MINERALE, PETROLIERE E PALE EOLICHE

Ancora una volta non possiamo che rimarcare la supina rassegnazione dell’amministrazione comunale di fronte agli interessi privati, a scapito della Città e dei Tarantini. Il Consiglio comunale infatti ha espresso parere favorevole all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio delle aree interessate dai lavori relativi alla realizzazione del parco eolico di Taranto: l’unico impianto di questo tipo autorizzato in Italia.
Se in passato il Comune aveva espresso un timido parere negativo, tuttavia privo di valore vincolante, alla realizzazione dell’opera, l’approvazione odierna va in direzione diametralmente opposta. Il Movimento 5 Stelle Taranto ha ribadito la sua ferma opposizione alla realizzazione di un’opera il cui iter burocratico ha ignorato del tutto la presenza a meno di 5 Km dal sito di costruzione di una Important Bird Area (IBA 139 “Gravine”). Senza contare che la Regione Puglia produce oltre l’80% di energia in più rispetto al proprio fabbisogno.
Non è più tempo di speculazioni economiche e ambientali in una terra che ha già pagato caro il prezzo della declamata industrializzazione. Una delle 5 stelle del Movimento è proprio l’ambiente, inteso come bene fondamentale da custodire per le generazioni future.
Le pale eoliche si aggiungeranno alla presenza invasiva che il Mar Grande già sopporta a causa dell’arrivo di navi minerali per l’Ilva e petroliere per la raffineria ENI.
La situazione in cui versa la città non ci consente quindi di abbassare la guardia e lasciare che progetti altamente impattanti, come questo parco eolico, lascino ulteriori segni indelebili sul nostro magnifico territorio, vocato naturalmente ad altre attività.

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Il bluff dei 50 milioni per la sanità a Taranto fa il gioco di Emiliano

Il governo Renzi dimentica i bambini e gli ammalati di Taranto, riduce a questione “localistica” un’emergenza sanitaria che è conseguenza dell’inquinamento provocato dall’Ilva dei Riva e dalla complicità dello Stato, promette un emendamento che destinava 50 milioni di euro alla sanità pugliese nella legge di Bilancio -una promessa fatta ai deputati PD- salvo poi non mantenerla e far sparire i 50 milioni. Sicuramente un bluff che può fare solo il gioco del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nella sua lotta di potere contro il premier.
Quei soldi -si aspetta comunque il passaggio al Senato- sono necessari ad attuare interventi su strutture e personale per rispondere ai numeri spaventosi, tra ammalati e morti, provocati dai veleni e dal minerale che si deposita nelle case e nei polmoni dei cittadini della nostra città.
Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” sottolinea l’inadeguatezza politica e morale di questo Pd, un partito che ha condannato Taranto e la sua gente senza scrupoli, votando dieci decreti per salvare una fabbrica che produce acciaio e sangue, dimenticandosi di centinaia di famiglie che soffrono e sono costrette a chiedere diritti, come quello di curarsi, che dovrebbero essere invece garantiti.
La follia di questo governo, di un Renzi manovrato dalle lobby, troverà il suo apice nel referendum costituzionale del 4 dicembre. Voteremo “No” anche per questo, perché non possiamo più tollerare i ciarlatani che a Taranto calpestano impunemente la Costituzione ogni giorno.

HORIZON 2020, IL COMUNE DI TARANTO VUOLE PERDERE QUESTA OPPORTUNITÀ?

HORIZON 2020 – PILASTRO “SFIDE DELLA SOCIETÀ”: BANDI 2016-2017 PER I TEMI ENERGIA E AMBIENTE: 110 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI EUROPEI

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Sostenibilità, energia, ambiente. Cosa farà l’Amministrazione comunale di Taranto rispetto al bando europeo Horizon 2020? Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” ha inviato, il 12 settembre scorso, una dettagliata istanza al Sindaco senza però ricevere alcuna risposta in merito. I due bandi europei – “Città intelligenti e sostenibili” e “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities” – stanziano complessivamente 110 milioni di euro per progettare città intelligenti e sostenibili, grazie all’introduzione di tecnologie ed infrastrutture innovative capaci di ridurre l’impatto ambientale delle zone urbane (Smart cities). La pubblicazione dei due inviti per accedere ai finanziamenti è prevista per il 4 ottobre (bando “Città intelligenti e sostenibili”, scadenza il 14 febbraio 2017) e per l’8 novembre (bando “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities”, scadenze il 7 marzo e il 5 settembre 2017). L’avviso del 4 ottobre (bando “Città intelligenti e sostenibili”) finanzierà, con 71.000.000 di euro, progetti in almeno tre “città faro” che dovranno proporre soluzioni tecnologiche per rendere gli edifici intelligenti, ma anche reti di elettricità, teleriscaldamento, telecomunicazioni, acqua, che utilizzino piattaforme Ict di ultima generazione. L’avviso dell’8 novembre (bando “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities”) metterà a disposizione 40.000.000 euro per finanziare progetti di riqualificazione in zone svantaggiate od aree abbandonate. Per il bando che si aprirà il 4 ottobre – il tempo stringe – ogni “città-faro” deve aver adottato il Piano d’azione sull’energia sostenibile (PAES) valutato positivamente dal Patto dei Sindaci. Il Comune di Taranto però non risulta firmatario del Patto dei Sindaci e non risulta essersi dotato del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC). Vista l’importanza dei finanziamenti e le scadenze imminenti, il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” chiede al Comune di Taranto se intende usufruire delle possibilità offerte dai due bandi – “Città intelligenti e sostenibili” e “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities” – aderendo al Patto dei Sindaci. Chiede inoltre al Sindaco se intende dotare il Comune di Taranto del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) e di conoscere le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione locale a non affiggere, all’ingresso degli edifici o in altri luoghi chiaramente visibili al pubblico – compresi gli edifici scolastici di pertinenza comunale – l’attestato di prestazione energetica. Si tratta di un’opportunità enorme per Taranto, un passaggio fondamentale che non può andare a vuoto: è in gioco infatti il futuro energetico sostenibile della città.

Settimana Europea della Mobilità 2016, Taranto aderisce dopo nostro sollecito Il programma è deludente

L’istanza dello scorso 6 settembre targata Amici di Beppe Grillo Taranto ha stimolato l’attuale Amministrazione comunale, che solo dopo l’invio della nostra richiesta di partecipazione alla Settimana Europea della Mobilità 2016 ha reso ufficiale l’adesione di Taranto all’iniziativa promossa dalla Commissione europea. Per noi però si tratta solo di una adesione di facciata senza alcuna programmazione concreta. 30
L’Amministrazione comunale ha messo in campo una misura temporanea: il limite di velocità di 30 km/h in viale Magna Grecia. Poco coerente con la bontà dell’iniziativa e utile solo per incassare qualche soldo in più dalle multe per eccesso di velocità emesse nei confronti dei “malcapitati” ignari dell’evento.
La Settimana Europea della Mobilità 2016 anche a Taranto dovrebbe essere una iniziativa concentrata sull’esigenza di informare la cittadinanza riguardo un nuovo paradigma dello spostamento sostenibile, promuovendo altresì una cultura della mobilità urbana.

Ci spiace constatare che i criteri di partecipazione alla Settimana non siano stati rispettati dal Comune. Altro che misura temporanea dei 30 chilometri l’ora, qui in città c’è bisogno di adottare uno stile permanente del “vivere bene”, attraverso iniziative solide come l’istituzione del periodico blocco veicolare. Il Comune cittadino non è stato nemmeno in grado di istituire una sola giornata senza auto, perlomeno nel corso della Settimana Europea della Mobilità. Si è infatti limitato a promuovere (?) una campagna di sensibilizzazione all’uso della bicicletta per gli spostamenti urbani.
Ma guardiamo l’involuzione delle iniziative del Comune negli anni prcedenti:
Anno 2014: zona 30, venerdì forum sulla mobilità, domenica ciclopasseggiata.
Anno 2015: zona 30, venerdì giornata dedicata alla bicicletta,domenica spettacoli per bimbi bicingioco.
Anno 2016: zona “30” e campagna di sensibilizzazione all’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti in città “BIKE TO WORK – Spegni l’auto e prendi la bici” (
però non si specifica come).bibi

La mobilità sostenibile non è solo un vezzo ambientalista perché l’obiettivo dell’edizione 2016 della Settimana Europea è mettere in evidenza come la pianificazione intelligente, impostata sull’uso dei trasporti pubblici, possa rappresentare una grande fonte di risparmio economico per le Pubbliche amministrazioni e per i cittadini, oltre che un’importante occasione per sostenere l’economica locale.
Invitiamo infine il Comune di Taranto a prendere esempio dalle amministrazioni locali M5s, in cui sono molteplici le iniziative che si stanno organizzando in vista della Settimana Europea della Mobilità.

TARANTO FUORI DA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ 2016

locandina sett europea mobilità 2016-1.jpgPRESENTATA ISTANZA DI PARTECIPAZIONE
Sono 96 i comuni italiani che hanno aderito alla Settimana Europea della Mobilità 2016 e tra questi non compare la città di Taranto. L’obiettivo di questa edizione – dal 16 al 22 settembre – è promuovere una mobilità sostenibile e intelligente – “Smart Mobility. Strong Economy”, lo slogan scelto –, mettendo in evidenza gli stretti legami tra economia virtuosa e trasporto sostenibile. La pianificazione di una mobilità sostenibile e l’uso dei trasporti pubblici può rappresentare una fonte di grande risparmio per le casse delle amministrazioni pubbliche e per i cittadini. Può inoltre sostenere il miglioramento dell’economica locale e del livello di qualità della vita, ridurre le emissioni inquinanti e i costi sociali in termini di salute, ambiente, energia.
Perché il Comune di Taranto non ha aderito? Quali sono le motivazioni? Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” ha presentato una istanza per ottenere riposte nel merito e chiedere la partecipazione del Comune di Taranto alla “Settimana Europea della Mobilità 2016”. Gli attivisti pertanto chiedono all’amministrazione comunale di organizzare una settimana di attività, attuare almeno una nuova misura a carattere permanente e prevedere la giornata “In città senza la mia auto” che sono i criteri per partecipare alla Settimana, così come specificato dal Ministero dell’Ambiente.
Cogliere questa opportunità significherebbe per i cittadini di Taranto conoscere una nuova cultura della mobilità urbana, una mobilità in condivisione – per esempio – come il car sharing, car pooling e bike sharing che favorirebbe anche la coesione sociale e territoriale.

MeetUp Amici di Beppe Grillo Taranto: sosteniamo i diritti contro le discriminazioni, ma diffidiamo delle strumentalizzazioni!

downloadIl prossimo 2 luglio avrà luogo a Taranto la giornata finale del Puglia Pride 2016, evento preceduto dalla Pride Week nelle varie città pugliesi.
Noi attivisti del Meet Up Amici Beppe Grillo di Taranto siamo e saremo sempre accanto a chi lotta contro tutti gli stereotipi e i pregiudizi su identità di genere e orientamento sessuale.
Sarà profondamente sentito, quindi, il nostro contributo partecipativo ad un iniziativa che vuole difendere fondamentali diritti civili e lottare contro la discriminazione sessuale e la libertà individuale; manifesteremo così come strenuamente facciamo quotidianamente per difendere il diritto alla salute, al lavoro e ad un ambiente sano.
Dobbiamo prendere atto, però, che a patrocinare tale evento sono istituzioni e sindacati che a parer nostro vogliono sfruttare la manifestazione a fini propagandistici, avendole affiancato la difesa di quei diritti che, proprio loro, negano ad una popolazione che cerca ancora affannosamente un riscatto umano e sociale.
Pertanto, chi di noi parteciperà` lo farà convintamente ma a titolo personale, senza esporre simboli o bandiere, perché la nostra identità di Movimento, che si contraddistingue per le continue lotte sui tre capisaldi dell’umana esistenza, “ambiente, salute e lavoro”, non può essere confusa con quella di chi quei valori non rispetta.
Noi continueremo sempre ad impegnarci per tutti quei diritti che riteniamo continuamente minati da false piattaforme  politiche e sindacali, che rivendicano solo sulla carta o nei cortei quei diritti sempre sbandierati, ma poche volte concretizzati.

Taranto, 01 Luglio 2016

Gli Attivisti del Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto”

TRASPORTO SCORIE ITREC AVVENUTO SENZA ALCUN AVVISO PER LA POPOLAZIONE E NEL DISINTERESSE DELLE ISTITUZIONI

Il MoVimento 5 Stelle ha già presentato due interrogazioni (Camera e Senato) sulla vicenda e chiede al Presidente Vendola di rompere un silenzio inspiegabile

Nella notte tra il 28 e 29 Luglio è stato trasportato del materiale sospetto dalla Itrec, situata nella zona Enea-Trisaia di Rotondella (Matera), fino all’aeroporto militare di Gioia del Colle (Bari). Il trasporto sarebbe avvenuto attraverso la statale 106 Jonica, dove un convoglio scortato da circa 300 unità tra carabinieri, polizia e guardia di finanza ha trasferito il “non meglio precisato carico”. A chiarire la vicenda alcune fonti giornalistiche che parlano di un accordo Italia-USA sulle barre di Elk River, il composto uranio torio, che dai bunker del centro Enea-Trisaia dove erano custodite sono state trasportate definitivamente oltreoceano.

“Tutto ciò è accaduto ad insaputa della popolazione – dichiarano i portavoce pugliesi del MoVimento 5 Stelle in Camera e Senato – È ingiustificabile che, a più di 24 ore dall’uscita delle notizia, il Governatore della Puglia Nichi Vendola non abbia ancora chiarito l’accaduto ai cittadini pugliesi e non abbia ufficialmente richiesto spiegazioni al Governo nazionale! Evidentemente il leader di Sinistra Ecologia e Libertà preferisce nascondersi dietro imbarazzanti silenzi invece di pretendere a gran voce dal Governo la verità e tranquillizzare, così, gli abitanti della zona”.

Alla luce degli ultimi aggiornamenti sulla vicenda, le immediate interrogazioni presentate sia alla Camera sia al Senato dal MoVimento 5 Stelle hanno colto nel segno. Si tratta, infatti, delle 84 barre di uranio-torio presenti nel Centro di Rotondella che, tra il 1969 ed il 1971, ai sensi di un accordo mai ratificato dal Parlamento italiano, giunsero dal reattore di Elk River, nel Minnesota, all’allora Cnen, oggi Itrec. Barre di uranio-torio che hanno impedito, per la loro pericolosità, ogni ipotesi di trasformazione della struttura in un centro universitario di studi e ricerca.

“Se il trasferimento di materiali ha riguardato sostanze radioattive – dichiarano i parlamentari pugliesi M5S – non può essere ignorato il rischio grave che sia avvenuta una perdita importante di acque contaminate dalle piscine che raffreddano le barre di Elk River. È da tempo che i cittadini lucani e calabresi chiedono di essere informati sui rischi che la struttura di stoccaggio può generare soprattutto in relazione alla facilità con cui si propagherebbe un’eventuale contaminazione radioattiva. In questa occasione non è stata rispettata alcuna norma delle direttive Euratom nel contesto della pianificazione dei trasferimenti di materiali avvenuti nel centro Itec”.

 “Vendola che ha fatto del “no al nucleare” un suo cavallo di battaglia – continuano i cinquestelle – pare attuare, anche questa volta, il medesimo comportamento della battaglia sull’acqua pubblica: pura e mera azione propagandistica che non si traduce mai in fatti! Ma del suo agire populista ci interessa poco, quel che è importante è sapere se la Regione Puglia abbia seriamente intenzione di intervenire o meno, chiedendo spiegazioni al Governo. Questa vicenda, infatti, se confermata, rappresenterebbe l’ennesimo schiaffo in faccia ad una popolazione e ad un territorio che troppo spesso ha subito il dazio ambientale per presunti benefici non riconducibili ai pugliesi”.