C.S. M5S Camera News: Ilva: no alla svendita, sì alla bonifica

Schermata 2014-12-03 alle 13.54.29Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” condivide e pubblica lo scritto redatto da M5S Camera News circa le ipotesi di vendita dell’Ilva da cui già è scaturita un’interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata dal portavoce alla Camera Diego De Lorenzis. Gli interventi del già citato De Lorenzis e di Rosa D’Amato, portavoce all’Europarlamento, centrano in pieno le problematiche.

Perché se il Governo vuole attivarsi sull’Ilva chiuda le fonti inquinanti e garantisca il reddito ai lavoratori.

Taranto 03.12.2014

Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/attivitaproduttive/2014/12/dopo-le-perizie-epidemiologiche-commissionate.html

Ilva: no alla svendita, sì alla bonifica

Dopo le perizie epidemiologiche commissionate dalla Procura di Taranto e le conferme dello stato di gravità della salute dei cittadini testimoniate dall’aggiornamento dello studio Sentieri, dopo l’ennesimo richiamo dell’Europa con il parere motivato e i ritardi nei pagamenti delle imprese e dei lavoratori,tra le stanze del potere e le pagine dei giornali spunta l’ipotesi di vendita dell’Ilva ad altri privati.
In pole position sembra esserci il duo Arcelor Mittal e Marcegaglia che avanza proposte sull’ulteriore alleggerimento delle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale e l’esclusione della bonifica a proprio carico.
Noi abbiamo voluto vederci chiaro con un’interrogazione a risposta scritta presentata da Diego De Lorenzis, deputato pugliese in Commissione Trasporti e Infrastrutture.
«Nell’interminabile odissea Ilva” – dice De Lorenzis – giunge quindi l’ipotesi della svendita al miglior offerente, però purché sia amico. Tra ritardi nei pagamenti dei fornitori e futuro sempre più incerto, l’accoppiata Arcelor Mittal e Marcegaglia annusa l’affare e avanza proposte indecenti. Nonostante la proprietà privata, il Governo Renzi sembra voler agevolare il passaggio all’amica Marcegaglia nominata da questo stesso governo presidente dell’ENI, altra industria inquinante che infesta il territorio».
La Marcegaglia detiene molto potere a Taranto visto i possedimenti industriali e le gestioni di inceneritori ed altre aziende. Mettendo le mani sull’Ilva il potere che questa famiglia detiene sul territorio potrebbe aumentare a dismisura e in una città troppo spesso soggetta al ricatto occupazionale e, anche per questo, qualunque offerta che vada in questo senso è irricevibile.
Insomma per il futuro di Taranto il premier avrebbe tre ipotesi: l’acquisizione da parte di gruppi esteri, da parte di italiani e poi l’intervento pubblico. “Se devo far saltare Taranto – ha detto – preferisco intervenire direttamente per qualche anno e poi rimetterlo sul mercato”.
Per la nostra eurodeputata tarantina Rosa D’Amato, “le ipotesi di Renzi non stanno in piedi. Solo per far rispettare l’Aia ci vogliono 8,1 miliardi. Risorse che né il pubblico, né i privati intendono investire. L’idea di una trasformazione ‘verde’ dello stabilimento e in particolare dell’area a caldo, lo si è capito da tempo, è impossibile – continua l’europarlamentare tarantina – L’unica via d’uscita per salvaguardare ambiente e salute è la riconversione dell’area industriale verso un’economia votata al turismo, cultura, agricoltura, pesca ed industrie pulite. Se Renzi intende investire risorse pubbliche, le usi per questo”.
È fuori luogo pensare a un’altra Alitalia, questa volta in veste siderurgica, con benefici ai capitani coraggiosi amici di amici e i debiti accollati allo Stato, cioè alla collettività, privatizzando i profitti e socializzando le perdite e i danni ambientali. Risultano stucchevoli le dichiarazioni e gli intenti di voler ridurre ancor di più le già diluite prescrizioni dell’AIA, forse a questi signori che guardano il profitto prima di ogni diritto alla salute e al lavoro, stanno pensando che a Taranto ci sia ancora la disponibilità ad abbassare la testa. Questi territori e queste persone meritano dignità, salute, un futuro finalmente rispettoso dell’ambiente e delle generazioni future.

Se il Governo si vuole attivare su Ilva, pensi ad una riconversione economica dell’intero territorio, chiudendo le fonti inquinanti e garantendo il reddito ai lavoratori invece di arrecare danni con ulteriori decreti che ci rendono oggetto di infrazioni comunitarie e perdurante inquinamento.

Riportiamo l’interrogazione a risposta scritta:

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