Discarica Vergine: l’inerzia delle amministrazioni e il danno verso i cittadini.

Amici di Beppe Grillo Taranto: Svegliati Stefano!
Programmato incontro a Taranto per il 20 Febbraio: invitate le istituzioni!

203_discaricaGli attivisti del Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” condividono e supportano la lettera di invito / diffida al Sindaco Stefano, presentata dall’associazione AttivaLizzano in data 20 Gennaio, per l’immediata esecuzione dei lavori di smaltimento e rimozione del percolato esistente all’interno della discarica per rifiuti speciali ubicata in località Palombara, in danno della società Vergine Srl.
E’ necessario ricordare che se geograficamente la discarica è situata vicino ai comuni di Lizzano, Fragagnano, Roccaforzata, la stessa è all’interno di quella anomalia definita come “isola amministrativa di Taranto” e quindi, anche se lontana dalla città capoluogo, è un’area sotto la competenza del Comune di Taranto.
Dopo anni di lotta, i cittadini di Lizzano continuano a veder negato il loro diritto alla salute e sono ancora oggi costretti a respirare quell’intenso tanfo dovuto alle esalazioni derivanti dall’area della discarica, che dista appena due chilometri dalle zone abitate. “Questa discarica, gestita dalla società Vergine srl, era stata posta sotto sequestro dalla magistratura nel Febbraio 2014 per gravi inadempienze nel trattamento dei rifiuti” – ricordano gli attivisti – “da quello che apprendiamo dalla stampa, la discarica si trova in uno stato di abbandono dal giorno del sequestro e, nonostante le sollecitazioni da parte dei residenti, i necessari e urgenti interventi di risanamento dei terreni sembrano essere, ancora oggi, un lontano miraggio.” Eppure, sempre dalla stampa si apprende che: nell’Aprile 2014 la famiglia Vergine ha incassato svariati milioni di euro per le garanzie assicurative grazie alla Provincia di Taranto che, attraverso un provvedimento, aveva restituito ai gestori della discarica le fideiussioni che avrebbero garantito la bonifica della stessa e, quindi, la tutela della salute pubblica. Ovviamente di bonifiche nemmeno l’ombra! Inoltre è notizia del 28 Gennaio 2015 che i carabinieri del Noe, su decreto del gip del tribunale di Lecce, hanno eseguito un sequestro preventivo di 6,3 milioni di euro nei confronti della società Alfa srl, con sede in Calenzano (Firenze), già denominata Vergine srl, ritenuta responsabile di aver provocato l’emissione di sostanze odorigene come il solfuro di idrogeno, derivante da processi di gestione e post gestione delle vasche di raccolta e di trattamento dei rifiuti. Oltre a ciò sembra che sia stata realizzata e gestita, sul sito sequestrato, una discarica non autorizzata di percolato, all’interno del bacino di abbancamento, omettendo di effettuarne il periodico smaltimento e violando i sigilli di sequestro.
Lo stesso Presidente della Provincia Martino Tamburrano, paradossalmente, sembra seguire una linea politica inspiegabile ed illogica secondo cui, per risolvere la situazione, occorrerebbe riaprire la discarica!
Nella riunione del Consiglio provinciale dello scorso 17 Dicembre, infatti, nel silenzio generale, si stava approvando una proposta firmata dall’Ing. Dilonardo, dirigente del settore ecologia e ambiente, in cui appunto si prospettava la riapertura della discarica. Sul testo di tale proposta si faceva riferimento ad ulteriore indicazione sconcertante, ossia il passaggio di proprietà dell’impianto (già autorizzato con AIA, determina n.384 del 2008) a favore della subentrante LUTUM Srl di Massafra, società controllata dalla CISA di Albanese – imprenditore di Massafra e che gestisce già diversi impianti di rifiuti come l’inceneritore e quello di trattamento meccanico biologico – e che la stessa Lutum sembra essere una scatola vuota perché non ha dipendenti e risulta inattiva dal 2012. E’ solo grazie alla opposizione degli attivisti di “AttivaLizzano” presenti che si è potuta evitare, per il momento, quest’altra furberia!
Ma la Provincia tornerà presto ad esprimersi in merito e questo ci preoccupa ulteriormente visto che il presidente Tamburrano ha nominato dirigente competente, guarda caso, proprio l’Ing. Martino Dilonardo padre di Donato Dilonardo, socio di Albanese proprietario di CISA che controlla la stessa Lutum. Non vorremmo che con il cambio societario di aziende, si venga a ripetere quanto successo a Manduria in occasione della bonifica della discarica “Li Cicci” che, a seguito di cambio di gestione e fallimento della nuova società, risulta ancora non bonificata e in stato di abbandono.
“Il Sindaco ora si assuma le responsabilità della tutela del territorio e della salute pubblica su cui ricade la sua giurisdizione e si adoperi quanto prima con gli interventi necessari al fine di restituire ai cittadini quel territorio così selvaggiamente deturpato” – affermano gli attivisti del Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto”, aggiungendo – “Siamo, inoltre, sconcertati dalle affermazioni del Presidente della Provincia, Tamburrano, che durante il consiglio provinciale del 17 Dicembre,  ha tacciato di populismo le numerose richieste dei cittadini di Lizzano che vorrebbero fossero riconosciuti il diritto alla salute e ad un ambiente sano”.
Per informare sull’intricata vicenda circa la discarica “Vergine” e fare quindi il punto della situazione, gli attivisti del Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” invitano la cittadinanza a partecipare all’incontro pubblico sul tema “Discarica Vergine, quali soluzioni?” che si svolgerà Sabato 20 Febbraio alle ore 10.00 presso la loro sede in via Dante, 100/A. All’incontro sono stati invitati, oltre l’Associazione AttivaLizzano, il Sindaco Stefano, il presidente della Provincia Tamburrano, il Presidente di Regione Emiliano e i rispettivi assessori all’Ambiente.

Taranto, 3 Febbraio 2016

Gli Attivisti del Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto”

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