C.S.: La certezza delle fonti inquinanti e l’(in)utilità degli screening.

ilva_taranto

Nella Londra del XVIII secolo, l’intuizione di Percivall Pott aprì la strada alla ricerca sulle mutazioni genetiche dovute a fattori inquinanti esterni. Infatti il grande chirurgo inglese, studiando l’incidenza di particolari tumori cutanei riscontrati con grande frequenza negli spazzacamini, operai addetti alle pulizie dei camini delle Cokerie, scoprì che la causa  del cancro in oggetto era l’esposizione continua alla fuliggine. L’agente oncogeno implicato, come si scoprì nei secoli successivi, era il benzo(a)pirene.
Erano gli anni della prima Rivoluzione Industriale, James Watt aveva costruito la macchina a vapore mentre Abraham Darby otteneva la ghisa non più con carbone di legna ma con il carbon fossile trattato sotto forma di carbon coke: era nata la siderurgia.
Sono passati più di trecento anni da allora, ma nella Taranto del XXI secolo la salubrità ambientale ed occupazionale equivalgono a quelle della Londra del XVIII secolo. Infatti ora come allora, si continua a barattare il lavoro con la salute, la siderurgia e la grande industria continuano ad essere fonte di reddito per le famiglie locali, la medicina continua a ricercare nuove metodiche di diagnosi precoce e terapie efficaci per i tumori ma le ciminiere delle grandi industrie continuano ad emettere sostanze velenose per la salute e per l’ambiente.
Il governo delle “grandi intese”, con la conversione in legge del decreto “Terra dei Fuochi – Ilva”, abbacinando i cittadini locali, ha previsto per il biennio 2014 e 2015, screening sanitari (esami per la prevenzione e per il controllo dello stato di salute della popolazione residente) con cui diagnosticare precocemente eventuali cancri ed individuare tra la popolazione residente le persone affette della malattia in fase iniziale. Ad oggi ancora non sono note le disposizioni con cui saranno eseguiti questi esami, ma certamente è risaputo che i suddetti screening hanno valenza con malattie curabili, e in particolare quelli di tipo oncologico si applicano per i tumori della mammella , del colon retto e della cervice uterina.
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo di Taranto”, riscontrando in questo decreto solamente una finalità mediatica poiché il suo contenuto privilegia interessi industriali piuttosto che la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente, non può non far osservare la futilità di questa “cosiddetta” prevenzione in un contesto sanitario quale quello del capoluogo jonico in cui non sarà certamente una eventuale diagnosi precoce limitata ad alcune tipologie tumorali a risolvere l’emergenza sanitaria  (perché di emergenza si tratta) a Taranto e nel suo territorio.
Il trionfo della medicina preventiva non consiste negli screening, ma nell’eliminazione delle fonti dannose, nel caso di Taranto rappresentate dalle 3 grandi industrie inquinanti (ILVA, CEMENTIR, ENI).
Anche quello che dovrebbe essere destinato a diventare il nuovo polo oncologico è fumo negli occhi. Ai tarantini infatti, unitamente al diritto delle cure migliori, basterebbe che fosse applicato il diritto all’aria pulita, ad acque non avvelenate, a poter lasciare giocare i bambini sul terreno senza il timore di intossicazione da metalli pesanti, ad allattare i figli senza fargli ingurgitare diossina.
A Taranto spacciare gli screening come la soluzione al problema cancro, ha la stessa e precisa validità della proposta di iniziare le bonifiche ambientali mentre l’ILVA è ancora in funzione; una valenza cioè puramente illusoria. Evidentemente trecento anni di storia, scoperte, conoscenze, cultura, ancora non bastano a far comprendere che solo con l’eliminazione delle fonti inquinanti si raggiunge la vera meta della   medicina preventiva.
E’ un controsenso cercare di diagnosticare precocemente i tumori lasciando in attività le fonti di inquinamento, che sono la causa, senza alcun ombra di dubbio, delle neoplasie stesse.
Nel documento “Rinasci Terra Jonica”, scritto da tarantini  per i tarantini, perseguiamo l’obbiettivo di un’altra Taranto in cui per vivere non bisogna sottoporsi a esami preventivi solo per aver respirato o bevuto o fatto un bagno o mangiato un frutto, in cui essere vivo non diventi sinonimo di sopravvivenza, in cui esistere non s’identifichi con l’accontentarsi.
E’ semplicemente immorale che a Taranto, come trecento anni orsono agli albori della siderurgia in Inghilterra, il lavoro e la salute siano incompatibili!
Nell’Italia del XXI secolo, però, la salute ed il lavoro dovrebbero essere due diritti costituzionalmente garantiti!

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo di Taranto”

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