RIFIUTI, IL REGALO DI STEFÀNO A TARANTO: ALIQUOTA ECOTASSA A 25,82 EURO, IL MASSIMO!

 

Con la determina della Regione Puglia n.393 del 7 dicembre 2016 si è proceduto alla validazione delle percentuali di raccolta differenziata dei Comuni per la determinazione del tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti, e alla contestuale assegnazione a ciascun Comune della provincia di Taranto dell’aliquota per il 2017.ecotassa
Per il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” è questo il regalo di Natale del sindaco Stefàno ai cittadini di Taranto: il massimo dell’aliquota sull‘ecotassa per i rifiuti, ovvero 25,82 euro per tonnellata smaltita in discarica. L’aliquota 2017 sul tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi urbani (RSU) sale così dai 7,50 euro del periodo 2013-2016 ai 25,82 euro per il 2017, un aggravio enorme per i già tartassati abitanti di Taranto. Negli anni passati, a causa di alcune furbate del Comune di Taranto e la complicità di un consiglio regionale assoggettato alla volontà delle lobby dei rifiuti, il disastro sui rifiuti di Taranto era sì accertato ma non sanzionato adeguatamente.
La Giunta Stefàno ha fallito. Neanche un obiettivo previsto per legge è stato raggiunto nonostante 10 anni di amministrazione di centrosinistra. Per il Comune di Taranto non c’è stato alcun adeguamento dei contratti di gestione del servizio di raccolta rifiuti alle più recenti disposizioni; non c’è alcuna elevata qualità della frazione organica raccolta in maniera separata;ecotassa2 manca una elevata qualità di raccolta degli imballaggi, attraverso sistemi di raccolta monomateriale; è completamente assente la possibilità di una elevata qualità del sistema di monitoraggio e controllo della raccolta anche mediante sistemi informativi territoriali. Per non parlare del mancato raggiungimento del 65% di raccolta differenziata che per legge doveva avvenire a dicembre del 2012, mentre oggi Taranto è al 16 per cento. Una vergogna.
A trarre i benefici di questo disastro è la CISA del duo Marcegaglia-Albanese che ogni anno riceve a Massafra decine di migliaia di tonnellate di rifiuti e diversi milioni di euro da Taranto per il trattamento e lo smaltimento. Taranto vive quindi in una costante emergenza ambientale e sociale, siamo in una situazione di illegalità diffusa dovuta al comportamento degli amministratori locali e i tarantini devono sobbarcarsi adesso l’onere di questa inefficienza e inettitudine.
In città non è prevista la raccolta porta a porta, attiva solo in alcuni quartieri come Lama, San Vito e Talsano. Troppo poco. Quando vedremo la nostra amata città risorgere? Solo con un nuovo governo cittadino che punti decisamente a “Rifiuti Zero” e che metta in moto l’economia circolare potrà far risorgere la città, proprio come propone da anni il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto”. Per gli attivisti dello storico Meet Up tarantino è ora di dire “basta” alla vecchia gestione comunale, alle discariche, agli inceneritori e a tutte le fonti inquinanti.

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Trivellazioni nel Golfo di Taranto, il Ministero rilascia un altro parere favorevole

Amici di Beppe Grillo Taranto: il Comune e la Regione ricorrano subito al Tar

 Dal 14 al 18 ottobre 2016 sono cinque le Valutazioni d’Impatto Ambientale legate ai permessi di ricerca e prospezione rilasciate dal Ministero dell’Ambiente a stoptrivellamultinazionali del petrolio e del gas, che adesso potranno utilizzare i micidiali Air Gun nei mari della Puglia. Una valutazione favorevole riguarda proprio il Golfo di Taranto in merito al permesso di Prospezione “d 3 F.P-.SC” di estensione di 4.030 km2 proposto dalla Schlumberger. Come se non bastasse ai margini del Golfo di Taranto sul versante calabrese per altre due Via, legate ai permessi di Ricerca “d 85 F.R-.GM” e “d 86 F.R-.GM”, sono state rilasciate alla Global Med. Si tratta di un fortissimo attacco al meridione e al nostro mare! Renzi dimostra, per l’ennesima volta, come per lui la vita degli esseri viventi e di interi settori economici come turismo e pesca debbano essere schiacciati dagli interessi dei petrolieri.Il 29 settembre 2016, il Tar del Lazio ha bocciato i ricorsi delle regioni e degli enti locali per un’altra Via rilasciata lo scorso anno dal Ministero dell’Ambiente all’Enel sempre nel nostro Golfo. Due multinazionali quindi hanno incredibilmente passato la valutazione ambientale del Ministero dell’Ambiente e sono in attesa dell’autorizzazione definitiva del Ministero dello Sviluppo Economico per “bombardare” il Golfo di Taranto. Il Meet Up Amici di Beppe Grillo Taranto ha presentato per entrambi i progetti osservazioni contrarie alla procedura di Via, ignorate con argomentazioni stucchevoli dal Ministero dell’Ambiente che ha proceduto comunque. Ora chiede al Comune di Taranto di ricorrere al Tar contro il decreto di Via della Schlumberger e alla Regione Puglia di ricorrere al Consiglio di Stato per il decreto Via dell’Enel.
Le decisioni prese dal governo nonostante il parere contrario di Regioni, Comuni, associazioni e semplici cittadini, sono una riprova che questo governo a guida Pd non ascolta le popolazioni interessate e vuole continuare con una economia inquinante, pericolosa e soprattutto ottocentesca, del tutto sorpassata! Attualmente lo Stato ha competenza esclusiva sul mare e i pareri delle popolazioni locali non sono vincolanti. area-trivellazioniQuesto modo di fare prepotente e irrispettoso dei territori ci deve far pensare anche alla Riforma Costituzionale voluta dal duo Renzi-Verdini sotto il mandato di J.P Morgan, in quanto anche sulla terra, l’intera politica energetica passerà sotto l’esclusiva competenza dello Stato escludendo i territori da ogni decisione. Un altro motivo per votare NO al referendum del 4 dicembre.
I nostri mari stanno attraversando un periodo difficilissimo, messi in crisi già dagli scarichi dei depuratori e dall’inquinamento diffuso derivante dalle attività antropiche, il settore della pesca attraversa un periodo nero e gli Air Gun diminuiranno inevitabilmente il pescato. Il turismo, che potrebbe essere una molla per il rilancio del Sud, subirà un danno d’immagine. Ciò che più è sconvolgente, è il trattamento riservato agli abitanti del mare, soprattutto balene e delfini che, con gli Air Gun, potrebbero anche morire. Con queste Valutazioni ambientali favorevoli rilasciate dal governo, il Golfo di Taranto è a serio rischio e come se non bastasse altri procedimenti in corso stanno per concludersi.
Puntare ancora sugli idrocarburi è una strategia perdente e deleteria ed è legata alla diabolica Strategia Energetica Nazionale (SEN) del governo che vede l’Italia come hub del gas pur avendo scarsissime quantità di gas e petrolio a disposizione. Il Meet Up Amici di Beppe Grillo Taranto ha presentato una proposta di legge che se approvata bloccherebbe i due procedimenti in corso e salverebbe il nostro mare. La proposta di legge prevede infatti l’istituzione di un’area marina protetta delle isole Cheradi e del Mar Piccolo, per difendere anche quelle realtà che stanno nascendo e si sono affermate per far conoscere a migliaia di turisti la ricchezza delle nostre acque. Al partito Democratico diciamo:

GIU’ LE MANI DAL NOSTRO MARE!

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HORIZON 2020, IL COMUNE DI TARANTO VUOLE PERDERE QUESTA OPPORTUNITÀ?

HORIZON 2020 – PILASTRO “SFIDE DELLA SOCIETÀ”: BANDI 2016-2017 PER I TEMI ENERGIA E AMBIENTE: 110 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI EUROPEI

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Sostenibilità, energia, ambiente. Cosa farà l’Amministrazione comunale di Taranto rispetto al bando europeo Horizon 2020? Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” ha inviato, il 12 settembre scorso, una dettagliata istanza al Sindaco senza però ricevere alcuna risposta in merito. I due bandi europei – “Città intelligenti e sostenibili” e “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities” – stanziano complessivamente 110 milioni di euro per progettare città intelligenti e sostenibili, grazie all’introduzione di tecnologie ed infrastrutture innovative capaci di ridurre l’impatto ambientale delle zone urbane (Smart cities). La pubblicazione dei due inviti per accedere ai finanziamenti è prevista per il 4 ottobre (bando “Città intelligenti e sostenibili”, scadenza il 14 febbraio 2017) e per l’8 novembre (bando “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities”, scadenze il 7 marzo e il 5 settembre 2017). L’avviso del 4 ottobre (bando “Città intelligenti e sostenibili”) finanzierà, con 71.000.000 di euro, progetti in almeno tre “città faro” che dovranno proporre soluzioni tecnologiche per rendere gli edifici intelligenti, ma anche reti di elettricità, teleriscaldamento, telecomunicazioni, acqua, che utilizzino piattaforme Ict di ultima generazione. L’avviso dell’8 novembre (bando “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities”) metterà a disposizione 40.000.000 euro per finanziare progetti di riqualificazione in zone svantaggiate od aree abbandonate. Per il bando che si aprirà il 4 ottobre – il tempo stringe – ogni “città-faro” deve aver adottato il Piano d’azione sull’energia sostenibile (PAES) valutato positivamente dal Patto dei Sindaci. Il Comune di Taranto però non risulta firmatario del Patto dei Sindaci e non risulta essersi dotato del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC). Vista l’importanza dei finanziamenti e le scadenze imminenti, il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” chiede al Comune di Taranto se intende usufruire delle possibilità offerte dai due bandi – “Città intelligenti e sostenibili” e “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities” – aderendo al Patto dei Sindaci. Chiede inoltre al Sindaco se intende dotare il Comune di Taranto del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) e di conoscere le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione locale a non affiggere, all’ingresso degli edifici o in altri luoghi chiaramente visibili al pubblico – compresi gli edifici scolastici di pertinenza comunale – l’attestato di prestazione energetica. Si tratta di un’opportunità enorme per Taranto, un passaggio fondamentale che non può andare a vuoto: è in gioco infatti il futuro energetico sostenibile della città.

Auto elettriche: Comune di Taranto inadempiente. “Amici di Beppe Grillo di Taranto”: Amministrazione comunale contro la mobilità sostenibile!

Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo di Taranto” ha presentato questa mattina l’istanza al Comune di Taranto per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica.
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Il Comune risulterebbe inadempiente rispetto al Decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380 «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia», per quanto riguarda le installazioni di colonnine di ricarica elettrica.  Infatti avrebbe dovuto adeguare entro il 1º giugno 2014 il regolamento edilizio affinché, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio, sia obbligatoriamente prevista per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale (con superficie utile superiore a 500 metri quadrati) e per i relativi interventi di ristrutturazione edilizia, l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Tali infrastrutture sono idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no.
Dai documenti pubblicati dal Comune sul confusionario sito web dell’amministrazione non si evince alcun adeguamento. A Taranto mancano colonnine di ricarica elettrica accessibili al pubblico. Ovviamente, se mancano le colonnine di ricarica elettrica, come può il cittadino acquistare un veicolo elettrico sapendo che non può ricaricarlo in nessuna parte della città?
Un’altra dimostrazione di come questa amministrazione non abbia a cuore la mobilità sostenibile sono le fiacche iniziative che il Comune di Taranto ha intrapreso per la settimana della mobilità sostenibile 2016, alla quale ha aderito solo dopo nostro sollecito. Eppure la creazione di una rete infrastrutturale cittadina libererebbe i tarantini dalla schiavitù delle fonti fossili che non solo sono inquinanti, ma che ci rendono dipendenti da Paesi esteri che troppo spesso vedono conflitti bellici soprattutto a causa dell’accaparramento di petrolio e gas. Una Taranto Libera, ha bisogno di esser liberata soprattutto dalle fonti fossili!”.
In Norvegia un cittadino su quattro si muove con un veicolo elettrico, nella sola città di Oslo vi sono più di mille colonnine di ricarica elettrica mentre a Taranto il risultato è zero. Pertanto il Meet Up “Amici di Beppe Grillo di Taranto” ha presentato formale istanza per chiedere all’amministrazione Stefàno di adeguarsi alla normativa vigente e conoscere quanti edifici sono stati autorizzati dal 1 giugno 2014 in poi. Non escludiamo ulteriori azioni per far valere queste ragioni in altre sedi, ma rimaniamo rammaricati nel constatare che in una città inquinata come Taranto, l’amministrazione comunale di Stefàno non abbia fatto nulla di concreto per favorire la circolazione dei veicoli elettrici. Inadempienti e irresponsabili! Se non lo farà Stefano, ci penserà il M5S il prossimo anno!

Meet Up Amici di Beppe Grillo Taranto

La tappa di Lido Torretta chiude il tour 2016 #giùlemanidalnostromare

La tappa di Lido Torretta chiude il tour 2016 #giùlemanidalnostromare

Ripartiamo datappafinale2 Lido Torretta che chiude il tour 2016 “Giù le mani dal nostro mare”. Ripartiamo da questa zona simbolo perché la questione delle isole amministrative non rimanga inascoltata, insieme con la difesa dei nostri mari, soggetti a sversamenti inquinanti e al centro di progetti di devastazione piuttosto che di riqualificazione.

Siamo stati affiancati da portavoce d’eccezione: Davide Crippa in rappresentanza del Movimento Cinque Stelle nazionale, Rosa D’Amato per l’Europa cinquestelle, Antonio Trevisi del M5s Puglia, Monica Altamura e Valerio Morelli, voci locali del Movimento.

Con Morelli (M5s Lizzano) abbiamo condiviso la problematica delle isole amministrative: “Chiediamo al Comune di Taranto la loro cessione perché i residenti non possono più pagare tasse per servizi di cui non usufruiscono”. Ma il nodo non è concentrato solo su questo. Ad esempio la competenza della discarica Vergine è del Comune di Taranto sebbene dal capoluogo disti più di 20 chilometri. E’ una bomba ecologica, un pericolo per i residenti della provincia limitrofa, per questo il portavoce Morelli ha lanciato nel corso dell’evento di Lido Torretta un allarme: “Non possiamo nemmeno decidere sulla nostra salute”.

Di respiro più ampio la visione del portavoce M5s alla Camera dei deputati, Davide Crippa: “Non pensiamo più allo sfruttamento delle risorse fossili ma puntiamo sulle energie rinnovabili e alternative. Basta devastare territori come questi. L’Italia in piena crisi economica non può permettersi di fare questo”. Sulla stessa linea il consigliere regionale cinquestelle, Antonio Trevisi, che ha confermato e ribadito la dichiarazione di Crippa: “In autunno, come M5S Puglia, inizitappafinaleeremo la stesura del Piano energetico regionale basato sulle linee guida di quello nazionale. Dimostreremo che è possibile individuare un percorso di sviluppo che prevede efficienza energetica e fonti rinnovabili. Lasciamoci alle spalle le fonti fossili che deturpano il mare”.

Siamo soddisfatti per l’intensa partecipazione dei bagnanti, sia per la petizione a salvaguardia dei tre mari di Taranto sia per l’interesse che hanno dimostrato nei confronti della proposta di legge. A questo proposito ribadiamo i punti dell’iniziativa legislativa: tutela del Golfo di Taranto con il divieto di prospezione e ricerca di idrocarburi e istituzione dell’area marina protetta delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo. Luci puntate anche sull’accessibilità alle spiagge e alle aree limitrofe agli stabilimenti per i disabili.

La tutela dei nostri mari continua anche al di là delle aree balneari. Lo striscione #giùlemanidalnostromare rimane un simbolo per noi e speriamo rimanga un promemoria per tutti coloro che ci hanno seguito in questa lunga estate a difesa del nostro territorio.

Gli “Amici di Beppe Grillo Taranto”: nuovo rigassificatore? Non ne abbiamo bisogno!

rigassificatori_pugliaNotizie dell’ultima ora pongono questa splendida e martoriata città al centro di un complicato quanto devastante interesse economico senza alcun beneficio per il territorio. Apprendiamo dagli organi di stampa che la scoperta del giacimento metanifero egiziano avrà come terminal di Rigassificazione proprio Taranto.
Proprio così, dopo le battaglie che dal 2006 al 2008 hanno portato la cittadinanza attiva e il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” ad opporsi e ad aver ragione al rigassificatore della Gas Natural che sarebbe dovuto essere costruito a 700 metri circa dalle imponenti torce della raffineria ENI, oggi sembra che la minaccia sventata ritorni prepotentemente sulla scena tarantina.
A dir la verità la notizia non ci meraviglia più di tanto in quanto anche nella documentazione del Nuovo Piano Regolatore si parla espressamente che l’idea del rigassificatore a Taranto non è mai stata abbandonata, individuando tra l’altro anche una collocazione ben precisa a seguito della realizzazione della colmata ad Ovest di Punta Rondinella con una banchina d’ormeggio che secondo l’autorità portuale di Taranto – “costituirebbe un valido ampliamento delle aree portuali, utilizzabile per insediamenti industriali di produzione e/o di trasformazione, anche nel settore energetico”.
Facciamo un po’ di chiarezza su cosa è un rigassificatore e a cosa serve.
Un rigassificatore è un impianto industriale che permette di riportare il prodotto dallo stato liquido, utilizzato nel trasporto marittimo, a quello gassoso utile per il trasporto terrestre ed il consumo finale. Gli impianti di rigassificazione possono essere realizzati a terra, oppure in alto mare (su strutture offshore), o su particolari navi dette “unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione”. La tecnologia offshore prevede la realizzazione di una struttura galleggiante in cui alloggiano i serbatoi per contenere il gas. La struttura galleggiante, che può anche essere una nave metaniera opportunamente adattata, viene ancorata permanentemente al fondo marino, lontano dalla costa e funziona da serbatoio galleggiante a cui attraccano le metaniere per scaricare il gas liquefatto che viene riportato allo stato gassoso a bordo dell’unità galleggiante. Un gasdotto collega la nave alla terraferma consentendo di immettere il gas nella rete gas.
Inoltre il processo di raffreddamento del gas, al momento della sua riconversione da gassoso a liquido, prevede l’utilizzo di sostanze clorate e acqua di mare con conseguente raffreddamento della stessa e ciò comporta la perdita dei servizi ecosistemici espletati dall’habitat marino, della distruzione di plancton e larve, della selezione operata a favore di specie batteriche resistenti al trattamento con cloro, del rilascio di sostanze tossiche ivi compreso il cloro libero residuo. Tra le forme di contaminazione il cloro immesso nell’acqua di mare dà principalmente origine ad alogenoderivati organici (essenzialmente bromurati), come i trialometani (principalmente bromoformio), gli acidi aloacetici, gli aloacetonitrili, gli alofenoli. In relazione allo stato di ossigenazione dell’acqua e alle fioriture fitoplanctoniche, durante le fasi ipossiche o anossiche vengono prodotte notevoli quantità di ammonio, che interferisce con il cloro per la formazione di clorammine. Sono tutte sostanze prioritarie così definite nel D.Lgs. 152/2006, Allegato III, parte III (Norme in materia ambientale – analisi dell’impatto antropico): rientrano nella lista delle sostanze più a rischio per il comparto acque. Sono tossiche, in parte persistenti e mutagene. Si accumulano nei grassi e vengono trasmesse lungo la catena alimentare.
Quindi con il rigassificatore si avrebbero problemi ambientali, problemi legati ai rischi di incidenti rilevanti che potrebbero innescare un terrificante effetto domino ad esempio sul parco serbatoi dell’ENI e soprattutto condannare la nostra città alla vetustità e quindi ad HUB delle fonti fossili, tutto questo mentre il mondo sta andando verso le fondi energetiche rinnovabili.
Gli Amici di Beppe Grillo Taranto – Meet Up 192 avvertono le autorità che un simile disastro può e deve essere evitato e chiedono a gran voce di puntare su di un’economia energetica locale derivata da fonti rinnovabili diffuse sostenibili.
La salute dei cittadini non può essere barattata e svenduta così: bisogna avere rispetto della volontà popolare e dei cittadini.

Taranto, 18 Settembre 2015

Gli attivisti del Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto”

Campagna Legge Rifiuti Zero banner

Rifiuti nei cementifici, un attacco alla salute

Un nuovo attacco alla salute viene portato dallo schema di Decreto Presidenziale approvato del Consiglio dei ministri il 26 Ottobre 2012 ed inviato al Parlamento. E’ un provvedimento che disciplina la combustione di rifiuti nei cementifici, in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali. Esso aggrava pesantemente quanto già previsto dal D. M. Sviluppo Economico del 6 Luglio 2012, con cui il ministro Passera aveva liberalizzato la speculazione legata alla produzione di energia da impianti a biomassa agricola.
La nuova proposta legislativa riguarda l’utilizzazione “energetica” del Combustibile Derivato Rifiuti (C.D.R.), riclassificato come Combustibile Solido Secondario (C.S.S.). Il CSS, non più definito “rifiuto urbano”, ma “rifiuto speciale”, viene esentato dall’obbligo di essere trattato entro i confini regionali, diventando un prodotto industriale “di libera circolazione” che va a sostituire i combustibili tradizionali nei cementifici ed entra nel business dello smaltimento dei rifiuti.
La previsione di bruciare la parte combustibile di rifiuti indifferenziati negli inceneritori è una grave scelta dal punto di vista ambientale e sanitario. Da un lato vengono esposte le popolazioni al rischio di patologie cancerogene derivate da inquinamento atmosferico da polveri sottili ed ultrasottili, mentre dall’altro, a causa dell’incentivazione con CIP6 e Certificati Verdi, viene di fatto impedito l’avvio dell’industria del riciclo.
Ma bruciare rifiuti nei cementifici è di gran lunga più pericoloso che bruciarli negli inceneritori.
I cementifici risultano più inquinanti degli inceneritori in quanto non dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei microinquinanti, e sono inoltre autorizzati con limiti di emissioni più alti. Il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 10 ng/mc nei cementifici, cioè 100 volte di più.

Diversi cementifici inoltre sono inseriti a ridosso di centri urbani già pesantemente inquinati come Colleferro nel Lazio, Barletta e Taranto in Puglia, Rezzato in Lombardia, Monselice in Veneto, Maddaloni in Campania con le conseguenza di provocare un’escalation di contaminazione.

La Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero”, con la sua rete di oltre 150 associazioni nazionali e locali, coordinamenti regionali e comitati locali in diciotto Regioni diverse, chiede di fermare questa proposta ed ogni qualsiasi decisione in merito.
Lanciamo una mobilitazione generale per fermare il proseguimento dell’esame in Commissione Ambiente, anche in vista del deposito a breve del Testo di Legge di Iniziativa popolare che prevede la moratoria sino al 2020 per gli inceneritori ed i cementifici che utilizzano rifiuti e la revoca degli incentivi che consentono di sopravvivere a queste industrie tossiche, insostenibili per l’ambiente e per la salute.
25 Gennaio 2013

Campagna Nazionale “Legge Rifiuti Zero”
Piazza Vittorio Emanuele II, 2 – Roma
leggerifiutizero@gmail.com
Tel. 340 371 9350

http://www.zerowastelazio.it/1/campagna_nazionale_a_legge_rifiuti_zeroa_a_elenco_aderenti_1133975.html