Il revisore dei conti boccia il bilancio

Bilancio bocciato dai revisori dei conti, giunta bocciata dalla città, che alle ultime politiche ha voltato le spalle al partito del neo eletto sindaco Melucci.
Come sempre interveniamo sui fatti, e non sugli annunci di una maggioranza che palesa per l’ennesima volta impreparazione e approssimazione.
Lo chiediamo a gran voce da mesi, se il sindaco e la sua giunta non sono in grado di gestire una città come Taranto si facciano da parte.
Non possiamo permetterci cinque anni di “tira a campare”, serve gente capace di ripensare la città, di dare sp eranza alle migliaia di disoccupati.

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Doveva essere un “bilancio partecipato” ma nella realtà è la maggioranza stessa a non crederci dopo essersi accorta che I conti non tornavano.
I revisori dei conti hanno bocciato il vostro bilancio, in cui avete inserito di tutto, soldi sprecati per dare aI cittadini, che vi hanno votato, l’illusione che qualcosa si stia facendo, ma senza uno straccio di programmazione che possa garantire un reale sviluppo alla città. Ora abbiate il coraggio di ammettere le vostre colpe, ed evitate I soliti comunicati pieni di parole, alla città servono fatti concreti, quelli che fino ad oggi non siete stati in grado di fare.

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Le parole se le porta via il vento.. E il minerale anche…ancora!

Al quartiere Tamburi, nei giorni di wind day, si continua a vivere barricati in casa, o come nel caso dei bambini a scuola.
Probabilmente l’amministrazione ritiene che sia sufficiente emanare ordinanze inutili e mai applicate, per sentirsi in pace la con la coscienza.
Nei fatti con la seconda ordinanza il sindaco Melucci e il suo vice hanno annullato gli effetti della prima, più stringente.
E poi chi controlla che l’Ilva attui tutte le prescrizioni del Comune?
E cosa succede se non le rispetta?

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Di sicuro possiamo affermare che, nonostante l’ordinanza obblighi Ilva alla pulizia del quartiere Tamburi, questo non avviene.
Quali sono le conseguenze per tale inadempienza?
Ve lo diciamo noi, nessuna!
Parole che, seppur scritte nero su bianco, vengono portate via dal vento che soffia da nord-ovest, come il minerale che ricopre il quartiere.
Ad un anno dalla sua elezione, il Sindaco Melucci dimostra di non aver ancora capito la gravità della situazione.
Al quartiere Tamburi, e in tutta la città, si respira veleno ogni giorno. Oggi che è wind day se ne respira un po’ di più.
Allora ci chiediamo se c’è la reale volontà da parte di questa giunta di tutelare la salute dei cittadini di Taranto.
Se non c’è, o se non sono capaci, che si facciano da parte, perchè i tarantini non hanno più a disposizione tempo da perdere dietro inutili ordinanze. Qui si muore ed è giunta l’ora di intervenire.

NIENTE SCUOLA, NIENTE SALUTE, NESSUN FUTURO PER TARANTO!

Otto giorni di scuole chiuse. Praticamente oltre una settimana di assenza, come se fosse un prolungamento delle vacanze di Natale. Questa è la situazione che ad oggi si trovano a vivere i ragazzi delle scuole del quartiere Tamburi. Questo scenario non è l’effetto di una calamità naturale, non è conseguenza di una nevicata straordinaria o di un tornado che si è abbattuto sulla Città, ma è il risultato di una disposizione amministrativa con la quale il Sindaco Melucci ha deciso di rispondere alle giornate wind days, da qualche mese.
Intanto il Sindaco, in compagnia del presidente della Regione Emiliano, oggi ha inaugurato un reparto di oncologia pediatrica, ottenuto grazie alla raccolta di fondi dei cittadini di Taranto.
Questo succede perché durante quei giorni chiamati Wind days i bambini trovano le scuole chiuse ma sono costretti ad accompagnare le mamme nelle commissioni in giro per il quartiere, oppure giocano nei cortili delle loro case e li troviamo comunque alle fermate degli autobus quando devono recarsi alle scuole situate fuori dal quartiere.
In pratica respirano lo stesso quello che viene portato dai venti provenienti dal l’ilva.
Tutto questo incide in modo negativo sulla qualità dell’istruzione dei ragazzi dei Tamburi, sull’organizzazione della vita famigliare e sulla serenità degli abitanti del quartiere. Pensare che queste disposizioni siano efficaci, che possano dare una risposta per garantire la vivibilità quotidiana della gente del quartiere, è solo un’illusione che coltivano in pochi, qualche ingenuo da una parte e qualche imbonitore dall’altra.
Al contrario, le proposte del M5S Taranto, con la richiesta del blocco della produzione durante i wind days, avrebbero dato un segnale di un atteggiamento diverso nei confronti della fabbrica inquinante.
Invece il Sindaco e la maggioranza hanno preferito nascondersi dietro quell’ordinanza insignificante. Che non ha niente a che vedere con chi vuole lavorare per un futuro diverso della Città, libero dalla paura delle malattie e della disoccupazione, libero da un passato industriale che ogni giorno mostra la sua drammaticità.
Il futuro di Taranto si chiama riconversione economica a partire da un accordo di programma tra le istituzioni nazionali e locali, per programmare la chiusura delle fonti inquinanti e le bonifiche dell’area industriale; ma solo chi ha le mani libere da interessi può attuarlo.

TAVOLO ACCORDATO… RICORSO RITIRATO? PD… ENNESIMA FARSA SULLA PELLE DEI TARANTINI!

Il ministro Calenda arriva a Taranto in gran segreto, forse trasportato dal vento forte che sta soffiando sulla città e che tiene a casa i bambini dei Tamburi. Niente scuola per loro, oggi è wind day, troppi veleni nell’ aria per poter uscire di casa. In realtà il ministro è atterrato a Grottaglie di ritorno da Cipro, ha detto più tardi in una nota Emiliano. Il governatore non sapeva nulla del suo arrivo, è stato avvisato dal sindaco Melucci dopo aver ricevuto la telefonata che annunciava il blitz a sorpresa. Tanto a sorpresa che nessuno a palazzo di Città sapeva, nemmeno gli uomini del Pd. Quindi non lo sapeva il sindaco, non lo sapeva il presidente della Regione, non lo sapevano i consiglieri e gli assessori e ovviamente non poteva saperlo la città. Che continua a subire un gioco politico di basso profilo, sulla propria pelle naturalmente. Prima lo scambio di tweet ai tempi degli spartani e poi un incontro che ha tutta l’aria, inquinata anche questa, di essere uno scambio di favori: io ti concedo il tavolo per Taranto, tu ritira il ricorso al Tar del Dpcm. È così che va per Taranto. Peccato per i nuovi e vecchi fan di Melucci che in quel ricorso e in questo sindaco avevano riposto fiducia. I ringraziamenti si sono sprecati. L’unico tavolo possibile per noi è quello per un ACCORDO DI PROGRAMMA per Taranto, finalizzato alla chiusura delle fonti inquinanti e alla RICONVERSIONE. Un tavolo dove avrebbe potuto sedersi anche Confindustria, invece ora la vediamo affannata a cercare una sponda buona per risolvere i problemi dell’indotto. Andava scritto a quel tavolo il futuro di Taranto, degli operai e dei bambini che anche oggi si sono visti negare il diritto allo studio e alla vita. Ecco perché il M5S Taranto proseguirà con tutte le sue forze in quella direzione. Basta prese in giro.

#M5STaranto
#ilva
#winddays
#riconvertiresipuo
#accordodiprogramma

AEROPORTO ARLOTTA: SVILUPPARE L’ INTERMODALITA’ PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO!

Il programma nazionale del MoVimento 5 Stelle in materia di trasporti con particolare riguardo al sistema aeroportuale italiano parla chiaro. In Italia ci sono 99 aeroporti aperti al traffico civile, di cui 43 al traffico commerciale e 56 al traffico di aviazione generale. In ogni caso il nostro paese, nonostante sia sostanzialmente in linea per numero di scali e volumi di traffico altri paesi europei a noi comparabili, ha subito una pianificazione infrastrutturale dettata da logiche politico-clientelari e localistiche più che da reali interessi nazionali e dall’esigenza di soddisfare i singoli bacini di utenza. Un vero e proprio sistema clientelare che ha portato in alcune aree del paese ad una densità aeroportuale ingiustificata rispetto alle esigenze del territorio e, quindi, alla duplicazione di aeroporti, molti dei quali vicini tra loro, in un assurdo gioco competitivo tra territori e microbacini territoriali.
Il risultato di tutto questo è stato l’indebitamento milionario che parecchie società di gestione hanno creato, rendendo spesso necessari rifinanziamenti pubblici degli scali e, dunque, operazioni di ripianamento attraverso la partecipazione economica dei cittadini italiani. Un sistema che ha fatto convergere ingenti quantità di denaro verso vere e proprie cattedrali del deserto, sottraendo risorse importanti ad alternative di trasporto quali quella viaria e quella ferroviaria. In generale la realtà italiana, da cui quella pugliese non si differenzia, ci mostra che nel raggio di circa 70/80 Km ci sono più aeroporti spesso in concorrenza tra loro. Il paradosso più evidente è che i più grandi aeroporti italiani ovvero quelli che producono maggiore redditività sono gestiti da concessionari privati e al contrario quelli più piccoli sono sotto il controllo statale e risultano in forte perdita. Ecco perché il MoVimento guarda, ad esempio, al modello spagnolo, dove un unico ente di gestione controlla, ad eccezione di quelli privati, tutti gli scali aeroportuali calibrando gli utili e le perdite tra tutti gli scali, consentendo così a tutto il sistema trasporti del paese di operare in una situazione di equilibrio più o meno sostenibile. Un grosso problema degli aeroporti italiani è quello dell’assenza dei collegamenti. Solo i più grossi, infatti, sono integrati da scali ferroviari che consentono rapidi collegamenti tra luoghi e città anche lontane.Per questo negli ultimi anni ci si è resi sempre più conto che fondamentale per lo sviluppo dei territori è la diffusione dell’intermodalità e quindi di collegamenti tra gli scali aereoportuali e strade, autostrade, ferrovie e scali portuali, che rendono certamente più sostenibili gli investimenti economici oltre che le esigenze di carattere ambientale.
Il regolamento europeo del 2013, inoltre, prevede che requisiti fondamentali che i piani aeroportuali devono rispettare sono quelli dell’equilibrio finanziario e della solidità patrimoniale. In questo senso non è alla lunga sostenibile un aeroporto che vive esclusivamente di indotto di compagnie low cost finanziate quasi sempre direttamente o indirettamente dagli stessi gestori aeroportuali o dagli enti pubblici i cui bilanci vanno spesso in sofferenza e creano distorsione del mercato oltre a gestire in maniera discutibile il personale. Questo sistema è alla lunga perdente. Gli aeroporti invece devono essere redditivi e autosufficienti.
Il sistema aeroportuale pugliese si caratterizza per tutte le problematiche sopra evidenziate. C’è un monopolio affidato di fatto a due scali, Bari e Brindisi, ad utilizzo prevalentemente civile, che da sempre respingono ogni ingerenza esterna come le legittime istanze territoriali di sviluppo di Foggia e soprattutto di Taranto.
In particolare riteniamo in questo senso che l’aeroporto di Taranto abbia tutte le peculiarità e le potenzialità per rappresentare un esempio di reale utilizzo integrato (commerciale e civile). E’ d’uopo ricordare che l’ENAC classifica Grottaglie come aeroporto di interesse nazionale sia a scopo cargo e sia quale scalo a traffico correlato pronto, quindi, ad essere utilizzato qualora le esigenze e le necessità lo richiedessero, anche a scopi civili.
Il Marcello Arlotta si caratterizza, come noto, per avere una delle piste più lunghe in Italia (circa 3,2 km) e potrebbe, con investimenti strutturali in ogni caso necessari per l’ammodernamento della stazione aeroportuale, rappresentare la porta del mezzogiorno per i voli intercontinentali.
In chiave intermodale, peraltro, l’aeroporto di Grottaglie rappresenta il naturale ed importante terminale tra il porto di Taranto, l’autostrada A14 e la statale 106, nonché per i relativi collegamenti ferroviari verso il Mediterraneo versante ionico e adriatico. In relazione a quanto sopra, è bene ricordare il protocollo d’intesa interregionale del 2013 che sancisce una unità di intenti e di indirizzi commerciali, culturali e turistici tra Puglia, Calabria e Basilicata al quale si è aggiunta l’istituzione del “Distretto della Magna Grecia”, cui hanno aderito ad oggi decine di città e realtà istituzionali e turistiche delle regioni sopra indicate che di fatto vedono, in una logica intermodale, l’aeroporto di Taranto Grottaglie quale scalo principale sui cui far convergere traffici di persone e di merci. Un vero e proprio distretto appulo-lucano-calabrese che interessa milioni di persone e potenzialmente grossi traffici turistici e commerciali. Sono tangibili in questa direzione i segnali che provengono ad esempio dal porto di Taranto dove le recenti richieste di concessione per il molo polisettoriale da parte di realtà lucane che operano, tra l’altro, nel settore dell’agro alimentare, fanno ritenere che lo sviluppo dello scalo jonico debba orientarsi verso il merceologico ed il turistico rispettando così l’indirizzo governativo sull’aeroporto. Quindi, merci e persone.
Va aggiunto in questo senso un richiamo alle nascenti Zone ad Economia Speciale (zes interregionale) – di cui si attendono i decreti attuativi (in forte ritardo) e a cui guardiamo con la massima attenzione pur con tutte le cautele del caso – che potrebbero aiutare in misura ancor maggiore la sostenibilità economica del Marcello Arlotta di Grottaglie, renderlo ancor di più appetibile e consentirne l’uso integrato a scopi civili e commerciali con una sostenibilità finanziaria perlopiù autonoma. Ciò verrebbe incontro alle naturali esigenze del territorio.
Per tutto quanto sopra descritto la posizione del MoVimento5 stelle Taranto è chiara: in una chiave di sviluppo e di riconversione economica della provincia jonica l’aeroporto Marcello Arlotta di Grottaglie rappresenta non già una potenziale risorsa, ma piuttosto una irrinunciabile infrastruttura che può e deve avere un utilizzo integrato commerciale e civile cui una riconversione economica deve imprescindibilmente guardare.

DOTIAMO LE SCUOLE DI VENTILAZIONE ARTIFICIALE E FILTRAZIONE DELL’ARIA!!

Questa mattina si è tenuta la seduta monotematica del Consiglio Comunale dedicata all’audizione della Dott.ssa Vera Corbelli, Commissario Straordinario per la bonifica di Taranto.
Dopo aver illustrato il lavoro sin qui svolto, è stata data parola ai Consiglieri Comunali e il gruppo consiliare del M5S, intervenendo tramite il portavoce Massimo Battista, faceva notare la necessità di dotare gli istituti scolastici del quartiere Tamburi di “adeguati impianti di ventilazione artificiale e filtrazione dell’aria” tali da garantire la massima tutela della salute degli studenti, come previsto dalla normativa specifica in materia di edilizia scolastica da applicare alle scuole situate in zone altamente a rischio di inquinamento.
Questa necessità era stata evidenziata dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Taranto al precedente Sindaco e alla stessa Dott.ssa Corbelli con nota prot. 147768 del 3 novembre 2015 e con successiva nota prot. 0137797 del 26 settembre 2016. 
Il Commissario Straordinario per le bonifiche ha risposto che sulla questione bisogna insistere con il Sindaco Melucci in quanto primo responsabile della salute pubblica dei cittadini di Taranto e responsabile dell’applicazione delle norme vigenti in materia di edilizia scolastica.
Considerate tanto l’ordinanza sindacale di chiusura delle scuole nel quartiere Tamburi nei giorni di wind days, quanto la necessità a più riprese evidenziata dall’Asl di idonei impianti di ventilazione e filtrazione dell’aria di cui gli istituti scolastici sono privi, nonostante gli interventi di riqualificazione recentemente effettuati, il gruppo consiliare del M5S ha chiesto alla dott.ssa Corbelli di cosa avesse discusso con il Sindaco di Taranto nell’incontro con questi avuto non più di dieci giorni fa. Nessuna risposta, tuttavia, è stata fornita in merito.
Il M5S Taranto ha a cuore la salute di tutti i cittadini e soprattutto dei bambini e ritiene che il Comune di Taranto debba intervenire immediatamente per dotare tutti gli edifici scolastici del quartiere Tamburi degli adeguati impianti di ventilazione artificiale e filtrazione dell’aria prescritti da lungo tempo dai soggetti competenti.

Francesco NevoliMassimoCira Battista

#M5STaranto
#bonifiche
#scuole

IL CONSIGLIO COMUNALE BOCCIA LA MOZIONE E CONDANNA LA CITTA’ !!

GIU’ LA MASCHERA! 
Il sindaco Melucci ha preferito nascondersi dietro l’intenzione di impugnare l’ultimo decreto emanato dal Governo piuttosto che dare dignità e importanza alla gente del quartiere Tamburi.
E così questa mattina, al Question Time, ha respinto la mozione del M5S Taranto che chiedeva di intervenire sulla fonte inquinante e non sulla libertà dei cittadini di Taranto. In particolare, attraverso la mozione bocciata con 19 voti contrari e 7 favorevoli, si chiedeva che il Consiglio Comunale si esprimesse a favore dell’adozione di provvedimenti sindacali volti a fronteggiare l’emergenza sanitaria, agendo sulle fonti inquinanti, e che il signor Sindaco si impegnasse ad adottare, in occasione degli eventi classificati come Wind Day, ordinanza ex art. 50, comma 5, D.Lgs. n. 267/2000 per il fermo totale – nell’area industriale immediatamente a ridosso del Quartiere Tamburi – degli impianti di produzione, dei nastri trasportatori e dei mezzi che determinano l’innalzamento di quelle polveri minerali che successivamente si disperdono nell’ambiente circostante.
Questa mattina, di fronte ad una massiccia presenza di cittadini intervenuti per assistere al Consiglio Comunale, sono apparse inconsistenti le prese di posizione dei consiglieri della maggioranza, che, nonostante il tentativo di ritardare la discussione, si sono espressi contrariamente, richiamando fantomatici impedimenti tecnici ad un eventuale blocco della produzione nelle devastanti giornate di vento.
I portavoce del M5S Taranto, Francesco Nevoli e Massimo Battista, hanno più volte fornito motivi giuridici e tecnici per i quali l’ordinanza del sindaco di Taranto sarebbe possibile e in linea con i doveri del primo cittadino di intervenire per impedire le situazioni di emergenza ambientale, anche se non possiamo parlare più di emergenza ma di danno sistematico e duraturo.
“Il sindaco ha preferito la strada della burocrazia lunga e farraginosa impugnando il DPCM, perché prevede tempi lunghi per “l’ambientalizzazione” dell’Ilva, quando sarebbe stato più efficace approvare la nostra mozione” – spiega il consigliere Battista – “e siamo anche certi e consapevoli che non otterrà nessun risultato tangibile, se non quello della passerella mediatica che i giornali già gli stanno fornendo”.
“Come possiamo credere e avere fiducia in un Sindaco che con la mano destra impugna il DPCM e con la sinistra boccia la prima azione concreta in favore dei propri cittadini?”, afferma il consigliere Nevoli, che aggiunge: “I cittadini del quartiere in primis , ma tutti in generale, vogliono delle risposte che evidentemente questa amministrazione non può o non vuole dare, e la bocciatura della nostra mozione ne è la prova lampante”.