IL COMUNE DI TARANTO AUTORIZZA GLI AUSILIARI DEL TRAFFICO AD ELEVARE MULTE

Presentata oggi dai portavoce del M5S Taranto un’interrogazione sull’attività degli ausiliari del traffico AMAT.
Due le questioni esposte nell’interrogazione. La prima riguarda la competenza degli ausiliari ad elevare multe nei confronti di auto in seconda fila, lì dove queste non ostacolino l’accesso ai parcheggi gestiti dall’AMAT.

Questo potere é stato loro attribuito da una delibera di Giunta del novembre scorso, ma da una recente sentenza della Corte di Cassazione si evince che tali sanzioni sarebbero illegittime, in quanto le funzioni degli ausiliari in questione devono essere necessariamente correlate ai parcheggi delimitati dalle strisce blu. La preoccupazione risiede nelle eventuali azioni legali alle quali sarebbero esposte le casse del Comune.
Ma ancora più il M5S Taranto chiede chiarimenti all’amministrazione sulle misure che intende adottare per garantire la sicurezza degli operatori AMAT che si trovano a subire la presenza dei parcheggiatori abusivi. Questi ultimi si comportano in ampie zone della città da padroni incontrastati con atteggiamenti ostili nel confronti degli ausiliari, gestendo in maniera esclusiva il rapporto con gli automobilisti. Questo fenomeno naturalmente contribuisce a vanificare gli incassi provenienti dalle zone a strisce blu.

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Tempa Rossa: Consiglio dei Ministri decide di procedere.

Nevoli e Battista (M5S): nuova prepotenza del PD, non c’è pace per Taranto. Noi abbiamo le alternative.
In merito al superamento della mancata intesa e il consenso da parte del Consiglio dei Ministri alla prosecuzione del procedimento dell’istanza di autorizzazione per l’adeguamento delle strutture di logistica presso la raffineria di Taranto della società ENI S.p.a, intervengono i portavoce comunali del M5S Francesco Nevoli e Massimo Battista.La Regione Puglia aveva espresso parere contrario a seguito di una mozione del M5S approvata dal consiglio regionale.“La vergogna del PD non conosce limiti e regala ai tarantini l’ennesimo pacchetto natalizio colmo di idrocarburi. Taranto viene condannata non solo a respirare un’aria sempre più maleodorante con un aumento dei rischi di incidenti rilevanti, ma allo stesso tempo viene relegata ad un modello di produzione obsoleto: gli idrocarburi rappresentano il passato, mentre il mondo punta all’elettrico diffuso e ad impatto zero. Centrodestra e centrosinistra continuano a favorire le lobby del petrolio – vedi lo “sblocca Italia” e lo scandaloso emendamento che ha portato alle dimissioni dell’ex Ministro Guidi proprio su Tempa Rossa – mentre a Taranto non esiste mobilità elettrica, efficientamento energetico, produzione da fonti rinnovabili diffuse sul territorio.”
“Non si deve lasciare spazio libero ai petrolieri e il territorio deve reagire compatto contro questo ennesimo schiaffo alla città. Emiliano e Melucci diano un segnale forte al Governo: impugnino al TAR il provvedimento del Consiglio dei Ministri e poi, se realmente sono contrari, strappassero la tessera del PD, altrimenti la farsa sarà evidente!”
“Ancora una prepotenza del Governo in campo energetico condanna la Puglia per opere di cui non abbiamo nessuna necessità: Cerano a Brindisi, TAP a Melendugno e Tempa Rossa a Taranto, rappresentano il fallimento dei partiti e la loro miope visione, perché asserviti alle multinazionali, in campo energetico: il M5S propone un programma energetico alternativo che è già scritto nero su bianco: realizzato da professionisti del settore e dai cittadini attraverso la piattaforma Rousseau, si prevede l’azzeramento delle fonti fossili al 2050, la produzione delle fonti rinnovabili diffuse e condivise dai cittadini e dalle aziende, la mobilità elettrica, l’efficientamento energetico degli edifici in modo da creare posti di lavoro puliti, una significativa diminuzione delle malattie e dell’inquinamento ambientale e una diminuzione del costo della bolletta elettrica, liberandoci finalmente dagli idrocarburi. Nei prossimi mesi toccherà agli italiani scegliere tra il veleno, la disoccupazione e la prepotenza dei partiti oppure l’innovazione certificata a 5 stelle.”
Francesco Nevoli,
MassimoCira Battista
#M5STaranto
#temparossa
#energiasostenibile

DIRITTO NEGATO PER L’ACCIAIO DI STATO


Ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie ma non per tutti. Il giorno delle recite, degli abbracci e degli auguri per le feste natalizie, viene negato ad alunni e genitori delle scuole del quartiere Tamburi a Taranto.
Il pericolo che tutto cada nell’indifferenza e diventi oramai un grave “disagio” a cui abituarsi è più che concreto. Come M5S Taranto ci adopereremo affinché questo scempio, questa ennesima vergogna termini quanto prima e le fonti inquinanti a partire dalle giornate di Wind day cessino d’essere agevolate. Ciò che sta accadendo nella nostra città è scandaloso, il Sindaco quanto prima attui quanto previsto dal decreto legislativo 155 /2010 art. 9 comma 1 e 2 e si giunga ad un documento congiunto che imponga il fermo della fabbrica assassina a partire dai giorni di Wind day. Lo dice la legge!
Non siano ancora i nostri bambini a pagare il prezzo della produzione dell’acciaio di stato!

ANCORA NIENTE SCUOLA PER I BAMBINI DI TARANTO

Il conto prosegue triste e inesorabile. Venerdì 22 dicembre saranno 9 giorni di wind days. Nove giorni di scuole chiuse. Giorni in cui i cittadini e i bambini del quartiere Tamburi scontano le condizioni meteorologiche con l’abolizione del diritto all’istruzione.
Questo a causa di un’ordinanza del sindaco Melucci, frutto di norme che hanno deciso di tutelare una fabbrica inquinante e hanno stabilito che la salute, l’ambiente e l’economia del territorio devono essere penalizzate e avvilite.
Nessun richiamo al blocco della produzione (come richiesto dai portavoce del M5S Taranto), nessuna intenzione di spegnere le fonti inquinanti, nessuna ipotesi di bonifiche, nessuna prospettiva di riconvertire il territorio ad un’economia giusta e idonea alla natura ed alla storia di Taranto.
Solo indolenza e accettazione degli interessi che piovono dall’alto e schiacciano la Città, che è costretta ad assistere alle lotte interne del partito di governo, il PD, quello che con 12 decreti ha condannato a morte Taranto.
Il PD che a Roma mette in piedi una farsa natalizia con protagonisti Melucci, Calenda ed Emiliano, riuniti ad un tavolo di discussione per decidere le condizioni di vendita dell’Ilva ad ArcelorMittal, ma finiti per lanciarsi accuse reciproche di voler impedire il buon esito della vendita. Argomento del contendere è il ricorso avviato da Melucci ed Emiliano e osteggiato da Calenda, usato come pretesto per minacciare una fantomatica chiusura dell’Ilva a partire dal prossimo 9 gennaio 2018.
Intanto che esponenti del PD si fanno la guerra, a Taranto lasciano i bambini del quartiere Tamburi assenti giustificati dalle scuole, per la nona volta dall’inizio dell’anno scolastico, a causa di un’altra giornata di forte vento. Però sono presenti quando si tratta di inaugurare un reparto finanziato con i soldi dei tarantini, prendendosi il merito dell’iniziativa.
Di fronte a questo scenario grottesco, il M5S vuole altro.
Il M5S vuole una riconversione di Taranto. Ha dichiarato con convinzione, in tante occasioni e a tutti i livelli istituzionali, che i passi da compiere sono la programmazione della chiusura delle fonti inquinanti e delle opere di bonifica. Questo può avvenire mettendo al primo posto la volontà dei tarantini, perché le norme nazionali prevedono uno strumento giuridico chiamato Accordo di Programma (art. 34 del Testo Unico Enti Locali) con il quale il sindaco o il presidente della regione può convocare un tavolo tra soggetti istituzionali, categorie ed enti, per concordare una linea comune e precisa sul futuro dell’area industriale, sulle bonifiche dei siti inquinati, sulla manodopera impiegata e sul sistema economico da sviluppare sul territorio.
Questo è il percorso che il M5S prevede per Taranto. Nulla di meno, perché il sacrificio di questa Città è stato e continua ad essere grandissimo e le promesse vane, i giochi di prestigio politici e le passerelle mediatiche sono uno schiaffo all’intelligenza, alla dignità e alle speranze dei tarantini.

#M5STaranto
#ilva
#calenda
#melucci
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#riconvertiresipuò

IL MOVIMENTO 5 STELLE TARANTO DICE NO ALL’OMERTA’

Cemerad: due massoni minacciano il commissario Corbelli.
Nevoli e Battista (M5S): fuori i nomi!

In merito alle dichiarazioni del commissario Vera Corbelli sulle minacce subite da due massoni tarantini per la rimozione dei fusti radioattivi dalla Cemerad, intervengono i consiglieri comunali del M5S Francesco Nevoli e Massimo Battista.

“Fuori i nomi: vogliamo sapere chi sono i due massoni tarantini che hanno minacciato il commissario Corbelli. E’ gravissimo che qualcuno voglia intralciare i piani di bonifica del deposito Cemerad dove sono presenti rifiuti radioattivi, a maggior ragione perché in questa oscura vicenda aleggia la lunga mano della massoneria.”

“Occorre chiarezza e trasparenza che la politica non ha mai fatto. Durante i controlli svolti dalla Forestale negli anni passati, sono stati messi in luce alcuni inquietanti intrecci tra i rifiuti radioattivi alla Cemerad e Agip nucleare, Enea di Rotondella, la criminalità organizzata campana e, per l’appunto, la massoneria. Ieri come oggi la massoneria si interessa alla Cemerad, ieri come oggi la politica è complice della mancata trasparenza, basti pensare che degli strani intrecci sulla Cemerad, il portavoce del M5S De Lorenzis ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell’ambiente ad agosto 2014 e dopo 3 anni e mezzo, il Governo non ha ancora risposto: cosa hanno da nascondere?”

“E’ ormai chiaro che sulla grave crisi ambientale di Taranto, gli interessi sono enormi e qualcuno vuole giocare sulla pelle dei cittadini. Il M5S è l’unica forza politica che ha chiesto in passato e ancora oggi sta chiedendo chiarezza su questa vicenda e soprattutto sugli strani intrecci che dapprima hanno portato i rifiuti alla Cemerad ed ora ne vogliono impedire la rimozione. Vogliamo sapere il perché!”

Francesco NevoliMassimoCira Battista

#M5STaranto
#cemerad
#bonifiche
#massoneria

NIENTE SCUOLA, NIENTE SALUTE, NESSUN FUTURO PER TARANTO!

Otto giorni di scuole chiuse. Praticamente oltre una settimana di assenza, come se fosse un prolungamento delle vacanze di Natale. Questa è la situazione che ad oggi si trovano a vivere i ragazzi delle scuole del quartiere Tamburi. Questo scenario non è l’effetto di una calamità naturale, non è conseguenza di una nevicata straordinaria o di un tornado che si è abbattuto sulla Città, ma è il risultato di una disposizione amministrativa con la quale il Sindaco Melucci ha deciso di rispondere alle giornate wind days, da qualche mese.
Intanto il Sindaco, in compagnia del presidente della Regione Emiliano, oggi ha inaugurato un reparto di oncologia pediatrica, ottenuto grazie alla raccolta di fondi dei cittadini di Taranto.
Questo succede perché durante quei giorni chiamati Wind days i bambini trovano le scuole chiuse ma sono costretti ad accompagnare le mamme nelle commissioni in giro per il quartiere, oppure giocano nei cortili delle loro case e li troviamo comunque alle fermate degli autobus quando devono recarsi alle scuole situate fuori dal quartiere.
In pratica respirano lo stesso quello che viene portato dai venti provenienti dal l’ilva.
Tutto questo incide in modo negativo sulla qualità dell’istruzione dei ragazzi dei Tamburi, sull’organizzazione della vita famigliare e sulla serenità degli abitanti del quartiere. Pensare che queste disposizioni siano efficaci, che possano dare una risposta per garantire la vivibilità quotidiana della gente del quartiere, è solo un’illusione che coltivano in pochi, qualche ingenuo da una parte e qualche imbonitore dall’altra.
Al contrario, le proposte del M5S Taranto, con la richiesta del blocco della produzione durante i wind days, avrebbero dato un segnale di un atteggiamento diverso nei confronti della fabbrica inquinante.
Invece il Sindaco e la maggioranza hanno preferito nascondersi dietro quell’ordinanza insignificante. Che non ha niente a che vedere con chi vuole lavorare per un futuro diverso della Città, libero dalla paura delle malattie e della disoccupazione, libero da un passato industriale che ogni giorno mostra la sua drammaticità.
Il futuro di Taranto si chiama riconversione economica a partire da un accordo di programma tra le istituzioni nazionali e locali, per programmare la chiusura delle fonti inquinanti e le bonifiche dell’area industriale; ma solo chi ha le mani libere da interessi può attuarlo.

SCUOLE IN ABBANDONO, CHI DOVEVA VIGILARE?

Nel 2011 la Regione Puglia ha ammesso a finanziamento quasi 3 milioni di euro, nell’ambito del programma operativo FESR 2007-2013, per la realizzazione di 5 strutture sociali e socio-sanitarie al quartiere Tamburi. L’ex scuola d’Aquino e un’ala della Circoscrizione Tamburi in piazza De Amicis erano state scelte per ospitare un Centro di Pronta Accoglienza per Adulti, una Comunità alloggio per gestanti madri con figli a carico, due centri diurni socio-educativi e riabilitativi e una Casa per la Vita. I lavori sono stati assegnati dal Comune di Taranto attraverso una procedura negoziata, e completati. Quello che vorremmo evidenziare, però, è lo stato di abbandono in cui incredibilmente versa l’ex scuola d’Aquino. Nonostante il denaro pubblico investito per la comunità, a beneficiarne invece sono gli ignoti che stanno portando via attrezzature, arredi, infissi ed altro, nel silenzio di tutti. Non possiamo permettere che i soldi dei cittadini vengano sprecati in questo modo, per questo chiediamo chi doveva vigilare in questa struttura di proprietà comunale?