Luigi è amico nostro!

16464_1049721365042433_2957170206469283186_nIl Meet Up 192  “Amici di Beppe Grillo – Taranto” rimane sempre più sconcertato dalla deriva di civiltà che sta attraversando la città su diversi fronti (ambiente, economia, cultura, diritti, legalità, ecc.) che nei giorni scorsi ha coinvolto Luigi Pignatelli, presidente dell’Associazione Culturale “Hermes Academy” Onlus – Arcigay Taranto, vittima di un’aggressione omofoba e razzista, nei vicoli della Città Vecchia.
Gli attivisti del MeetUp 192, sensibili alle problematiche dell’affermazione dei diritti umani, civili e di genere in particolare,  si augurano che eventi come questo siano uno sprone per recuperare la dignità come cittadini, come istituzioni e come esseri umani, che a quanto pare sono risulta alquanto carente dalle nostre parti.
Per questo ci permettiamo di rivolgere a Luigi Pignatelli i nostri migliori auguri per un pronto recupero per ritornare alla sua meritoria opera di divulgazione culturale e civile che noi tutti apprezziamo.
Taranto 02.03.2015
Il Meet Up 192  “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

C.S. M5S: Appello ai tarantini: vi aspettiamo in Aula per urlare No insieme

163767944-404x270Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” condivide e pubblica il C.S. del M5S Camera News in cui si invitano i cittadini e le associazioni impegnate in questi anni in battaglie per la salute e l’ambiente a venire alla Camera ad ascoltare: ascoltare le trame governative, ascoltare gli onorevoli parlamentari e ascoltare infine il Vostro NO, il NO dei  cittadini  tarantini e delle associazioni urlato dai cittadini portavoce del M5S.
Perchè il Vostro dolore è il nostro, il Vostro sdegno è il nostro, la Vostra riscossa è la nostra! 

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/02/appello-ai-tarantini-urliamo-no-insieme.html

20121020_ilva_disegno_bambino_papa_uccidi_il_mostroMartedì urleremo il nostro no al decreto Salva Ilva. Un decreto che come abbiamo detto salva l’azienda ma non la città. Che neanche la considera, la città.
E allora per questo noi lanciamo un appello aperto a tutti i cittadini e le cittadine di Taranto, e a tutte le associazioni impegnate in una battaglia per la salute e l’ambiente: venite alla Camera, martedì. Venite ad ascoltare quello che il governo ha tramato per l’Ilva, venite ad ascoltare il nostro no. Anzi, i nostri no.
Sono ben nove i no del Movimento 5 Stelle al decreto Ilva: A cominciare dall’ultimo trucchetto per aggirare le prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale. Si applica un criterio esclusivamente numerico: entro luglio va realizzato l’80% delle disposizioni dell’Aia, a prescindere da quali esse siano. Una disposizione vale un’altra, secondo un criterio esclusivamente numerico. Con l’azienda che festeggia.
È la prima volta poi che si introduce la “super immunità“, sia penale che amministrativa, per colpa o per dolo per i commissari.
Nel decreto nessuna traccia dei 30 milioni per il polo ospedaliero pediatrico pubblico promessi il 24 dicembre. Noi ne chiediamo urgentemente la realizzazione attraverso il potenziamento delle strutture esistenti nell’area ionica.
Nessuna soluzione di lungo periodo, nessuna visione prospettica. Anche per l’indebitamento dell’indotto ci mette la solita toppa: utilizzare i fondi delle Pmi per finanziare le imprese creditrici. Lo Stato insomma interviene laddove l’azienda non riesce a pagare.
E le bonifiche? Dei trenta milioni promessi da Pinocchio Renzi ne arriveranno 5. Di cui solo 500 mila quest’anno. I soldi poi saranno attinti dal fondo per la Puglia contro il dissesto idrogeologico e la messa in amministrazione straordinaria vanifica le richieste di risarcimento dei malati e dei superstiti.
Dov’è il piano industriale dell’Ilva? Quanto sta producendo l’azienda? A quanto ammontano le perdite reali?
Chiediamo poi che la valutazione di impatto sanitario sia fatta in base ai criteri più stringenti della regione Puglia, mentre il governo ne introduce di più blandi.
Non basta. All’articolo 7 si introduce il commissario della portualità: avrà poteri straordinari e ci chiediamo se non sia un’anticamera per far passare con la corsia preferenziale progetti come Tempa Rossa.
Infine sottolineiamo che Taranto è zona free per lo Stato per l’applicazione delle norme sugli appalti: vorremmo comprendere come mai nei criteri di affitto o cessione
dell’azienda non ci sia anche il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. In extremis hanno introdotto poi il controllo successivo per l’utilizzo delle scorie dell’acciaieria come materia prima. Controllo successivo. Prima si usano, poi l’Ispra dovrà controllare che non siano nocive. Tanto, alla salute chi ci pensa?

Nota del Meet UP 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”: Perchè la condivisione è metodo!

Perchè la condivisione è metodo!

Multicolored plasticine embraced  human figures arranged in a circleIl MeetUp 192 Amici di Beppe Grillo Taranto diffida gli attivisti jonici, organizzati sotto qualsiasi denominazione reale o virtuale, dal pubblicare comunicati, istanze, articoli, osservazioni, ecc. sotto la firma congiunta “Meetup Jonici” o similari.
Tutto quello che viene prodotto senza le modalità concrete della condivisione (lettura, proposta e accettazione di contenuti, suggerimenti e modifiche) non può essere propalato a nome di tutti.
La natura, la forma e le conseguenze di comportamenti, visioni e scelte che si stanno ripetendo da alcuni mesi ci fanno pensare che le intenzioni dei suddetti attivisti sia di sotterranea delegittimazione e di allontanamento del consenso dei cittadini.
E ancora di più in questo periodo assistiamo a sgradevoli deviazioni delle regole e delle iniziative riguardanti la campagna elettorale per le regionali 2015.
Riteniamo opportuno precisare che riconosciamo, apprezziamo e sosteniamo tantissime individualità di questo territorio che si riconoscono nel MoVimento 5 Stelle.
Ma altresì stigmatizziamo chi, sotto questo prestigioso simbolo, sta portando avanti tutt’altri programmi politici / ideologici.
Taranto, 25.02.2015
MeetUp 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto”

Gli “Amici di Beppe Grillo – Taranto” valorizzano l’intera storia jonica!

imagesIl Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”, nella consapevolezza che le tematiche rappresentative delle cinque stelle siano i punti di riferimento imprescindibili degli iscritti, candidati e portavoce del MoVimento 5 Stelle, ritiene politicamente irragionevole ed inappropriato sostenere progetti che non siano riconducibili alle tematiche fondamentali delle cinque stelle, che non siano condivisi dall’intero territorio e che non siano prodotti dalle istituzioni che lo rappresentano, come brand, logotipi, marchi, slogan, ecc.
Per quanto sopra il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” non reputa opportuno in alcun modo, nella prossima campagna elettorale, sostenere un brand, quale quello legato al progetto privato di “Taranto città Spartana”, affinché si eviti un accostamento opinabile o una riconducibilità tra il simbolo del MoVimento e il suddetto logo privato.
Nell’apprezzare l’impegno profuso da singole associazioni nel concepire e promuovere una strategia finalizzata al rilancio turistico ed economico della nostra città, cui tutti unanimemente aspiriamo, il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”, che si propone quale MoVimento culturale e politico, ritiene basilare che si valorizzi anche l’intera storia della “Città dei due Mari”, evitando ancor più la tentazione di trasformare la leggenda, l’antichità, la cultura, il racconto storico, in una giostra meramente mediatica.

Taranto, 22.02.2015

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”


C.S. M5S: Decreto ILVA, la battaglia M5S in Senato

600_153862752Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” condivide e pubblica il C.S. del M5S Senato News relativa al passaggio in Senato del Decreto Legge Ilva, il settimo decreto Salva- Ilva.
Il loro NO è il nostro, la loro indignazione è la nostra, la loro rabbia è la nostra rabbia.
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” è incazzato nero e tutto questo non lo sopporterà più!

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/ambiente/2015/02/decreto-ilva-la-battaglia-m5s-in-senato.html

>>>ANSA/ ILVA: RIESAME CONFERMA SEQUESTRO PER RISANARE IMPIANTIIl nostro giudizio su questo decreto Ilva è assolutamente negativo e lo abbiamo ribadito in tutte le sedi: non risolve il problema ambientale, non tutela la salute dei cittadini, non aiuta i lavoratori, non aiuta le aziende dell’indotto perchè l’ILVA è destinata a chiudere.
“Come lo chiamiamo questo decreto? Salva-Ilva? Salva-Riva? Salva-banche?Quando si farà un decreto Salva-Taranto o Salva-cittadini? Quello a cui abbiamo assistito in queste settimane è solo l’ennesima puntata di un teatrino in cui il regista, il Governo, ha messo ancora una volta da parte quelli che dovevano essere i protagonisti principali: i cittadini tarantini. Discutiamo dell’ennesimo decreto Ilva: ma se un decreto è una misura emergenziale per sanare un problema, e se siamo al tentativo numero 7, significa che quelli precedenti sono stati dei fallimenti” sostiene in aula la senatrice in Commissione Ambiente Vilma Moronese. “Il siderurgico di Taranto produce oltre il 45% dell’intera produzione di acciaio italiana ed è lo stabilimento più grande d’Europa. Ma ogni paragone è errato: in nessun altro luogo esistono impianti a 200 metri del centro urbano, e nel mezzo di un’area agricola, con un impatto significativo sulla salute dei cittadini e dei lavoratori” prosegue la senatrice. ” La situazione è complessa perché andiamo a toccare 3 diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: il diritto alla salute, alla tutela dell’ambiente e il diritto al lavoro. Dobbiamo pretendere che ogni decisione politica sia frutto di un bilanciamento di interessi e non una emanazione diretta a tutelare un interesse economico esclusivo” precisa Moronese.
“Sull’Ilva ci troviamo, dopo tre anni e sette decreti, senza un progetto globale e senza un quadro economico industriale di riferimento. Non c’è questo piano, eppure si decide di salvaguardare il processo industriale in gravissima crisi, con un disavanzo finanziario che è quasi 3 miliardi, con richieste risarcitorie di diverse decine di miliardi e con problemi ambientali decennali” lo sostiene la capogruppo del M5s in commissione Ambiente, Paola Nugnes, nel corso della discussione in Aula sul decreto Ilva. “Problemi che, a detta della magistratura, ammontano ad un valore di 7,8 miliardi di risorse non spese dei Riva dal 1990 ad oggi, ovvero di mancate opere di manutenzione e ammodernamento – prosegue Nugnes -. Si tratta di tutti soldi che sono ricaduti sulle spalle del territorio e sulla salute dei cittadini, ma anche su un altro tipo di sviluppo che sarebbe stato possibile e su altre economie che sono state negate. Al netto di tutte queste osservazioni emerge che i primi ad essere salvaguardati da questo decreto non sono altro che gli istituti bancari con i loro crediti.” conclude Nugnes.
I grandi siderurgici appartengono al passato. Voi buttate via soldi per l’Ilva che è un dinosauro destinato alla morte, e morirà solo quando avrete finito di spolparlo”. Lo dice in dichiarazione di voto Carlo Martelli, vice presidente della commissione Ambiente al Senato. “La famiglia Riva secondo la magistratura ha spostato nei paradisi fiscali più di 7 mld di euro. Avreste potuto cercare di recuperare questi soldi invece varate nuovi aiuti di Stato per un decreto che dite sarà l’ultimo, ma è il settimo – prosegue il pentastellato -. Mirabelli ha detto che con questo decreto ci saranno tempi certi, beh gli rispondo: almeno fino a che non arriverà l’ottavo decreto”. “Le 50mila intercettazioni dell’inchiesta Ambiente svenduto dicono che a Taranto, e non solo, tutti venivano pagati per stare zitti: politici, tecnici, giornalisti. Vi arrabbiate? Faccio un appello ai cittadini di Taranto: come diceva il protagonista di Quinto Potere vorrei che andaste alla finestra, la apriste e urlaste io sono incazzato nero e tutto questo non lo sopporterò più. Fate vedere che siete vivi e che non siete lì a farvi sotterrare da gentaglia come questa” conclude Martelli.
Qui è come se si stesse processando un assassino e nel frattempo lo si lascia libero di uccidere ancora, con una novità però, perché adesso con questo decreto a commettere il reato sarà lo Stato – ribadisce Moronese. Ed è proprio per questa ragione che avete pensato bene di inserire in questo decreto una vera e propria immunità per il commissario straordinario e per i soggetti da questo funzionalmente delegati, una totale esclusione di responsabilità penale ed amministrativa per le condotte poste in essere nell’attuazione del Piano di cui al decreto del 14 marzo 2014. Quindi state dichiarando per legge che lo stato può continuare a inquinare per salvare un’azienda privata”.
“Nell’attuazione delle prescrizioni ambientali previste dall’Aia per la messa in sicurezza dell’Ilva, il commissario straordinario, e i soggetti da lui individuati discrezionalmente, avranno totale impunità penale e amministrativa per le loro condotte sia dolose che colpose” lo dichiara in Aula il senatore Maurizio Buccarella della commissione giustizia che ha illustrato la pregiudiziale presentata dal M5s. “E’ quanto previsto dal decreto Ilva, inserito una specifica clausola di non punibilità, che identifica soggetti “legibus soluti” non solo per il passato ma per il futuro, ed è il primo caso che potrebbe fare pericolosamente scuola. Neanche il Papa o il capo dello Stato godono di un tale lasciapassare per le loro condotte” conclude il senatore pugliese.
Nascondere la polvere (dell’Ilva) sotto il tappeto significa continuare a condannare i cittadini di Taranto al rischio di malattie mortali anche nei prossimi anni, oltre che dare l’ennesima mazzata alla tutela dell’ambiente. «Il diritto alla salute evidentemente non è una prerogativa del governo Renzi», commentano Gianni Girotto e Gianluca Castaldi della commissione industria «La politica non può far pagare ai cittadini la propria incapacità di gestire una situazione delicata come il disastro ambientale di Taranto». E’ per questo che abbiamo presentato la questione pregiudiziale al Senato. Una delle principali criticità è per noi rappresentata nel controverso limite dell’80 per cento delle prescrizioni ambientali (A.I.A) che l’Ilva deve attuare entro luglio di quest’anno. Un limite che è diventato un dato meramente numerico andando in direzione diametralmente opposta a quanto richiesto in audizione dall’Autorità giudiziaria competente. Questo si tradurrà per l’anno in corso in una attività di prescrizioni puramente formali a scapito di quelle importante e decisive per la salute dei cittadini. «In questo modo la tutela della salute pubblica e dell’ambiente diventa un fatto facoltativo e non vincolante», insistono Girotto e Castaldi. Si potrà dare avvio alle prescrizioni meno costose, o economicamente meno impegnative ma anche meno efficaci per salvaguardare i cittadini di Taranto.
La senatrice Serenella Fucksia nel suo intervento in Aula ribadisce la indeterminatezza di alcune prescrizioni contenute nel testo e si concentra sul danno sanitario e su come si faccia confusione nel calcolare i dati della sua incidenza sulla popolazione e sui lavoratori Ilva.
“In occasione della sua visita di Natale, Renzi ha nominato i bambini di Taranto come una categoria da proteggere. Bene, il Presidente del Consiglio ha avuto così tanta fretta di fuggire dalla città jonica che non ha avuto il tempo di andare a trovare i bambini senza capelli che sono nell’oncologico di Taranto” lo sostiene in Aula la senatrice salentina Barbara Lezzi -. “Eppure il premier aveva dichiarato che l’Europa non avrebbe potuto impedirgli di salvare questi bambini. Forse l’impedimento è stato l’ennesima comparsata televisiva o uno slogan postato su Twitter, nell’ambito della sua spregiudicata campagna comunicativa” conclude.
La più grande acciaieria d’Europa perde 30 mln di euro al mese e ha un debito di quasi 3 mld: praticamente è fallita, insiste in Aula la senatrice che si occupa di diritti umani Manuela Serra. In 20 anni l’Ilva ha avuto 50 incidenti mortali e tuttora premia con un buono acquisto da 100 euro da Auchan gli operai dei reparti con un basso numero di infortunii. Difficile che un operaio abbia necessità di un incentivo per non subire un incidente mortale. Forse èun incoraggiamento ad evitare le denunce. Eppure gli abili industriali tuonavano: “non si può uccidere un’azienda così decisiva per il Paese”. Forse è meglio uccidere tutta la popolazione e l’ambiente che lo circonda e lasciare in piedi i tubi degli altiforni? L’acciaieria produce morte ma non importa è la prima industria del nostro Paese. Si va avanti così per mesi giorni e ore in una totale e perdurante indifferenza. Dove le ragioni economiche vengono poste davanti alle ragioni di tutela e salvaguardia senza alcun tipo di riflessione. La morte vince sulla vita. Gli sguardi delle mamme che accompagnano i loro figli nelle bare al cimitero e non al parco giochi. Mi colpisce la vostra indifferenza. Inerzia e nullità. Per cui vi dico: vergognatevi. Ve lo dico come madre e come donna. Conclude Serra

 

C.S.: Salinella, la nuova discarica!

imagesContinuano a giungere agli “Amici di Beppe Grillo Taranto” le segnalazioni di cittadini indignati verso ciò che sono costretti a subire nella vita quotidiana e le cui lamentele rimangano purtroppo inascoltate dalle istituzioni locali.
Stavolta ci hanno segnalato lo stato di abbandono e degrado in cui versa via Lago D’Albano, nelle vicinanze della casa di cura “Villa Verde”, rione Salinella, dove nonostante la presenza della clinica e di abitazioni civili, si è creata “dal nulla” una vera e propria discarica a cielo aperto.
Nel verificarne la veridicità e la consistenza, siamo rimasti particolarmente sbalorditi nel constatare la gravità e la sconcezza della situazione.
Non si tratta del “solito” materasso o mobiletto lasciato in abbandono, ma di una vera e propria ingiuria alla legalità, al senso civico, alla città tutta, lanciata da parte di chi non ha a cuore Taranto, non ha a cuore il riscatto della città, non ha cuore il futuro dei propri figli.
Una bomba sanitaria e ambientale alla mercé di tutti, uno sfregio agli abitanti del quartiere, una violenza paesaggistica che condanna noi tutti all’abitudine e alla rassegnazione al peggio, al brutto, al sopruso.
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” urla forte il proprio sdegno contro la prepotenza e disonestà che poveri balordi provano ad esercitare verso la cittadinanza che rispetta le regole, che fa il proprio dovere, che si sente di appartenere a Taranto , così come però non può rimanere indifferente al nulla istituzionale.
Dov’è il Sindaco?
Dov’è la Giunta Comunale?
Dov’è l’Assessore all’Ambiente?
Dove sono i Vigili Urbani?
Dov’è l’azienda A.M.I.U.?
Proprio in questi giorni sta arrivando alle case dei tarantini la seconda tranche della Ta.Ri. 2014 (tassa sui rifiuti) aumentata sensibilmente, e che sembra prendersi ulteriormente beffa degli abitanti del quartiere. E allora:
Come devono sentirsi i residenti della Salinella i cui figli per strada sono a rischio continuo d’infezione?
Come devono sentirsi i residenti della Salinella nell’appurare che le proprie segnalazioni non sono considerate?
Come devono sentirsi i residenti della Salinella costretti a pagare la tassa e a vivere sui rifiuti?
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” nel chiedere a tutti i preposti un intervento immediato che ripristini decorosamente l’intera zona, auspica che l’interesse dei cittadini torni ad essere al centro della politica di questa città.
Le istituzioni non possono e non devono diventare complici dell’ingiustizia, del malaffare, dell’incuria.
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” continuerà allora la sua opera di ascolto, denuncia e proposta perché anche noi cittadini, perché anche noi parte lesa, perché anche noi semplicemente Tarantini!

Taranto, 12.02.2015

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

C.S. M5S: I lavoratori del call-center Teleperformance a rischio licenziamento.

download (1)Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” condivide e pubblica il C.S. del M5S Senato News relativa all’interrogazione parlamentare della portavoce al Senato Daniela Donno circa la precaria situazione dei lavoratori di “Teleperformance”, 2° datore di lavoro in provincia di Taranto.
Affinché si tutelino i diritti di tutti i lavoratori, perché nessuno deve rimanere indietro!

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2015/02/i-lavoratori-del-call-center-teleperformance-a-rischio-licenziamento.html

downloadSulla precaria situazione dei lavoratori di Teleperformace Italia, gruppo di telemarketing e call center, secondo datore di lavoro nella provincia di Taranto il M5s ha presentato un’interrogazione indirizzata ai ministri Poletti e Guidi.
Nonostante l’azienda abbia goduto degli incentivi previsti nella Legge di stabilità 2014 a favore dei call center aderenti alla stabilizzazione del personale, in palese contrasto al fenomeno della delocalizzazione, lo scorso luglio annunciava la possibile chiusura di Taranto a vantaggio di una filiale in Albania.
Come se non bastasse, il prossimo 30 giugno scadrà l’accordo tra Teleperformance e i sindacati ed il pericolo che in tantissimi perdano il lavoro prende sempre più consistenza.
“Una drammatica situazione portata ora all’attenzione dei ministri del Lavoro, Poletti, e dello Sviluppo Economico, Guidi, dalla senatrice pugliese Daniela Donno (M5S) attraverso un’interrogazione parlamentare. “Chiediamo al Governo di accertare l’effettivo adempimento, da parte del gruppo francese, degli obblighi normativamente previsti riguardo la delocalizzazione e, nel caso di mancata osservanza, di assumere idonee determinazioni e sanzioni che, in ogni caso, non penalizzino la condizione dei lavoratori coinvolti” dichiara la senatrice.
“Va tutelata la stabilità lavorativa delle risorse umane di Teleperformance Italia, a partire da Taranto, dove il numero dei soggetti a rischio posto raggiunge dei picchi che non si possono e non si devono ignorare. Per questo,bisogna attivare con urgenza un tavolo di settore nel quale i dicasteri interessati facciano per una volta il loro dovere, evitando che si giunga all’ennesima violazione dei diritti di migliaia di persone a cui si vuole strappare il futuro”.
Il gruppo francese Teleperformance si occupa di offrire servizi di contact center, telemarketing e call center attraverso 230 contact center e l’impiego di oltre 175.000 risorse in 62 Paesi. Sul territorio nazionale, questa azienda ha 3 diversi contact centers con sede a Taranto, Roma e Fiumicino per un totale di 2.290 dipendenti e 950 collaboratori. In particolare, sotto il profilo occupazionale, l’azienda risulta essere il secondo datore di lavoro nella provincia di Taranto.
A fine 2010, l’azienda dichiarava ricavi globali pari a 72 milioni di euro, ma a partire proprio dallo stesso anno, le perdite di fatturato per le sedi italiane hanno determinato l’inizio di una crisi inarrestabile, culminata, successivamente, con l’apertura di procedure di licenziamenti collettivi per migliaia di dipendenti.

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