C.S.: A Taranto alla creatività si risponde con la forza

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“Il Comune di Taranto viene a conoscenza che esistono dei ragazzi il cui obiettivo è aggregarsi per attività culturali e decide di mobilitare Polizia Municipale, furgoni della Polizia di Stato e macchine di Carabinieri e Guardia di Finanza per cacciarli via dalla sede”.
La vicenda che stiamo raccontando non è un aneddoto risalente alla buia epoca fascista, quando i telegrammi ai prefetti intimavano la “chiusura di tutti i circoli e ritrovi sospetti dal punto di vista politico” o “lo scioglimento di tutte le organizzazioni sovversive”, ma sta succedendo a Taranto in questi giorni.
Dunque ragazzi, giovani, cittadini colpevoli di desiderare una Taranto diversa da quella voluta ed imposta da tutte le istituzioni e che con impegno, senza una forza economica, hanno rivalutato un luogo carico di ricordi e di cultura della Taranto che fu, bonificando l’area, ripristinando e cancellando con pittura e sudore quella patina creata dall’indifferenza della Marina Militare prima e del Comune poi. Un teatro in cui una volta si svolgevano spettacoli e che, grazie agli sforzi degli attuali occupanti, ha permesso, dopo un ventennio, che fosse calpestato da nuovi artisti.
Ma anche spazi per doposcuola gratuito, espressioni artistiche, diffusione della cultura, libera espressione, laboratorio, aggregazione pacifica, senso del vivere civile, volontariato, artigianato. Proprio tutte quelle colpe di cui l’amministrazione non si è mai macchiato.
Quindi con questo tentativo di sgombero che vuole applicare una delibera d’interdizione per struttura non agibile del Novembre 2013, il Comune di Taranto, togliendosi finalmente la maschera, si schiera apertamente contro il libero pensiero e la libera associazione che non ha il marchio della monocultura dell’acciaio e della grande industria.
Gli attivisti del Movimento 5 Stelle del Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo, esprimendo piena solidarietà ai ragazzi delle “Officine Taratine” e purtroppo non meravigliandosi dell’azione comunale, denunciano la volontà istituzionale – strategica e premeditata – di annullare ogni tendenza alternativa (sociale, culturale, economica) ad una visione di città industriale che impedisce ai bambini di giocare, agli agricoltori di coltivare e pascolare, ai mitilicoltori di allevare le cozze, vietando persino ai morti di essere sepolti.
In “Rinasci-TerraJonica”, il nostro documento programmatico composto da 20 punti  e  presentato alla città l’11 Gennaio 2014, si prevede tra l’altro che “le aree di  proprietà militare che la Difesa sta cedendo, devono necessariamente essere  restituite gratuitamente alla città e alle comunità locali per usi esclusivi di pubblica utilità, previa bonifica”, ed è proprio ciò che hanno realizzato i volenterosi ragazzi delle Officine Taratine riappropriandosi di quello che la Marina prima e la Città dopo avevano abbandonato e dimenticato.
E allora, affinché non ci siano i presupposti che facciano diventare reato ciò che reato non è, chiediamo che tali aree siano legalmente concesse a titolo gratuito alle comunità e associazioni locali che, a differenza dell’Amministrazione Municipale, hanno dimostrato nella gestione competenza, impegno  e risolutezza. Ma chiediamo anche quanto tempo dovrà ancora passare affinchè i cittadini possano fruire di tali aree, se l’iter burocratico per l’assegnazione di una struttura sembra avere tempi biblici? Per l’ex scuola Martellotta, ad esempio, che dopo varie peripezie è stata finalmente messa a norma, perché non è stato ancora preparato un bando pubblico? E, se tanto mi dà tanto, riusciranno gli eredi di  Roy Paci ad esibirsi nel teatro delle Officine tarantine dopo i vari adeguamenti e assegnazioni regolari, se i ritmi sono questi? Ai posteri l’ardua sentenza o ad una nuova ed efficiente amministrazione il timone di una città che sembra avere solo fumo al suo orizzonte?
A tutti i cittadini di Taranto rivolgiamo quindi il nostro appello ad informarsi, unire le forze ed immaginare la Taranto che vorrebbero, perché c’è chi piccoli ma grandi sogni potrebbe realizzarli, solo per orgoglio, solo per dedizione, solo per amore. Perché c’è chi, come scrisse Giordano Bruno, la libertà, la dignità della propria esistenza sa che vanno perseguite sempre, con coraggio e disponibilità al sacrificio. “E noi, per quanto ci troviamo in situazioni inique, tuttavia serbiamo il nostro invincibile proposito tanto da non temere la morte stessa”.

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

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