MINERALE, PETROLIERE E PALE EOLICHE

Ancora una volta non possiamo che rimarcare la supina rassegnazione dell’amministrazione comunale di fronte agli interessi privati, a scapito della Città e dei Tarantini. Il Consiglio comunale infatti ha espresso parere favorevole all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio delle aree interessate dai lavori relativi alla realizzazione del parco eolico di Taranto: l’unico impianto di questo tipo autorizzato in Italia.
Se in passato il Comune aveva espresso un timido parere negativo, tuttavia privo di valore vincolante, alla realizzazione dell’opera, l’approvazione odierna va in direzione diametralmente opposta. Il Movimento 5 Stelle Taranto ha ribadito la sua ferma opposizione alla realizzazione di un’opera il cui iter burocratico ha ignorato del tutto la presenza a meno di 5 Km dal sito di costruzione di una Important Bird Area (IBA 139 “Gravine”). Senza contare che la Regione Puglia produce oltre l’80% di energia in più rispetto al proprio fabbisogno.
Non è più tempo di speculazioni economiche e ambientali in una terra che ha già pagato caro il prezzo della declamata industrializzazione. Una delle 5 stelle del Movimento è proprio l’ambiente, inteso come bene fondamentale da custodire per le generazioni future.
Le pale eoliche si aggiungeranno alla presenza invasiva che il Mar Grande già sopporta a causa dell’arrivo di navi minerali per l’Ilva e petroliere per la raffineria ENI.
La situazione in cui versa la città non ci consente quindi di abbassare la guardia e lasciare che progetti altamente impattanti, come questo parco eolico, lascino ulteriori segni indelebili sul nostro magnifico territorio, vocato naturalmente ad altre attività.

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TRASPORTO SCORIE ITREC AVVENUTO SENZA ALCUN AVVISO PER LA POPOLAZIONE E NEL DISINTERESSE DELLE ISTITUZIONI

Il MoVimento 5 Stelle ha già presentato due interrogazioni (Camera e Senato) sulla vicenda e chiede al Presidente Vendola di rompere un silenzio inspiegabile

Nella notte tra il 28 e 29 Luglio è stato trasportato del materiale sospetto dalla Itrec, situata nella zona Enea-Trisaia di Rotondella (Matera), fino all’aeroporto militare di Gioia del Colle (Bari). Il trasporto sarebbe avvenuto attraverso la statale 106 Jonica, dove un convoglio scortato da circa 300 unità tra carabinieri, polizia e guardia di finanza ha trasferito il “non meglio precisato carico”. A chiarire la vicenda alcune fonti giornalistiche che parlano di un accordo Italia-USA sulle barre di Elk River, il composto uranio torio, che dai bunker del centro Enea-Trisaia dove erano custodite sono state trasportate definitivamente oltreoceano.

“Tutto ciò è accaduto ad insaputa della popolazione – dichiarano i portavoce pugliesi del MoVimento 5 Stelle in Camera e Senato – È ingiustificabile che, a più di 24 ore dall’uscita delle notizia, il Governatore della Puglia Nichi Vendola non abbia ancora chiarito l’accaduto ai cittadini pugliesi e non abbia ufficialmente richiesto spiegazioni al Governo nazionale! Evidentemente il leader di Sinistra Ecologia e Libertà preferisce nascondersi dietro imbarazzanti silenzi invece di pretendere a gran voce dal Governo la verità e tranquillizzare, così, gli abitanti della zona”.

Alla luce degli ultimi aggiornamenti sulla vicenda, le immediate interrogazioni presentate sia alla Camera sia al Senato dal MoVimento 5 Stelle hanno colto nel segno. Si tratta, infatti, delle 84 barre di uranio-torio presenti nel Centro di Rotondella che, tra il 1969 ed il 1971, ai sensi di un accordo mai ratificato dal Parlamento italiano, giunsero dal reattore di Elk River, nel Minnesota, all’allora Cnen, oggi Itrec. Barre di uranio-torio che hanno impedito, per la loro pericolosità, ogni ipotesi di trasformazione della struttura in un centro universitario di studi e ricerca.

“Se il trasferimento di materiali ha riguardato sostanze radioattive – dichiarano i parlamentari pugliesi M5S – non può essere ignorato il rischio grave che sia avvenuta una perdita importante di acque contaminate dalle piscine che raffreddano le barre di Elk River. È da tempo che i cittadini lucani e calabresi chiedono di essere informati sui rischi che la struttura di stoccaggio può generare soprattutto in relazione alla facilità con cui si propagherebbe un’eventuale contaminazione radioattiva. In questa occasione non è stata rispettata alcuna norma delle direttive Euratom nel contesto della pianificazione dei trasferimenti di materiali avvenuti nel centro Itec”.

 “Vendola che ha fatto del “no al nucleare” un suo cavallo di battaglia – continuano i cinquestelle – pare attuare, anche questa volta, il medesimo comportamento della battaglia sull’acqua pubblica: pura e mera azione propagandistica che non si traduce mai in fatti! Ma del suo agire populista ci interessa poco, quel che è importante è sapere se la Regione Puglia abbia seriamente intenzione di intervenire o meno, chiedendo spiegazioni al Governo. Questa vicenda, infatti, se confermata, rappresenterebbe l’ennesimo schiaffo in faccia ad una popolazione e ad un territorio che troppo spesso ha subito il dazio ambientale per presunti benefici non riconducibili ai pugliesi”.

TARANTO. IL MOVIMENTO 5 STELLE PRESENTA I SUOI CANDIDATI

Comunicato Stampa

TARANTO. IL MOVIMENTO 5 STELLE PRESENTA I SUOI CANDIDATI
Martedì 12 Febbraio, ore 18.00 presso il Centro Sportivo Magna Grecia in Via Zara 121.
Sarà occasione di dibattito, aperto a tutta la cittadinanza, sulle problematiche legate all’Ilva, Cementir, Eni, e sui ritardi e le assenze della politica sui temi “caldi” della nostra città.

 Il Meetup 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto”, martedì 12, alle ore 18.00 presso il Centro Sportivo Magna Grecia in Via Zara 121 a Taranto, presenterà alla cittadinanza e ai simpatizzanti, i candidati del MoVimento 5 Stelle di Taranto, Lecce, Bari, Andria e delle altri comuni della Regione Puglia alle prossime Elezioni Politiche.

L’incontro sarà un’occasione di dibattito con tutti gli attivisti sulle problematiche legate alle fasi concitate su Ilva, Cementir, Eni, inceneritori, acqua pubblica, rifiuti zero, energie rinnovabili, agricoltura, i ritardi e le assenze politiche ed istituzionali sui temi “caldi” della nostra città.

Sicuri che l’occasione di questo incontro sarà ampiamente condiviso, vista l’importanza dei temi in discussione, auspichiamo un’ampia partecipazione di tutti i candidati tarantini che, da futuri portavoce, avranno modo di accogliere le idee ed istanze dei cittadini.

 Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto

e-mail: amicidibeppegrillotaranto@gmail.com
blog: https://beppegrillotaranto.wordpress.com/
MeetUp: http://www.meetup.com/Amici-di-Beppe-Grillo-di-Taranto/
Facebook: http://www.facebook.com/amicidibeppegrillotaranto?ref=tn_tnmn
Gruppo Facebookhttp://www.facebook.com/groups/38176539354/?fref=ts

 

 

LA RINASCITA DI TARANTO SECONDO GLI ATTIVISTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE

“Taranto versa in uno stato di disastro ambientale permanente, tra i più difficili da affrontare in Italia perché frutto di oltre 50 anni di scelte sbagliate che hanno immolato il territorio, avvelenato nelle acque, nella terra e nell’aria e depredato delle sue risorse, in nome di una vocazione industriale che non ha tenuto conto del più grande valore proprio dell’uomo: la vita”.
Lo affermiamo come cittadini e attivisti del MoVimento 5 Stelle Puglia in seguito al Decreto Legge del governo Monti, firmato dal Presidente della Repubblica il 3 Dicembre 2012, che sembra incurante degli esiti delle perizie degli epidemiologi e dei chimici utilizzate nell’incidente probatorio disposto dalla Procura.
Non c’è più spazio per le interpretazioni: a Taranto si muore e ci si ammala più che dalle altre parti a causa dei processi industriali, un dato di fatto che non si può ignorare.
Non si possono, perciò, “legalizzare” processi produttivi obsoleti solo per salvaguardare la produzione. Non si può consentire alla finanza di guardare solo agli indicatori economici e ai guadagni immediati trascurando la qualità delle attività industriali che, come in questo caso, determinano terribili effetti nelle condizioni di vita e di salute dei Tarantini.
Il Decreto, tra l’altro, amplia la possibilità di essere applicato a qualsiasi impianto in Italia che venga considerato “strategico” a patto che abbia un numero di dipendenti superiori alle 200 unità. Si tratta di un vero e proprio “ricatto occupazionale”, amplificato a livello nazionale, che dispiega tutti i suoi effetti nefasti nella vicenda dell’Ilva di Taranto.
Colpevole la politica, che si è dimostrata assente e che, quando interveniva, lo faceva in maniera inefficace e inefficiente, come nel caso della legge “antidiossina” del 2008/2009 del governo Vendola, o tardiva come la legge sulla “Valutazione di Danno Sanitario” sempre della Regione Puglia. Per non parlare delle leggi “ad aziendam” come quella dei limiti sul benzo(a)pirene del Governo Berlusconi. Tutte circostanze che hanno consentito e favorito il “ricatto occupazionale” della famiglia Riva, proprietaria dell’impianto siderurgico.
La società civile da anni denuncia queste circostanze in maniera civile e pacifica, mentre piange i propri morti, soccorre i propri ammalati e chiude le proprie attività commerciali.
Appare quindi evidente che la magistratura abbia svolto un ruolo di supplenza della politica, così come oggi assistiamo anche ad una azione incostituzionale del Governo che di fatto ostacola il lavoro degli inquirenti e accentua i contrasti tra i poteri dello Stato. La politica a più livelli è corresponsabile della attuale situazione di Taranto. Ingiustificabile la mancanza di garanzia dei diritti dei cittadini, come evidenzia l’indagine “Ambiente venduto”.
Nel 1971 relazioni scientifiche decretavano la pericolosità degli impianti industriali per la salute e l’ambiente tarantino. Ma, da allora è solo aumentata la produzione e si sono aggiunti altri impianti impattanti per l’ambiente: inceneritori, discariche, ampliamenti di raffinerie, cementifici e tutto in versione maxi e il tutto per il “bene” del Paese e del sistema Italia.
Si tratta di modello di sviluppo sbagliato, basato su un materiale, l’acciaio, che non solo sta lasciando il posto a nuovi materiali che soppianteranno le produzioni tarantine, minacciate, tra l’altro, anche, da nuove economie, basate su processi virtuosi di conversione industriale e sul benessere delle persone.
Taranto è stata importante per l’Italia e l’Europa ma è giunto il momento di tornare alle proprie vocazioni storiche, naturali ed economiche a “chilometro zero”, cui ha dovuto rinunciare.
Il Diritto alla vita non può soccombere a favore degli interessi economici e poiché il privato non dimostra volontà di ottemperare alle prescrizioni impartite dalla magistratura, deve intervenire la politica, che invece di ostacolare il lavoro dei magistrati deve pianificare le alternative per Taranto. Ma occorre fare presto.

Per questo esigiamo le dimissioni immediate dei politici coinvolti nella vicenda e chiediamo:
–  Il blocco dei beni patrimoniali ed economici del privato ovunque essi siano e delle aree di proprietà dei Riva a Taranto, al fine di effettuare una nuova caratterizzazione e successiva bonifica delle aree ricadenti all’interno dello stabilimento siderurgico.
Le bonifiche dei reparti inquinanti dell’ILVA si devono effettuare con i soldi dei Riva.

–  Di confiscare le proprietà del privato (eventualmente con l’indennizzo simbolico di 1 centesimo).

–  Di garantire il reddito (durante la formazione) per gli operai Ilva che, appena formati, dovranno essere impiegati, IN CONDIZIONI DI SICUREZZA, nelle operazioni di bonifica.

–  La caratterizzazione, Messa in Sicurezza e Bonifica dei terreni inquinati in provincia di Taranto che pagano lo scotto di esser luoghi di produzione o di smaltimento per l’Italia intera.

–  La messa in sicurezza delle Falde idriche Tarantine che risultano contaminate da inquinanti oltre che essere soggette a un forte stress idrico e a contaminazione salina a causa di un sovrasfruttamento.

–  Riqualificazione e Riconversione dell’ILVA

Le aree di proprietà militare che la Difesa sta cedendo, devono necessariamente essere restituite gratuitamente alla città e alle comunità locali.

–  Garanzia di prestazioni sanitarie efficienti per la totalità della popolazione garantendo screening e visite gratuite e in tempi brevi a cominciare dai cittadini del quartiere tamburi e dai lavoratori del polo industriale, visite da effettuate a Taranto.

– Di bloccare ogni nuova autorizzazione di richiesta di AIA nella provincia di Taranto.

–  Di riesaminare le AIA di competenza provinciale, regionale e statale già concesse degli impianti in provincia di Taranto e valutare con commissioni formate da esperti diversi rispetto quelle già rilasciate, l’opportunità del rilascio definitivo.

–  Di creare a Taranto un polo Universitario, pubblico che dipenda unicamente da Taranto e non da Bari o Lecce, con individuazione delle aree adibite a tale scopo situate nel Centro Storico.

  Il risarcimento completo dei danni subiti dagli allevatori e dai mitilicoltori poiché attività non salvaguardate dalle amministrazioni.

Parte dei denari siano attinti da un fondo appositamente creato per Taranto, costantemente controllato dalla popolazione, e ricavati dai fondi non ancora impiegati e destinati ad inutili opere, già pianificate dai governi di centro destra e centro sinistra, come:

  • l’acquisto di Caccia F 35 e ritiro dei militari in missione in Afghanistan, anche perché le forze armate occupano una parte sostanziale dei territori della provincia di Taranto
  • la realizzazione della Tav in Val Susa, per un costo di oltre 10 miliardi di euro. Questo per l’isolamento al quale è stata condannata la città di Taranto nel corso dei decenni;

Fondi ricavabili anche da :

  • la riduzione a 5.000 euro al mese delle “pensioni d’oro”, attualmente erogate a 100.000 persone, per un risparmio totale di oltre 7 miliardi di euro;
  • la cancellazione di tutte le province;
  • l’abolizione del rimborso elettorale a tutte le formazioni politiche;
  • il ritiro definitivo del progetto del Ponte sullo Stretto, recentemente riesumato dal governo Monti per evitare penali previste a salvaguardia di imprese private a spese dei contribuenti.

Crediamo che una parte dei denari impiegati in tutte queste azioni e opere che reputiamo inutili, possano essere destinate per la bonifica dei territori a cominciare da Taranto.
Una parte del Fondo dovrà esser impiegata per progetti, seguendo la consultazione della popolazione dei singoli quartieri e dei comitati impegnati nelle vertenze territoriali per comprendere quale vocazione economica debba assumere Taranto sviluppando economie locali.
Le risorse per Taranto dovranno sottostare a principi di trasparenza e soggetti a meccanismi di verifica della cittadinanza, tramite internet e siti web appositi e non potranno esser utilizzati per fini differenti che non siano stati decisi dalla cittadinanza.
Crediamo che Taranto possa essere il simbolo di una nuova svolta che dovrà ripercuotersi nel resto del territorio Italiano.

Ormai non abbiamo più scelta.

211892_100000018636515_8310713_n Amici di Beppe Grillo Taranto – Meet Up 192
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Noi l’acqua la vogliamo PUBBLICA!!! Giornata Nazionale di Mobilitazione per l’Acqua Pubblica

In campagna elettorale, come ricorderete, l’attuale presidente (rieletto) della Regione Puglia aveva promesso che entro 100 giorni dalla sua eventuale rielezione avrebbe, con il consiglio, approvato un DDL che portava verso la ripubblicizzazione dell’Aqp che è, attualmente, una s.p.a. I 100 giorni sono passati ed è notizia di pochi giorni fà che l’iter è stato nuovamente bloccato a tempo indeterminato.

Questa la nota diffusa tramite la mail list del forum nazionale per il referendum:
Mentre tutto sembrava viaggiare molto bene verso una prossima presentazione e approvazione del DDL sulla ripubblicizzazione in Consiglio regionale, ecco che oggi a sorpresa “spunta” la proposta di Michele Losappio, capogruppo del SEL, che “ingessa il DDL”.

A quanto pare l’ufficio legislativo della Regione avrebbe emesso un parere che “non è stato proprio quello che ci aspettava” (altro non è dato di sapere al momento). A questo hanno fatto seguito “le sollecitazioni garbate” del capo groppo del PDL Rocco Palese che ha chiesto un “comportamento responsabile e cauto”.

E benché l’Ass.re Amati – da quello che si legge – abbia ben spiegato che “il tema fondamentale è quello della definizione del servizio fornito dall’Acquedotto pugliese: se è o non è “a rilevanza economica” da cui deriverebbe per principio costituzionale la potestà legislativa dello Stato (primo caso) o della Regione (secondo); il capogruppo del SEL, Michele Losappio, propone di “approvare la legge e contestualmente con un ordine del giorno proposto dalle commissioni in aula chiedere al governo una moratoria a tempo sugli effetti della legge”.
L’obiettivo a detta del Consigliere Losappio è di “preservarsi dall’eventuale effetto dirompente che potrebbe avere un esito negativo della Corte Costituzionale”!

In pratica si tratterebbe di approvare una legge che non potrà produrre i suoi effetti se non in un futuro non determinato!…..

Ovviamente è un modo come un altro per rinviare all’infinito. A parole sono tutti molto bravi ma i fatti sono questi: Il DDL doveva essere approvato prima dello scioglimento della giunta lo scorso Febbraio. Poi doveva essere approvato entro i primi 100 giorni dalla rielezione. Poi entro fine anno. Adesso non si sà!

Durante l’assemblea regionale di sabato scorso 27 Novembre si è deciso di utilizzare la giornata nazionale di mobilitazione del 4 Dicembre per l’acqua pubblica,

– sia a sostegno della richiesta di moratoria al Decreto Ronchi e ai processi di privatizzazione (in attesa che si svolga il referendum);

– sia per informare la cittadinanza sul DDL sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese e chiedere di riprendere l’iter di approvazione.

A Taranto l’incontro è alle 17:00 in Piazza Maria Immacolata con banchetti informativi

Alle 21:00 al Comitato di quartiere di “Città Vecchia” (arco Paisiello) si festeggierà con musica dal vivo con i “PUEBLO BORRACHO BLUES BAND” e proiezioni per l’Acqua Pubblica.

Perchè si scrive Acqua, ma si legge Democrazia!!!

E la ripubblicizzazione dell’Aqp promessa in campagna elettorale?!?

La lettera aperta che l’Assemblea regionale di ieri ha deciso di inviare alle Commissioni consigliari competenti, ai Consiglieri di maggioranza, agli Assessori della giunta, per ricordare loro l’impegno assunto in campagna elettorale rispetto alla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese ed essendo trascorsi oramai i 100 giorni, chiedere di procedere con sollecitudine alla calendarizzazione del DDL per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese, alle audizioni e all’inoltro del testo in Consiglio entro il mese di ottobre.

Alla V COMMISSIONE CONSIGLIARE

PREDIDENTE Pentassuglia Donato

VICE PRESIDENTE Ventricelli Michele

Alla II COMMISSIONE CONSIGLIARE

PRESIDENTE Brigante Giovanni

VICE PRESIDENTE Caracciolo Filippo

ai CAPIGRUPPO di MAGGIORANZA:

Italia dei Valori, Schiavone Orazio

La Puglia per Vendola, Disabato Angelo

Misto, Mazzarano Michele

Moderati e Popolari, Olivieri Giacomo

Partito Democratico, Decaro Antonio

Sinistra Ecologia e Libertà, Losappio Michele

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO,

Onofrio Introna

Ai CONSIGLIERI di MAGGIORANZA

Amati Fabiano

Blasi Sergio

Brigante Giovanni

Capone Loredana

Caracciolo Filippo

Cervellera Alfredo

De Gennaro Gerardo

Decaro Antonio

Disabato Angelo

Epifani Giovanni

Gentile Elena

Gianfreda Aurelio Antonio

Introna Onofrio

Laddomada Francesco

Loizzo Mario

Lonigro Giuseppe

Losappio Michele

Maniglio Antonio

Marino Leonardo

Matarrelli Antonio

Mazza Patrizio

Mazzarano Michele

Mennea Ruggiero

Minervini Guglielmo

Nicastro Lorenzo

Nuzziello Anna
Ognissanti Francesco

Olivieri Giacomo

Pastore Francesco
Pelillo Michele

Pellegrino Donato

Pentassuglia Donato

Romano Giuseppe

Sala Arnaldo

Sannicandro Arcangelo

Schiavone Orazio

Stefáno Dario

Ventricelli Michele

Agli ASSESSORI

Amati Fabiano

Barbanente Angela

Campese Maria

Dentamaro Marida

Fiore Tommaso

Fratoianni Nicola

Gentile Elena

Godelli Silvia
Minervini Guglielmo

Nicastro Lorenzo

Pelillo Michele
Sasso Alba

Stefano Dario

p.c.

Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Segreteria Nazionale

Al Comitato dei Lavoratori AQP per l’Acqua Bene Comune

Stampa

04 ottobre 2010

Oggetto: Disegno di Legge “Governo e gestione del servizio idrico integrato – Costituzione dell’azienda pubblica regionale Acquedotto pugliese – AQP”

Gentili Presidente del Consiglio, Presidenti di Commissione, Consiglieri, Assessori,

Vi scriviamo perché sono oramai decorsi i 100 giorni dall’inizio della nuova legislatura durante i quali l’attuale Governo – nella persona del Presidente Vendola e dei Partiti di Coalizione – aveva preso, in campagna elettorale, ufficialmente e pubblicamente (durante la conferenza stampa del 5 marzo scorso) l’impegno di trasformare il DDL in oggetto in Legge.

Purtroppo, ad oggi, non solo questo non è avvenuto ma il DDL – benché approvato nuovamente dalla giunta lo scorso 11 maggio – ci risulta non essere stato neppure inserito nel calendario dei lavori delle Commissioni competenti.

Pertanto, sulla base

degli impegni su richiamati assunti dal Presidente Vendola e dai Partiti di Coalizione,

della diffusa volontà dei cittadini pugliesi rispetto alla gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici (protagonisti di una mobilitazione straordinaria a sostegno dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua in quasi ogni Comune della Regione e che ha portato alla raccolta di oltre 105.000 firme su 1.400.000 raccolte a livello nazionale)

CHIEDIAMO

ad ognuno dei destinatari, sulla base delle proprie competenze e funzioni,

di dare corso con sollecitudine agli impegni assunti dai rispettivi partiti con la cittadinanza durante la campagna elettorale:

· mettendo all’O.d.G. delle Commissioni Consiliari il DDL in oggetto;

· stabilendo, quanto prima, le audizioni, alle quali chiediamo di partecipare;

· inoltrando e mettendo ai voti in Consiglio regionale, entro la fine del mese di ottobre, il DDL (nella forma in cui è stato approvato dalla giunta all’unanimità lo scorso 11 maggio) affinché l’Acquedotto pugliese possa presto essere trasformato in un soggetto di diritto pubblico e gestito secondo un metodo di partecipazione sociale.

·

In attesa di un pronto riscontro, si porgono cordiali saluti.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”


Segreteria del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”

Ovviamente siamo tutti in attesa…