TAVOLO ACCORDATO… RICORSO RITIRATO? PD… ENNESIMA FARSA SULLA PELLE DEI TARANTINI!

Il ministro Calenda arriva a Taranto in gran segreto, forse trasportato dal vento forte che sta soffiando sulla città e che tiene a casa i bambini dei Tamburi. Niente scuola per loro, oggi è wind day, troppi veleni nell’ aria per poter uscire di casa. In realtà il ministro è atterrato a Grottaglie di ritorno da Cipro, ha detto più tardi in una nota Emiliano. Il governatore non sapeva nulla del suo arrivo, è stato avvisato dal sindaco Melucci dopo aver ricevuto la telefonata che annunciava il blitz a sorpresa. Tanto a sorpresa che nessuno a palazzo di Città sapeva, nemmeno gli uomini del Pd. Quindi non lo sapeva il sindaco, non lo sapeva il presidente della Regione, non lo sapevano i consiglieri e gli assessori e ovviamente non poteva saperlo la città. Che continua a subire un gioco politico di basso profilo, sulla propria pelle naturalmente. Prima lo scambio di tweet ai tempi degli spartani e poi un incontro che ha tutta l’aria, inquinata anche questa, di essere uno scambio di favori: io ti concedo il tavolo per Taranto, tu ritira il ricorso al Tar del Dpcm. È così che va per Taranto. Peccato per i nuovi e vecchi fan di Melucci che in quel ricorso e in questo sindaco avevano riposto fiducia. I ringraziamenti si sono sprecati. L’unico tavolo possibile per noi è quello per un ACCORDO DI PROGRAMMA per Taranto, finalizzato alla chiusura delle fonti inquinanti e alla RICONVERSIONE. Un tavolo dove avrebbe potuto sedersi anche Confindustria, invece ora la vediamo affannata a cercare una sponda buona per risolvere i problemi dell’indotto. Andava scritto a quel tavolo il futuro di Taranto, degli operai e dei bambini che anche oggi si sono visti negare il diritto allo studio e alla vita. Ecco perché il M5S Taranto proseguirà con tutte le sue forze in quella direzione. Basta prese in giro.

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IL CONSIGLIO COMUNALE BOCCIA LA MOZIONE E CONDANNA LA CITTA’ !!

GIU’ LA MASCHERA! 
Il sindaco Melucci ha preferito nascondersi dietro l’intenzione di impugnare l’ultimo decreto emanato dal Governo piuttosto che dare dignità e importanza alla gente del quartiere Tamburi.
E così questa mattina, al Question Time, ha respinto la mozione del M5S Taranto che chiedeva di intervenire sulla fonte inquinante e non sulla libertà dei cittadini di Taranto. In particolare, attraverso la mozione bocciata con 19 voti contrari e 7 favorevoli, si chiedeva che il Consiglio Comunale si esprimesse a favore dell’adozione di provvedimenti sindacali volti a fronteggiare l’emergenza sanitaria, agendo sulle fonti inquinanti, e che il signor Sindaco si impegnasse ad adottare, in occasione degli eventi classificati come Wind Day, ordinanza ex art. 50, comma 5, D.Lgs. n. 267/2000 per il fermo totale – nell’area industriale immediatamente a ridosso del Quartiere Tamburi – degli impianti di produzione, dei nastri trasportatori e dei mezzi che determinano l’innalzamento di quelle polveri minerali che successivamente si disperdono nell’ambiente circostante.
Questa mattina, di fronte ad una massiccia presenza di cittadini intervenuti per assistere al Consiglio Comunale, sono apparse inconsistenti le prese di posizione dei consiglieri della maggioranza, che, nonostante il tentativo di ritardare la discussione, si sono espressi contrariamente, richiamando fantomatici impedimenti tecnici ad un eventuale blocco della produzione nelle devastanti giornate di vento.
I portavoce del M5S Taranto, Francesco Nevoli e Massimo Battista, hanno più volte fornito motivi giuridici e tecnici per i quali l’ordinanza del sindaco di Taranto sarebbe possibile e in linea con i doveri del primo cittadino di intervenire per impedire le situazioni di emergenza ambientale, anche se non possiamo parlare più di emergenza ma di danno sistematico e duraturo.
“Il sindaco ha preferito la strada della burocrazia lunga e farraginosa impugnando il DPCM, perché prevede tempi lunghi per “l’ambientalizzazione” dell’Ilva, quando sarebbe stato più efficace approvare la nostra mozione” – spiega il consigliere Battista – “e siamo anche certi e consapevoli che non otterrà nessun risultato tangibile, se non quello della passerella mediatica che i giornali già gli stanno fornendo”.
“Come possiamo credere e avere fiducia in un Sindaco che con la mano destra impugna il DPCM e con la sinistra boccia la prima azione concreta in favore dei propri cittadini?”, afferma il consigliere Nevoli, che aggiunge: “I cittadini del quartiere in primis , ma tutti in generale, vogliono delle risposte che evidentemente questa amministrazione non può o non vuole dare, e la bocciatura della nostra mozione ne è la prova lampante”.

Taranto, il sindaco agisca sull’Ilva non sui cittadini

Quando arrivano quei giorni ventosi, quei particolari giorni ventosi, che trasportano su Taranto le polveri tossiche dell’Ilva, carbon fossile e minerali di ferro, il sindaco ordina di stare in casa, tenere le finestre serrate e chiude le scuole. Come sempre, sono i cittadini a “dover fare” qualcosa, a limitare la propria libertà, a sacrificarsi, a rintanarsi nei propri appartamenti con il motto di “io speriamo che me la cavo”.
Ma adesso basta. “Non intendiamo aspettare la prossima serie di wind days inermi. Per questo siamo passati all’azione”, dicono i portavoce del MoVimento 5 Stelle di Taranto Francesco Nevoli e Massimo Battista, che hanno presentato in Comune una mozione che obbliga il consiglio comunale a votare l’adozione di provvedimenti che fronteggino l’emergenza sanitaria ma che siano misure che agiscano sulle fonti di inquinamento e non sui cittadini. E chiedono al sindaco di adottare l’ordinanza che fermi l’Ilva. Perché se c’è il vento, l’emergenza non può ricadere sui cittadini, ma sulla fonte inquinante.

Quindi chiediamo il totale fermo, nell’area industriale immediatamente a ridosso del Quartiere Tamburi degli impianti, dei nastri trasportatori e dei mezzi che determinano l’innalzamento di quelle polveri minerali che successivamente si disperdono nell’ambiente circostante“.

«La situazione Ilva si fa sempre più complicata e la questione ambientale e sanitaria finisce sempre più in fondo alle priorità – sottolinea il deputato Davide Crippa in Commissione Attività produttive – Noi chiediamo che il ministro Calenda venga a riferire in Parlamento ora che anche l’Antitrust sembra stia bocciando l’operazione Marcegaglia, lasciando in sospeso la situazione. Ma questa ennesima sospensione non fa altro che gettare ombre su una situazione già drammatica vissuta in prima persona, e da anni, dai cittadini di Taranto».

http://www.movimento5stelle.it/parlamento/ambiente/2017/11/taranto-il-sindaco-agisca-sullilva-non-sui-cittadini.html

 

C.S.: Turismo industriale per Taranto: Meglio un museo degli orrori!

Schermata 2014-12-03 alle 13.54.29Si apprende dai media che la nuova direttrice del Museo MARTA di Taranto, dott.ssa Eva Degl’Innocenti, ha proposto un’idea di turismo industriale che colleghi l’Ilva alla città.
“È comprensibile che la nuova direttrice del Museo parli di valorizzare il turismo industriale” – commentano ironici gli attivisti del Meet Up Amici di Beppe Grillo Taranto – “In fondo è più facile fare le visite ad un impianto industriale in attività che andare ad aprire gli scatoloni chiusi nello scantinato del Museo archeologico e allestire delle sale per la fruizione dei visitatori.
Lasciando da parte l’ironia, disturba davvero come si possa pensare di guardare ad una città millenaria, attraversata da civiltà europee che hanno lasciato un patrimonio antropico enorme, e ridurre tutto ad un accostamento minimalista con una scelta di economia statale di 60 anni fa, che sta lasciando dei tristissimi segni dal punto di vista sociale, economico, sanitario, ambientale.
È evidente, sempre più, che le scelte che vengono calate dall’alto su questa città puzzano dei poteri forti dello Stato che prende risorse e lascia degrado e precarietà. Non ci piacerebbe certo apprendere che la decisione di aver collocato la neo-direttrice in questo territorio impregnato di straordinarie qualità storiche, paesaggistiche e tradizionali, avvalori le peggiori ipotesi.
Taranto ” – continuano gli Amici di Beppe Grillo – ” ha un patrimonio autoctono, sostenibile ed inesauribile, che le permetterebbe di essere una città moderna, all’avanguardia e autosufficiente economicamente senza dover dipendere da un sistema economico-industriale obsoleto ed inappropriato.
Per questo ” – concludono categorici gli attivisti del Meet Up 192 – ” rimandiamo al mittente siffatti nuovi burocrati-manager nominati dal Governo che ci vengono imposti per fare le sentinelle dell’esecutivo e dei loro interessi.
Taranto merita di essere data in mano a chi da tempo disinteressatamente sta dimostrando con l’onestà, le idee, la sostenibilità e l’obiettivo del bene comune, di riuscire a far brillare 5 stelle sul futuro degli italiani e dei tarantini in particolar modo”.

Taranto 26 Agosto 2015

ILVA: il decreto 61 “salva Ilva bis” ovvero “Ammazza Taranto” è legge. Il M5S abbandona l’aula.


dl 61 senato 2

I portavoce al Senato del MoVimento 5 Stelle abbandonano l’aula al momento del voto per protestare contro un provvedimento blindato, voluto e votato dalla maggioranza con l’astensione del SEL (come segnale estremo di buona volontà, bontà loro) ed il voto contrario della Lega.  Apprezzando lo sforzo e fieri del lavoro svolto in un ambiente “assente” e maldisposto, riportiamo le motivazioni della protesta e del totale dissenso dei nostri portavoce.

La verità sul decreto Salva Ilva

Decreto Ilva è “Ammazza Taranto” e non solo: Ecco perché:

Il Decreto “ammazza Taranto”, e non solo, è legge. Si apre la corsa ai commissariamenti delle società che inquinano, con grande gioia dei commissari europei che potranno aprire diverse procedure di infrazione come se non bastassero le oltre cento già avviate.
Analizziamo in dettaglio le principali motivazioni per cui il M5S ha deciso di non partecipare al voto di conversione di questo ignobile decreto.
1. Commissario, sub-commissario e loro delegati immuni dalle azioni giudiziarie che potrebbero conseguire all’applicazione dell’AIA
2. Esclusione del patrimonio aziendale accumulato durante l’attività svolta in violazione delle norme ambientali.
3. AIA non comprensiva delle bonifiche necessarie sia nell’impianto che nelle zone circostanti.
4. Nessun impedimento alla costituzione di una bad company alla quale conferire le attività inquinanti ed a maggior rischio chiusura.
5. Nessuna regolamentazione di conflitti di interessi nella nomina del commissario e del sub-commissario.
6. Nessuna esenzione del ticket sanitario per le malattie correlate all’emissioni dell’impianto.
7. Nessun obbligo, presso le regioni sedi degli impianti, ad attivarsi per ottenere fondi europei destinati alle bonifiche.
8. Nessun controllo sulla gestione dei rifiuti stoccati negli stabilimenti, vengono, anzi, agevolati nelle discariche già esistenti pur in assenza di analisi dei rifiuti.
9. Paradosso per il quale il commissario deve garantire la continuità produttiva, anche a scapito dell’ambiente, per generare gli utili necessari per coprire i costi del conseguimento dell’AIA.
10. Nessun indennizzo previsto per i cittadini dei quartieri limitrofi all’impianto.

Carlo Martelli,
a nome del gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle, Senato della Repubblica

Il vostro decreto “salva Ilva” verrà ricordato come il decreto “Ammazza Taranto”

Decreto “Salva Ilva”: i senatori M5S escono dal Senato. Ecco perché.

Ennesima farsa grottesca presso la Prefettura: il popolo non viene considerato!

Lunedì 22 luglio 2013 i cittadini di Taranto si sono idealmente uniti in slogan contro questa ennesima farsa grottesca: appena un centinaio di liberi tarantini hanno manifestato tutto il loro sdegno per questa classe politica, che non sembra essere interessata alle urla disperate del popolo.

Dalle 17.30 e fino alle 20.30 neanche un cenno di vita da parte degli “onorevoli” ospiti, eccezion fatta per un maleducato che, affacciatosi dalla finestra del Palazzo della Prefettura, ha pensato bene di aprire la finestra e lanciare una sigaretta ancora accesa verso la strada.

Gli unici a trovare il coraggio di scendere a parlare con la piazza sono i senatori Vito Petrocelli e Carlo Martelli, entrambi del Movimento Cinque Stelle, i quali hanno illustrato i temi della discussione a chiunque chiedesse informazioni.

Ed arriviamo a questa mattina: alle ore 11.00 il commissario Mucchetti effettua una conferenza stampa paragonando l’ILVA ad una lepre, proprio mentre la Morgan Stanley Bank conferma l’eccesso di capacità produttiva del settore dell’acciaio.

Finalmente, esperiti tutti gli obblighi televisivi, finalmente si concede la parola ai cittadini non prima ricordando che il tempo a disposizione è ridotto a 45 minuti, con la preghiera di condensare gli argomenti.

A tutti viene concessa la parola, sollecitando e ricordando il tempo a disposizione, e le voci dei cittadini vengono ascoltate dai senatori presenti, anche tramite un formale richiamo all’attenzione: appare evidente come l’interesse delle commissioni è non perdere l’aereo prenotato, e non ascoltare quanto tutti hanno legittimamente da dire.

Per questo, il nostro intervento è stato il seguente:

Salve

non posso augurarvi un “buongiorno” perché nessuno qui lo merita.

Aver convocato la conferenza stampa prima di aver ascoltato le libere associazioni dei cittadini è l’ennesima dimostrazione di quanto questo governo sia distante dai problemi della popolazione.

Chiariamoci: noi lo stiamo notando che questo governo è solo una appendice della proprietà ILVA, che come un servo silente e devoto invece di far rispettare le leggi si adopera a modificare quelle che non piacciono, emanare leggi a proprio piacimento e che nomina come commissario lo stesso che la proprietà aveva indicato.

Nessuno dei presenti, tranne le debite eccezioni, ha davvero voluto conoscere la fabbrica e la sua obsolescenza, e soprattutto non avete voluto conoscere la vera Taranto e le sue potenzialità volutamente soffocate. Cosa siete venuti a fare? Un gita nella fabbrica della morte senza vedere i reparti incriminati, guardando uno splendido quanto ingannevole plastico?

La realtà è che voi la verità la conoscete anche troppo bene, e questo fa di voi complici dei danni che l’inquinamento sta facendo sulla popolazione.

Per questi motivi, ritengo doveroso farvi ascoltare il discorso di Pericle agli Ateniesi, ma adattato ai giorni nostri.

Qui per Taranto voi fate così.

Qui il nostro governo favorisce i pochi invece dei molti: e per questo non può essere chiamata democrazia.
Qui per Taranto voi fate così.

Le leggi qui non assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, e voi ignorate i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza dei capi di partito, chiamato a servire lo Stato, ma come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e l’onestà costituisce un impedimento.

Qui per Taranto voi fate così.

La libertà di cui godiamo si estende poco alla vita quotidiana; siamo diventati sospettosi l’uno dell’altro e infastidiamo spesso il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi non siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un politico trascura i pubblici affari quando non intaccano le proprie faccende private, e soprattutto si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui per Taranto voi fate così.

A noi tarantini è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui per Taranto noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui a Taranto siamo in grado di giudicarla.
Noi tarantini non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi tarantini crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che voi ritenete Taranto come una colonia dell’Italia, ma nonostante tutto che ogni tarantino cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in sé stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero, ma siamo pronti a cacciare gli indegni rappresentanti del popolo.

Qui per Taranto noi facciamo così.

Noi non molleremo mai, arrivederci.