DAL COMUNE ANCORA NESSUN PROGETTO PER LA VALORIZZAZIONE DEL SITO ARCHEOLOGICO IN LOCALITÀ CROCE

Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo” di Taranto ha inviato un’istanza al Comune di Taranto per conoscere le motivazioni della mancata elaborazione del progetto di valorizzazione e fruizione dei reperti archeologici emersi in località Croce. 1-1Nelle fasi che hanno preceduto i lavori per la realizzazione dei parcheggi di interscambio, finanziati con i fondi FESR 2007-2013, sono stati individuati diversi resti di interesse archeologico. Ad oggi non risulta però che il Comune di Taranto abbia provveduto ad elaborare il progetto di valorizzazione del sito. Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto”, inoltre, ha richiesto informazioni in merito ad un eventuale subappalto dei lavori per il parcheggio di interscambio, oltre alla richiesta di copia degli atti di aggiudicazione dell’appalto stesso.

Il bluff dei 50 milioni per la sanità a Taranto fa il gioco di Emiliano

Il governo Renzi dimentica i bambini e gli ammalati di Taranto, riduce a questione “localistica” un’emergenza sanitaria che è conseguenza dell’inquinamento provocato dall’Ilva dei Riva e dalla complicità dello Stato, promette un emendamento che destinava 50 milioni di euro alla sanità pugliese nella legge di Bilancio -una promessa fatta ai deputati PD- salvo poi non mantenerla e far sparire i 50 milioni. Sicuramente un bluff che può fare solo il gioco del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nella sua lotta di potere contro il premier.
Quei soldi -si aspetta comunque il passaggio al Senato- sono necessari ad attuare interventi su strutture e personale per rispondere ai numeri spaventosi, tra ammalati e morti, provocati dai veleni e dal minerale che si deposita nelle case e nei polmoni dei cittadini della nostra città.
Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” sottolinea l’inadeguatezza politica e morale di questo Pd, un partito che ha condannato Taranto e la sua gente senza scrupoli, votando dieci decreti per salvare una fabbrica che produce acciaio e sangue, dimenticandosi di centinaia di famiglie che soffrono e sono costrette a chiedere diritti, come quello di curarsi, che dovrebbero essere invece garantiti.
La follia di questo governo, di un Renzi manovrato dalle lobby, troverà il suo apice nel referendum costituzionale del 4 dicembre. Voteremo “No” anche per questo, perché non possiamo più tollerare i ciarlatani che a Taranto calpestano impunemente la Costituzione ogni giorno.

TRASPORTO SCORIE ITREC AVVENUTO SENZA ALCUN AVVISO PER LA POPOLAZIONE E NEL DISINTERESSE DELLE ISTITUZIONI

Il MoVimento 5 Stelle ha già presentato due interrogazioni (Camera e Senato) sulla vicenda e chiede al Presidente Vendola di rompere un silenzio inspiegabile

Nella notte tra il 28 e 29 Luglio è stato trasportato del materiale sospetto dalla Itrec, situata nella zona Enea-Trisaia di Rotondella (Matera), fino all’aeroporto militare di Gioia del Colle (Bari). Il trasporto sarebbe avvenuto attraverso la statale 106 Jonica, dove un convoglio scortato da circa 300 unità tra carabinieri, polizia e guardia di finanza ha trasferito il “non meglio precisato carico”. A chiarire la vicenda alcune fonti giornalistiche che parlano di un accordo Italia-USA sulle barre di Elk River, il composto uranio torio, che dai bunker del centro Enea-Trisaia dove erano custodite sono state trasportate definitivamente oltreoceano.

“Tutto ciò è accaduto ad insaputa della popolazione – dichiarano i portavoce pugliesi del MoVimento 5 Stelle in Camera e Senato – È ingiustificabile che, a più di 24 ore dall’uscita delle notizia, il Governatore della Puglia Nichi Vendola non abbia ancora chiarito l’accaduto ai cittadini pugliesi e non abbia ufficialmente richiesto spiegazioni al Governo nazionale! Evidentemente il leader di Sinistra Ecologia e Libertà preferisce nascondersi dietro imbarazzanti silenzi invece di pretendere a gran voce dal Governo la verità e tranquillizzare, così, gli abitanti della zona”.

Alla luce degli ultimi aggiornamenti sulla vicenda, le immediate interrogazioni presentate sia alla Camera sia al Senato dal MoVimento 5 Stelle hanno colto nel segno. Si tratta, infatti, delle 84 barre di uranio-torio presenti nel Centro di Rotondella che, tra il 1969 ed il 1971, ai sensi di un accordo mai ratificato dal Parlamento italiano, giunsero dal reattore di Elk River, nel Minnesota, all’allora Cnen, oggi Itrec. Barre di uranio-torio che hanno impedito, per la loro pericolosità, ogni ipotesi di trasformazione della struttura in un centro universitario di studi e ricerca.

“Se il trasferimento di materiali ha riguardato sostanze radioattive – dichiarano i parlamentari pugliesi M5S – non può essere ignorato il rischio grave che sia avvenuta una perdita importante di acque contaminate dalle piscine che raffreddano le barre di Elk River. È da tempo che i cittadini lucani e calabresi chiedono di essere informati sui rischi che la struttura di stoccaggio può generare soprattutto in relazione alla facilità con cui si propagherebbe un’eventuale contaminazione radioattiva. In questa occasione non è stata rispettata alcuna norma delle direttive Euratom nel contesto della pianificazione dei trasferimenti di materiali avvenuti nel centro Itec”.

 “Vendola che ha fatto del “no al nucleare” un suo cavallo di battaglia – continuano i cinquestelle – pare attuare, anche questa volta, il medesimo comportamento della battaglia sull’acqua pubblica: pura e mera azione propagandistica che non si traduce mai in fatti! Ma del suo agire populista ci interessa poco, quel che è importante è sapere se la Regione Puglia abbia seriamente intenzione di intervenire o meno, chiedendo spiegazioni al Governo. Questa vicenda, infatti, se confermata, rappresenterebbe l’ennesimo schiaffo in faccia ad una popolazione e ad un territorio che troppo spesso ha subito il dazio ambientale per presunti benefici non riconducibili ai pugliesi”.