Lettera a Vendola: Chiarimento su ARO, ATO e ciclo dei rifiuti

Una-discarica-di-rifiuti-1-e1370553517364-300x224Pubblichiamo la lettera inviata al Presidente della Regione Puglia sulle criticità accertate della gestione dei rifiuti pugliese, a firma dei Portavoce pugliesi e della rete “Rifiuti Zero Attivisti M5S Puglia” tra i quali figura il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”.

Al Presidente della Regione Puglia

dott. Nichi Vendola

e p.c.   all’assessore regionale  all’ambiente

dott. Lorenzo Nicastro

ai consiglieri regionali

REGIONE PUGLIA

Ai Sindaci dei comuni pugliesi

ALLA STAMPA

Oggetto: Richiesta di chiarimento su ARO, ATO e ciclo dei rifiuti in Puglia

Egr. Presidente Nichi Vendola,

il buon andamento della Pubblica Amministrazione è principio fondamentale dell’ordinamento giuridico Italiano;

ai sensi dell’art. 14 dello Statuto Regionale: “La Regione riconosce e garantisce il diritto dei cittadini all’informazione sull’attività istituzionale. 2. La Regione riconosce e garantisce il diritto dei cittadini a essere informati sulle  condizioni e qualità dell’ambiente, sui rischi per la salute derivanti dall’esercizio di  attività economiche o dall’esecuzione di opere pubbliche o private e, in generale, su  ogni situazione di pericolo che possa loro derivare da attività incidenti sul territorio.  3. La Regione attiva adeguate forme di ascolto finalizzate alla migliore conoscenza  dei bisogni dei cittadini e delle istanze sociali per il miglioramento dei servizi e delle  prestazioni. 4. La legge regionale disciplina l’esercizio dei diritti di cui al presente articolo”;

a due anni dall’entrata in vigore della Legge Regionale n.24/2012, la parte residua dei rifiuti delle raccolte differenziate, detta anche RUR, rappresenta ancora la parte più rilevante della raccolta dei rifiuti essendo, sul totale dei rifiuti raccolti, una percentuale che nel 2012 si aggirava intorno all’ 81%,  materiale che è quindi destinato a “smaltimento”, tra discariche ed inceneritori disseminati sul nostro territorio;

di contro, la parte “differenziata” era ad un misero 19% circa del totale dei rifiuti raccolti, in netto ritardo con la piena applicazione della Direttiva Europea 2008/98/CE e il suo recepimento nell’ordinamento italiano attraverso le modifiche apportate nel D.Lgs 152/2006, che esigono che al 31/12/2012 il raggiungimento di una percentuale di raccolta differenziata almeno pari al 65% del totale dei rifiuti prodotti.

Attualmente i dati non sono molto incoraggianti: fino a luglio 2014 si registra una percentuale di raccolta differenziata pari al 25%, segnale che davvero scarsi sono stati la politica ed i suoi effetti nell’ambito della gestione dei rifiuti i generale.

La quasi totalità degli ARO versa in una situazione di stallo imbarazzante, a prova dell’inefficacia della suddetta legge regionale e della irresponsabilità degli amministratori locali.

Tanto premesso, i sottoscritti parlamentari, coadiuvati dal lavoro dei meet up, attivisti e comitati territoriali

VISTA

  • la mancanza di comunicazione pubblica sulle convocazioni delle riunioni degli ARO e ATO;
  • l’assenza di trasparenza nella pubblicazione degli atti (vedi delibere degli ARO e ATO);
  • l’assenza di discussione in merito all’interno dei consigli comunali;
  • la mancanza di coinvolgimento della cittadinanza e la previsione di adeguati strumenti di partecipazione attiva nelle procedure consultive e decisionali;

RAVVISATI

  • ritardi e rallentamenti nei lavori in sede di approvazione di Piano industriale, carta dei servizi e regolamento nella quasi totalità degli ARO;
  • Il commissariamento da parte della regione Puglia, con D.G.R. n.1169 del 10 Giugno 2014 di parte degli ARO, nello specifico: ARO8/BA, ARO1/BT, ARO4/FG, ARO8/FG, ARO2/LE, ARO5/LE, ARO10/LE, ARO11/LE, ARO5/TA in quanto non adempienti alle disposizioni di cui alla L.R. 24/2012 e ss.mm.ii. ed alla DGR 2877/2012;

CHIEDONO

  • quale sia la destinazione di parte della differenziata al recupero di “energia” (cosa che non esclude l’incenerimento, vedi articolo 12 regolamento dell’ARO BA 4);
  • maggior controllo da parte degli enti regionali preposti all’attività degli ARO garantendo la trasparenza nei percorsi decisionali degli stessi;
  • che i consigli comunali si riuniscano in sedute monotematiche pubbliche e che da esse se ne tragga un atto di indirizzo da portare nelle riunioni, anch’esse pubbliche, di ARO e ATO, affinché questi ultimi ambiti possano recepire e valorizzare le singole esigenze e renderle comuni);
  • che le convocazioni e la totalità delle delibere degli ARO e ATO siano pubbliche, e disponibili nel portale “Ambiente” della Regione Puglia e sui siti web dei comuni di competenza;
  • maggior coinvolgimento dei cittadini/utenti nelle scelte che ricadranno sul futuro dell’intera collettività;
  • una presa di posizione chiara e decisa in direzione della strategia RIFIUTI ZERO, l’unica strada percorribile a tutela dei cittadini e dell’ambiente, con progressiva chiusura degli inceneritori (con e senza recupero energetico) esistenti in Puglia, nel rispetto dell’art.4 della direttiva 98/2008/CEE sulla “gerarchia dei rifiuti” che impone come prioritaria la diminuzione a monte della produzione dei rifiuti;
  • annullamento e revoca degli atti che individuano 2 discariche, Grottelline e Corigliano d’Otranto, che metterebbero a rischio rispettivamente le falde acquifere della fossa bradanica e della più grande riserva idrica sotterranea del Salento;
  • un piano di realizzazione di impianti di compostaggio pubblici e domestici che consentano di conferire la FORSU con costi di conferimento per i Comuni non elevati e sconti sulla tariffa;
  • che siano attivati impianti di selezione spinta dei rifiuti indifferenziati al fine di recuperare dagli stessi i materiali direttamente riciclabili;
  • di verifica lo stato dell’arte sugli obiettivi indicati all’art. 181 del D.Lgs 152/06 in materia di riciclaggio e recupero dei rifiuti;
  • alla Regione Puglia se sia vero il coinvolgimento di Consip e Conai nel ciclo dei rifiuti pugliese (compresi la determinazione e l’espletamento di bandi di gara per l’affidamento dei servizi);
  • alla Regione Puglia quali siano i servizi di competenza dell’ARO(raccolta, spazzamento e trasporto) che sono già stati affidati da parte dei comuni prima che gli ARO avessero deliberato in merito;
  • alla Regione Puglia quale sia il numero totale delle discariche esaurite di RSU (rifiuti solidi urbani) e RS (rifiuti speciali) presenti nel territorio regionale e loro stato di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica, con particolare riguardo per quelle che non hanno ricevuto alcuna operazione su richiamata e giacciono in uno stato di abbandono totale o parziale;
  • alla Regione Puglia sulla possibilità di gestione “in house” dei servizi di competenza degli ARO e ATO, espletata attraverso soggetti giuridici di diritto pubblico (es. aziende speciali);
  • che venga immediatamente ri­calcolato il tempo di esaurimento della discarica di Massafra a sevizio dell’intero ATO di Taranto, a seguito della chiusura temporanea/definitiva della discarica di Manduria che accoglieva i rifiuti smaltiti dell’ex ATO TA3, rifiuti che ora sono smaltiti presso la suddetta discarica in agro di Massafra;
  • alla Regione Puglia quali siano le possibili soluzioni e siti di destinazione del residuo da raccolte differenziate di RSU e assimilati dell’ATO Taranto, destinato a smaltimento, prima e dopo l’eventuale esaurimento della discarica di Massafra;
  • alla Regione Puglia la legittimità a norma di legge degli inceneritori che bruciano rifiuto tal quale come quello gestito da AMIU spa di Taranto;
  • caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica dei 3 lotti della discarica già esaurita e delle 2 vasche di servizio e soccorso per l’impianto di CDR in contrada Martucci a Conversano, modifica dello stesso impianto in vista di una futura conversione in impianto di compostaggio, modifica del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani per il sito di smaltimento dell’ATO BA5 e che la Regione Puglia individui altra soluzione per lo smaltimento del rifiuti residuo da raccolte differenziate;
  • alla luce delle gravi irregolarità accertate in sede di incidente probatorio, relative alla realizzazione delle discariche di servizio e soccorso annesse all’impianto per CDR in c.da Martucci a Conversano, lamotivazione della mancata rescissione, da parte della Regione Puglia, del contratto con la Progetto Gestione Bacino Bari Cinque S.r.l.;
  • chiarimenti da parte della Regione Puglia circa la situazione degli impianti di conferimento rifiuti di Andria e Trani, anche alla luce della recente Ordinanza adottata dal Presidente della regione Puglia in data 05/09/2014, prot. 5442;
  • quali siano le intenzioni sia in merito alle discariche di rifiuti specialiche hanno ricevuto autorizzazioni senza osservare quanto previsto dal D.Lgs 152/06, nonché sulle modalità gestionali dei rifiuti speciali nelle aree ILVA oggetto di esposti al NOE di Lecce.

Se tutto questo è la conseguenza di una legge (peraltro abbondantemente disattesa) ci chiediamo se non sia il caso di fare un passo indietro e ritornare a dare dignità e sovranità ai singoli comuni evitando quei regimi di proroga perennemente perpetrati negli ultimi anni (a cominciare dal rinvio dell’ecotassa regionale) che penalizzano gli amministratori dei comuni virtuosi e premiano quelli incapaci di garantire una gestione sana dei rifiuti.

PERCHE’ IL FUTURO E’ NERO SE NON E’ RIFIUTI ZERO!

Con l’auspicio di una gradita risposta,

l’occasione è gradita per augurarLe una buona giornata

I portavoce alla Camera dei Deputati

Diego De Lorenzis, Giuseppe D’Ambrosio, Giuseppe Brescia, Giuseppe L’Abbate, Emanuele Scagliusi, Francesco Cariello.

I portavoce al Senato della Repubblica

Daniela Donno, Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi.

Il portavoce Europarlamentare

Rosa D’Amato.

Rete Rifiuti Zero attivisti M5S PUGLIA

MoVimento 5 Stelle Bari, MoVimento 5 Stelle Noci, Movimento il Grillaio Altamura, Castellaneta Aperta M5S, Modugno a 5 Stelle, Amici di Beppe Grillo – Taranto, Attivisti MoVimento 5 Stelle Casamassima, Adelfia 5 Stelle ­ Amici di Beppe Grillo, Conversano 5 Stelle, Terlizzi 5 Stelle, Gravina 5 Stelle, Pulsano 5 Stelle, Palo 5 Stelle, Attivisti MoVimento 5 Stelle Andria, Attivisti Mottola 5 Stelle, M5S Attivisti Lecce.

C.S.: IL MEET UP 192 (e il M5S) DICE NO ALLO SBLOCCA ITALIA !

imagesIl Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo di Taranto” chiede a gran voce alle istituzioni di fermare il Decreto Legge conosciuto come “Sblocca Italia”. 
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo di Taranto” ha inviato via PEC al Sindaco di Taranto, alla Giunta comunale, al Presidente della Regione, alla Giunta Regionale copia della mozione, documentata e dettagliata in cui si chiede il loro impegno istituzionale per far si che questo Decreto venga ritirato. Abbiamo fatto noi per loro uno studio approfondito del Decreto e degli impatti dello stesso sulla situazione del territorio. 
Un Decreto fatto di tanti articoli che porteranno al peggioramento dei servizi e alla condanna definitiva del nostro territorio sotto l’aspetto ambientale ed economico.
Nello specifico, gli attivisti del Meet Up 192, contestano l’articolo 7 del Decreto che modifica il principio di unitarietà in un principio di unicità, imponendo il Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato. 
Contestiamo l’articolo 17 che interviene su due norme, il mutamento d’uso urbanistico rilevante e sul permesso a costruire convenzionato, agevolando di fatto i costruttori che dichiarano di soddisfare un non meglio definito “interesse pubblico”.
Una sorta di semplificazione che in Italia significa solo “regalo”.
Contestiamo l’articolo 25 che introduce il “silenzio-­assenso” sui pareri paesaggistici nelle procedure in cui vi è la necessità di una autorizzazione ambientale (VIA­VAS).  
E contestiamo l’articolo 33 per cui sarà il Governo centrale a scegliere i siti degli inceneritori e i Comuni non potranno opporsi. 
E che dire del colpo di mano che sarà introdotto nella questione idrocarburi? Saranno tutte di “interesse nazionale” e ogni forma di lotta democratica e ogni forma di protesta saranno trattate come un attacco alle istituzioni, proprio come successo per la TAV. Opere come la TAP, Tempa Rossa, Trivellazioni nello jonio,
saranno difese dallo scudo dello Stato per garantire i profitti di private società.
Come si può analizzare un Decreto simile se non in un’ottica di “scippo” della Democrazia?  
Ed inoltre come valutare, se non contestando ed opponendoci, i tagli che saranno effettuati sugli investimenti per l’assunzione a tempo indeterminato per i giovani del Mezzogiorno per gli anni 2014 ­16, e sui fondi per le assunzioni delle donne sempre nel Mezzogiorno per pagare la cassa­integrazione in tutta 
Italia. Siamo tutti in crisi ma a pagare siamo solo noi del Sud.
Un gesto per dire a tutta l’Italia e specialmente al Sud, che qui comandano loro e nessuno può dire niente. 
Come lo avrebbero chiamato i nostri nonni se fosse successo negli anni ’30?
Forse DITTATURA?
Chiediamo che la voce dei cittadini sia ascoltata perché lo Stato deve essere al servizio dei cittadini e non permetteremo più che avvenga il contrario. 

Taranto, 13.10.2014

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo di Taranto”

Tempa Rossa: nuova interrogazione parlamentare del M5S

en_130318_01-586x322Tempa Rossa: c’è chi ne parla e c’è chi si oppone.
Perchè solo il MoVimento 5 Stelle risponde politicamente alla sopraffazione del nostro territorio.

 

Il MoVimento 5 Stelle presenta una nuova interrogazione, primo firmatario il Portavoce Diego De Lorenzis, in cui si richiede l’annullamento dell’attuale VIA, rilasciata con dati non aggiornati, e la ripetizione della procedura tenendo quindi conto di tutte le varianti e dello stato reale di contaminazione.

5 giorni a 5 stelle: settimana dal 22 al 29 settembre 2014

Ricomincia “5 giorni a 5 stelle”, la rassegna settimanale degli avvenimenti parlamentari con quello che i TG non vi dicono.
Il nostro NO al Jobs Act e a misure che minano i diritti dei lavoratori e le nostre proposte partendo dal reddito di cittadinanza.
La spartizione dei seggi CSM/Consulta e la Lectio Magistralis dell’economista Stiglitz in cui esprime giudizi negativi sull’euro e l’austerità e sull’accordo TTP tra Europa e Stati Uniti.
E poi la costituzionalità della legge elettorale,  la posizione del M5S sulle missioni di guerra, le mozioni (bocciate) per la cancellazione del programma F35, la continua battaglia contro i privilegi, la legge per la regolamentazione delle aperture dei negozi.
Buona visione.

C.S.: Non siamo Terra di Nessuno!

mercato-salinella-114289_172x172A Taranto, molto spesso, la politica del “fai da te” sembra farla da padrona nella totale mancanza di rispetto delle regole della comunità, del vivere civile e nella endemica carenza di controlli.
Sono sempre maggiori le nostre segnalazioni che mettono purtroppo in evidenza l’insufficienza di organico dei VIGILI URBANI e la conseguente difficoltà degli stessi nel gestire la città.
Noi del Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto” non possiamo accettare che la nostra amata Taranto possa essere considerata Terra di Nessuno!
Sono passati pochi giorni da quando il Meet Up 192 ha segnalato la situazione irregolare e caotica che vigeva nelle adiacenze del pattinodromo nel rione Salinella dove, da circa un mese ogni Domenica mattina, si svolgeva per le strade e senza alcun permesso il “Mercatino delle pulci”, i cui copiosissimi rifiuti venivano puntualmente rilasciati per strada, causando disagi fra i residenti del rione Salinella.
Sappiamo bene che vi era un divieto, sancito da ordinanza comunale, allo svolgimento delle consuete attività commerciali domenicali, per il realizzarsi di lavori di manutenzione pubblica, che poi sono iniziati dopo circa un mese e sono terminati Sabato 20 Settembre, con gettata di bitume nell’area in questione ed evidenti violenze sul già scarso ed in difficoltà, patrimonio ambientale di Taranto.
Si lamentano infatti alberi abbattuti che sono stati prontamente dichiarati “potati” dal vice Sindaco Lucio Lonoce e dall’assessore alle attività produttive del Comune di Taranto Gionatan Scasciamacchia.
Siamo comunque abituati al solito nulla che avvolge questa vergognosa amministrazione, dato che ormai è acclarato che a Palazzo di Città, si agisce come le famose 3 scimmiette, troppo spesso non si vede, non si sente e non si parla.
Inoltre vogliamo segnalare che alcuni manifesti, con il simbolo del Comune di Taranto in bella evidenza, riguardanti una manifestazione musicale, sono stati affissi per la città in spazi non consentiti come quelli, allegati a titolo di esempio non esaustivo, delle foto da noi scattate in Via Liguria 60 e Via Lucania 10. Abbiamo ripetutamente segnalato la situazione con telefonata al Comando dei Vigili Urbani dove una gentile agente, che ha raccolto le nostre informazioni e richieste, ha riferito che avrebbe prontamente girato le segnalazioni all’ufficiale preposto, ma, a tutt’oggi, quei manifesti esposti in maniera selvaggia ed abusiva sui muri di attività commerciali o civili abitazioni, sono ancora lì.
Cosa fa il Comune, agisce di asfalto ed accetta per dare decoro alla città?
Concede il Patrocinio a coloro che poi violano i regolamenti comunali?
Il Sindaco che fa, ne è al corrente? Se il Comune di Taranto non è al corrente di questa situazione perché nemmeno si interviene, specialmente a seguito di una segnalazione, per porre rimedio?
Noi non ci arrenderemo mai alla vostra inerzia e alla vostra incapacità complice.
Non siamo Terra di Nessuno!
Insieme ai concittadini vi ricordiamo che renderemo Taranto Libera, da voi e dai vostri accoliti.

Taranto 24.09.14

Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto”

C.S.: Sblocca Italia è incostituzionale!

trivelle2L’ondata di rinnovamento del Presidente del Consiglio, più ferrato su  tweeter che sulla Costituzione, ci presenta l’ultimo prodotto della premiata forneria del partito unico: il decreto Sblocca Italia.
Mentre non riesce a trovare neanche un minuto libero per confrontarsi con i pediatri di Taranto, il  premier “staisereno” Renzi “condivide” in Gazzetta Ufficiale un decreto dal forte odore nauseabondo di incostituzionalità.
Gli appartenenti al Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo di Taranto, attivisti del M5S,hanno esaminato il testo del decreto, ravvisandone gli estremi per porre una pregiudiziale di incostituzionalità nella prossima discussione alla Camera e trasmettendo i contributi ai parlamentari del M5S.
La lettura di questo decreto, ennesimo tentativo di favorire i soliti noti, ci mostra alcuni aspetti inquietanti : in primis modifica le rispettive competenze tra Stato e Regioni alterando anche il concetto di legislazione concorrente, in contrasto con a quanto indicato all’art.117 della Costituzione.
In pratica, il Governo vuole accentrare tutti i poteri nelle mani dello Stato (cioè le sue),  eliminando la possibilità di una reale consultazione con il territorio e le altre amministrazioni locali, e lo vuole fare cercando di non passare dalla modifica della Costituzione: il Governo si è reso conto che le numerose opposizioni, comprese quelle dei famosi “quattro comitatini”, sono più fastidiose di quanto immaginasse.
In aggiunta, le opere definite “grandi, urgenti e indifferibili” innescano una pratica autorizzatoria che non rispetta le rispettive competenze delle amministrazioni locali, limitando queste ultime ad un mero atto di assenso su un progetto definitivo anziché esprimere un parere come avviene attualmente; oltre ad essere in contrasto con quanto indicato all’art.117, questo decreto pone limitazioni rispetto alla tutela del paesaggio e dei beni architettonici (art.9) e della salute (art.32), se viene sommato anche alla circostanza che il tempo concesso alle amministrazioni per la valutazione dei progetti appare largamente insufficiente a tutelare i pubblici interessi. Conseguenza di ciò sarà che la pubblica amministrazione verrà spinta a NON ESPRIMERSI NEL MERITO, favorendo il principio del silenzio-assenso in maniera tale che il funzionario eviti di assumersi la responsabilità di decisioni sui progetti in questione.
Ancora, in materia di idrocarburi si indica che rivestono carattere d’interesse strategico e sono di pubblica utilità, urgenti e indifferibili: per questo, c’è da verificare la incostituzionalità tra quanto previsto All’art.43 della Costituzione e quanto indicato sia in materia di competenze Stato/Regioni come da DPR 327/2001, nonché la previsione di espropri rivolti ad un numero rilevante di soggetti privati.
La violazione della proprietà privata non finisce qui: diversamente a come avveniva fino a poco tempo fa, in cui la concessione seguiva le propedeutiche autorizzazioni delle fasi di prospezione e ricerca, con questo decreto il titolo concessorio unico solleva dubbi riguardo il diritto di proprietà dei privati come da art.42 della Costituzione.
Infatti, attualmente la proprietà del suolo ingloba anche quella dello spazio sovrastante e di tutto ciò che si trovi sopra e sotto la superficie; secondo questa visione, il sottosuolo appartiene al proprietario del fondo fino a quando il giacimento minerario non sia scoperto e ne sia dichiarata quindi la coltivabilità.
Ed è solo a partire dalla coltivabilità che si può provvedere all’acquisizione del giacimento come patrimonio indisponibile dello Stato e procedere quindi alla concessione ed all’esproprio per pubblica utilità, mentre con questa modifica si ha l’esproprio anche senza sapere se ci sia effettivamente un giacimento minerario, quindi senza l’effettiva esistenza di un patrimonio indisponibile dello Stato.
Letto in quest’ottica, il permesso di ricerca unico, previsto dallo Sblocca Italia, si configura come un limite al godimento della proprietà.
Combattere il decreto Sblocca Italia sollevando pregiudiziali di incostituzionalità è solo la prima fase di questa battaglia: siamo già al lavoro per scrivere gli emendamenti di opposizione a questo decreto che dà il via libera allo sfruttamento del nostro territorio senza neanche la possibilità di far sentire la nostra voce, al fine di contrastare questo ennesimo attentato alla Costituzione.

Taranto, 23.09.2014

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

C.S.: Tramontone: quartiere o discarica?

mqdefaultOgni giorno cittadini stanchi e indignati ci segnalano irregolarità, inadempienze, anomalie, da parte di un’amministrazione comunale che, evidentemente, è sorda alle richieste dei residenti, dei lavoratori, delle mamme, dei giovani, delle donne, degli uomini della Città dei Due Mari.
Stavolta ci è stato segnalato il degrado che, ormai da tempo, contraddistingue il quartiere Tramontone e la sua strada principale, via Mediterraneo, passaggio obbligato per chi dalla città si dirige verso la litoranea.
Si sono aggiunti, alla mancanza di marciapiedi, all’illuminazione stradale insufficiente, al randagismo ormai diffuso e alle strade dissestate tra buche e dislivelli, interrotti da rappezzi inadeguati e gli immancabili dossi dissuasori, anche le cattive abitudini degli incivili che vivono tra noi. Questi personaggi che, evidentemente, equiparano la strada pubblica alla stessa stregua di un normale cassonetto, vi riversano direttamente o in qualsiasi punto libero, ogni tipo di rifiuto urbano. Ed è così che – per l’inurbanità di balordi ma anche per la negligenza di chi dovrebbe provvedere alla cura delle strade, alla pulizia e all’igiene dei quartieri – Via Mediterraneo, la strada che porta al mare e che rappresenta il passaggio tra il lavoro e la vacanza, tra il dovere il piacere, tra la quotidianità cittadina e la straordinarietà paesaggistica della nostra litoranea, si sta tramutando in una grande discarica abusiva!
La nostra è, ufficialmente, una città allo sbando che ricalca le orme del più becero degrado pubblico: qui non sono rispettate, né fatte rispettare, le più elementari norme igieniche e del vivere civile.
Cosa si aspetta ad intervenire da parte della, evidentemente orba, amministrazione per curare, applicare e rispettare i nostri diritti?
Ovunque, lungo la strada, materassi rotti, mobili vecchi, pericolosi vetri e materiale di risulta, fin nei pressi di abitazioni e residence, divengono territori abbandonati, rifugio di branchi di cani. Occorrerà veramente aspettare una tragedia, come quella di un bambinio ferito mentre gioca, per far spuntare sui visi dei nostri amministratori le solite ipocrite lacrime da coccodrillo?
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” che da anni porta avanti, con onestà e coerenza, la sua battaglia di civiltà, chiede al Primo Cittadino e alla Giunta Comunale, all’Assessore all’Ambiente e Salute, all’Assessore ai Lavori Pubblici, all’Assessore al Patrimonio, nonché all’Azienda “AMIU Taranto”, un rapido intervento atto a ripristinare la pulizia e l’igiene del quartiere in questione e chiede ancora che si organizzi un controllo più intenso, in concerto con gli organi deputati, affinché anche i residenti di tutti gli altri rioni periferici, non si sentano trattati come cittadini di serie “B”, trascurati da un’amministrazione solerte nel prendere ma evidentemente avara nel dare.
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” che si è sempre distinto per la sensibilità alle tematiche ambientali e territoriali, per il rispetto delle regole, denunciando negli anni abusi, irregolarità, negligenze, starà sempre dalla parte della cittadinanza onesta, quella che paga le tasse, quella che rispetta tutti i principi civili e quella che, come noi, ama questa città.
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” continuerà a portare all’attenzione della popolazione le mancanze di questa amministrazione e le segnalazioni che i cittadini ci faranno pervenire affinché chi ha l’onore e l’onere di governare la città sappia che sono tanti gli occhi che oramai guardano, osservano, segnalano, denunciano.
Noi non ci arrenderemo mai, e neanche i tarantini.

Taranto, 18.09.2014

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

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