I meetup di Castellaneta e Taranto promuovono a Roma un incontro tra i Portavoce del M5S delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato e le Ass.ni FIMA e Consorzio di Filiera Campo.

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I Portavoce del M5S delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato incontrano Saverio de Bonis, presidente dell’ Anlac, associazione facente parte della FIMA Federazione Italiana Movimenti Agricoli e commissario nazionale Cun e Andrea Di Benedetto, presidente del Consorzio di Filiera Campo.

Gli stessi sono stati presentati da Rosa D’Amato attivista del M5S di Taranto e da  attivisti di Castellaneta in rappresentanza dei Meetup della provincia di Taranto .

L’incontro, tenutosi negli uffici del Senato, fortemente voluto dal Portavoce Daniela Donno, è servito per comunicare ai portavoce le varie istanze dal basso del mondo agricolo che fino ad oggi non si è sentito rappresentato nelle stanze dei bottoni, ma oggi grazie al Movimento5Stelle  riesce ad avere interlocutori attenti e sensibili.

Nel corso del lungo incontro si è parlato di vari problemi che affliggono il mondo agricolo e delle relative soluzioni molte delle quali a costo zero per il bilancio dello Stato, infatti volendo sintetizzare le varie tematiche di questo primo incontro può essere usata una semplice e bella parola : Legalità.

Infatti l’ intreccio di comportamenti anticompetitivi e fraudolenti da parte di vari soggetti delle filiere agroalimentari, sta accentuando la crisi strutturale di un comparto in eutanasia, é da qui che si parte :applicazione delle Direttive Europee e delle leggi Italiane.

L’agricoltura è il settore primario per il Paese, ma molti stentano a ricordarsene, i politici italiani negli ultimi trenta anni  hanno svenduto a Bruxelles l’agricoltura italiana a favore della grande industria che ha dovuto importare le materie prime con costi molto più alti rispetto agli altri paesi , il risultato è sotto gli occhi di tutti.

È necessario ripartire dal settore agricolo visto come BENE COMUNE, tutela del territorio, ambiente, salute, volano per il turismo, per l’artigianato, per la ricerca  e anche, perché no per l’industria, quella seria: che produce, crea posti di lavoro, inquina il meno possibile e che prende dall’agricoltura i valori:

Amore e rispetto per il territorio e per i cittadini che la ospitano .

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Comunicato Stampa:Il Movimento 5 Stelle contro le trivellazioni nel Mar Ionio, le amministrazioni facciano altrettanto.

Giorno 20 Maggio scadono i termini per le presentazioni delle osservazioni al progetto > presentato dall’ENEL Longanesi Development S.r.l.. Si tratta di un progetto atto a constatare la presenza di idrocarburi nel sottosuolo del mar Ionio. Le tecniche utilizzate prevedono l’utilizzo della metodologia “AIR GUN”.

Si tratta di vere e proprie esplosioni d’aria ripetute ogni 10-15 secondi che generano onde d’urto distruttive, in grado di provocare danni gravissimi agli organismi marini, sia invertebrati (cefalopodi) che vertebrati (pesci cartilaginei, pesci ossei, tartarughe, cetacei), danneggiando seriamente i loro delicati apparati uditivi, gli organi riproduttivi, provocando emorragie, causando la morte e lo spiaggiamento. Pensiamo quindi alla tutela ambientale e all’integrità dei nostri delfini che da millenni solcano il nostro mare e che stanziano costantemente a largo di Taranto e che oggi sono minacciati, al pari di tutti gli organismi viventi, dall’avidità di alcuni uomini.

Come “Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto” e come “Movimento 5 Stelle” abbiamo depositato due documenti di osservazioni contrari al progetto grazie alle consulenze della Dott.ssa in Scienze Ambientali Rossella Baldacconi e dell’Ing. Bartolomeo Lucarelli e al supporto dei deputati portavoce al parlamento per il M5S, Mirella Liuzzi e Diego De Lorenzis .

Si moltiplicano, mentre scriviamo, le richieste di ricerca di idrocarburi nello Ionio : dopo le 2 della SHELL e quella qui citata dell’ENEL, si aggiunge anche quella della TRANSUNION PETROLEUM. Ribadiamo che le nostre terre e i nostri mari hanno già dato tanto al cosi detto “sviluppo” sacrificando non solo l’ambiente e la salute, ma anche alternative economiche sia potenziali che già esistenti. Per questo ribadiamo la nostra assoluta contrarietà a questo modello di sviluppo e ci chiediamo cosa faranno invece gli Enti Locali se interverranno oppure rimarranno a guardare. Nelle due procedure di VIA a Shell sono mancate ad esempio le osservazioni della Provincia di Taranto e della maggior parte dei comuni che si affacciano sullo Ionio. Auspichiamo che questa volta le amministrazioni difendano il proprio mare convintamente. E’ arrivato il momento di alzare la testa!

 

Taranto 19 Maggio 2013

 

 

Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo Taranto

e-mail: amicidibeppegrillotaranto@gmail.com

blog: http://beppegrillotaranto.wordpress.com/

MeetUp: http://www.meetup.com/Amici-di-Beppe-Grillo-di-Taranto/

Facebook: http://www.facebook.com/amicidibeppegrillotaranto?ref=tn_tnmn

Gruppo Facebook: http://www.facebook.com/groups/38176539354/?fref=ts

 

Inchiesta “Ambiente Svenduto”: Arresti per 4 persone fra cui il Presidente della Provincia G. Florido e l’ex Ass. Ambiente Conserva

Dopo il dissequestro dell’acciaio prodotto in periodo di sequestro degli impianti avvenuto nella serata del 14 Maggio 2013 a cura del Gip Patrizia Todisco la stessa, nella stessa giornata, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per 4 persone nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente Svenduto”. Confermato il fermo per Girolamo Archinà, responsabile delle P.R. dell’Ilva, in carcere già da Novembre 2012, e ordine di arresto per l’attuale presidente della provincia di Taranto Gianni Florido, per l’ex assessore all’ambiente della provincia di Taranto Michele Conserva (dimessosi a Settembre) e per l’ex segretario della Provincia Vincenzo Specchia. Per i quattro arrestati le ipotesi di reato contestate sono di concorso in tentata concussione. I fatti contestati sono relativi all’autorizzazione all’uso della discarica interna dell’Ilva, la cava ‘Mater Gratiae’ che pare abbia ottenuto le autorizzazioni per essere utilizzata nonostante non ci fossero i requisiti minimi di sicurezza. In particolare pare che queste autorizzazioni siano state rilasciate attraverso pressioni degli arrestati Florido e Conserva sui dirigenti del settore ecologia e ambiente della provincia di Taranto che dovevano rilasciarle.

Di seguito copia dell’ordinanza del Gip.

Il lavoro della magistratura non si ferma e non è detto che non ci siano altri colpi di scena…Una cosa è certa, la nostra vita non è mai stata in buone mani…Le uniche davvero buone sono le nostre di cittadini di questa città! Diamoci da fare e riprendiamoci la nostra dignità!

Nuovo manifesto dell’acqua e degli altri beni comuni: 21 Maggio 2013 a Bari

Il Comitato internazionale per il contratto mondiale sull’acqua presieduto da Mario Soares ( ex presidente del Portogallo) e  su iniziativa di Riccardo Petrella contribuirono a creare il Manifesto mondiale dell’acqua  nel settembre 1998 nella città di Lisbona.

Nel 2003 a Firenze fu ripreso il Manifesto dell’acqua sempre dallo stesso Riccardo Petrella

Nel marzo  2006 nacque il forum italiano dei movimenti per l’acqua ed è stato il risultato di un nuovo percorso culturale contrario a quello per cui si diceva il privato è bello e tutto ciò che è pubblico non funziona pertanto necessita privatizzare tutto ciò che è statale.

A dieci anni dal primo manifesto del 2003 a Firenze, Riccardo Petrella presenta il Nuovo Manifesto, rielaborato a partire dall’esperienza della grande mobilitazione dei cittadini per l’Acqua Pubblica – dalla Legge di Iniziativa Popolare al Referendum del 12 e 13 Giugno 2011 – fino ad oggi.

Vi sarà a Bari il 21 Maggio un incontro di rilancio di un Nuovo manifesto dell’acqua e degli altri beni comuni.

Tale nuovo manifesto si pone il problema di provare a cambiare il sistema che produce le diverse problematiche sociali tra le quali la privatizzazione dell’acqua e questa viene usata come leva per scardinare tutte le altre privatizzazioni.

E’ stata scelta la Puglia e non un’altra regione come lancio del nuovo manifesto, perché in Puglia si pensa si stia  preparando la privatizzazione totale dell’acqua.  La concessione concessa ad AQP spa scadrà nel 2018, nel frattempo si stanno realizzando utili mai visti in precedenza, nel 2009  10 mln di euro, nel 2010  33 mln di euro, nel 2011  40 mln di euro, gli investimenti si stanno comprimendo,sta aumentando l’indebitamento, è in vendita parte del patrimonio,stanno aumentando le tariffe ultimo del 5% e in cinque anni dal 2007 al 2012 si sono verificati circa 500 licenziamenti. In Europa,quando si  hanno questi risultati, è di solito propedeutico ad una imminente apertura completa ai privati.

Sulla pubblicizzazione non è stato fatto nulla,  non come viene detto in televisione a Febbraio 2012 dal presidente della Regione Puglia Vendola.

L’incontro del 21 maggio a Bari  ha una valenza superiore che vedrà trattare tutto l’insieme del sistema economico basato sul mero profitto e la definizione dei beni comuni.

A quasi due anni dal Referendum, attraverso il quale 27 milioni di cittadine e cittadini, nel 2011, hanno detto “no” alla privatizzazione dei servizi pubblici e al profitto sull’acqua, si continua a pagare il profitto sulle tariffe.

Insieme all’acqua continua lo sfruttamento degli altri beni comuni per interessi privati o di parte, a danno della collettività e dell’ambiente.

Sarà possibile seguire la conferenza in streaming sul sito di RadioLuogoComune. www.radioluogocomune.com

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
segreteriareferendumacqua@gmail.com
www.lacquanonsivende.blogspot.com
www.benicomuni.org

A cura del nostro referente per il Forum sui Movimento per l’Acqua Angelo Miccoli

Comunicato Stampa: “Furnari, faccia qualcosa a 5 stelle!”

In merito alle dichiarazioni del deputato M5S Alessadro Furnari, eletto nella circoscrizione Puglia, riguardante la restituzione della parte di diaria non spesa che il deputato tarantino vorrebbe trattenere, il Meetup Amici di Beppe Grillo – Meetup 192 , intende chiarire la propria posizione, prendendo le distanze da tali dichiarazioni. Riteniamo che simili affermazioni, non smentite dallo stesso Furnari, non siano rispettose dei principi anche solo etici del MoVimento 5 Stelle e che rechino un danno all’immagine dell’intero movimento e in particolare al lavoro e all’impegno  degli attivisti di Taranto e degli altri portavoce, che invece rispettano gli impegni morali prima ancora di quelli scritti.

E’ bene ricordare al portavoce deputato A.Furnari che egli è stato eletto, assumendo l’impegno MORALE, prima ancora che quello scritto, nei confronti degli elettori di Taranto e del M5S.

La coerenza prima delle parole è l’elemento cardine sul quale si basa il M5S, ed in merito alla questione “diaria” non sarebbe stato neppure il caso di affrontarla , in virtù  del codice etico. Nel momento in cui, quindi, Alessandro Furnari, accettò di candidarsi come portavoce, era ben consapevole che la somma sarebbe stata sufficiente.  Ora, una volta eletto, non può venir meno all’impegno assunto.

Invitiamo il candidato a rispettare il comportamento etico che così recita “Trattamento economico: L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.” Alessandro Furnari non sprechi altro tempo dietro alla questione diaria che non può e non deve diventare una questione di principio.

Inoltre restiamo quantomeno perplessi, in riferimento ad altre affermazioni : “Non posso spostarla (la residenza) a Roma, altrimenti non potrei ricandidarmi sul territorio”, evidenziando in tal modo, come la sua preoccupazione primaria sarebbe quella di ricandidarsi.

Ci preme ricordare che i problemi dei cittadini e gli impegni morali sono primari rispetto al pensiero di una eventuale ricandidatura.

Infine riteniamo che dichiarare “tutti coloro che hanno difficoltà economiche come ad esempio le casalinghe con figli non possono fare politica nel 5 Stelle” è discriminante nei confronti delle casalinghe e delle donne, e non corrispondente al vero.

Osservazioni Complete al DEF

Di seguito tutte le osservazioni al DEF che per motivi di tempo (a causa del comportamento del PD e PDL) non sono state inserite nella discussione in aula. Il lavoro è il frutto della collaborazione degli attivisti del Movimento 5 Stelle del Meet Up Amici di Beppe Grillo Taranto con il contributo della Dott.ssa PhD  in Scienze Farmaceutiche Daniela Spera e della Dott.ssa PhD in Scienze Ambientali Rossella Baldacconi.
 

Comunicato Stampa:Inceneritore Massafra e TAR: ennesimo passo falso di Provincia e Regione.

Il 30/04/2013 il TAR sezione di Lecce, ha depositato la sentenza in merito alla vicenda dell’inceneritore Appia Energy di Massafra del gruppo Marcegaglia.

Il TAR, annulla le delibere della Provincia di Taranto e della Regione Puglia ritenendole viziate. Questi errori, di fatto riaprono, la strada al raddoppio dell’inceneritore di Massafra.

Una vicenda grottesca quella delle autorizzazioni del raddoppio, degne della migliore “soap opera” che queste amministrazioni hanno sfornato.

Una prima delibera di autorizzazione è stata imprudentemente rilasciata e poi goffamente ritrattata e annullata da una seconda delibera dalla stessa Provincia di Taranto che ha dato modo al gestore dell’impianto di impugnare le seconda delibera e ricorrere al TAR per annullare il provvedimento. Il TAR ha ritenuto fondate le motivazioni e ha bocciato la delibera per l’annullamento dell’autorizzazione.

“Sembrerebbe”, quindi, rimanere vigente il primo provvedimento di autorizzazione, provvedimento che rischia di regalare un ennesimo ed inutile inceneritore, per la gestione del ciclo dei rifiuti, e dannoso per l’ambiente e la salute del territorio provinciale, eche comporterà non solo l’aumento di emissioni in atmosfera ma anche un maggior emungimento di acqua dalla falda già sotto stress idrico, e la possibilità concreta di “attirare” rifiuti da fuori provincia.
Infatti giova ricordare che anche se l’incenerimento in provincia viene favorito dalle amministrazioni, contravvenendo alle direttive europee sui rifiuti, a causa delle basse percentuali di raccolta differenziata (inferiori al 20% mentre la legge ci obbligava ad arrivare al 65% al 31/12/2012), la capacità di combustione degli attuali 4 impianti già autorizzati a bruciare rifiuti è già più che sufficiente a bruciare più dei 2/3 dei rifiuti prodotti dall’intera provincia, un quinto inceneritore potrebbe essere “utile” solo a richiamare ulteriori rifiuti da altre località.
Poichè in queste settimane tramite la carta stampata e i media, la Regione Puglia si è affrettata a riferire l’esistenza di un solo inceneritore attivo in Puglia, per onestà intellettuale, vorremmo ricordare che la sola provincia di Taranto ha già 4 impianti autorizzati a bruciare rifiuti: Appia Energy, Amiu, Cementir, Ecodì.

Oltre a ciò, ci preme ricordare, che le Valutazioni d’Impatto Ambientali (VIA) e le Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) dei 4 impianti già autorizzati sono state rilasciate negli ambiti delle proprie competenze, dalle giunte di centrosinistra Vendola e Florido…. in contiguità con la gestione dell’ex governatore Fitto.

Qualora avvenisse il raddoppio dell’inceneritore di Massafra, questo sarebbe il quinto impianto che si affiancherebbe al già esistente inceneritore Appia Energy.

Il fallimento di una politica legata al ciclo dei rifiuti urbani ormai è evidente e tangibile anche per gli altissimi costi della tarsu scaricati sui cittadini della Puglia, tra le regioni con i costi più alti in Italia.
Situazione drammatica che diventa tragica quando si parla dei rifiuti speciali transregionali smaltiti nelle discariche del tarantino e dei rifiuti speciali transfrontalieri già abbondantemente trattati nel 2012 dalla relazione della “Commissione Parlamentare sul ciclo dei rifiuti in Puglia” che dipinge la Puglia come sede di smaltimento di rifiuti provenienti da tutta Italia e come trampolino di lancio dei rifiuti illecitamente inviati verso i cosiddetti paesi in via di sviluppo.

TARANTO

10/05/2013

Qui di seguito la sentenza

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Lecce/Sezione%201/2013/201300217/Provvedimenti/201300978_01.XML

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