INCONTRO PORTAVOCE CON I SINDACATI PER LA SALUTE E IL LAVORO DEI TARANTINI

#ILVA, MoVimento 5 Stelle incontra #sindacati:
Incontro positivo. Primo passo per progettare un nuovo futuro per #Taranto che possa conciliare #salute e #lavoro

>>>Si è tenuto questa mattina presso la Camera di Commercio di Taranto, il tavolo di confronto tra i sindacati ed una delegazione di portavoce MoVimento 5 Stelle Taranto (Francesco Nevoli MassimoCira Battista), Movimento 5 Stelle Puglia (Antonella Laricchia Marco Galante), MoVimento 5 Stelle Camera dei deputati Senato della Repubblica (Lorenzo Fioramonti, Giovanni Vianello M5S, Alessandra Ermellino M5S, Rosalba De Giorgi, Mario Turco, Gianpaolo Cassese) e MoVimento 5 Stelle Europa (Rosa D’Amato-portavoce M5S)<<<

“La progettazione di un nuovo futuro radioso per il territorio di Taranto e per i suoi cittadini, costretti da decenni da una certa politica a pagare un prezzo troppo alto, parte dal confronto, dall’ascolto dal dialogo serrato con tutto il territorio. Un futuro nel quale a nessun cittadino di Taranto sarà più chiesto di scegliere tra salute e lavoro.
Questo contratto di Governo ha segnato una storica, e attesa, inversione di tendenza rispetto alle politiche di governi che in questi hanno finanziato a suon di decreti una fabbrica obsoleta che, come i dati scientifici hanno dimostrato, ha ucciso e continua ad uccidere un territorio.

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Vogliamo realizzare un progetto coinvolgendo tutti i livelli istituzionali compresi comune di Taranto e Regione Puglia, che punti ad avviare un cronoprogramma di interventi avente come obiettivo la riconversione economica del territorio di Taranto che passi dalla chiusura delle fonti inquinanti salvaguardando i livelli occupazionali come già avvenuto, con successo, in altre realtà all’estero.
Riteniamo l’incontro odierno molto positivo; dal momento che tra le nostre priorità c’è la tutela di tutti i lavoratori, abbiamo ritenuto opportuno partire proprio da un incontro e dall’ascolto di tutte le sigle sindacali al quale, siamo certi, ne seguiranno molti altri. Dal canto nostro abbiamo dimostrato coerenza e coraggio segnando una profonda differenza con il passato, ora serve uno spirito di responsabilità da parte di tutti perché la posta in gioco è la vita dei cittadini e dei lavoratori”.

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BASTA CON LE MORTI SUL LAVORO

Fermare le fonti inquinanti, fermare la strage di vite umane che continua senza sosta. Gli impianti sono vecchi e marciano solo grazie a 12 decreti che permettono di far lavorare impianti sotto sequestro.
Che siano operai o cittadini poco cambia: l’Ilva continua a mietere vittime.

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La strage va fermata e i tempi per la riconversione economica della città sono ormai maturi.
Anche questa volta, grazie all’immunità garantita per commissari e nuovi acquirenti, nessuno pagherà.
Oggi un giovane padre di soli 28 anni ha perso la vita, un ragazzo che viveva a 100 metri dalla fabbrica della morte che non farà piu rientro a casa dai suoi 2 piccoli bambini. Facciamo in modo che nessun altra famiglia debba piangere un padre o un figlio.
Il tempo di cambiare è giunto, riconvertire è un dovere nei confronti della città.

NON CI STIAMO!

La vertenza ILVA assume sempre più i contorni di un braccio di ferro giocato sulle spalle di cittadini e lavoratori. Il 2 maggio abbiamo ricevuto un invito da parte dei sindacati locali presso la Sala consiliare del Comune di Taranto, rivolto ai Deputati e Senatori del territorio ionico, al Presidente della Regione Puglia e della Provincia di Taranto, al Sindaco di Taranto e Sindaci dei comuni ionici. A stretto giro il Presidente della Regione Puglia ha annunciato un incontro analogo con gli stessi attori nella sede regionale di Via Gentile a Bari. Solo poche ore dopo abbiamo appreso di una nota dei Segretari Generali dei Sindacati, nella quale si specificava che le trattative del gruppo ILVA sono materia di discussione Ministeriale.

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Il MoVimento 5 

Stelle ha deciso di non prestarsi all’ennesima prova di forza tra opposte fazioni, consumata sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori.

La trattativa sul futuro occupazionale degli operai del polo siderurgico si sta svolgendo in assenza di una ben definita linea contrattuale, di un piano ambientale, sanitario oe di riconversione economica del territorio. Questa è la triste conclusione di un percorso criminale durato 12 decreti legge che prevede:

– l’immunità penale per i Commissari e i futuri affittuari/acquirenti, anche in caso di accertamento di danno;

– l’autorizzazione all’attività di discariche di rifiuti speciali senza le normali procedure AIA;

– un rischio sanitario accertato che rimarrebbe, anche in caso di realizzazione di tutte le prescrizioni previste per il 2023, per oltre 12.000 cittadini;

– la possibilità per l’affittuario/acquirente di ridurre investimenti per salvaguardare salute e ambiente in caso di mancato raggiungimento del profitto;

– l’esonero totale dei debiti antecedenti al trasferimento aziendale;

– la mancanza di tutele sui redditi e sui diritti dei lavoratori, i quali verranno in ogni caso decurtati di un numero non inferiore alle 4000 unità;

– nessuna quantificazione della spesa per la decontaminazione del territorio.

Queste sono solo alcune delle numerose criticità della vertenza ILVA. A conti fatti, questa trattativa è stata condotta dai vari Governi che si sono susseguiti in maniera dilettantistica, fallimentare, infischiandosene dei diritti dei cittadini e dei lavoratori. Questa è una verità ormai sotto gli occhi di tutti: il contratto sottoscritto dal Governo pregiudica il presente e il futuro di Taranto e per essere approvato occorre solo la firma dei sindacati e il via libera dell’antitrust europeo.

Non è ancora scaduto il tempo per invertire la rotta: occorre una pianificazione attraverso un accordo di programma che preveda la graduale chiusura delle fonti inquinanti, la bonifica con l’impiego delle maestranze in forza allo stabilimento e una riconversione economica del territorio.

Siamo una forza politica aperta al confronto e per questo annunciamo che nei prossimi giorni inviteremo le forze sindacali ad un tavolo di discussione a Taranto.

Concessione marittima data in assenza di bando pubblico e di Piano delle Coste

Nel mese di novembre 2017 la Direzione Patrimonio ha rilasciato ad una società privata (Green Sea s.r.l.s.) una concessione demaniale marittima per l’area in cui è collocato l’ex Pontile Rota sul Lungomare di Taranto.
Come indicato negli atti del provvedimento, la finalità di questa concessione è quella di “realizzare una struttura per le attività turistico ricreative”.

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In merito a questo provvedimento di concessione della Direzione Patrimonio, vorremmo fare alcune considerazioni:
– il Comune di Taranto non si è ancora dotato di un Piano Comunale delle Coste (PCC) e sulla base di leggi regionali e di delibere comunali dei precedenti anni, le concessioni demaniali marittime si possono rilasciare solo nel rispetto del PCC e in mancanza di questo nessuna nuova concessione può essere rilasciata, salvo che non sia perfettamente in linea con indirizzi di pianificazione costiera già individuati;
– i provvedimenti di concessione demaniale devono essere rilasciati sulla base di procedure di evidenza pubblica, che prevedono la pubblicazione di bando che contenga specifici requisiti.
Queste considerazioni, che rendono la vicenda meritevole di approfondimento, ci hanno indotto a presentare un’interrogazione all’Assessore al Patrimonio per conoscere:
– i contenuti del bando pubblico per l’avvio della procedura di selezione del concessionario dell’area in questione;
– gli indirizzi di pianificazione costiera già individuati per il Lungomare Vittorio Emanuele III nelle more dell’adozione del PCC;
– i motivi per cui nell’avviso pubblicato nel caso di specie non sono stati indicati criteri di valutazione di eventuali domande concorrenti presenti in altri casi.
Ci auguriamo che le iniziative dell’Amministrazione di Taranto siano sempre all’insegna della trasparenza e della regolarità e noi ci impegniamo a vigilare affinché non ci siano zone d’ombra in cui la cosa pubblica rischi di essere utilizzata per fini che di pubblico hanno ben poco.

IL PREFETTO INTERVENGA!

Chiediamo a S.E. il Prefetto di Taranto di intervenire con apposita diffida

Poiché il rendiconto di gestione 2017 non è stato approvato entro il 30 aprile, così come stabilito dalla legge, i Consiglieri Comunali del MoVimento 5 Stelle si sono rivolti questa mattina al Prefetto affinché diffidi formalmente il Consiglio Comunale a provvedere entro un termine perentorio, decorso il quale sarà avviata la procedura di scioglimento dell’Organo.
Già due giorni fa il Collegio dei Revisori ha formalmente segnalato il mancato completamento della procedura di riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31.12.2017, che è un atto propedeutico alla predisposizione del rendiconto 2017. A questo proposito, i Revisori hanno evidenziato che la mancata approvazione del rendiconto comporta una serie di conseguenze negative per il Comune, che viene considerato strutturalmente deficitario.
Francesco Nevoli e Massimo Battista nella nota al Prefetto hanno stigmatizzato che l’attuale Consiglio Comunale, insediatosi da meno di dieci mesi, ha approvato ben oltre i termini previsti dalla legge tutti i documenti contabili di sua competenza, ossia tanto il conto economico e lo stato patrimoniale del rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2016 ed il bilancio consolidato del medesimo esercizio, quanto il bilancio di previsione 2018-2020.
Il Gruppo Consiliare del MoVimento 5 Stelle

QUESTIONI DI FAMIGLIA

AH DIMENTICAVAMO, LA TREGI FA CAPO AI FAMILIARI PIÙ STRETTI DI PIERO BITETTI.

Un’opposizione costruttiva a servizio della città.
I consiglieri comunali Baldassari, Battista, Ciraci, Fornaro, Nevoli, Nilo e Vietri, dopo essere venuti a conoscenza, solo di recente, di un ricorso amministrativo pendente davanti al Consiglio di Stato teso all’annullamento di un provvedimento relativo alla realizzazione di una rotatoria, in zona San Vito Taranto, il cui esito potrebbe determinare un nocumento all’interesse pubblico, con particolare riferimento ad altra variante riguardante la medesima zona, che comprende la realizzazione di un parcheggio su di un terreno della società Tregi, hanno formulato, a norma del vigente statuto, istanza per fare chiarezza.

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Detta istanza intende avere contezza definitiva, attraverso il parere del dirigente competente, della legittimità di tutti gli atti sin ora adottati, procedendo, se del caso, all’annullamento di quelli illegittimi.
Si è chiesto, come da prassi, al presidente del consiglio comunale di fissare data utile di riunione consiliare affinché detta questione fosse posta allo ordine del giorno.
I consiglieri auspicano, nello interesse esclusivo della comunità intera, di poter ottenere in quella sede una informazione completa cosi da escludere ogni possibile contrasto e/o potenziale lesione tra le due varianti indicate, cosi da far ritenere inesistenti possibili lesioni, anche solo potenziali dello interesse pubblico.

IL SINDACO SI ASTIENE NELLA VOTAZIONE DEL SUO BILANCIO.

Venerdì 27 aprile 2018, seduta di consiglio comunale con all’ordine del giorno, al punto 4, l’approvazione del bilancio di previsione 2018-2020.
Un bilancio già bocciato dai revisori dei conti che ne hanno sottolineato l’inconsistenza delle previsioni di entrata inserite nel documento, riguardanti alcune imposte come Tari, IMU ed accantonamenti per il piano di estinzione osl, tenendo conto anche del contenzioso boc.
Durante la seduta, dopo un acceso confronto tra i consiglieri di maggioranza e di opposizione,

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si è passati alla votazione, durante la quale, si è assistito ad un singolare comportamento che noi riteniamo assolutamente incomprensibile e a cui diamo una valenza politica molto grave.
Il sindaco di Taranto, titolare della delega al bilancio, è stato assente da tutta la discussione in aula ma, stranamente, presente tra il pubblico. È entrato in aula soltanto al momento della votazione del bilancio, con un voto di astensione, contravvenendo alle sue responsabilità.
L’esito del voto parla di 20 consiglieri a favore, 7 contrari, 2 astenuti. È davvero increscioso pensare che il primo cittadino, in questo caso anche possessore della delega al Bilancio, abbia voluto mostrare un atteggiamento di distanza verso il documento contabile che decide le linee guida, le intenzioni politiche e gli obiettivi che un’Amministrazione si pone per il governo della Città. Non vorremmo pensare che questo atteggiamento riveli una mancanza di convinzione sulle scelte fatte ed inserite nel bilancio di previsione, o sulla portata degli importi decisi per le varie voci di spesa. In ogni caso ci saremmo aspettati una maggiore coerenza verso le affermazioni veementi effettuate nella scorsa seduta, dove sembrava che le considerazioni dei revisori dei conti fossero un delitto contro l’infallibilità della maggioranza. In pratica, ci saremmo aspettati un’Amministrazione che volasse alto, come sbandierato durante la campagna elettorale, e non un Sindaco che continua ad ignorare i problemi dei tarantini, lasciando allo sbando una città che viene mortificata ancora una volta.