Il MoVimento 5 Stelle e il rischio idrogeologico e sismico

13369330 Novembre 2013, 18 Novembre 2013, 12 Novembre 2013, 21 Ottobre 2013, 8 Ottobre 2013, sono giorni in cui eventi drammatici hanno riempito le colonne dei giornali raccontandoci di ondate di maltempo, alluvioni, frane, esondazioni, straripamenti, allagamenti e quindi di morti, feriti, sfollati, senzatetto. Dalla Sardegna alle Marche, dalla Toscana alla Puglia, sembra che nell’ultimo mese in Italia vi sia stata una summa di circostanze particolarmente sfavorevoli e sciagurate.
Interventi straordinari, storie di solidarietà, raccolte fondi, numeri verdi, minuti di silenzio, funerali di stato, lutti cittadini, sono gli effetti immediati di queste cosiddette fatalità avverse, ma trascorso il momento emotivo e coinvolgente, che unisce una nazione e ne commuove gli abitanti, diventa opportuno considerare e valutare a mente fredda gli avvenimenti disastrosi e la loro periodicità.
Ed allora si scopre che, da inizio secolo scorso, gli eventi di dissesto idrogeologico gravi, in Italia sono stati oltre 4000 (Primo rapporto ANCE – CRESME sullo stato del territorio italiano (2012)) mentre il progetto IFFI (Inventario dei fenomeni franosi in Italia), realizzato dall’Ispra e dalle regioni e province autonome, ha censito ad oggi oltre 486.000 fenomeni franosi calcolando che il 68% delle frane europee ha luogo in Italia (triste record): questi fenomeni hanno provocato oltre 12.000 vittime tra morti feriti e dispersi e un numero di sfollati che supera i 700.000.
Inoltre, si viene a sapere dall’Annuario dei dati ambientali 2008, pubblicato dall’Ispra, che le aree ad elevata criticità idrogeologica (rischio alluvione, frana e valanga) rappresentano circa il 10 per cento della superficie del territorio nazionale (29.500 chilometri quadrati) e più di 2/3 delle zone esposte a rischio interessa centri urbani, infrastrutture e aree produttive (praticamente più dell’80 % dei comuni italiani), così come il rapporto Ance-Cresme ci informa che il 44% del territorio nazionale ed il 36% dei comuni (circa il 40% della popolazione) è ad elevato rischio sismico. La situazione diventa più inquietante considerando pure gli effetti conseguenti ai cambiamenti climatici in atto: gli eventi estremi, una volta straordinari con cadenza decennale prima degli anni ’90, diventano ordinari con una periodicità di 4-5 l’anno. Se a questa drammatica sequenza aggiungiamo, da un’analisi dei dati ambientali contenuti negli annuari Ispra, che il costo complessivo dei danni provocati dai soli eventi franosi ed alluvionali dal 1951 al 2009, rivalutato in base agli indici Istat al 2009, risulta superiore a 52 miliardi di euro, cioè più di quanto servirebbe per realizzare l’insieme delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico sull’intero territorio nazionale (quantificate in 40 miliardi di euro), ci si rende conto che, nonostante il nostro territorio sia esposto a rischio sismico ed idrogeologico più di altri paesi europei, le azioni di contrasto ad oggi risultano essere inadeguate.
Chi in questi anni ha avuto l’onore e l’onere di decidere, legiferare, governare, evidentemente ha scelto il “non fare” al “fare”, preferendo l’emergenza al metodo e non considerando affatto la manutenzione del territorio e la difesa idrogeologica quali priorità dei cittadini. Infatti fino ad oggi tutti i governi che hanno operato, nonostante le dichiarazioni d’intenti, gli slogan e le frasi di circostanza, hanno manifestato nei fatti di non credere nella prevenzione e nella corretta gestione del territorio, così come dimostra anche la recente legge di stabilità.
Il M5S coi suoi cittadini portavoce ha preferito affidarsi, anziché alle promesse, alle azioni ed ecco che ad inizio legislatura, già da Maggio e Giugno così come nei mesi successivi, sono state depositate proposte di legge e presentate mozioni in aula e risoluzioni in commissione ambiente, in cui s’impegnava il governo ad una reale difesa e messa in sicurezza del territorio, in previsione anche delle condizioni avverse caratterizzanti i periodi autunnali ed invernali. La prevenzione del dissesto idrogeologico, la tutela del paesaggio con l’ampliamento alle aree agricole, lo sfruttamento razionale del suolo e la valorizzazione dei terreni agricoli, il rapporto tra aree urbane e rurali con il contenimento del consumo del suolo ed una definizione univoca del perimetro delle aree urbanizzate, l’esenzione per gli enti territoriali dai vincoli del patto di stabilità per affrontare tutte le spese per la messa in sicurezza, manutenzione e consolidamento delle aree esposte ad eventi calamitosi nonché interventi strutturali per ridurre la vulnerabilità degli edifici pubblici per agevolare la riduzione del rischio sismico, idraulico ed idrogeologico, il limite all’impiego di sostanze diserbanti e promozione di uso di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici e tossici per la gestione della vegetazione spontanea, le agevolazioni fiscali per chi investe nella messa in sicurezza e prevenzione di rischi sismici ed idrogeologici, un aggiornamento dei quadri conoscitivi nazionali e degli enti locali, il rilancio di un piano generale di prevenzione, l’attuazione di politiche volte alla riduzione dei gas serra, la filiera dei soccorsi e dell’emergenza a chilometro zero in modo tale che i generi di prima necessità e i materiali acquistati provengano dal comune interessato, ove non possibile dalla stessa provincia, ove non possibile dalla stessa regione, l’impegno a favorire l’edilizia di qualità per una riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, sono quindi le proposte dei portavoce del M5S, dopo il doveroso confronto con la base, che intendono pertanto interpretare la difesa del suolo del Paese quale “grande opera” infrastrutturale che, mettendo in sicurezza il nostro territorio, attivi migliaia di cantieri distribuiti per il paese con ricadute anche dal punto di vista economico ed occupazionale.
Dunque il MoVimento che si fa portatore di metodo, ed esorta i politici ed il Parlamento in generale, ad una maggiore attenzione alle vere necessità del paese. Richieste reali, spesso avversate, non recepite anche se approvate, che hanno cura dell’interesse dei cittadini, del territorio e dell’ambiente, ma anche di un modo differente di concepire un’economia ed un rinnovamento che consideri l’etica, l’onestà, la competenza, quali indiscutibili capisaldi per chi intende occuparsi della cosa pubblica o semplicemente fare cittadinanza attiva.
Nonostante le continue azioni atte a screditarli e a mistificare il loro operato, i nostri portavoce trovano linfa vitale dal contatto, mai abbandonato, con il territorio ed in particolare da quel popolo di volontari che si riconosce in una democrazia partecipativa e che trova le sue basi all’interno dei Meet Up da cui nascono poi tutti quegli input che serviranno a formulare le nuove proposte leggi, mozioni, emendamenti.
Gli attivisti dei Meet Up nel territorio, i portavoce nelle istituzioni, due volti della stessa medaglia, coesi affinché possa davvero aver luogo quel cambiamento, differente però da quello celebrato da forze politiche gattopardesche, che cominci invero dalla difesa della nostra cultura, della nostra storia, del nostro territorio.

“Amici di Beppe Grillo – Taranto” Meet Up 192

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...