Siamo tutti cittadini di Taranto!

Concordiamo appieno con le parole e le intenzioni di Andrea Biggio, tarantino trapiantato a Firenze, esperto cuoco macrobiotico, apprezzato blogger e conferenziere in Italia sui temi dell’alimentazione, tra l’altro autore di un libro su  “Come Cucinare la Nostra Vita“.

Condividiamo e lanciamo l’idea di aprire un dibattito su questo tema fondamentale, l’alimentazione che ci protegge, da cui inizino a seguire delle azioni concrete : quelle che ognuno di noi può effettuare da subito.
Sono invitati tutti i cittadini e i gruppi che si attivano per l’ambiente e la salute.
Rimane ovvio e scontato che l’industria pesante e gli inceneritori (sotto qualunque veste o nome nascosti) devono essere eliminati per la tutela della nostra vita (con bonifica, riconversione, realizzazione di nuovi scenari economici che si adattino e sviluppino le attività locali).

Siamo tutti cittadini di Taranto!

Tutti, in diverse misure, siamo afflitti da inquinamenti grandi e piccoli, dentro e fuori di noi. Taranto è una città meravigliosa che, più di ogni altra nel nostro Paese, soffre della presenza di un siderurgico, l’ILVA, e di altre pesanti fonti d’inquinamento ambientale (soprattutto diossina).

Qui, ci sono arrivato da pochi giorni per trascorrere le festività di fine anno e ho ritrovato gli amici alle prese – ormai da anni – con comitati, associazioni, movimenti di lotta e denuncia di questa impraticabilità di vita. Bilbao, in Spagna, antica città industriale, prima fumosa e grigia, è adesso una delle città iberiche più all’avanguardia culturale e ambientale. Semplicemente hanno soppresso tutto quel mondo industriale, ci sono riusciti. La città è ricchissima e non a caso ha uno dei musei più importanti al mondo: quando ho visitato il Guggenheim ho compreso la grande impresa di quel fiero popolo basco.

Ma come possiamo limitare e circoscrivere i danni dell’inquinamento siderurgico (e di ogni altro), a Taranto e non solo, mentre le battaglie proseguono, nella noncuranza dei politici e degli industriali?
La risposta è che: dovremmo cercare di mantenere il nostro corpo più forte e resistente alle avversità ambientali.
Come? Mangiando in modo più sano e migliorando lo stile di vita! Semplice, ma non facile.
Le battaglie per migliorare la qualità della vita sono sempre lunghe e bisogna entrare in un’ottica di processualità, per la quale – nel presente – ciò che conta maggiormente è la direzione e non la destinazione, la meta cui prima o poi si perverrà … se vogliamo. Dico “vogliamo”, perché chi non vive a Taranto non può pensare che il problema non lo riguardi, così come riguarda, ognuno di noi, anche quello dei rifiuti nel napoletano. Tutti siamo tarantini e dovremmo fare molto di più per appoggiare i circoli virtuosi che, in queste città martoriate dall’inquinamento, vengono innestati dai movimenti, associazioni, comitati, di cui scrivevo più sopra.

Quando si parla di cibo tanti fanno “spallucce”: ma io mangio bene … faccio attenzione … mi limito … ogni tanto faccio una dieta (o ci provo) … pratico la dieta mediterranea … mi so regolare … il cibo non c’entra … l’origine dei mali è psicosomatica … vegetariani e vegan sono dei fissati, la macrobiotica puah … nessuno mi può venire a spiegare come si mangia … sono tanti altri i fattori di malattia … nella mia terra si mangia sano...

E invece no! Cari “tarantini” di tutto il Paese! Le cose stanno diversamente da quanto vi dicono dal parrucchiere, diversamente da ciò che ascoltate nelle varie prove del cuoco televisive, diversamente da ciò che leggete sulle mode gourmet e gourmand. Anche io, nella mia precedente vita (cioè fino a una quindicina di anni fa…), ero arrogante e non aperto ad una visione più complessa dell’esistenza, includente il fattore alimentare come base di vita più sana. Poi il mio corpo mi ha riproposto sempre più frequentemente degli aut aut: o cambi oppure starai sempre peggio. Sono cambiato e dunque …sono stato sempre meglio. Il cibo è medicina, si sa sin dalle antichità occidentali e orientali.
Oggi mangiamo troppi prodotti di origine animale (carne, latticini, burro e formaggi) e cibi raffinati (pane bianco, riso bianco, pasta bianca, farina bianca “00″ e zucchero) e così la nostra salute peggiora, senza che si possano avere sospetti su queste che sono le  cause principali. Se continuate a mangiare carne tutti i giorni, anche sotto forma d’insaccati, vi ammazzerete da soli … e neanche tanto lentamente.
Personalmente mangio carne e formaggi, farina bianca e pasta bianca, anche zucchero, MA NON TUTTI I GIORNI, solo saltuariamente e occasionalmente fuori di casa. Non sono un vegetariano, non sono  vegan, non sono un macrobiotico, anche se adotto i geniali principi macrobiotici per organizzarmi l’alimentazione di base, quella portante. Mangio prevalentemente e ordinariamente cereali integrali in chicco biologici, legumi e verdure e frutta. Quando è possibile scelgo il biologico, se la tasca e la presenza di relativi negozi sul territorio lo permettono. Mentre voi vi state facendo una fettina (stracolma di ormoni) ai ferri o state mangiando una coscia di pollo (di plastica), io mi sto godendo un meraviglioso tortino di miglio (per esempio) oppure una pasta e fagioli. Mentre trangugiate un dolce imbottito di burro, zucchero, uova, panna, latte, io me ne sto gustando un altro senza tutte queste “pesantezze”… ed ancora più buono per chi non ha il palato drogato dallo zucchero.
Il corpo, stordito e appesantito da cibi che i nostri avi si guardavano bene dal mangiare giornalmente, è diventato un ricettacolo di malattie. E’ chiaro che l’inquinamento – come anche il virus – quando trova un terreno debole e intossicato, ha più facile presa. Dico più facile, nel senso che se si mangiasse con più criterio e in maniera più “naturale” (parola usata e abusata, parola prostituta, ma non so quale altra usare) la nascita del tumore, indotto dal cattivo ambiente, sarebbe più difficile perché molto ostacolata da un “terreno” sano.

Immagino che molti di voi, leggendomi, obietteranno che vogliono una prova di quanto dico, come se tutto ciò che succede tra cielo e terra dovesse realmente essere sempre provato, altrimenti non è vero (il c.d. scientismo). Andate, piuttosto, a vedere quello che accade all’Istituto Tumori di Milano, dove – grazie alle aperte conoscenze del dott.Berrino – è stato introdotto un concetto di prevenzione basato anche sul cibo e sui principi della macrobiotica. Non si tratta solo di quella prevenzione, nota a tutti come la sola, che va sotto il nome di “diagnosi precoce”, ma proprio di quanto si deve fare per impedire che le malattie sorgano, anziché limitarsi ad individuarle quando sono già presenti, anche se allo stadio iniziale. Hanno scoperto che le donne mastectomizzate che mangiavano in modo macrobiotico reggevano molto meglio delle altre la chemioterapia e riducevano il rischio di recidiva in seguito.
Chiedo. Essendo la chemio molto più direttamente violenta e invasiva di quanto non sia l’inquinamento “tarantino”,  è consentito dedurre che chi mangia in un certo modo (diciamo, più tendente all’uso di cereali integrali in chicco, legumi, frutta e verdura), a maggior ragione, è in grado di opporre maggiore resistenza all’aggressione della diossina? Credo proprio di sì! Se i “tarantini” di tutto il Paese, cioè coloro che abitano nelle zone ad alto inquinamento, mangiassero meglio ridurrebbero drasticamente il problema (purtroppo senza eliminarlo, naturalmente!) e ciò consentirebbe loro di concludere meglio la battaglia (o la guerra?) per una anelata ecologia della loro terra.

Chi mi segue da Taranto o dalle altre Taranto che ci sono nel Paese, chi è insomma un “tarantino”, contribuisca ad avviare circoli virtuosi in cui si cominci a parlare anche di cibo “naturale”, anziché fare sacrosante battaglie per la salute e l’ecologia della propria terra, per poi sedersi a tavola e mettersi tutti i giorni nel piatto le peggiori nefandezze!

Facciamo come fece Kennedy a Berlino quando disse “Ich bin ein Berliner“: IO SONO UN TARANTINO!

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Appello per i bambini di Taranto in merito al DDL “Salva Ilva”

Le società pediatriche italiane si sono mosse in difesa dei bambini di Taranto: l’ACP, la SIP e la FIMP hanno inviato in data odierna al Consiglio dei Ministri, a tutti i deputati del Parlamento Italiano, a tutti i deputati italiani al Parlamento Europeo e alle Agenzie di stampa in merito al DDL 155 (“Salva Ilva”) e al superamento del livello di benzo(a)pirene.

Un importante appello che ci sentiamo di condividere. I bambini sono il futuro del pianeta e vanno tutelati! In questa città, in questo paese, a tutto si pensa, fuorché alla loro salute. E’ inaccettabile!

Un ringraziamento speciale alla Dott.ssa Annamaria Moschetti per aver condiviso con noi questa importante notizia.

“Caro” Lospinuso, se proprio dobbiamo scegliere, noi scegliamo la vita!

 

A seguito di questa nota(http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=163379), diffusa dal consigliere regionale Lospinuso, ci sentiamo in dovere di replicare.

Non sapevamo del nuovo ruolo del Consigliere Regionale  Lospinuso (PDL). Pensavamo fosse un “nostro” rappresentante in consiglio regionale e invece constatiamo che si comporta come il rappresentante degli interessi dell’ILVA alla Regione. Forse fa parte di una Commissione Regionale “ad hoc”.Desideriamo fare un po’ di chiarezza in risposta alle imprecisioni riportate nella nota del Consigliere del PDL. Il benzo(a)pirene è un potente cancerogeno che viene veicolato nei polmoni dalle polveri sottili e che è originato dalle combustioni delle industrie e delle auto. Quindi stiamo parliamo di una sostanza che è anche genotossica: può modificare il DNA trasmesso dai genitori ai figli. Non si tratta di una farsa! Per fare un chiaro esempio, respirare mediamente 1 ng/m3 di benzo(a)pirene per un bambino equivale a inalare il fumo di circa 700-800 sigarette/anno. E questo è il caso di Taranto. La direttiva comunitaria 2004/107/CE che fissava al 31 dicembre 2012 il termine ultimo per adeguarsi, stabiliva anche che quella data poteva essere anticipata dalle legislazioni nazionali. Ed infatti la legislazione italiana nel 1994 aveva già recepita la normativa comunitaria e aveva stabilito che il valore non doveva essere superato a partire dall’1/1/1999 per le città oltre i 150 mila abitanti. Ma tale norma è stata cancellata dall’attuale governo, segnando un evidente passo indietro, col fine evidente di dare agli inquinatori altri due anni di tempo (appunto al 31 dicembre 2012) per sforare il valore di 1 ng/m3 mentre la normativa attuativa precedente costringeva gli inquinatori a scendere sotto 1 ng/m3 fin dal 1° gennaio 1999. Quindi, Consigliere Lospinuso, l’ILVA non ha “onorato pienamente i suoi adempimenti” se non fosse per quell’aiutino del governo nazionale. Per non parlare del resto degli inquinanti. Lei parla di diritto costituzionale alla salute, ma poi si lascia sfuggire un commento tra le righe ovvero che “il gioco del tira e molla rischia di spezzarsi e che i lavoratori dell’Ilva sicuramente non potrebbero seguire un’azienda delocalizzata all’estero”. Se c’è un tiro e molla con il solito ricatto occupazionale Lei sa benissimo a chi và imputato, ma i tempi sono finalmente cambiati. Sulla nostra salute, quella di tutti i cittadini non ci può essere compromesso.  Per noi la salute non ha prezzo e il ricatto occupazionale non ci spaventa più. Ma per lei la vita di un bambino vale mille posti di lavoro? Non si preoccupi è in buona compagnia, purtroppo! La invitiamo, magari si faccia accompagnare, a farsi un giro nel reparto pediatrico del Santissima Annunziata per vedere di persona le sofferenze di quei bambini ammalati di tumore. Ci vada, è uno strazio vedere un bimbo di 3 anni sottoposto alla terapia del dolore perché in fase terminale. Di fronte a un bimbo che soffre perché ammalato di tumore ed a un disoccupato che ha perso il posto di lavoro perché l’azienda per la quale lavorava ha deciso di delocalizzare noi siamo dalla parte del bambino.  In fine se l’assessore Nicastro è troppo giovane per ricordare l’ultimo “Contratto di Programma sottoscritto dall’ILVA”, noi invece ricordiamo benissimo le decine di “Contratti di Programma” sottoscritti davanti alle telecamere e puntualmente non rispettati dall’ILVA. Tra la salute e il lavoro noi scegliamo sicuramente la salute. Spettava a Lei, visto che ha qualche legislatura sulle spalle e alla classe politica di cui è parte, studiare per Taranto le giuste e valide alternative alla morte per lavoro o per cittadinanza. Sembra che abbia/abbiate fallito. A proposito, tra il fondamentalismo pseudo-ambientalista e quello di chi distorce la realtà e ritiene impossibile nessuna forma di economia al di fuori dell’industria, Lei su quale carro si sente?

Ufficio stampa

Amici di Beppe Grillo – Taranto

Meetup192

…e costruttori di inceneritori come Vendola

Woodstock a 5 Stelle
“Woodstock 5 Stelle è stato un fallimento.
Ne ha parlato solo Sgarbi minacciando una denuncia. I giornali, anche quelli cosiddetti liberi, hanno diramato cifre da saldi di fine stagione. Il massimo delle presenze è stato stimato in 20.000.
Un disastro mediatico sul quale si sono giustamente accaniti intellettuali della statura di Cacciari e costruttori di inceneritori come Vendola.
A Cesena, in realtà, c’erano 20.000 persone e 100.000 sagome di cartone.
In televisione non si poteva distinguere il falso dal vero, ma i giornalisti non sono caduti in questo sporco trucco.
Woodstock 5 Stelle ha avuto in un giorno e mezzo cinque milioni di accessi dalla Rete. Un numero mai raggiunto prima in Italia per un evento. Un numero incredibile, così incredibile che nessuno ci ha creduto. Chi c’era e chi si è collegato ha visto una realtà diversa. Poi ha letto e ascoltato i giornalisti del Sistema e si è ricreduto.
Se tutti, proprio tutti i giornali e le televisioni dicono la stessa balla, allora, per forza deve essere vera.

Beppe Grillo”

Senza dimenticare di “Sua Governatorità” :
“…e costruttore di “santi” ospedali e non pubblicizzatore dell’acqua e …”
Continuate pure voi.

Buongiorno Taranto…e non solo!!!


Foto di Barbara Landolfi

Foto di “Vanni Taranto”

Ecco a voi lo spettacolo che si presentava questa mattina davanti agli occhi dei tarantini…Qualcuno pensa forse che questa nube resti lì dov’è appestando solo il territorio tarantino? NO! Questa nube, sospinta dai venti, giunge anche alle città vicine e, attraverso il cibo, che poi viene esportato in Italia e all’estero, giunge anche sulle vostre tavole, lontane da questo camino….Buongiorno Taranto, quindi. Ma anche Buongiorno Mondo!!!! La nostra disgrazia è la disgrazia di tutti. E quando qualcuno, come Vendola, ci parla di soldi necessari per la chiusura, non sappiamo se ridere o piangere perchè sotto quel camino ci sono i nostri figli, ci siamo noi…E la nostra vita non ha valore, è inestimabile…Dopo le foto una dichiarazione di Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, che, a conti fatti, valuta la vita di un tarantino circa 2000 euro. Che poi ci chiediamo: Come fà a sapere che ci voglio 4 miliardi?!? Ha per caso riunito un team di esperti per valutare il da farsi accorgendosi poi che servono tanti soldi? NO!!! Come al solito spara cifre e dati esorbitanti per mostrare che una cosa è impossibile da fare, così come fatto in passato per le discariche e gli inceneritori. Nascondere la propria incapacità dietro dati inesistenti…Bel sistema!!!!! E nel frattempo i cittadini si ammalano e muoiono…Ma non preoccupatevi, presto, grazie a lui, ci penserà Don Verzè a curarci…a caro prezzo!

Referendum Ilva: FISSATA LA DATA!

Iniziamo questo rientro dalle vacanze (per chi ha potuto concedersele) con una notizia da tanto tempo attesa: La data del Referendum consultivo promosso da Taranto Futura che chiederà ai tarantini di esprimersi in merito al futuro della propria città è stata fissata: DOMENICA 27 MARZO 2011! Ora ci aspettano mesi dedicati all’informazione, mesi nei quali la mistificazione degli intenti del referendum sarà all’ordine del giorno. E’ già iniziato il tiro incrociato tra chi è pro chiusura e chi parla di un’eco-compatibilità che, di fatto, per un’industria come l’Ilva (che è per giunta affiancata da degni compari quali Cementir ed Eni) non è fattibile, a soli 100 m dalle nostre case.
I tarantini hanno il diritto di esprimersi e hanno il diritto di farlo in maniera quanto più consapevole possibile e noi, assieme ad altri gruppi e associazioni, ci occuperemo di aiutare il comitato promotore nell’opera di informazione. Speriamo davvero sia la svolta per questa città che ha pagato e paga un prezzo troppo alto per delle scelte economiche sciagurate del passato.

Ricordiamo che il referendum è CONSULTIVO quindi rispondere Sì è l’unico modo che abbiamo per far capire a chi ci governa che abbiamo bisogno di un’alternativa per dare lavoro ai tarantini e non morire più di tumore. Rispondere Sì NON comporta la chiusura dello stabilimento dall’oggi al domani. Cercheranno in tutti i modi di far credere questo ma NON E’ COSì!!!!
Giovedì 9 Settembre 2010 alle ore 10 presso il Collegio degli Infermieri in via Mazzini 37/d- tra Via Acclavio e Via Berardi- conferenza stampa del Comitato Cittadino Referendario Taranto Futura sui tema:
1) Esito Causa al Tar Lecce(udienza 8.9.2010) sui ricorsi CGIL,CISL,ILVA e Confindustria per l’annullamento del referendum;
2) Esito Causa al Tar Lecce(udienza 8.9.2010) sul ricorso dell’Ilva contro l’ordinanza sindacale sul benzoapirene. Intervento ad opponendum di Taranto Futura avverso il ricorso dell’Ilva.
Il Comitato preannuncia inoltre una notizia bomba in materia ambientale e sanitaria. Non mancate!

QUESITI DEL REFERENDUM CONSULTIVO PREVISTO DALLA DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 10 DEL 6 FEBBRAIO 2009 E DAL RELATIVO REGOLAMENTO, PROPOSTI DAL COMITATO PROMOTORE CITTADINO REFERENDARIO PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DEL LAVORO “TARANTO FUTURA”:

1° QUESITO
VOLETE VOI CITTADINI DI TARANTO, AL FINE DI TUTELARE LA VOSTRA SALUTE NONCHE’ LA SALUTE DEI LAVORATORI CONTRO L’INQUINAMENTO, PROPORRE LA CHIUSURA DELL’ILVA ?

2° QUESITO
VOLETE VOI CITTADINI DI TARANTO, AL FINE DI TUTELARE LA VOSTRA SALUTE E QUELLA DEI LAVORATORI, PROPORRE LA CHIUSURA DELL’AREA A CALDO DELL’ILVA, MAGGIORE FONTE DI INQUINAMENTO, CON CONSEGUENTE SMANTELLAMENTO DEI PARCHI MINERALI ?

3° QUESITO
VOLETE VOI CITTADINI CHE IL COMUNE DI TARANTO CHIEDA ALL’ILVA SPA IL RISARCIMENTO DEI DANNI, IN SEGUITO ALLA CONDANNA DEFINITIVA DA PARTE DELLA CORTE DI CASSAZIONE DEI RESPONSABILI DEL CITATO IMPIANTO SIDERURGICO PER INQUINAMENTO AMBIENTALE, TENENDO PRESENTE CHE GLI INTERESSI DIFFUSI, COME QUELLI DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE, NON POSSONO ESSERE OGGETTO DI ACCORDO DA PARTE DELL’ENTE LOCALE, COSI’ COME SANCITO DALLA CORTE DI CASSAZIONE E DALLA MAGISTRATURA AMMINISTRATIVA?

http://ww.referendumilva.wordpress.com/