fumi, odori e silenzi

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Storie di fumi, odori e silenzi

Ci risiamo : forte puzza in città.
Erano passate poche ore dalla contestata visita in città dei ministri della salute e dell’ambiente per una passerella organizzata dalla curia in cui, tra l’altro, si confermava l’intento del governo di continuare la produzione all’Ilva per attendere una futura applicazione dell’A.I.A..
Una passerella blindata, autoreferenziale, che nulla concedeva alla città e ai suoi abitanti indifferenti al richiamo delle cariche istituzionali
Erano passate poche ore ma già le emissioni inquinanti del siderurgico si sostituivano alle nuvole e invadevano il cielo di Taranto.
Ancora poche ore ed ecco la raffineria regalare alla città i suoi fumi, le sue fiammate per illuminare la notte, per sostituirsi alle stelle.
All’inizio abbiamo collegato il fetore alla visita dei ministri a Taranto, visto che hanno portato la solita ventata di aria stantia nei discorsi vuoti e ipocritamente commossi, culminati da frasi ai limiti del TSO quali “ Non è un problema che riguarda soltanto Taranto, riguarda appunto quei tipi di attività che non possono essere interrotte e che però sono fuori legge ”…
Anche questa sarebbe passata come una notte abituale, vista e respirata dalla città e dalla sua intellighenzia così come tante altre notti se non si fosse appreso al mattino di alcuni concittadini costretti a ricorrere a cure mediche per intossicazioni con prognosi di 5 giorni.
È accaduto, anche nella recente storia tarantina, che vi siano state conseguenze dovute a emissioni e a “molestie olfattive” imposte alla città e ai suoi abitanti e, nonostante si sia ricorso alle autorità deputate, si siano informati gli organi di stampa, vi siano state dichiarazioni di affidabilità da parte delle aziende, nulla è cambiato: un’A.I.A.” inspiegabilmente” disattesa continuamente a scapito della comunità, del territorio, dell’ambiente, della salute.
“Accade anche altrove”, “la ragion di stato”, “gli stili di vita”, sono argomentazioni che da anni ci impongono evitando accuratamente di commentare, con la stessa arroganza, le morti, gli incidenti sul lavoro, la crisi che avvolge il territorio, la città che sta morendo, e gli “strani” rapporti dell’industria con la società civile.
Ebbene all’odore causato dai fumi delle torri industriali se ne aggiungono altri: quelli del silenzio, dell’indifferenza, della stanchezza, della rassegnazione. Sono odori che rappresentano una città sottomessa, spossata, distaccata che sembra delegare ai soliti noti il destino del territorio, in contrasto però con quella cittadinanza attiva che chiede, inascoltata, di aprire un vero tavolo di lavoro con il coinvolgimento di tutti i cittadini.
Ancora più anomalo è il dover considerare che chi deve pensare e decidere su Taranto è al momento indagato. Una storia di puzze e di silenzi che diventa quindi ancora più triste e disperata, e che ci lascia sconcertati, delusi, amareggiati.
E allora, parafrasando Cicerone nel denunciare il complotto di Catilina, non ci resta che chiedere alle realtà industriali, ai politici, ai dirigenti, alle autorità sanitarie, e, in generale, a chi può e non fa nulla, “fino a quando dunque abuserete della nostra pazienza?”

“Amici di Beppe Grillo Taranto” Meet Up 192

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