Giornata di ascolto delle associazioni culturali tarantine

imagesIl Meet Up 192 – Amici di Beppe Grillo di Taranto ha organizzato Venerdì 11 Luglio,una giornata di ascolto delle associazioni culturali tarantine, vera risorsa finora inascoltata del territorio. Con l’occasione il Meet Up 192 ringrazia il ristorante “il Gambero” per l’ospitalità nella splendida location, l’emittente televisiva JoTV che ha garantito la diretta e tutti gli attivisti che si sono adoperati per il successo dell’evento.

Nell’incontro si è parlato di quanto la politica, in tutti questi anni, abbia “sapientemente” tarpato le ali ad uno sviluppo socio-economico legato alle nostre risorse naturali, storiche e culturali, lasciando il territorio soggiogato da una monocultura industriale di stato.
Tale ostruzionismo ha causato la mancanza di adeguate infrastrutture per i trasporti, sia su strada che per mare o aria, cementificando il territorio in maniera sconsiderata e vanificando una chiara visione del futuro.
Lo sviluppo tarantino non è stato mai voluto da nessuno dei nostri amministratori, che si sono “lasciati sfuggire” fondi ed investimenti importantissimi ed ingenti, lasciandoli alle solite città:  Bari e Brindisi.
Durissime sono state le parole delle associazioni, che hanno lamentato una assoluta mancanza di volontà di avviare seriamente la riconversione turistica, commerciale e culturale della città di Taranto e di tutta la provincia.
Dopo aver analizzato ed esposto le modalità, proposte e opportunità con cui migliorare la nostra città all’insegna di concetti quali smart city e foresta urbana al posto del cemento e della necessità di appropriarsi del porto e dell’aeroporto per favorire scambi commerciali e turistici, si è dato ascolto ad un progetto di riconversione dell’immagine di Taranto in chiave turistica e culturale, dal nome “Indietro nel futuro”, che  illustra la creazione di una città capace di valorizzare la sua origine  millenaria, da molti concittadini dimenticata e trascurata, ma esaltata e riconosciuta in tutto il mondo, con possibilità di ritorni economici e occupazionali davvero invidiabili.
Le basi della riconversione partono da un assunto storico che nessuno può mettere in discussione: Taranto è, al di fuori della Grecia, l’unica città al mondo fondata dagli Spartani. Questi intorno al 706 a.C. stabilendosi su questo territorio donarono la cultura ed i fasti a quella che poi diventerà la “Capitale” della Magna Grecia.
Grazie a suggestive immagini si è mostrata la differenza tra la Taranto attuale – una città trascurata, inquinata e senza prospettive economiche – e quella che potrebbe diventare se riuscissimo a sfruttare quello che già all’estero riesce benissimo e con brillanti ricadute economiche : il turismo.
I numeri impietosi illustrati dalle associazioni hanno mostrato come Taranto e la sua provincia non sia minimamente sfiorate da flussi turistici, in netto contrasto con altre realtà territoriali laddove la storia viene valorizzata e l’orgoglio per le proprie radici diventa un fattore di coesione sociale, oltre che un meccanismo virtuoso di rinascita economica.
downloadPuntare sulla nostra storia e sulle tradizioni culturali implica la valorizzazione delle risorse che abbiamo (come gli ipogei, i resti archeologici ed il Museo), ma soprattutto significa cominciare a costruire, davvero con poco, i simboli che facciano conoscere al mondo la millenaria cultura greca che ci ha fondato, e ad attrarre turisti da ogni parte del globo.Simboli che diventino un vero BRAND per identificare inequivocabilmente Taranto e la sua spartanità.
I suddetti simboli, richiamanti le nostre antiche origini andrebbero supportati dall’organizzazione di eventi sportivi e culturali che  facciano da poli di attrazione di investimenti, diventando volano della riconversione economica.
Il turismo (storico, culturale, enogastronomico ed ambientale) è la “chiave di volta” della rinascita tarantina!
Il modello industriale, lo abbiamo affermato più volte, ha fallito il suo obbiettivo, generando disoccupazione, inquinamento e malattie : da tanto tempo i cittadini riuniti in associazioni cercano di farsi ascoltare da una politica sorda al benessere della cittadinanza, che ha preferito la via semplice della complicità con gli industriali anziché pensare al bene del popolo.
Taranto va ricostruita, anche socialmente: la popolazione è arrabbiata, delusa, ammalata e senza prospettive per il futuro, e deve essere chiaro a tutti che la colpa di tutto questo non è solo della “crisi” o  del “ce lo chiede l’Europa”.
In quello stesso giorno, in occasione della visita del vice-ministro alle infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini, si è ribadito che sono previsti oltre 900 milioni di euro per il porto industriale e la ferrovia, lasciando intendere, con le sue risposte elusive, che nemmeno un centesimo sarà concesso per la riconversione culturale della nostra città. Ovviamente desideriamo che il ministro ci smentisca rendendo pubblica la conversazione avuta con il primo cittadino di Taranto, dott. Ippazio Stefano, e con il presidente dell’autorità portuale Sergio Prete, anche se sappiamo tutti bene che certi desideri non si realizzeranno mai.
Traspare sempre più una volontà politica connivente e collusa con interessi molto lontani da quelli cittadini che ha sempre manovrato nell’ombra per evitare che Taranto mostri le sue reali potenzialità.
I politici tarantini sono colpevoli, preferendo, alla cura e al benessere della città e della sua popolazione, il “premio” della poltrona in Provincia,  in Regione o al Parlamento pur di sottostare a questo patto criminale ammazza-Taranto.
Noi non ci stiamo. Noi crediamo in una Taranto diversa, che possa recuperare le proprie origini e tramite esse trovare la forza per rialzarsi.
Noi non accetteremo mai questa visione, il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto” e i Meet Up della provincia non lasceranno che il disegno ammazza-Taranto si compia fino in fondo!
E voi?

Taranto 13.07.2014

Il  Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto”

Osservazioni sull’Istanza del Permesso di Ricerca Idrocarburi in Mare “d 68 F.R. – TU” della Transunion Petroleum Italia srl

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo di Taranto”, in riferimento all’oggetto, con la presente partecipa alle decisioni in materia ambientale dichiarando, in maniera netta, il proprio parere sfavorevole al progetto di che trattasi, per le motivazione di seguito riportate.

C.S. M5S Camera News: “Taranto: dopo l’Ilva, le trivelle?”

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” condivide e pubblica il Comunicato Stampa del M5S Camera News:

“Taranto: dopo l’Ilva, le trivelle?”

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/ambiente/2014/07/no-a-tempa-rossa-e-alle-trivellazioni.html

en_130318_01-586x322È con forza, fermezza e convinzione che il MoVimento 5 Stelle si oppone al progetto “Tempa Rossa” che, se avviato, con i suoi 50.000 barili giornalieri – secondo le previsioni – incrementerà del 40% la produzione di petrolio nazionale (a cui è da aggiungere anche l’estrazione di gas naturale, GPL, zolfo), in una regione dall’alto valore turistico, con un patrimonio archeologico di primo piano e che si estende su un territorio geologico segnato da una sismicità non trascurabile e una rete idrogeologica complessa, così come riconosciuto dalla stessa Total.
Terminale logistico di questa scellerata operazione è il porto di Taranto con la costruzione di due serbatoi di mc. 180.000 per la ricezione, lo stoccaggio e lo smistamento, il prolungamento del pontile con due piattaforme di attracco, la realizzazione di una terza, l’adeguamento delle strutture della raffineria ENI e il consequenziale aumento del transito delle petroliere.
Dalla Valle del Sauro in Basilicata al Mar Grande di Taranto, territori già segnati e vittime di insostenibili attività industriali a cui tocca ancora subire un’ulteriore violenza per una mancanza totale di scelta energetica e strategica.
La Basilicata, tra le regioni più povere in Italia, e Taranto, con il tasso intorno al 45% di disoccupazione ed inoccupazione, dimostrano che non è questa la strada da seguire per un futuro sostenibile.
Le opportunità lavorative e le royalities rilasciate dalle multinazionali non creano assolutamente ricchezza economica e benessere per la cittadinanza e il territorio, che dovrà invece preoccuparsi delle emissioni diffuse, dell’eventualità di sversamenti, dell’incognita di incidente rilevante di cui sia l’ENI che il Ministero dell’Ambiente, che ha rilasciato la VIA al progetto, non hanno considerato adeguatamente il rischio, presumibilmente in violazione della “Direttiva Seveso”.
Ancora una volta non si prospettano alternative economiche eco sostenibili. Ancora una volta si sceglie la via più impattante. 
Nel caso tarantino, poi, siamo anche oltre lo scandalo: si va a prendere di mira una città, e i suoi abitanti, già devastati da decenni di inquinamento pesante.
Basilicata e Taranto, ma non solo: i progetti di estrazione e le concessioni a trivellare colpiscono tutto il Sud, offrendo il miraggio di un’attività produttiva capace di risollevare le sorti economiche di queste regioni. Ma, appunto, è un miraggio. E il Movimento 5 Stelle in numerosi atti parlamentari ha detto NO a questa visione miope dell’economia e dello sviluppo.
Tra l’altro secondo studi recenti tutto il petrolio estraibile in Italia soddisferebbe le esigenze nazionali per soli 50 giorni, mentre le fonti rinnovabili con produzione distribuita e diffusa, danno 6 volte più lavoro rispetto alle fonti fossili. È lì che bisogna investire e programmare se davvero si vuole dare un futuro al Paese.
A riguardo siamo sbalorditi che sia l’Eni che il Ministero dell’Ambiente che ha rilasciato la VIA al progetto Tempa Rossa non abbiano considerato adeguatamente i rischi dovuti all’incidente rilevante. Che fine ha fatto la direttiva Seveso per questi territori? Il Governo Renzi ha una visione energetica del Paese ferma “all’era dei fossili”. No al progetto “Tempa Rossa”, No ai politici “fossili”.
Ecco un file che riassume tutti gli atti ispettivi del Movimento 5 Stelle in Parlamento sulle trivellazioni e Tempa Rossa
Tempa Rossa e attività estrattive.pdf

11Luglio 2014

C.S.: ViabiliTàranto e il Decoro Urbano

downloadFinalmente anche a Taranto uno strumento del tutto nuovo per “aumentare l’efficienza degli interventi di manutenzione delle infrastrutture migliorando la viabilità garantendo una maggiore sicurezza” : un sito raggiungibile dalla pagina web del Comune di Taranto (http://www.comune.taranto.it/servizi/index3.php) col quale inviare – previa elaborata procedura di iscrizione, con password impostata dal sistema e considerando la natura del progetto sarebbe più utile e funzionale la dotazione di una app o almeno un sito mobile – segnalazioni di problemi e inconvenienti che notiamo nella quotidianità, come una strada piena di buche, un marciapiede rotto e pericoloso, una vetrata pubblica in frantumi.
Qualsiasi cosa che possa essere un pericolo o che aggravi la situazione urbanistica cittadina.
Il Comune ha pensato bene, però, di non pubblicizzare molto questo sito per non creare una situazione di disorientamento nel cittadino di Taranto, ormai disabituato alla partecipazione civica, e che avrebbe procurato non pochi dubbi sulla reale capacità dell’attivismo cittadino.
Spaventato, forse, dall’eventuale risposta propositiva dei cittadini, atterrito dalle migliaia di segnalazioni che sarebbero potute giungere e intimorito dalla mole di lavoro che ne sarebbe scaturita, il Comune ha preferito far passare in sordina questa strumento sociale per il miglioramento della nostra amata città? Oppure era meglio non pubblicizzarlo affatto perché la città è in un tale stato di abbandono che tutti i 190mila cittadini avrebbero segnalato qualcosa costringendo l’amministrazione ad aprire gli occhi sull’attuale stato di degrado?
Noi del Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto”, da sempre vicini ai problemi e ai disagi dei cittadini, perché cittadini noi stessi e da sempre vigili sulle azioni (o sulle non azioni) dell’amministrazione comunale, chiediamo ai dirigenti preposti di pubblicizzare il sito quale reale strumento atto a migliorare le condizioni delle nostre infrastrutture.
Chiediamo che ogni segnalazione sia effettivamente seguita da un lavoro risolutivo e migliorativo. Chiediamo che sia posta maggiore attenzione alla quotidianità, assumendosi quella responsabilità propria di ogni amministrazione che si rispetti.
Chiediamo rispetto per i cittadini tarantini, da quarant’anni bistrattati e offesi, ai quali anche solo il diritto alla salute è stato sottratto per favorire le speculazioni industriali, ai quali mai e poi mai nessuno ha chiesto che futuro vorrebbero per la PROPRIA città, ai quali sono state fatte solo promesse da marinaio, salvo poi scoprire che anche il mare è in procinto di essere scippato dalla grande speculazione mineraria.
Chiediamo, pertanto, di dare voce alla cittadinanza tutta e non solo ai quei quattro fortunati che si sono
imbattuti nel sito “viabilitàranto” e per far ciò altresì suggeriamo, al Comune di Taranto di aderire al sito Decoro Urbano http://www.decorourbano.org/ che è uno strumento gratuito e di facile fruizione per i cittadini, già adottato da centinaia di Comuni e milioni di cittadini Italiani. Strumento di segnalazione che, giova ricordarlo, è privo di connotazioni politiche e non è legato a nessun movimento o partito politico.
Così facendo il Comune risponderebbe (finalmente) alla nostra richiesta – protocollata da oltre un anno (12 Giugno 2013) http://beppegrillotaranto.wordpress.com/2013/06/21/decoro-urbano-day-23-giugno-2013/ – in cui, qui ancora, chiediamo non la realizzazione di un sito ex novo di segnalazione relativo, tra l’altro, alla sola viabilità, ma l’adesione a Decoro Urbano, mettendo così a disposizione dei cittadini uno strumento completo di partecipazione e segnalazione dei problemi di decoro urbano : da una parte i cittadini avrebbero un interlocutore (tramite un ufficio/assessorato preposto del Comune) che ricevendo dagli stessi le segnalazioni relative non solo alla viabilità, ma appunto al Decoro Urbano, le dovrà recepire e sistemare e, dall’altra parte, un Comune che “sembra” proporre strumenti di democrazia dal basso, di partecipazione e di ascolto dei cittadini inizierebbe a mettere in pratica questi concetti ideali. Per farla breve chiediamo che l’amministrazione faccia il lavoro per cui è pagata (da noi).

Taranto 10.07.2014

Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo Taranto”

C.S.: L’ipocrisia di un referendum e l’inconsapevolezza di una città

26921_115928258417795_100000018636515_299565_6701254_aÈ con sarcasmo, ma anche con amarezza, che il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” plaude al Primo Cittadino Jonico per la presa di coscienza con cui ha deciso che, finalmente, è arrivato il momento della democrazia, della cittadinanza partecipata e attiva, senza intermediari e filtri alcuni.
L’uso di un referendum consultivo sarebbe quindi il metodo indicato dal Sindaco per far decidere ai tarantini su “Tempa Rossa” e, siccome i tempi stringono (si dovrebbe votare entro il 30 Luglio), ecco che addirittura si sta studiando la possibilità di un voto on-line!
La nostra ironia, naturalmente, non è dettata dall’uso della consultazione popolare quale mezzo di decisioni condiviso, bensì dall’evidente manipolazione che il suddetto referendum sarà destinato a subire per la seconda volta in un anno (nel 2013 la beffa vi fu con l’Ilva).
Nel rammentare che il M5S fa del referendum “SENZA QUORUM” uno dei suoi cavalli di battaglia quale forma di partecipazione della cittadinanza alla vita politica di un territorio, affinché si ricompensi il voto piuttosto che un’astensione strumentale, è necessario evidenziare che non è assolutamente corretto indire un referendum su un argomento tecnico quale la questione “Tempa Rossa” senza informare adeguatamente i cittadini e divulgare le nozioni nei tempi e modi appropriati.
È la città allora che deve rendersi conto che è in atto una truffa, una stangata, in cui le vittime inconsapevoli sono i cittadini che ancora non comprendono, perché volutamente tenuti all’oscuro dello scempio e della reale gravità di ciò che potrebbe accadere. Ma c’è chi sta cominciando a svelare l’inganno che nascondeva la truffa, facendo nascere una coscienza civica embrionale ancora non sufficiente e che impone perciò di fare di più, molto di più. Chi è preposto a tutelare gli interessi dei cittadini deve adoperarsi di più, ma anche chi ama questa città ha il dovere d’impegnarsi di più.
Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”, deluso per l’ennesima mistificazione della democrazia invocata dal “primo tra i primi”, ricordando che già nel 2012 il Comune si era espresso negativamente sul progetto “Tempa Rossa”, ribadisce che la prova di coraggio, la presa di coscienza, non è certo nell’indire un caricaturale referendum, bensì nel confermare quel parere che, sembra, stia mettendo in crisi la maggioranza, tentata da remunerazioni di royalties più o meno proficue.
Se invece, come temiamo, si è già deciso pilatamente di passare la mano ai cittadini, visto che questa amministrazione non ha neanche il coraggio delle proprie delibere, che lo si faccia con onore e coerenza optando per un referendum consultivo SENZA QUORUM e informando la cittadinanza! Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” chiede, quindi, a gran voce che si faccia tutto il possibile affinché la cittadinanza sia capillarmente informata sul progetto, descrivendo con chiarezza ciò che potrebbe accadere, dei due enormi serbatoi di 180000 mc per la ricezione e lo stoccaggio del petrolio del giacimento “Tempa Rossa”, del prolungamento del pontile con due piattaforme di attracco e la realizzazione di una terza, del numero elevato di petroliere all’interno del Mar Grande, dell’aumento delle emissioni diffuse, della possibilità di sversamento in mare, del rischio di incidente rilevante, della morte per ogni alternativa economica e turistica con l’avvento di questo scellerato progetto.
Il Meet Up 192 allora parteciperà e sosterrà il NO referendario a Tempa Rossa, per proteggere il nostro mare, per difendere la nostra città e il nostro territorio, per salvare i nostri figli e preservare loro una città degna di essere ancora abitata.

Taranto, 10.07.2014

Meet Up 192″Amici di Beppe Grillo – Taranto”

Comunicato Stampa dei Portavoce Europei M5S D’Amato, Pedicini, Evi e Tamburrano in merito al progetto “Tempa Rossa”

RosyVogliono trasformare il Sud Italia in una enorme piattaforma petrolifera. In Basilicata con le trivelle e un potenziamento della produzione di greggio, in Puglia con i depositi per poi inviarli nelle raffinerie. Si chiama “Tempa Rossa” ed è il progetto che le multinazionali del greggio vogliono imporre ai cittadini. A Taranto ci saranno gli effetti più disastrosi: nel porto della città più inquinata d’Italia infatti verrebbero costruiti due enormi serbatoi che conterrebbero 180mila metri cubi di petrolio. Il pontile verrebbe allungato di 300 metri per permettere alle petroliere di caricarlo. Ne arriverebbero in città 145 l’anno secondo i pianidelle “tre sorelle” Shell, Total e Mitsui.
L’europarlamentare pugliese M5S Rosa D’Amato e il lucano Piernicola Pedicini, insieme ai colleghi Eleonora Evi e Dario Tamburrano, chiedono al governo Renzi di rispettare la volontà del territorio e al Comune di Taranto di non fare marcia indietro, continuando a rifiutare le lusinghe delle compensazioni economiche offerte dalle multinazionali del greggio. “Ci uniamo alle battaglie del senatore M5S Vito Petrocelli e del deputato M5S Diego De Lorenzis che ha recentemente presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente Galletti – dichiarano i quattro esponenti M5S. – I porti del Sud devono rispondere a una nuova vocazione commerciale e turistica. A Taranto Ilva ed Eni non possono dettare legge, bisogna aprirsi a nuove e alternative forme di sviluppo che sfruttino la zona franca di recente istituzione. La città deve essere ripensata e il suo futuro non deve più coincidere con le parole acciaio, petrolio, idrocarburi, discariche e veleni”.
I quattro parlamentari M5S promettono di “portare la vicenda nelle Commissioni europee competenti, a partire dalle osservazioni presentate dall’associazione Legamjonici di Taranto. Sosteniamo – concludono – tutte le associazioni ambientaliste e i cittadini pugliesi e lucani che si mobiliteranno per evitare che in Basilicata aumenti la produzione di petrolio e che a Taranto venga perpetrato questo ennesimo massacro del territorio”.

3 Luglio 2014

C.S.: Taranto destinata a diventare una città fossile? No al fossile, No a Tempa Rossa.

images (1)Il Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto” sostiene in toto la campagna informativa, la documentazione tecnica e la visione socio-economica prodotti dal comitato di cittadini denominato “STOP Tempa Rossa” e sta già provvedendo e provvederà, in sintonia con i portavoce del MoVimento 5 Stelle nazionali ed europei, a sviluppare iniziative (a tutti i livelli) atte a neutralizzare questa ulteriore sciagurata impresa di devastazione del nostro territorio.
Infatti il progetto “Tempa Rossa” prevede, con i suoi 50.000 barili al giorno, un incremento del 40% dell’attuale produzione giornaliera di petrolio nazionale (che si aggira sui 105.000 barili/giorno), a cui aggiungere 230.000 mc di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo.
Taranto diventerebbe il terminale logistico di questa immensa produzione con la costruzione di due serbatoi di 180.000 mc per la ricezione, lo stoccaggio e lo smistamento, il prolungamento del pontile con due piattaforme di attracco, la realizzazione di una terza piattaforma d’attracco per la spedizione di prodotti petroliferi e l’adeguamento in generale delle strutture della raffineria ENI, atto appunto allo stivaggio e alla movimentazione del greggio proveniente dal giacimento lucano “Tempa Rossa” tramite l’oleodotto Viggiano-Taranto (già in uso per collegare le istallazioni petrolifere dalla Val d’Agri alla raffineria tarantina), il tutto frutto di un investimento di 300 milioni di euro.
Tanto petrolio dunque che la stessa Total E&P, sviluppatrice del progetto insieme a Shell e Mitsui, definisce particolare e dichiara che “…la natura degli idrocarburi presenti (oli pesanti da 10° a 22° API e presenza di zolfo), … comporta la necessità di adottare particolari tecniche di produzione e trattamento”, per non parlare dell’esponenziale aumento del numero di petroliere che transiterebbero in Mar Grande, dell’aumento delle emissioni diffuse, della possibilità di sversamento di greggio in Mar Grande e quindi del “rischio di incidente rilevante”.
Tutto questo avverrebbe a Taranto condannata, per ragion di stato, già dalla presenza nociva e dannosa di Ilva, Cementir, ENI e delle sue pericolose centrali termoelettriche: una pena che i tarantini,evidentemente, devono continuare a scontare senza poter usufruire di attenuanti o sconti di pena.
I tarantini devono pagare dunque la cultura industriale imposta, ed ora divenuta autoritaria, facendo anche i conti con una politica energetica che sceglie il fossile, pericoloso da trattare, ma certamente speculatorio e redditizio per alcuni.
Con questo progetto si decide di far naufragare definitivamente la visione di una Taranto diversa: alla bellezza esclusiva della rada, delle isole, dei due mari, delle sue coste si è preferito la cupezza della ruggine delle petroliere, del grigio dell’acciaio, della tristezza delle nuvole che si confondono coi fumi emessi dai camini, del buio del petrolio, degli effluvi venefici e maleodoranti degli impianti.
Il Meet Up 192 non ci sta e chiede a voce alta che si dia seguito al parere negativo fornito dal Comune nel 2012 senza farsi distrarre, vigliaccamente e prevedibilmente, da compensazioni più o meno remunerative. La città si deve scrollare di dosso il ruolo di vittima sacrificale degli interessi nazionali,specie nel perseguire politiche ed economie superate e sepolte e deve, invece, rimpossessarsi del suo ruolo a cominciare dai cittadini che devono riacquistare la consapevolezza del loro destino e della loro appartenenza.
Sostenitore da sempre di ogni iniziativa e proposta che favorisca la partecipazione e la condivisione di tutte le forze attive e lungimiranti del territorio, il ruolo del Meet Up 192 è stato volutamente di basso profilo per permettere al comitato “STOP Tempa Rossa” di lavorare in autonomia e produrre documenti tecnici ed informativi che sono stati presentati ai massmedia e alla cittadinanza.
Preso atto di questo evento, il Meet Up 192 si farà portatore di quanto prodotto dal suddetto comitato e continuerà la sua opera d’informazione e proposta di una visione differente del territorio tarantino come abbondantemente descritto nel manifesto “Rinasci Terra Jonica”; visione lontanissima, ovviamente, da quella oscurantistica che domina la cosiddetta classe dirigente, locale e nazionale, sempre più inadeguata, codarda e miope.

02 Luglio 2014

Meet Up 192 “Amici di Beppe Grillo – Taranto”

 

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