HORIZON 2020, IL COMUNE DI TARANTO VUOLE PERDERE QUESTA OPPORTUNITÀ?

HORIZON 2020 – PILASTRO “SFIDE DELLA SOCIETÀ”: BANDI 2016-2017 PER I TEMI ENERGIA E AMBIENTE: 110 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI EUROPEI

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Sostenibilità, energia, ambiente. Cosa farà l’Amministrazione comunale di Taranto rispetto al bando europeo Horizon 2020? Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” ha inviato, il 12 settembre scorso, una dettagliata istanza al Sindaco senza però ricevere alcuna risposta in merito. I due bandi europei – “Città intelligenti e sostenibili” e “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities” – stanziano complessivamente 110 milioni di euro per progettare città intelligenti e sostenibili, grazie all’introduzione di tecnologie ed infrastrutture innovative capaci di ridurre l’impatto ambientale delle zone urbane (Smart cities). La pubblicazione dei due inviti per accedere ai finanziamenti è prevista per il 4 ottobre (bando “Città intelligenti e sostenibili”, scadenza il 14 febbraio 2017) e per l’8 novembre (bando “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities”, scadenze il 7 marzo e il 5 settembre 2017). L’avviso del 4 ottobre (bando “Città intelligenti e sostenibili”) finanzierà, con 71.000.000 di euro, progetti in almeno tre “città faro” che dovranno proporre soluzioni tecnologiche per rendere gli edifici intelligenti, ma anche reti di elettricità, teleriscaldamento, telecomunicazioni, acqua, che utilizzino piattaforme Ict di ultima generazione. L’avviso dell’8 novembre (bando “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities”) metterà a disposizione 40.000.000 euro per finanziare progetti di riqualificazione in zone svantaggiate od aree abbandonate. Per il bando che si aprirà il 4 ottobre – il tempo stringe – ogni “città-faro” deve aver adottato il Piano d’azione sull’energia sostenibile (PAES) valutato positivamente dal Patto dei Sindaci. Il Comune di Taranto però non risulta firmatario del Patto dei Sindaci e non risulta essersi dotato del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC). Vista l’importanza dei finanziamenti e le scadenze imminenti, il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” chiede al Comune di Taranto se intende usufruire delle possibilità offerte dai due bandi – “Città intelligenti e sostenibili” e “Demonstrating innovative nature-based solutions in cities” – aderendo al Patto dei Sindaci. Chiede inoltre al Sindaco se intende dotare il Comune di Taranto del Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) e di conoscere le motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione locale a non affiggere, all’ingresso degli edifici o in altri luoghi chiaramente visibili al pubblico – compresi gli edifici scolastici di pertinenza comunale – l’attestato di prestazione energetica. Si tratta di un’opportunità enorme per Taranto, un passaggio fondamentale che non può andare a vuoto: è in gioco infatti il futuro energetico sostenibile della città.

FERDINANDO IMPOSIMATO PER LE RAGIONI DEL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

CONTRO UNA DITTATURA DELLA MAGGIORANZA A DIFESA DELLA NOSTRA CARTA

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Alla fine è stata una lunga standing ovation del pubblico presente a Palazzo del Governo – Salone di Rappresentanza sold-out – per il presidente onorario aggiunto alla Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato, a Taranto con il tour “Le Ragioni del No” contro la riforma costituzionale votata dal Parlamento italiano ad aprile 2016. Per il giudice, invitato dal Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto”, si tratta di “resistenza contro una riforma pericolosa, alla quale, secondo il padre costituente Piero Calamandrei, il Governo non doveva partecipare, essendo di esclusiva competenza del Parlamento”. Come Imposimato ha specificato più volte “la Costituzione di Alcide De Gasperi, Enrico De Nicola, Umberto Terracini e Aldo Moro non può essere stravolta da una minoranza, definita illegittima dalla Corte costituzionale con sentenza del gennaio 2014”. L’ospite d’eccezione, introdotto dalla portavoce M5s al Parlamento europeo Rosa D’Amato e dal professore di Diritto costituzionale all’Università del Salento Nicola Grasso, condivide insieme con Il Movimento Cinque Stelle le ragioni del NO. Perché: Non ci sarà NESSUNA ABOLIZIONE DEL SENATO e nessun vero risparmio dei costi della politica. Le trasferte dei futuri senatori verranno pagate e il nuovo Senato godrà di tutte le immunità previste dalla legge per i deputati. Succederà che i POLITICI ELEGGERANNO ALTRI POLITICI e quindi i membri del nuovo Senato non verranno più eletti direttamente dai cittadini ma nominati dai Consigli regionali. Verrà tolto così il diritto di voto e di preferenza, in totale violazione del principio costituzionale secondo il quale “la sovranità appartiene al popolo”.

imposimato0Sarà quindi un PARLAMENTO DI RICATTATI con il sistema di politici che eleggono altri politici. Si instaurerà infatti un evidente sistema di ricatti tra partito ed eletto a danno dei cittadini. Altro che LEGGI PIU’ VELOCI. SARA’ UN INGANNO perché la riforma prevede che tante materie (circa 22) dovranno passare per entrambe le Camere. Inoltre i futuri senatori avranno la gestione di materie non loro, perché oltre a legiferare su riforme costituzionali, referendum popolari e leggi elettorali, dovranno occuparsi anche di argomenti che riguardano l’appartenenza dell’Italia alla Unione Europea. La nuova legge elettorale, meglio conosciuta come Italicum, insieme con la riforma costituzionale potrebbe produrre il rischio che un solo partito politico determini sia l’elezione del Consiglio Superiore della Magistratura, dei giudici della Corte costituzionale, dello stesso Presidente della Repubblica. Le SCELTE saranno IN BILICO. Infatti aumenteranno le firme per le leggi di iniziativa popolare da 50 mila a 150 mila; stessa cosa per i referendum abrogativi: in cambio di un modesto abbassamento del quorum le firme da raccogliere saliranno a 800 mila. Infine arriveremo a un vero e proprio ABUSO DI POTERE con la revisione costituzionale portata avanti dal Governo e non dal Parlamento. Un percorso fatto a colpi di fiducie che hanno omesso l’intervento delle opposizioni nel dibattito parlamentare. E’ evidente come questi punti si intreccino perfettamente con le dichiarazioni rilasciate dal giudice Ferdinando Imposimato, da subito in prima linea a difesa della nostra Costituzione e a favore di “una democrazia basata sul voto e sull’alternanza del governo, affinché l’esecutivo non prenda troppi poteri”.

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Auto elettriche: Comune di Taranto inadempiente. “Amici di Beppe Grillo di Taranto”: Amministrazione comunale contro la mobilità sostenibile!

Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo di Taranto” ha presentato questa mattina l’istanza al Comune di Taranto per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica.
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Il Comune risulterebbe inadempiente rispetto al Decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380 «Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia», per quanto riguarda le installazioni di colonnine di ricarica elettrica.  Infatti avrebbe dovuto adeguare entro il 1º giugno 2014 il regolamento edilizio affinché, ai fini del conseguimento del titolo abilitativo edilizio, sia obbligatoriamente prevista per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale (con superficie utile superiore a 500 metri quadrati) e per i relativi interventi di ristrutturazione edilizia, l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Tali infrastrutture sono idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no.
Dai documenti pubblicati dal Comune sul confusionario sito web dell’amministrazione non si evince alcun adeguamento. A Taranto mancano colonnine di ricarica elettrica accessibili al pubblico. Ovviamente, se mancano le colonnine di ricarica elettrica, come può il cittadino acquistare un veicolo elettrico sapendo che non può ricaricarlo in nessuna parte della città?
Un’altra dimostrazione di come questa amministrazione non abbia a cuore la mobilità sostenibile sono le fiacche iniziative che il Comune di Taranto ha intrapreso per la settimana della mobilità sostenibile 2016, alla quale ha aderito solo dopo nostro sollecito. Eppure la creazione di una rete infrastrutturale cittadina libererebbe i tarantini dalla schiavitù delle fonti fossili che non solo sono inquinanti, ma che ci rendono dipendenti da Paesi esteri che troppo spesso vedono conflitti bellici soprattutto a causa dell’accaparramento di petrolio e gas. Una Taranto Libera, ha bisogno di esser liberata soprattutto dalle fonti fossili!”.
In Norvegia un cittadino su quattro si muove con un veicolo elettrico, nella sola città di Oslo vi sono più di mille colonnine di ricarica elettrica mentre a Taranto il risultato è zero. Pertanto il Meet Up “Amici di Beppe Grillo di Taranto” ha presentato formale istanza per chiedere all’amministrazione Stefàno di adeguarsi alla normativa vigente e conoscere quanti edifici sono stati autorizzati dal 1 giugno 2014 in poi. Non escludiamo ulteriori azioni per far valere queste ragioni in altre sedi, ma rimaniamo rammaricati nel constatare che in una città inquinata come Taranto, l’amministrazione comunale di Stefàno non abbia fatto nulla di concreto per favorire la circolazione dei veicoli elettrici. Inadempienti e irresponsabili! Se non lo farà Stefano, ci penserà il M5S il prossimo anno!

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Ennesima morte bianca in Ilva.

Esprimiamo cordoglio ai familiari dell’ennesima morte bianca in Ilva Taranto
Sette operai rimasti uccisi negli ultimi quattro anni.
Al di là delle dinamiche dell’incidente ancora da vagliare, quello che ci addolora demortebiancalla disgrazia avvenuta questa mattina nel reparto Afo4 dell’Ilva di Taranto è l’ennesima perdita di una giovane vita.
Per questo esprimiamo il nostro cordoglio ai familiari della vittima, Giacomo Campo, operaio della ditta Steel Service.

Taranto piange un’altra vittima proprio nel giorno precedente l’incontro “Riconvertire Si Può”, che si terrà domani a Bari alla Fiera del Levante.
La campagna, targata M5s Puglia, per ribadire che un futuro a Taranto oltre l’Ilva è possibile, vuole lanciare un messaggio di speranza concreta.
Niente più vittime di una fabbrica a rischio sicurezza e a rischio salute.

Settimana Europea della Mobilità 2016, Taranto aderisce dopo nostro sollecito Il programma è deludente

L’istanza dello scorso 6 settembre targata Amici di Beppe Grillo Taranto ha stimolato l’attuale Amministrazione comunale, che solo dopo l’invio della nostra richiesta di partecipazione alla Settimana Europea della Mobilità 2016 ha reso ufficiale l’adesione di Taranto all’iniziativa promossa dalla Commissione europea. Per noi però si tratta solo di una adesione di facciata senza alcuna programmazione concreta. 30
L’Amministrazione comunale ha messo in campo una misura temporanea: il limite di velocità di 30 km/h in viale Magna Grecia. Poco coerente con la bontà dell’iniziativa e utile solo per incassare qualche soldo in più dalle multe per eccesso di velocità emesse nei confronti dei “malcapitati” ignari dell’evento.
La Settimana Europea della Mobilità 2016 anche a Taranto dovrebbe essere una iniziativa concentrata sull’esigenza di informare la cittadinanza riguardo un nuovo paradigma dello spostamento sostenibile, promuovendo altresì una cultura della mobilità urbana.

Ci spiace constatare che i criteri di partecipazione alla Settimana non siano stati rispettati dal Comune. Altro che misura temporanea dei 30 chilometri l’ora, qui in città c’è bisogno di adottare uno stile permanente del “vivere bene”, attraverso iniziative solide come l’istituzione del periodico blocco veicolare. Il Comune cittadino non è stato nemmeno in grado di istituire una sola giornata senza auto, perlomeno nel corso della Settimana Europea della Mobilità. Si è infatti limitato a promuovere (?) una campagna di sensibilizzazione all’uso della bicicletta per gli spostamenti urbani.
Ma guardiamo l’involuzione delle iniziative del Comune negli anni prcedenti:
Anno 2014: zona 30, venerdì forum sulla mobilità, domenica ciclopasseggiata.
Anno 2015: zona 30, venerdì giornata dedicata alla bicicletta,domenica spettacoli per bimbi bicingioco.
Anno 2016: zona “30” e campagna di sensibilizzazione all’utilizzo della bicicletta per gli spostamenti in città “BIKE TO WORK – Spegni l’auto e prendi la bici” (
però non si specifica come).bibi

La mobilità sostenibile non è solo un vezzo ambientalista perché l’obiettivo dell’edizione 2016 della Settimana Europea è mettere in evidenza come la pianificazione intelligente, impostata sull’uso dei trasporti pubblici, possa rappresentare una grande fonte di risparmio economico per le Pubbliche amministrazioni e per i cittadini, oltre che un’importante occasione per sostenere l’economica locale.
Invitiamo infine il Comune di Taranto a prendere esempio dalle amministrazioni locali M5s, in cui sono molteplici le iniziative che si stanno organizzando in vista della Settimana Europea della Mobilità.

TARANTO FUORI DA SETTIMANA EUROPEA DELLA MOBILITA’ 2016

locandina sett europea mobilità 2016-1.jpgPRESENTATA ISTANZA DI PARTECIPAZIONE
Sono 96 i comuni italiani che hanno aderito alla Settimana Europea della Mobilità 2016 e tra questi non compare la città di Taranto. L’obiettivo di questa edizione – dal 16 al 22 settembre – è promuovere una mobilità sostenibile e intelligente – “Smart Mobility. Strong Economy”, lo slogan scelto –, mettendo in evidenza gli stretti legami tra economia virtuosa e trasporto sostenibile. La pianificazione di una mobilità sostenibile e l’uso dei trasporti pubblici può rappresentare una fonte di grande risparmio per le casse delle amministrazioni pubbliche e per i cittadini. Può inoltre sostenere il miglioramento dell’economica locale e del livello di qualità della vita, ridurre le emissioni inquinanti e i costi sociali in termini di salute, ambiente, energia.
Perché il Comune di Taranto non ha aderito? Quali sono le motivazioni? Il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” ha presentato una istanza per ottenere riposte nel merito e chiedere la partecipazione del Comune di Taranto alla “Settimana Europea della Mobilità 2016”. Gli attivisti pertanto chiedono all’amministrazione comunale di organizzare una settimana di attività, attuare almeno una nuova misura a carattere permanente e prevedere la giornata “In città senza la mia auto” che sono i criteri per partecipare alla Settimana, così come specificato dal Ministero dell’Ambiente.
Cogliere questa opportunità significherebbe per i cittadini di Taranto conoscere una nuova cultura della mobilità urbana, una mobilità in condivisione – per esempio – come il car sharing, car pooling e bike sharing che favorirebbe anche la coesione sociale e territoriale.

Bilancio del Tour 2016 “Giù le mani dal nostro mare”

conferenza 2_6settVinci: “Accessibilità disabili in spiaggia scandalosa”. Altamura: “Grande partecipazione”

È tempo di bilanci per il Tour 2016 “Giù le mani dal nostro mare”. Anche quest’anno il Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” ha portato avanti per tutta l’estate un messaggio sulle spiagge del nostro litorale. Il nostro mare va difeso dalle trivelle e dalle speculazioni economiche, politiche e industriali che condizionano il nostro territorio. “Giù le mani dal nostro mare” è una iniziativa che ha coinvolto migliaia di cittadini, sempre più informati sui problemi che li riguardano e che riguardano direttamente anche i loro diritti. Parliamo ad esempio di accessibilità per i disabili alle nostre spiagge, “una situazione scandalosa, dovuta all’inesistenza di corridoi di accesso” ha denunciato il nostro attivista Francesco Vinci. È stata quindi riscontrata – ha poi aggiunto – una inosservanza dell’ordinanza regionale riguardo ai servizi per i disabili come servizi igienici e ausili alla balneazione. Solo a Lido Azzurro erano presenti corridoi di accesso, coperti però dalla sabbia. Nessuno deve rimanere indietro, lo diciamo da sempre, ma molto va ancora fatto.

Il Tour 2016 è stato l’occasione per ribadire il nostro no al progetto del parco eolico in mare da 30 MW (10 torri eoliche dall’altezza di 100m + 50 m di pala), degli scarichi in mare dei depuratori di Taranto, i cui reflui invece dovrebbero essere recuperati per usi industriali, della proposta di legge del Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” per il divieto di trivellazioni nel Golfo di Taranto e per l’istituzione dell’Area Marina Protetta del Mar Piccolo e delle Isole Cheradi.

Collegata al disegno di legge c’è “la petizione in difesa dei nostri mari che ha raccolto 3 mila firme” ha dichiarato la portavoce del M5S e consigliere comunale di San Giorgio Monica Altamura. “Numerosi cittadini si sono uniti ad attivisti e portavoce per le catene umane sulle nostre spiagge, un segno di partecipazione e di interesse che ci soddisfa, soprattutto dopo che nelle prime edizioni c’era una certa diffidenza nei confronti dell’iniziativa”.

“Le prossime iniziative del Meet Up Amici di Beppe Grillo Taranto, oltre i banchetti informativi in tutti i quartieri della città, è l’incontro/dibattito con Ferdinando Imposimato per parlare delle ragioni del No per il referendum costituzionale. L’appuntamento – ha concluso la Altamura – è per venerdì 23 settembre, Palazzo del Governo, ore 18.30”.