AEROPORTO ARLOTTA: SVILUPPARE L’ INTERMODALITA’ PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO!

Il programma nazionale del MoVimento 5 Stelle in materia di trasporti con particolare riguardo al sistema aeroportuale italiano parla chiaro. In Italia ci sono 99 aeroporti aperti al traffico civile, di cui 43 al traffico commerciale e 56 al traffico di aviazione generale. In ogni caso il nostro paese, nonostante sia sostanzialmente in linea per numero di scali e volumi di traffico altri paesi europei a noi comparabili, ha subito una pianificazione infrastrutturale dettata da logiche politico-clientelari e localistiche più che da reali interessi nazionali e dall’esigenza di soddisfare i singoli bacini di utenza. Un vero e proprio sistema clientelare che ha portato in alcune aree del paese ad una densità aeroportuale ingiustificata rispetto alle esigenze del territorio e, quindi, alla duplicazione di aeroporti, molti dei quali vicini tra loro, in un assurdo gioco competitivo tra territori e microbacini territoriali.
Il risultato di tutto questo è stato l’indebitamento milionario che parecchie società di gestione hanno creato, rendendo spesso necessari rifinanziamenti pubblici degli scali e, dunque, operazioni di ripianamento attraverso la partecipazione economica dei cittadini italiani. Un sistema che ha fatto convergere ingenti quantità di denaro verso vere e proprie cattedrali del deserto, sottraendo risorse importanti ad alternative di trasporto quali quella viaria e quella ferroviaria. In generale la realtà italiana, da cui quella pugliese non si differenzia, ci mostra che nel raggio di circa 70/80 Km ci sono più aeroporti spesso in concorrenza tra loro. Il paradosso più evidente è che i più grandi aeroporti italiani ovvero quelli che producono maggiore redditività sono gestiti da concessionari privati e al contrario quelli più piccoli sono sotto il controllo statale e risultano in forte perdita. Ecco perché il MoVimento guarda, ad esempio, al modello spagnolo, dove un unico ente di gestione controlla, ad eccezione di quelli privati, tutti gli scali aeroportuali calibrando gli utili e le perdite tra tutti gli scali, consentendo così a tutto il sistema trasporti del paese di operare in una situazione di equilibrio più o meno sostenibile. Un grosso problema degli aeroporti italiani è quello dell’assenza dei collegamenti. Solo i più grossi, infatti, sono integrati da scali ferroviari che consentono rapidi collegamenti tra luoghi e città anche lontane.Per questo negli ultimi anni ci si è resi sempre più conto che fondamentale per lo sviluppo dei territori è la diffusione dell’intermodalità e quindi di collegamenti tra gli scali aereoportuali e strade, autostrade, ferrovie e scali portuali, che rendono certamente più sostenibili gli investimenti economici oltre che le esigenze di carattere ambientale.
Il regolamento europeo del 2013, inoltre, prevede che requisiti fondamentali che i piani aeroportuali devono rispettare sono quelli dell’equilibrio finanziario e della solidità patrimoniale. In questo senso non è alla lunga sostenibile un aeroporto che vive esclusivamente di indotto di compagnie low cost finanziate quasi sempre direttamente o indirettamente dagli stessi gestori aeroportuali o dagli enti pubblici i cui bilanci vanno spesso in sofferenza e creano distorsione del mercato oltre a gestire in maniera discutibile il personale. Questo sistema è alla lunga perdente. Gli aeroporti invece devono essere redditivi e autosufficienti.
Il sistema aeroportuale pugliese si caratterizza per tutte le problematiche sopra evidenziate. C’è un monopolio affidato di fatto a due scali, Bari e Brindisi, ad utilizzo prevalentemente civile, che da sempre respingono ogni ingerenza esterna come le legittime istanze territoriali di sviluppo di Foggia e soprattutto di Taranto.
In particolare riteniamo in questo senso che l’aeroporto di Taranto abbia tutte le peculiarità e le potenzialità per rappresentare un esempio di reale utilizzo integrato (commerciale e civile). E’ d’uopo ricordare che l’ENAC classifica Grottaglie come aeroporto di interesse nazionale sia a scopo cargo e sia quale scalo a traffico correlato pronto, quindi, ad essere utilizzato qualora le esigenze e le necessità lo richiedessero, anche a scopi civili.
Il Marcello Arlotta si caratterizza, come noto, per avere una delle piste più lunghe in Italia (circa 3,2 km) e potrebbe, con investimenti strutturali in ogni caso necessari per l’ammodernamento della stazione aeroportuale, rappresentare la porta del mezzogiorno per i voli intercontinentali.
In chiave intermodale, peraltro, l’aeroporto di Grottaglie rappresenta il naturale ed importante terminale tra il porto di Taranto, l’autostrada A14 e la statale 106, nonché per i relativi collegamenti ferroviari verso il Mediterraneo versante ionico e adriatico. In relazione a quanto sopra, è bene ricordare il protocollo d’intesa interregionale del 2013 che sancisce una unità di intenti e di indirizzi commerciali, culturali e turistici tra Puglia, Calabria e Basilicata al quale si è aggiunta l’istituzione del “Distretto della Magna Grecia”, cui hanno aderito ad oggi decine di città e realtà istituzionali e turistiche delle regioni sopra indicate che di fatto vedono, in una logica intermodale, l’aeroporto di Taranto Grottaglie quale scalo principale sui cui far convergere traffici di persone e di merci. Un vero e proprio distretto appulo-lucano-calabrese che interessa milioni di persone e potenzialmente grossi traffici turistici e commerciali. Sono tangibili in questa direzione i segnali che provengono ad esempio dal porto di Taranto dove le recenti richieste di concessione per il molo polisettoriale da parte di realtà lucane che operano, tra l’altro, nel settore dell’agro alimentare, fanno ritenere che lo sviluppo dello scalo jonico debba orientarsi verso il merceologico ed il turistico rispettando così l’indirizzo governativo sull’aeroporto. Quindi, merci e persone.
Va aggiunto in questo senso un richiamo alle nascenti Zone ad Economia Speciale (zes interregionale) – di cui si attendono i decreti attuativi (in forte ritardo) e a cui guardiamo con la massima attenzione pur con tutte le cautele del caso – che potrebbero aiutare in misura ancor maggiore la sostenibilità economica del Marcello Arlotta di Grottaglie, renderlo ancor di più appetibile e consentirne l’uso integrato a scopi civili e commerciali con una sostenibilità finanziaria perlopiù autonoma. Ciò verrebbe incontro alle naturali esigenze del territorio.
Per tutto quanto sopra descritto la posizione del MoVimento5 stelle Taranto è chiara: in una chiave di sviluppo e di riconversione economica della provincia jonica l’aeroporto Marcello Arlotta di Grottaglie rappresenta non già una potenziale risorsa, ma piuttosto una irrinunciabile infrastruttura che può e deve avere un utilizzo integrato commerciale e civile cui una riconversione economica deve imprescindibilmente guardare.

Annunci

VOLONTARI AUSILIARI DEL TRAFFICO, UN SERVIZIO DA RIPRISTINARE

In vista della prossima seduta del Consiglio Comunale Question Time i Portavoce del M5S Taranto hanno nei giorni scorsi depositato un’interrogazione al Dirigente della Direzione Polizia Municipale per ottenere spiegazioni sul mancato utilizzo dei Volontari Ausiliari del Traffico (VAT). Sono sotto gli occhi di ogni Cittadino sin dall’inizio del nuovo anno scolastico le gravissime e quotidiane problematiche di congestione del traffico veicolare nei pressi degli edifici scolastici negli orari di entrata e di uscita degli alunni.

Queste situazioni, che il personale della Polizia Municipale per la sua oggettiva insufficienza non è in grado di fronteggiare, possono mettere a repentaglio la sicurezza e l’incolumità dei piccoli utenti delle scuole e di chi li accompagna. In realtà, il Comune di Taranto ha istituito fin dal 2007 il Servizio Volontari Ausiliari del Traffico con lo scopo di ottenere opera di volontariato, a titolo gratuito, in attività di salvaguardia dell’incolumità dei cittadini con particolare priorità e riguardo alla sicurezza della circolazione stradale. I VAT hanno il compito specifico di vigilare sull’entrata e sull’uscita degli alunni dagli edifici scolastici. A fronte di questi vantaggi, gli unici oneri che il Comune di Taranto avrebbe da sostenere sono quelli relativi alle coperture assicurative dei Volontari. È tra l’altro compito dell’Amministrazione Comunale promuovere la partecipazione attiva della Cittadinanza da ritenersi una risorsa imprescindibile per la comunità locale.
Ancor prima della seduta consiliare prevista per la prossima settimana il Dirigente della Polizia Municipale ha raccolto la sollecitazione del M5S ed ha risposto all’interrogazione, impegnandosi a costituire quanto prima il gruppo dei volontari mediante la pubblicazione di avviso pubblico, provvedendo alla diffusione per favorire la più completa informazione alla popolazione. I Portavoce Francesco Nevoli e Massimo Battista, riconoscendo da un lato il valore sociale e la funzione dell’attività di volontariato come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo e dall’altro la concreta utilità dei Volontari Ausiliari del Traffico, auspicano che il Comune di Taranto se ne possa in tempi rapidi iniziare ad avvalere.

Francesco NevoliMassimoCira Battista

#M5STaranto

 

DAL COMUNE ANCORA NESSUN PROGETTO PER LA VALORIZZAZIONE DEL SITO ARCHEOLOGICO IN LOCALITÀ CROCE

Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo” di Taranto ha inviato un’istanza al Comune di Taranto per conoscere le motivazioni della mancata elaborazione del progetto di valorizzazione e fruizione dei reperti archeologici emersi in località Croce. 1-1Nelle fasi che hanno preceduto i lavori per la realizzazione dei parcheggi di interscambio, finanziati con i fondi FESR 2007-2013, sono stati individuati diversi resti di interesse archeologico. Ad oggi non risulta però che il Comune di Taranto abbia provveduto ad elaborare il progetto di valorizzazione del sito. Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto”, inoltre, ha richiesto informazioni in merito ad un eventuale subappalto dei lavori per il parcheggio di interscambio, oltre alla richiesta di copia degli atti di aggiudicazione dell’appalto stesso.

Treni ferrovie Sud Est: TAGLIATE CORSE DA E PER TARANTO

AMICI DI BEPPE GRILLO TARANTO: MANCANZA DI SICUREZZA SULLA RETE,
PD RESPONSABILE DEI DISAGI

ferrovie-sud-estTaranto paga l’arretratezza e la mancanza di sicurezza sulle tratte ferroviarie regionali pugliesi, con il taglio di due corse mattutine che collegano il capoluogo ionico alla valle D’Itria.

Con la nota del 26 settembre 2016, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria ha stabilito che le tratte regionali sprovviste di adeguati strumenti di sicurezza debbano ridurre la velocità a 50 km/h. La rete regionale delle Ferrovie Sud Est, che tra l’altro collega Taranto a Martina Franca, è una rete ferroviaria sprovvista in buona parte del sistema di protezione della marcia, capace di attivare l’intervento automatico della frenatura in caso di mancato rispetto dei vincoli di sicurezza.
Di conseguenza, le disposizioni adottate da FSE per ridurre i ritardi nelle corse dei treni si sono tradotte, da inizio Ottobre, con la soppressione di due corse dell’AT 113 delle 6,51 da Martina Franca a Taranto e dell’AT 116 delle 7,43 che da Taranto, via Martina Franca, giunge fino a Bari.
Il treno partirà direttamente da Martina Franca.

Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” ha individuato i responsabili di questi disagi. Il mancato servizio è da attribuire unicamente al Partito Democratico che, da oltre un decennio,  governa su questo territorio e che da tre anni e mezzo è a capo persino del Ministero dei Trasporti. Il trasporto ferroviario regionale è il vero mezzo su cui rilanciare il territorio tarantino collegando in maniera efficace, veloce, economica, sicura e sostenibile Taranto con parte dei comuni “gioiello” pugliesi, quelli che già attirano turisti.
Tuttavia il Partito Democratico ha sempre snobbato questo argomento, anzi ha continuato a  promuovere l’inquinante e poco sicuro trasporto privato su gomma che, ogni anno, genera molte vittime di incidenti sulla strada.

E’ una vergogna che nel 2016 una tratta ferroviaria importante che collega il capoluogo jonico alla “regina della Valle D’Itria” subisca dei tagli alle corse perché la rete di FSE è sprovvista di sistema di protezione della marcia. Vogliamo parlare oggi di sicurezza ferroviaria, perché farlo dopo i tragici eventi di un disastro ferroviario, per poi dimenticare l’argomento, è un tipico atteggiamento politico ridicolo. Le corse ferroviarie di FSE che sono state tagliate per Taranto, visto il silenzio generale, rappresentano l’ennesima offesa ad un territorio che non riesce ad investire e a pianificare sulle giuste infrastrutture e servizi utili per pendolari, studenti e turisti e che vede tra i maggiori responsabili i membri del Partito Democratico autori dell’arretratezza delle nostre reti ferroviarie regionali.

Auto elettriche: Comune di Taranto inadempiente. “Amici di Beppe Grillo di Taranto”: Amministrazione comunale contro la mobilità sostenibile!

Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo di Taranto” ha presentato questa mattina l’istanza al Comune di Taranto per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica.
istanza-colonnine-di-ricarica-elettrica2
Il Comune risulterebbe inadempiente rispetto al Decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380 «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia», per quanto riguarda le installazioni di colonnine di ricarica elettrica.  Infatti avrebbe dovuto adeguare entro il 1º giugno 2014 il regolamento edilizio affinché, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio, sia obbligatoriamente prevista per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale (con superficie utile superiore a 500 metri quadrati) e per i relativi interventi di ristrutturazione edilizia, l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Tali infrastrutture sono idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no.
Dai documenti pubblicati dal Comune sul confusionario sito web dell’amministrazione non si evince alcun adeguamento. A Taranto mancano colonnine di ricarica elettrica accessibili al pubblico. Ovviamente, se mancano le colonnine di ricarica elettrica, come può il cittadino acquistare un veicolo elettrico sapendo che non può ricaricarlo in nessuna parte della città?
Un’altra dimostrazione di come questa amministrazione non abbia a cuore la mobilità sostenibile sono le fiacche iniziative che il Comune di Taranto ha intrapreso per la settimana della mobilità sostenibile 2016, alla quale ha aderito solo dopo nostro sollecito. Eppure la creazione di una rete infrastrutturale cittadina libererebbe i tarantini dalla schiavitù delle fonti fossili che non solo sono inquinanti, ma che ci rendono dipendenti da Paesi esteri che troppo spesso vedono conflitti bellici soprattutto a causa dell’accaparramento di petrolio e gas. Una Taranto Libera, ha bisogno di esser liberata soprattutto dalle fonti fossili!”.
In Norvegia un cittadino su quattro si muove con un veicolo elettrico, nella sola città di Oslo vi sono più di mille colonnine di ricarica elettrica mentre a Taranto il risultato è zero. Pertanto il Meet Up “Amici di Beppe Grillo di Taranto” ha presentato formale istanza per chiedere all’amministrazione Stefàno di adeguarsi alla normativa vigente e conoscere quanti edifici sono stati autorizzati dal 1 giugno 2014 in poi. Non escludiamo ulteriori azioni per far valere queste ragioni in altre sedi, ma rimaniamo rammaricati nel constatare che in una città inquinata come Taranto, l’amministrazione comunale di Stefàno non abbia fatto nulla di concreto per favorire la circolazione dei veicoli elettrici. Inadempienti e irresponsabili! Se non lo farà Stefano, ci penserà il M5S il prossimo anno!

Meet Up Amici di Beppe Grillo Taranto

Settimana Europea della Mobilità 2016, Taranto aderisce dopo nostro sollecito Il programma è deludente

L’istanza dello scorso 6 settembre targata Amici di Beppe Grillo Taranto ha stimolato l’attuale Amministrazione comunale, che solo dopo l’invio della nostra richiesta di partecipazione alla Settimana Europea della Mobilità 2016 ha reso ufficiale l’adesione di Taranto all’iniziativa promossa dalla Commissione europea. Per noi però si tratta solo di una adesione di facciata senza alcuna programmazione concreta. 30
L’Amministrazione comunale ha messo in campo una misura temporanea: il limite di velocità di 30 km/h in viale Magna Grecia. Poco coerente con la bontà dell’iniziativa e utile solo per incassare qualche soldo in più dalle multe per eccesso di velocità emesse nei confronti dei “malcapitati” ignari dell’evento.
La Settimana Europea della Mobilità 2016 anche a Taranto dovrebbe essere una iniziativa concentrata sull’esigenza di informare la cittadinanza riguardo un nuovo paradigma dello spostamento sostenibile, promuovendo altresì una cultura della mobilità urbana.

Ci spiace constatare che i criteri di partecipazione alla Settimana non siano stati rispettati dal Comune. Altro che misura temporanea dei 30 chilometri l’ora, qui in città c’è bisogno di adottare uno stile permanente del “vivere bene”, attraverso iniziative solide come l’istituzione del periodico blocco veicolare. Il Comune cittadino non è stato nemmeno in grado di istituire una sola giornata senza auto, perlomeno nel corso della Settimana Europea della Mobilità. Si è infatti limitato a promuovere (?) una campagna di sensibilizzazione all’uso della bicicletta per gli spostamenti urbani.
Ma guardiamo l’involuzione delle iniziative del Comune negli anni prcedenti:
Anno 2014: zona 30, venerdì forum sulla mobilità, domenica ciclopasseggiata.
Anno 2015: zona 30, venerdì giornata dedicata alla bicicletta,domenica spettacoli per bimbi bicingioco.
Anno 2016: zona “30” e campagna di sensibilizzazione all’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti in città “BIKE TO WORK – Spegni l’auto e prendi la bici” (
però non si specifica come).bibi

La mobilità sostenibile non è solo un vezzo ambientalista perché l’obiettivo dell’edizione 2016 della Settimana Europea è mettere in evidenza come la pianificazione intelligente, impostata sull’uso dei trasporti pubblici, possa rappresentare una grande fonte di risparmio economico per le Pubbliche amministrazioni e per i cittadini, oltre che un’importante occasione per sostenere l’economica locale.
Invitiamo infine il Comune di Taranto a prendere esempio dalle amministrazioni locali M5s, in cui sono molteplici le iniziative che si stanno organizzando in vista della Settimana Europea della Mobilità.

TARANTO FUORI DA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ 2016

locandina sett europea mobilità 2016-1.jpgPRESENTATA ISTANZA DI PARTECIPAZIONE
Sono 96 i comuni italiani che hanno aderito alla Settimana Europea della Mobilità 2016 e tra questi non compare la città di Taranto. L’obiettivo di questa edizione – dal 16 al 22 settembre – è promuovere una mobilità sostenibile e intelligente – “Smart Mobility. Strong Economy”, lo slogan scelto –, mettendo in evidenza gli stretti legami tra economia virtuosa e trasporto sostenibile. La pianificazione di una mobilità sostenibile e l’uso dei trasporti pubblici può rappresentare una fonte di grande risparmio per le casse delle amministrazioni pubbliche e per i cittadini. Può inoltre sostenere il miglioramento dell’economica locale e del livello di qualità della vita, ridurre le emissioni inquinanti e i costi sociali in termini di salute, ambiente, energia.
Perché il Comune di Taranto non ha aderito? Quali sono le motivazioni? Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” ha presentato una istanza per ottenere riposte nel merito e chiedere la partecipazione del Comune di Taranto alla “Settimana Europea della Mobilità 2016”. Gli attivisti pertanto chiedono all’amministrazione comunale di organizzare una settimana di attività, attuare almeno una nuova misura a carattere permanente e prevedere la giornata “In città senza la mia auto” che sono i criteri per partecipare alla Settimana, così come specificato dal Ministero dell’Ambiente.
Cogliere questa opportunità significherebbe per i cittadini di Taranto conoscere una nuova cultura della mobilità urbana, una mobilità in condivisione – per esempio – come il car sharing, car pooling e bike sharing che favorirebbe anche la coesione sociale e territoriale.