L’appello dei pediatri: sull’inquinamento dell’aria passare subito ai fatti per salvare la salute dei bambini

 

E’ di pochi giorni fa la pubblicazione del comunicato stampa: “Aria pulita, un diritto per noi e per i nostri bambini”, che è stato pubblicato online da Italia News, La mia aria, Salute Europa, Bambino naturale, Certi News. “Le nostre città sono inquinate. Di smog ci si ammala e si muore. I bambini sono i più esposti. Invitiamo i nostri politici, le istituzioni e i pediatri a realizzare al più presto tutte le azioni necessarie per il miglioramento della qualità dell’aria, come indicato dal Piano d’azione per l’Europa sull’ambiente e la salute dei bambini e dall’Organizzazione mondiale della salute”.  
E’ l’appello dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) – con il suo gruppo di studio sull’inquinamento Pediatri per un mondo possibile – che chiede a politici, Istituzioni, operatori sanitari e pediatri di prendersi cura nei fatti dell’emergenza inquinamento dell’aria.
“Respirare aria pulita è un diritto fondamentale per la salute e il benessere di tutti e soprattutto per i più piccoli” – dichiarano i Pediatri per un Mondo Possibile dell’ACP che ammoniscono “è il momento di passare dalla presa d’atto alle azioni possibili”.
Una presa di posizione chiara e netta di medici e pediatri che tutti i giorni hanno a che fare con la salute dei bambini e che fa pensare e che si aggiunge alla crescente mole di studi, a tutti i livelli, sui gravi rischi per l’infanzia derivanti da una mal’aria.
Su queste problematiche abbiamo rivolto alcune domande a Giuseppe Primavera, pediatra di famiglia con studio a Palermo e esponente del Gruppo Pediatri per Un Mondo Possibile dell’ACP.

Cordiali saluti

Annamaria Moschetti

Referente regionale ACP Puglia e Basilicata

Sabato Notte…La città dorme quieta…Cosa accade a 15 passi da noi? Ve lo siete mai chiesti?

Sabato Notte…La città dorme quieta…Cosa accade a 15 passi da noi? Ve lo siete mai chiesti?

Le immagini sono eloquenti e assolutamente non ritoccate…Vi pare che la foschia che circonda l’Ilva sia vapore?
Potete notare sulla destra il camino E312, perenne guardiano portatore di morte di questa città. I suoi fumi si spandono per km e km ricoprendo tutta la città di una nube compatta…D’altronde produce il 93% della diossina industriale italiana…E di notte dà il meglio di sè…
Possiamo dirvi che nella nostra permanenza lì in zona, durata un paio di ore, abbiamo davvero respirato l’impossibile e tornati a casa, solo dal lavaggio delle mani, la quantità di polvere accUmulata era impressionante…Davvero qualcuno pensa che qualche filtro possa fermare questo mostro?
Abbiamo prodotto anche riprese video dall’impatto notevole che presto pubblicheremo, così come altre foto.

A questa operazione notturna di osservazione e documentazione promossa del Fondo Anti-Diossina(Fabio Matacchiera in primis) hanno partecipato le seguenti associazioni in ordine alfabetico:
Amici di Beppe Grillo di Taranto-Meetup 192
Associazione Malati Cronici Taranto
Comitato Isole Cheradi

Comunicato stampa del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

Aggiornamento degli ultimi avvenimenti che riguardano la nostra Puglia:

A seguito dell’approvazione del DDL sulla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese e dopo una prima analisi il comitato ha diramato il seguente comunicato:

Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua prendono atto dell’approvazione da parte della giunta regionale del disegno di legge denominato “Governo e gestione del servizio idrico integrato Costituzione dell’azienda pubblica regionale “Acquedotto pugliese – AQP”.

Quest’ultimo, pur recependo importanti dichiarazioni di principio – che hanno contraddistinto la campagna per l’acqua bene comune e diritto umano inviolabile -, presenta sostanziali e significative differenze rispetto al testo licenziato dal tavolo tecnico regionale “Acqua Bene Comune dell’Umanità” (del quale il Comitato e il Forum sono stati parte integrante).

Il Comitato pugliese e il Forum nazionale martedì 9 febbraio incontreranno il Presidente Vendola (come precedentemente stabilito). A seguito di tale incontro saranno rese note le nostre valutazioni politiche.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Etta Ragusa di Vigiliamo per la Discarica ASSOLTA!

Ieri udienza del processo intentato da Ecolevante contro Etta Ragusa, responsabile del Comitato Vigiliamo per la Discarica di Grottaglie. L’accusa era di aver diffuso dati sensibili a mezzo stampa, cosa che non era mai avvenuta realmente ma solo paventata da Etta. Ieri alle 17:48 il giudice Chiarelli ha letto la sentenza dopo il rinvio a giudizio:

Assolta perchè il fatto non sussiste! grazie per la vostra solidarietà, abbiamo avuto il permesso di cronaca e l’udienza è stata ripresa, vi segnaleremo quando sarà on line, per ora potete vedere-leggere qualcosa qui—> http://www.tuttoilresto-noia.blogspot.com/
Un abbraccio Etta Ragusa che, con gli amici di Vigiliamo (www.vigiliamoperladiscarica.it ) e di(http://rinascitacivica.weebly.com/), è fermamente decisa a resistere, resistere, resistere…grazie ancora. Questa è una vittoria di tutti!

Grande Etta e grandi tutti coloro che l’hanno sostenuta e aiutata. Continuamo a resistere ragazzi, possiamo farcela anche contro i colossi! Questa sentenza dimostra che i cittadini attivi se lavorano bene, ottengono giustizia. Il tentativo di intimidazione non è andato a buon fine!
Appena sarà diffuso pubblicheremo il video

Acqua Bene Comune: punto della situazione in Puglia.

Aggiornamento degli ultimi avvenimenti che riguardano la nostra Puglia:

Vendola e la Legge regionale per l’ACQUA PUBBLICA (quando?)

Dalla Mail list del Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua mi è giunta stasera questa mail da Beppe:

Giunta approva disegno di legge regionale su acqua bene comune.

La Giunta Regionale pugliese ha approvato oggi il disegno di legge regionale che sancisce il principio dell’acqua bene comune dell’umanità, per cui il servizio idrico integrato deve essere necessariamente gestito da un soggetto pubblico. Lo rende noto l’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati relatore del provvedimento.
Il disegno si compone di 15 articoli che stabiliscono i termini di governo e gestione del Servizio Idrico Integrato attraverso la costituzione dell’azienda pubblica regionale “Acquedotto Pugliese – AQP”.
Specificamente si stabiliscono i principi dai quali trae ispirazione l’intero disegno di legge, ovvero che l’acqua è un bene comune, di proprietà collettiva, essenziale e insostituibile per la vita, non assoggettabile a leggi di mercato, il cui approvvigionamento deve essere difeso e garantito dalla Regione Puglia. Viene inoltre sancito il principio secondo cui il servizio idrico integrato è privo di rilevanza economica e deve essere sottratto da ogni regola della concorrenza.
Il disegno di legge istituisce l’azienda pubblica regionale “Acquedotto Pugliese – Aqp”, che subentra all’Acquedotto pugliese s.p.a. e sarà amministrata in forma di azienda pubblica regionale priva di scopo di lucro che potrà eventualmente gestire attività diverse dal servizio idrico integrato, attraverso la costituzione di società anche miste, purchè gli utili siano utilizzati per migliorare il servizio. Per garantire inoltre la disponibilità e l’accesso all’acqua come diritti inviolabili dell’umanità, il disegno di legge istituisce un fondo regionale per il diritto all’acqua ed uno di solidarietà internazionale. Il primo, gestito dalla Regione Puglia con i Sindaci associati nell’ambito territoriale ottimale, mira a garantire il livello essenziale di accesso all’acqua per soddisfare i bisogni essenziali di vita di ogni Cittadino, che saranno garantiti gratuitamente e a carico della fiscalità generale; il secondo invece tende a rimuovere gli squilibri economici e sociali e a contribuire a garantire il diritto all’acqua potabile a quelle popolazioni che non hanno accesso ai servizi idrici.
Il Consiglio d’amministrazione dell’azienda regionale sarà composto dal presidente, dal vice presidente e da tre consiglieri d’amministrazione nominati dall’assemblea dei sindaci pugliesi.
“Il servizio idrico integrato gestito da un soggetto pubblico – ha commentato l’assessore Fabiano Amati – è la migliore garanzia per affermare nei fatti piuttosto che a parole che l’acqua è un bene comune dell’umanità. Se questo è vero in generale, è altrettanto necessario in Puglia: una regione che notoriamente non ha acqua e per questo la capta e adduce dalle regioni limitrofe, attraverso l’opera ingegneristica più complessa del mondo e più grande d’Europa. L’acquedotto pugliese fu realizzato per emancipare i pugliesi dalla sete e dall’ingiustizia – ha concluso Amati – ed ancora oggi abbiamo la necessità d’affermare la pubblicità del servizio idrico integrato per non trovarci catapultati in più nuove forme di ingiustizia, che sarebbero realizzate attraverso la gestione privata del servizio, disperdendo il tanto e il buono fatto negli ultimi cinque anni da AQP.”
Schema DDL

Purtroppo una delle responsabili del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, la dott.ssa Margherita Ciervo, ci tiene a sottolineare quanto segue:

Ciao a tutti,

purtroppo Beppe è stato impulsivo e si è fatto prendere da facile entusiamo. Prima di dare una valutazione di qualsiasi tipo al testo di legge licenziato nel pomeriggio dalla giunta bisogna procedere ad un confronto attento con il testo elaborato dal Tavolo Tecnico “Acqua Bene Comune dell’Umanità”. Del resto già ad un primo sguardo ravviso delle divergenze come, ad esempio, la modifica dell’articolo 2,comma 2 che nella versione definitiva del testo “condiviso e concordoto” recitava:

“In funzione della peculiare situazione morfologica della regione e della rilevanza strategica della rete infrastrutturale per garantire il diritto all’acqua a tutta la popolazione, la gestione del servizio idrico integrato è affidabile esclusivamente a un’azienda pubblica regionale, di diritto pubblico, in grado di garantire la gestione dell’intero ciclo con criteri di efficacia, efficienza, trasparenza, equità sociale, solidarietà, senza finalità lucrativa e nel rispetto dei diritti delle generazioni future e degli equilibri ecologici”.

Mentre, nel testo approvato oggi dalla giunta è stato eliminata la dicitura “di diritto pubblico” ed è stata aggiunta la frase sotto evidenziata, la quale potrebbe apparire un’apertura (neanche tanto velata) al modello in housing, considerando che la dicitura “azienda pubblica regionale”, senza la dicitura “di diritto pubblico”, potrebbe essere anche intesa come azienda di proprietà pubblica regionale e, dunque, una spa.

“In funzione delle peculiarità sancite dall’art. 1 comma 3 della presente legge, la gestione del servizio idrico integrato pugliese è affidato esclusivamente a un’azienda pubblica regionale in grado di garantire la gestione dell’intero ciclo con criteri di efficacia, efficienza, trasparenza, equità sociale, solidarietà, senza finalità lucrativa e nel rispetto dei diritti delle generazioni future e degli equilibri ecologici, e che realizzi la parte più importante della propria attività con gli enti pubblici che la controllano”.

In ogni caso, mi riservo di inviarvi ulteriori ragguagli dopo il confronto con gli altri nostri componenti del tavolo tecnico (Alberto Lucarelli, Rosario Lembo e Corrado Oddi) nonchè con il Comitato pugliese (che lunedì pomeriggio si riunisce in assemblea regionale).

A presto e con prudenza!

Margherita Ciervo

L’On.Vico al Governo: “Possiamo ridurre l’area da bonificare a Taranto ridefinendo il perimetro della bonifica?”

Lettera di Alessandro Marescotti molto molto interessante:

Ciao a tutti/e,

mi è stata segnalata da un’amica una interessante pagina sulle interrogazioni in materia di ambiente (dal sito che fa monitoraggio parlamentare), che è
http://www.avvisatore.it/Default_Categoria.asp?CodCat=CatAMBIENTE

Se si fa una ricerca mirata su Taranto compare questa interrogazione del 2007 a cura dell’on. Ludovico Vico:
http://www.avvisatore.it/Default_Dettaglio.asp?IdArt=5799

E’ lunghissima e riguarda la bonifica di Taranto che è SIN (Sito di Interesse Nazionale) in quanto sito ad alto rischio di crisi ambientale. Se si ha la pazienza di arrivare alla fine, troviamo che l’on.Vico chiede “se il Ministro, sulla scorta dei dati sinora raccolti, intenda rivalutare ed eventualmente ridefinire la perimetrazione dell’intero SIN di Taranto escludendo le aree considerate non potenzialmente inquinate, ai fini di favorire nuovi insediamenti produttivi”.

Traduzione dal politichese all’italiano per chi ha fretta.

Chiede l’Onorevole al Governo: “Possiamo ridurre l’area da bonificare a Taranto ridefinendo il perimetro della bonifica? Facciamo una “minibonifica” invece della “maxibonifica”? Ci fate uno “sconto” sugli spazi da bonificare?”
Perché l’Onorevole vuole ridurre l’area da bonificare? Perché se un’area “da bonificare” non viene bonificata non può ospitare un nuovo insediamento produttivo. E allora che fare? Escludiamo dalla perimetrazione alcune aree in modo da poterle sfruttare economicamente: lì non va fatta la bonifica e può ripartire l’economia tarantina. E come escludere la bonifica? Considerando le aree precedentemente perimetrate in quanto inquinate come “potenzialmente non inquinate”. Praticamente Taranto si sta autobonificando da sola: perché continuare a manterere una megaperimetrazione che non fa partire lo sviluppo?

Evviva l’on. Vico!

Alessandro

Si, devo dire che siamo in buone mani…..

La regione Veneto dice no,con voto trasversale ,alla costruzione di due inceneritori

Dal Blog di Beppe Grillo:

Qualunque cittadino informato vorrebbe l’immediata chiusura degli inceneritori. Per almeno due ragioni: provocano tumori e sono antieconomici, finanziati dalla bolletta Enel con il Cip6. Paghiamo persino per morire. La Regione Veneto ha bloccato in modo definitivo la costruzione di due inceneritori. Ora bisogna smantellare gli altri!

TREVISO INCENERITORI

L’impianto di depolverazione continua a NON FUNZIONARE….

NOTA STAMPA

Divulgo queste foto scattate alle ore 16.30 di oggi, martedì 2 febbraio 2010. Risulta evidente come il sistema di depolverazione, appena inaugurato, ancora non funzioni. E’ scontato che ci siano continue anomalie negli impianti dell’Ilva e che questo nuovo apparato, realizzato dalla ALSTOM POWER Italia, non riesca a funzionare come dovrebbe in un’acciaieria che ha sicuramente problemi di vetustà.Questo episodio, accaduto davanti a tanti testimoni, insieme a quelli relativi alle continue fuoriuscite dai camini dell’Ilva di fumi di varia natura, che sono visibili soprattutto nelle ore notturne, costituisce un ulteriore grave pericolo per coloro che abitano a pochi metri di distanza dall’area industriale.
Taranto, li 2 febbraio 2010
Prof. Fabio Matacchiera

Chissà perchè dell’inceneritore di Acerra inaugurato da Berlusconi e non partito, così come delle strane emissioni di questi giorni, si parla, mentre di questo flop inaugurato da Vendola no…Su di noi c’è un velo di omertà incredibile….

IL MONITORAGGIO IN CONTINUO NON ESISTE! Lo conferma il direttore dell’Arpa Dott.Assennato

L’Arpa è un organismo di garanzia? Dobbiamo credere a quello che ci dice? Bene, ecco cosa ci dice il Dott.Assennato in merito al monitoraggio in continuo h24 richiesto a gran voce da tanti:

Dott.Assennato-Direttore Arpa Puglia confema che il monitoraggio h24 non è fattibile

La Legge della Regione Puglia anti-diossina n. 44 del 19 dicembre 2008 prevedeva:

Articolo 3.
Vigilanza e Controllo
1. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore delle presenti disposizioni, i gestori di impianti di cui allarticolo 1, già esistenti e in esercizio, devono elaborare un piano per il campionamento in continuo dei gas di scarico e presentarlo allAgenzia regionale per la protezione ambientale della Puglia (ARPA Puglia) per la relativa validazione e definizione di idonea tempistica per ladozione dello stesso. Gli oneri connessi allesecuzione del predetto piano sono a totale carico dei soggetti gestori. Nellambito del piano lARPA Puglia provvede a effettuare verifiche a campione per valutare leffettiva attuazione dei piani di campionamento e la relativa efficacia. Per tutti gli impianti di cui allarticolo 1 di nuova realizzazione, lelaborazione del piano di campionamento e la validazione dello stesso da parte dellARPA Puglia è adempimento essenziale ai fini del conseguimento delle autorizzazioni necessarie per lentrata in esercizio.
POI PERO’
Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare,
il Ministero dell’Interno,
il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali,
il Ministero per i Rapporti con le Regioni,
il Ministero dello Sviluppo Economico,
la Regione Puglia,
la Provincia di Taranto,
il Comune di Statte,
il Comune di Taranto,
ILVA s.p.a.,
ISPRA e ARPA Puglia
convengono di integrare l’Accordo di Programma sottoscritto in Bari l’11 aprile 2008, con il Protocollo d’intesa il cui Articolo 2 dice:

1. In deroga a quanto previsto all’articolo 3 della Legge Regionale 19 dicembre 2008 n. 44, le parti convengono che,dopo la messa a regime dell’impianto urea, in corso di realizzazione presso l’ILVA di Taranto, verrà effettuato, da parte di ISPRA e di concerto con ARPA Puglia, e con oneri a carico del gestore, un monitoraggio delle emissioni di diossine. Detto monitoraggio avrà durata semestrale, con rilievi effettuati ai sensi della Norma UNI EN 1948:2006, ciascuna prova sarà articolata su tre misure effettuate in giorni consecutivi, con campionamenti di 8 ore ciascuna. Le prove saranno ripetute a settimane alterne. I dati rilevati costituiranno la banca dati utile alla verifica dell’effettivo comportamento dell’impianto, dell’efficienza, dei valori emissivi, nonché delle tecniche di ottimizzazione delle prestazioni ambientali delle due linee esistenti anche al fine di valutare l’effettiva possibilità, sotto il profilo tecnico-scientifico, di rispettare i limiti posti dalla legge regionale ed individuare, se necessario, soluzioni anche dal punto di vista normativo.

DI FATTO ATTUALMENTE NULLA OBBLIGA L’ILVA AL CAMPIONAMENTO/MONITORAGGIO IN CONTINUO.
MOLTI CITTADINI E ASSOCIAZIONI CHIEDONO A GRAN VOCE CHE SI TORNI ALL’ARTICOLO 3 DELLA LEGGE REGIONALE COSI’ COME ERA ALL’INIZIO, PRIMA DELLA FIRMA DEL PROTOCOLLO, CHE PERALTRO E’ SOTTOSCRITTO ANCHE DALLA REGIONE….IN QUESTO VIDEO IL DIRETTORE DELL’ARPA DI FATTO CI DICE CHE E’ INUTILE CHIEDERE IL MONITORAGGIO IN CONTINUO, NON ESISTE!!!! DI CHE STIAMO PARLANDO ALLORA? COSA STIAMO CHIEDENDO? SI CHIEDE IL CAMPIONAMENTO IN CONTINUO? BENE! MA PER CAMPIONARE IN CONTINUO BISOGNA PRIMA PERMETTERE L’EMISSIONE DELL’INQUINANTE, POI ANALIZZARLO, FARE UNA STIMA E INFINE STABILIRE CHE IN MEDIA SI SONO SUPERATI I LIMITI…POI SI CONCEDONO A RIVA 30 GG PER RIENTRARE NEI VALORI…CON CALMA PERO’…

BASTA CON LE LEGGI: CHIEDIAMO LE ALTERNATIVE ECONOMICHE E CHIUDIAMO QUEL MOSTRO! LA BONIFICA DOBBIAMO CHIEDERE, NON IL MONITORAGGIO! BASTEREBBE ANALIZZARE UNA SEMPLICE ZOLLA DI TERRENO NELLE VICINANZE PER AVERE I DATI DEL DISASTRO PROVOCATO! SE IO BUTTO DAL BALCONE LA POLVERE VENGO MULTATO, PERCHE’ L’ILVA NO?!?
SINGOLARE L’APPLAUSO DEI PRESENTI CHE NON SONO CONSAPEVOLI DELLA GRAVITA’ DI QUANTO DETTO…..

Pelillo fa una domanda? I cittadini rispondono!

La fortuna del principiante…Ero in giro con amici con la macchina fotografica e cosa scopro? Che nella notte i manifesti di cui Pelillo, consigliere regionale, aveva tappezzato la città, sono stati modificati da alcuni cittadini che hanno risposto alla domanda che gli era stata posta.Non poteva che partire la caccia al manifesto.
Quando si fà una domanda è giusto anche ricevere la risposta…
Vediamo se il politici capiscono che è finito il tempo di fare manifesti elettorali in cui loro se la cantano e se la suonano….
Ecco come l’Ilva sta lavorando per rispettare la Legge Anti-Diossina entro il 2010…

Ecco alcune foto di alcuni manifesti. Tra l’altro i manifesti hanno avuto una resa pessima e con la pioggia la faccia del consigliere è diventata butterata…Destino…


Prima foto piuttosto ironica…Non ricordo la zona, sorry!


Corso Umberto(Angolo Via R.Margherita)


Via Leonida(Zona Mercato Fadini)

Vicinanze Ex Caserma Vigili del Fuoco(via Laclos)

Viale Virgilio(Zona Lunapark)


Via Medaglie D’Oro Angolo Via Campania

Anche i 6×3!

Parco Pino Presente(vicinanze Giardini Virgilio)

Corso Italia angolo Viale Magna Grecia
Via Ancona (vicinanze Santa Rita)