Taranto piangeva, ma c’era chi rideva.

Come “Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto”, più volte abbiamo dichiarato l’inadeguatezza di questo giunta regionale e del suo presidente e, dopo aver ascoltato anche le scuse di parte e constatato la solidarietà e rinnovata fiducia della maggioranza del Consiglio Regionale nei suoi confronti, non possiamo che confermare per l’ennesima volta la volontarietà della sua maschera fasulla e la nostra indignazione e rabbia verso atteggiamenti che mostrano costantemente l’allontanamento e lo scollamento della politica da ciò che dovrebbe essere invero la sua linfa: la gente, l’ambiente, la città.
Aver ascoltato i toni, sentito la risata, percepita la confidenza di ciò che si era solo letto, ha lasciato sgomenti e sconcertati i tanti cittadini che, nel bene e nel male, avevano voluto credere al loro governatore, al poeta, al cavaliere bianco.
Quante volte lo abbiamo visto in tv o letto le dichiarazioni esibite con atteggiamenti savonaroleschi e moralizzatori contro chi si poneva al di sopra di una città, al di sopra del dolore, al di sopra delle morti?
Erano vere, sentite, partecipate o, come sosteniamo da tempo, erano il copione del grande inganno, dell’immensa illusione, dove il sole dell’avvenire si oscurava ogni giorno di più con il fumo della ciminiera della fabbrica di Nichi?
Lo sdegno, la collera, rappresentano certamente lo stato d’animo che tanti tarantini stanno vivendo in questi giorni in cui stanno constatando che chi avrebbe dovuto tutelarci, chi avrebbe dovuto pensare anche alla nostra città, è indagato ma, anomalia tarantina, continua a decidere per un’intera comunità senza sentire, in alcun modo, il bisogno di confrontarsi con i suoi concittadini.
A questo sdegno, a questa collera, si aggiunge adesso, per coloro irretiti da tanto inganno, il dover ammettere che il poeta, il filosofo, colui che per anni ha fatto da garante alla giunta cittadina, colui che si proponeva come unico antagonista alla grande industria con le sue iniziative antinquinamento, colui che prospettava una sanità pubblica differente e parlava di acqua pubblica, evidentemente recitava poesie di altri, trattava di etiche non proprie, spacciava sogni acquistati altrove.
Il velo è stato strappato dalle sue risate compiaciute, risate che feriscono chi crede che la politica debba confrontarsi con il mondo, ma certamente non essere servile al mondo dell’industria. Non possiamo accettare che i problemi derivanti dal conflitto creato tra i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione, tra salute ambiente e lavoro si possano risolvere defilandosi dalla gente che soffre per non defilarsi dal padrone. E’ un’offesa alla nostra intelligenza.
Quindi come “Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto” chiediamo semplicemente una presa di coscienza, un atto di quell’onestà intellettuale, tanto millantata ma mai applicata, affinché l’animo indurito dal potere faccia posto ad un ritorno di consapevolezza civile che porti il governatore a decidere di dimettersi, di abbandonare quel posto di comando e quella gente verso cui, nostro giudizio politico, ha mostrato indifferenza.

Amici di Beppe Grillo Taranto – Meet Up 192

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